L'estate del suo topless

di
genere
voyeur

Questa storia inizia diversi anni fa, lavoravo in un ufficio con parecchi giovani, ma tra tutte io avevo posato gli occhi su di Lei: 28 anni, castana, lunghi capelli lisci, alta più di 1,70, magra, grandi occhi scuri, un nasino perfetto, cosce lunghe, un sederino ben tornito, seno non grandissimo (una seconda abbondante) e portamento da modella. Ai miei occhi era la ragazza più bella che avessi visto.

Piaceva un po' a tutti ma a causa del suo carattere schivo a tratti quasi altezzoso, in pochi tra gli uomini la avvicinavano. Concedeva poco anche dal punto di vista del vestiario: mai una scollatura, praticamente mai una gonna, raramente dei tacchi, quasi sempre jeans e magliette o camicie, il suo fisico lo lasciava solo intuire senza concedere cm di pelle.
Sapevo fosse fidanzata, e quindi il mio interesse non andava più in la dell'ammirarla da lontano e scambiarci due parole se nasceva occasione.

Era il periodo di msn, in ufficio un po' tutti lo usavano per passare qualche minuto di distrazione e non era inusuale chiedere il contatto a chiunque. Così mi feci dare anche il suo.
Poi da un amico seppi che si era lasciata. Bingo! E' il momento giusto, pensai.
Così cominciai a scriverle, ogni giorno, con le scuse più disparate, per fare due chiacchiere e sondare il terreno.
Non sembrava così restia a darmi corda, quindi mi feci sempre più coraggio fino ad invitarla ad uscire.
- Magari un aperitivo
Dissi per non tirare troppo la corda.
Lei accettò, e così uscimmo.
Il primo appuntamento diventò una cena, una chiacchierata e qualche risata, e li ci fermammo, sempre perchè pensavo di non volermi bruciare l'occasione con la fretta.
Ma avevo pagato io, così usai questa scusa per dirle, dopo le sue insisitenze per dividere il conto, che avrebbe potuto sdebitarsi con una seconda cena.

Così avvenne, e mi portò in un ristorante in centro di sua conoscenza.
La seconda cena fu ancora più rilassata, e spaziammo su molti argomenti, raccontandoci un po', complice anche una bella bottiglia di vino bianco.
Lei mi raccontò la sua passione per il mare e l'abbronzatura (aveva una splendida carnagione ambrata d'estate) e li mi si accese una lampadina.
Si perchè da sempre ho il pallino del topless, soprattutto se si parla di persone conosciute. Probabilmente questo "turn on" nasce da una mia esperienza preadolescenziale che mi rimase molto impressa: avevo forse 11/12 anni, quando al mare, una amica di mia sorella, di 18 anni, si presentò in spiaggia in topless. Era la mia prima visione di un bel seno dal vivo, e lo sognai per mesi e mesi quel topless.
Ancora oggi quindi, l'idea che una ragazza che conosco, o la mia compagna, si riveli tette al vento, al mare, in mezzo a sconosciuti, è una cosa che mi eccita molto.

Ovviamente mi era già capitato di pensare a lei in questo senso: essendo sempre molto abbronzata mi chiedevo se questa sua passione la portasse anche a mostrare qualcosa in più in spiaggia. Scorgere eventuali segni era quasi impossibile, visti i suoi consueti outfit, ma dal quel poco che pensavo di aver capito di lei, ritenevo quasi impossibile che facesse topless. Nonostante fosse un periodo storico in cui era piuttosto diffuso anche in Italia.
In ogni caso, raccontai (maliziosamente) una uscita con dei colleghi dell'anno precedente, in cui una ragazza portò un'amica, che si mise in topless senza nessun problema in mezzo a questo gruppo di sconosciuti.
Lei quasi imbarazzata, disse:
- Vabbè ma non c'è niente di male...
E io vedendo uno spiraglio:
- Ma si figurati, non volevo giudicare... ma perchè, a te è capitato di fare topless?
Intanto il cuore batteva a mille aspettando la risposta.
- Beh...in alcune situazioni...magari con pochissima gente in giro...si, è capitato.
Il cuore a questo punto era al galoppo. Ebbi un flash immaginandola in spiaggia, col seno nudo adagiata su un lettino, bellissima e disinibita.
Mi affrettai a mitigare l'imbarazzo.
- Comunque certo, non c'è nulla di male, lo racconto solo perchè questa ragazza si è fatta notare, andando anche al bar con una maglia bucata ed era praticamente nuda... insomma.
E lei fece cadere il discorso.

Quella sera ci baciammo, usciti dal ristorante e poi prima di rivederla dovetti aspettare qualche settimana.
Si faceva desiderare e intanto io ogni tanto ripensavo a quell'accenno, sognando ad occhi aperti di vederla in topless al mare.
Finalmente riuscii ad invitarla a casa mia, e dopo un altro aperitivo, altro vino e qualche bacio, la portai a letto. Mi sembrava quasi irreale, la ragazza che avevo sognato e guardato da lontano ogni giorno in ufficio, era nel mio letto.
La spogliai piano, nella penombra della mia stanza, e impazzii nel vedere finalmente quel corpo snello e sinuoso senza veli. Le lunghe gambe ben depilate, i piedi curati, quel bel seno morbido, su cui spuntava una aureola rosa abbastanza grande e un capezzolo appena accennato. Facemmo l'amore, due volte e lasciò il suo profumo sulle lenzuola.

Non divenimmo una coppia vera e propria, lei non voleva si sapesse al lavoro e spesso era sfuggevole, per degli strascichi della storia precedente, ma poterla frequentare e andarci ogni tanto a letto, era un sogno avverato, anche se, e qui potrò sembrare folle, per me il topless rimaneva una fantasia accesa.
Ripensai a quel racconto più volte, eccitandomi da pazzi, e buttai la il discorso nei successivi incontri, facendo aggiungere dei pezzettini con domande mirate:
- Ma quindi fai topless abitualmente in spiaggia?
- Ma no, capita in posti dove non si nota. Magari con poca gente, dove non ti stanno a guardare con gli occhi di fuori.
- Tipo, dove?
- Ma in vacanza qualche volta, all'estero, con le amiche, o con il mio ex, nelle calette, in spiaggie libere...
- E al mare vicino casa?
- No, poco, anche se... c'è una spiaggia di fricchettoni e nudisti, e la ogni tanto andiamo con due mie amiche. Capirai, c'è gente nuda figurati se guardano me con le tette di fuori. A me piacerebbe non avere il segno, e poi quando vai in spiaggia è una schiavitù doversi slacciare ogni volta il top quando ti metti di schiena, riallacciarlo quando ti giri...il laccetto al collo ti fa il segno. Vuoi mettere poter stare in libertà senza questo pensiero?
- Ma è capitato mai che qualcuno che conoscevi sia arrivato in spiaggia e ti abbia visto?
E in quel momento mi eccitavo al solo pensiero che potesse essere capitato a me, magari anche prima di esserci stato al letto, sarei morto di infarto!
- Vabbè, una volta... dei ragazzi che conosciamo sono arrivati in spiaggia...
- E ti sei coperta quando li hai visti?
- ... mmmhh, a quel punto...tanto ormai mi avevano vista...
Io sempre più eccitato.

Non vedevo l'ora arrivase l'estate e la possibilità, seppur remota, che questo succedesse con me presente.

Finalmente arrivò Luglio e con lui la voglia di mare. Dopo qualche tentativo riuscii a convincerla ad andare insieme in una spiaggia ed optammo per un posto poco frequentato, perchè c'era sempre questa esigenza di non incontrare gente del lavoro.
Arrivammo e ci mettemo sui lettini, lei indossava un bikini nero, niente di troppo rivelante, top a triangolo imbottito, ma purtroppo la giornata si svolse senza sussulti. Di tanto in tanto slacciava il laccetto dietro al collo appoggiando le bretelle sui lati e stando attenta a non scoprirsi. Di schiena si slacciava il gancetto dietro e scostava il laccio, ma senza troppi movimenti. Sbuffava svolgendo queste operazioni, ma io non dissi nulla per paura di sembrare troppo insistente.

Verso fine luglio mi disse che sarebbe andata in vacanza con una sua amica storica, destinazione Costa Azzurra. Cazzo, pensai! Il paradiso del topless!
Ovviamente alla prima uscita scattò il terzo grado:
- Ma farai topless? Capirai, li sono tutte a tette di fuori!
- Ma non lo so, io non sono così abituata. Per la mia amica è diverso, lei lo fa dovunque, non riesce proprio a starci col pezzo sopra. E poi ha un seno piccolissimo, che neanche si nota, per me è un po' diverso. Comunque vedremo.
La mia fantasia ormai era senza briglie!

Partì, ed ogni tanto ci scrivevamo messaggi, e mi raccontava di essere a Cannes, poi in giro per varie spiaggie. Non era ancora l'epoca degli smartphone, ma cmq si potevano mandare gli MMS con le foto. Un giorno mi arriva questo MMS, vedo il suo nome e lo apro col cuore in gola sperando in una sua foto. E' invece una foto di una spiaggia di ciottoli e in lotananza il mare.
- Oggi siamo qui, su questa spiaggia bellissima...ovviamente in topless!
Sapeva benissimo di farmi eccitare ed ovviamente nonostante le richieste, nessuna sua foto.

Al suo ritorno le domande si fecero sempre più incessanti:
- Raccontami, quindi hai fatto sempre topless? In che situazioni? C'era tanta gente? Sei rimasta così anche facendo il bagno?
Lei mi raccontò che partì piuttosto timida, col bikini, poi soprattutto vedendo che la era la normalità, donne di ogni età tutte in topless, al secondo giorno si decise e cominciò a togliersi il reggiseno stando stesa. Piano piano prese sempre più confidenza, e cominciò a farlo da seduta, e persino a farsi il bagno a seno nudo.
Mi raccontò la sensazione di libertà estrema e la tranquillità nel poterlo fare senza destare sguardi.
Qualche occhiata e battuta da turisti italiani, ma per il resto grande traquillità.
Mi raccontò anche che la sua amica aveva una macchina fotografica, vecchia, a pellicola, e le fece anche delle foto in topless, ma non riuscii mai a vederle.
Avrei dato un rene!

L'estate non era ancora finita, ma le spiaggie vicino casa cominciavano a svuotarsi, e io ne approfittai per proporle una nuova giornata di sole.
Lei accettò.
Così arrivammo nella spiaggia della prima volta, il tempo non era dei migliori, e c'erano pochissimi lettini occupati. Intorno a noi, a qualche metro, una coppia di signori anziani, pochi altri, un tizio sul telo.
Ovviamente io qualche battuta la buttai la, chiedendole se la settimana francese avesse pareggiato la sua abbronzatura, e lei mi rispose che purtroppo il segno era ancora molto visibile, e che invidiava la sua amica che sfoggiava questa abbronzatura compattissima.
A me in realtà il segno eccita molto, lascia immaginare la eccezionalità del gesto di scoprire il seno, regala la magia della scoperta. Se poi viene mostrato in spiaggia come eccezione, è il massimo.
Purtroppo lei sembrava non accennare a scoprirsi più del solito. E io che avevo sperato che la settimana di topless l'avesse disinibita.
Niente, solite operazioni faticose di allaccio e slaccio.

Ad un certo punto decido di andare al bar a prendere dell'acqua, e tornando, da lontano vedo che è sul lettino a pancia in giù, che cerca qualcosa nella borsa, attaccata dietro lo schienale. Così facendo alza un po' il busto dal telo e i suoi seni si intravedono, in leggero movimento. Il tipo sul telo non si perde la scena.
Arrivato al mio lettino, alla destra del suo, le offro l'acqua e con nonchalance, ridacchiando, le dico:
- Col movimento ti si vedevano un po' le tette, il tipo accanto non si è perso la scena.
- Ma che dici, scemo.
Era il mio modo per cominciare ad introdurre l'argomento, non si sa mai.

Mano mano che scorre il tempo però, scorgo sempre maggiore insofferenza nei suoi movimenti, forse avevo ragione, quella settimana di libertà l'ha "viziata".
Da che prima di girarsi si riallacciava il gancio dietro la schiena, ora fa una mossa più disinibita: con le mani preme le coppe sul seno, non riallaccia, e a fatica, facendo leva sui gomiti, si gira a pancia in su, rimanendo col top del bikini semplicemente appoggiato.
Io fingo di non accorgermene ma intanto studio la scena.
Ogni tanto i piccoli movimenti fanno muovere il top, e i triangoli si spostano leggermente sui seni, scoprendo a poco a poco il bianco del segno.
Io sospiro e butto un occhio.
Ad un certo punto, all'ennesimo movimento, la coppa destra, dal mio lato, si sposta ancora di più, fino a lasciar uscire una parte della sua larga areola rosa, che spicca rispetto al bianco.
Io a quel punto mi metto di fianco verso di lei, accentuando il movimento per farmi notare e accenno una risatina.
Lei si gira leggermente verso di me, e così facendo il costume si sposta ancora un po', il seno destro è fuori quasi a metà.
Lei quasi presagendo quello che sto per dire, mi fa:
- Dici che sono quasi più ridicola così che in topless eh?
E io che ormai presagisco quello che sta per succedere, incredulo, annuisco.
A quel punto lei alza la mano destra, la porta verso il top, e con un gesto lento lo sposta, scoprendo interamente il suo morbido seno e portandolo vicino al suo fianco.
Finalmente ci siamo. i due triangoli bianchi splendono al sole, in contrasto col resto del corpo scuro. Le due areole perfettamente tonde e larghe, spiccano.
Lei sospira e chiude gli occhi assaporando la libertà e il sole che la accarezza.
Io sono in estasi, e anche se provo a non essere troppo palese, la guardo di tanto in tanto ammaliato.

Man mano che la giornata scorre, prende confidenza e ovviamente rimane a seno nudo ma sempre stesa.
Ad un certo punto decidiamo di andare al bar, e con mia sorpresa non rimette il top, ma indossa solo il vestitino bianco di cotone con il quale è arrivata. Lascia persino i bottoncini sul davanti aperti, con la scollatura in bella vista, che una volta seduti allarga un po' nel tentativo di prendere ancora sole, rendendo quasi visibili i capezzoli.
Io stento a credere che quella ragazza così pudica dell'ufficio, sia così a suo agio in quella situazione.
Alla fine della giornata torniamo a casa mia, e lei indossa ancora il vestitino senza reggiseno, nell'ascensore non resisto e la bacio toccandole i seni, eccitato come poche cose.
Appena entrati la spoglio e facciamo l'amore per ore.

Il giorno dopo decidiamo di fare il bis. Scegliamo però un'altra spiaggia, sempre abbastanza poco frequentata, e io per tutto il viaggio penso a come introdurre l'argomento o porre la questione per farla rimettere in topless.
Prendiamo i lettini, sistemiamo i teli e io risalgo verso il bar per prendere qualcosa da bere.
Quando torno, con mio stupore, vedo che non ci sarà bisogno di chiedere: lei è già stesa, con indosso solo la mutandina, stavolta bianca, del costume, e le tette al vento, i triangoli bianchi e i capezzoli rosa a fare bella mostra di loro.
Sarà un'altra giornata di immagini che rimarranno scolpite nella mia mente, di lei che non indosserà più il top se non per andare al bar, ma che, disinibita come mai avrei immaginato, si muove sul suo lettino sempre in topless, si siede, addirittura si alza per rivestirsi, serena e libera.

Ci furono altri incontri, altro sesso, qualche altro sporadico giorno di mare, e poi la storia finì. Lasciandomi però il ricordo indelebile del suo topless, prima sognato, poi immaginato e infine vissuto.
di
scritto il
2026-04-30
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