Il sapore del proibito

di
genere
etero

Se il sesso è bello, lo è ancora di più quando l'oggetto del desiderio è una persona che non potresti avere. Questo mi è passato per la testa quando ho conosciuto Augusta, 28 anni, cugina della mia ragazza Viola. Il primo incontro c'è stato nel più classico dei pranzi della famiglia del sud, quello dove metà delle persone non le conosci, e l'altra metà vorresti evitarle. Arriviamo a questo pranzo e mi trovo davanti Augusta, nessuna forma particolarmente in vista, ma un fisico che definire 'bilanciato'. Una seconda abbondante di seno, un culo sodo e un fisico asciutto, condito da un visino da ragazza dolce e premurosa. Se non fossi fidanzato - e non lo fossi con la cugina - sarebbe il prototipo ideale.
A questo pranzo seguono un altro paio di occasioni conviviali, dove ogni volta mi convinco che portarsi a letto Augusta sarebbe una soddisfazione non da poco.

Arriva l'estate successiva al nostro primo incontro, e per una serie di incroci del destino ci troviamo entrambi in villa al mare. Io con la mia ragazza, mentre lei da sola e il fidanzato l'avrebbe raggiunta soltanto pochi giorni dopo. Tra noi 3 non c'è imbarazzo e le prime due giornate passano in serenità, ma il terzo giorno succede qualcosa: la mia ragazza doveva rientrare di corsa in città, per un colloquio di lavoro. Parte la mattina presto e sarebbe tornata nel primo pomeriggio. Io e Augusta ci alziamo con calma, facciamo colazione e decidiamo poi di prendere il sole in giardino.

Dopo una mezz'ora di sole, a entrambi viene voglia di fare un bagno in piscina. In costume potevo notare ancora di più il suo fisico perfettamente bilanciato, e quel desiderio di possederla saliva, ora che eravamo soli. Nell'avvicinarsi alla piscina però Augusta scivola e prende una bella botta, io ero dentro a recuperare gli asciugamani e sento un urlo. Subito mi precipito e la vedo dolorante. Mi avvicino per capire che cosa ha, e inizio a toccare il piede per capire se è rotto. Ovviamente il mio pennacchio non distingue tra una situazione d'emergenza e una situazione intima, e quel contatto inatteso lo accende.

Augusta mi dice "Uao, allora non ti sono indifferente". Io rispondo che no, non mi era differente, ma che purtroppo era la cugina della mia ragazza. E sorprendentemente lei si avvicina al mio volto, e mi dice a bassa voce: "Si, ma sono anche una femmina". A quel punto succede l'inevitabile, scatta un bacio lungo e passionale, le lingue si intrecciano, e le mie mani scorrono dal piede all'altezza della vita, per intrufolarsi nelle mutande del costume.

Lei geme, ma ci fermiamo solo il tempo di buttarci in acqua. Io la getto contro la parete della piscina e continuo a baciarla: sulla bocca, sul collo, sul seno. Le mie mani non si fermano e le sue iniziano a tirare fuori l'uccello, che ormai era divenuto marmo. Andiamo avanti qualche minuto così e poi mi sussurra all'orecchio "prendo la pillola". Il messaggio era chiaro.

Tempo qualche secondo la volto, abbasso le sue mutande, e dopo averle preso con forza le tette le infilo il mio cazzo dentro. Una sensazione meravigliosa, una fica avvolgente, lei che gemeva e io che baciavo ogni centimetro della sua pelle. Un rapporto lento, goduto, passionale, ma volevo di più. La prendo e la tiro fuori dall'acqua. Mi sdraio sul lettino e la invito a salire sopra, volevo vedere sopra di me quel ben di dio muoversi al ritmo del mio cazzo. E così accade, per qualche interminabile minuto. Infine il pi classico dei missionari, per sborrarle dentro e finire una mattinata meravigliosa. Finito il rapporto continuiamo a baciarci, fino a che una telefonata della mia ragazza interrompe tutto perché ci racconta che tornerà a breve. Ma non sarà l'ultima volta con Augusta
scritto il
2026-04-29
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