Tinteggiare la casa
di
ginove
genere
incesti
Tinteggiare l'esterno della casa è un lavoro impegnativo, papà aveva preparato un castello con dei ponteggi che gli aveva prestato Rocco l'amico. Rimandava di sabato in sabato perché era impegnato con gli straordinari dell'impresa dove lavorava. Decidiamo di provarci io e mamma, non avevamo una gran dimestichezza col pennello. comunque era il caso di provarci, stavamo tutto il giorno senza far nulla io e mamma, è vero che spesso andavamo nella spiaggia vicina, scomoda da raggiungere ma poco frequentata, ma ora c'era un lavoro più importante da fare. Papà ha preparato il prodotto da passare ed abbiamo
iniziato. Io con i pantaloncini, mamma con una mia vecchia camicia slabbrata e nulla che
la potesse coprire. La nostra casa era recintata totalmente da piante di alloro che emanavano un profumo inebriante, dalla stradina nessuno poteva vederci. la mattina col
fresco si stava bene, nel primo pomeriggio col sole che ci bruciava era quasi impossibile
continuare -Giorgio al mare stiamo nudi, possiamo farlo anche qui, può darsi vada meglio.
Mentre lo diceva era rimasta nuda, l'ho imitato istantaneamente. Io e mamma non abbiamo
segreti, neanche con papà, se dobbiamo fare una scopata non ci poniamo problemi, l'abbiamo fatto decine di volte. In quelle condizioni ci è tornata la voglia di lavorare,
ma nel momento in cui mamma stava travasando il prodotto dal bidone più grande al recipiente più piccolo, si è messa a novanta, posizione irresistibile l'ho puntata. la sua reazione è stata fantastica -Dai entra- -Mamma sul castello-? -Andiamo sul letto,
mi è venuta voglia- -Mamma siamo sudati-Abbiamo ripreso il lavoro che ad un certo punto
è stato interrotto, con quel caldo non si poteva continuare. Abbiamo lavato pennelli e rullo poi siamo andati in doccia insieme per togliere le gocce di prodotto sulla pelle.
Ci siamo asciugati, siamo andati direttamente sul letto, ora mamma mi sembrava più disposta ad accogliermi, con le gambe allargate, appena sono entrato voleva che spingessi
di più, lo voleva sentire tutto dentro, era molto eccitata, è venuta prima lei, poi io,
non voleva farmi uscire -Lascialo dentro fammi morire- -Mamma posso morire di fame-
Dopo il pranzo siamo tornati sul letto, la sera quando papà è tornato si è unito a noi.
Domani ci riproviamo col pennello
iniziato. Io con i pantaloncini, mamma con una mia vecchia camicia slabbrata e nulla che
la potesse coprire. La nostra casa era recintata totalmente da piante di alloro che emanavano un profumo inebriante, dalla stradina nessuno poteva vederci. la mattina col
fresco si stava bene, nel primo pomeriggio col sole che ci bruciava era quasi impossibile
continuare -Giorgio al mare stiamo nudi, possiamo farlo anche qui, può darsi vada meglio.
Mentre lo diceva era rimasta nuda, l'ho imitato istantaneamente. Io e mamma non abbiamo
segreti, neanche con papà, se dobbiamo fare una scopata non ci poniamo problemi, l'abbiamo fatto decine di volte. In quelle condizioni ci è tornata la voglia di lavorare,
ma nel momento in cui mamma stava travasando il prodotto dal bidone più grande al recipiente più piccolo, si è messa a novanta, posizione irresistibile l'ho puntata. la sua reazione è stata fantastica -Dai entra- -Mamma sul castello-? -Andiamo sul letto,
mi è venuta voglia- -Mamma siamo sudati-Abbiamo ripreso il lavoro che ad un certo punto
è stato interrotto, con quel caldo non si poteva continuare. Abbiamo lavato pennelli e rullo poi siamo andati in doccia insieme per togliere le gocce di prodotto sulla pelle.
Ci siamo asciugati, siamo andati direttamente sul letto, ora mamma mi sembrava più disposta ad accogliermi, con le gambe allargate, appena sono entrato voleva che spingessi
di più, lo voleva sentire tutto dentro, era molto eccitata, è venuta prima lei, poi io,
non voleva farmi uscire -Lascialo dentro fammi morire- -Mamma posso morire di fame-
Dopo il pranzo siamo tornati sul letto, la sera quando papà è tornato si è unito a noi.
Domani ci riproviamo col pennello
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