Il prestito di soldi da zia P.(2)
di
Alers
genere
confessioni
Porto i soldi a casa e dico a nonna di pagare con quei 500 euro la prima tranche della bolletta della luce e della spazzatura.
Nonna è contenta siccome lei ha soltanto la pensione da 600 euro come reddito e non si sognerebbe mai di chiedere soldi ai suoi figli,al Sud e specialmente a Salerno ai figli non si chiede nulla,piuttosto pezzenti.
Una boccata d'aria,finalmente.
Durante questi 30 giorni è facile incontrare zia del piano di sotto,tra le scale oppure quando sale su da nonna.
Si da nonna,perchè passano soprattutto per lei.
Abbasso lo sguardo e vado avanti.
Arriva il 30 esimo giorno e sento bussare dal campanello fatto installare su richiesta di zia P. per non dover salire sempre su.
Si affaccia nonna.
Rientra e mi dice che cerca me.
Scendo a passo spedito,immaginando il motivo.
Mi trovo zia seduta di spalle al tavolo della cucina,indossa una sorta di tuta/leggins grigio scuro e una maglietta gialla.
Entro e mi siedo di fronte.
Fuma,come sempre.
Mi chiede se ho portato i soldi del prestito.
Ovviamente non li ho ma ho anche da chiederne altri.
Espira il fumo di lato e accena un sorriso.
Mi dice che va bene ma come l altra volta la mia lingua "lunga" doveva finire in mezzo al suo grosso culo.
Accetto.
Lei si mette di lato come l altra volta,abbassa di colpo la tuta e si posiziona facendo sporgere dalla spalliera della sedia solo le sue grosse e bianche natiche.
Ormai gia so cosa devo fare e vado a mettere le mie mani su e le apro.
Mi trovo di nuovo li,in mezzo a suo culo per dei soldi.
Si gira e mi dice di sbrigarmi,senno esco dalla porta.
Mi avvicino e a fatica avvicino la lingua disconettendo il cervello.
"Adda ascì lind e pint comm a casa mij"(deve uscire lindo e pinto come la casa mia),risata e due colpi di tosse da fumo.
M teniv mocc ogni doje e tre e mò continu a vuttà sta lengua miezz e pacc(avevi da sparlare ogni due per tre e ora continua a buttare questa lingua nel mio culo).
Affondo la faccia completamente con mento e naso tra le sue natiche voluminose,lo sguardo fisso tra il solco del suo culo e la sua schiena.
Vado velocemente di lingua roteando e facendo avanti e indietro con la testa.
La sento muoversi e fare un mugugno di piacere.
"Pulezz buon"(pulisci bene).
Nel frattempo scrolla video sui social e una breve videochiamata con C. e A., due sue sorelle,passano 15-20 minuti e finisco.
Si alza e dall alto verso il basso vedo comparire un sorriso a 32 denti,anzi 31 siccome le manca un molare,di soddisfazione piu totale.
Va in camera e torna con la sua borsa,apre il portafogli e mette altri soldi sul tavolo.
Prendo i soldi,li metto in tasca e mi dice di darmi un altro mese.
Nonna è contenta siccome lei ha soltanto la pensione da 600 euro come reddito e non si sognerebbe mai di chiedere soldi ai suoi figli,al Sud e specialmente a Salerno ai figli non si chiede nulla,piuttosto pezzenti.
Una boccata d'aria,finalmente.
Durante questi 30 giorni è facile incontrare zia del piano di sotto,tra le scale oppure quando sale su da nonna.
Si da nonna,perchè passano soprattutto per lei.
Abbasso lo sguardo e vado avanti.
Arriva il 30 esimo giorno e sento bussare dal campanello fatto installare su richiesta di zia P. per non dover salire sempre su.
Si affaccia nonna.
Rientra e mi dice che cerca me.
Scendo a passo spedito,immaginando il motivo.
Mi trovo zia seduta di spalle al tavolo della cucina,indossa una sorta di tuta/leggins grigio scuro e una maglietta gialla.
Entro e mi siedo di fronte.
Fuma,come sempre.
Mi chiede se ho portato i soldi del prestito.
Ovviamente non li ho ma ho anche da chiederne altri.
Espira il fumo di lato e accena un sorriso.
Mi dice che va bene ma come l altra volta la mia lingua "lunga" doveva finire in mezzo al suo grosso culo.
Accetto.
Lei si mette di lato come l altra volta,abbassa di colpo la tuta e si posiziona facendo sporgere dalla spalliera della sedia solo le sue grosse e bianche natiche.
Ormai gia so cosa devo fare e vado a mettere le mie mani su e le apro.
Mi trovo di nuovo li,in mezzo a suo culo per dei soldi.
Si gira e mi dice di sbrigarmi,senno esco dalla porta.
Mi avvicino e a fatica avvicino la lingua disconettendo il cervello.
"Adda ascì lind e pint comm a casa mij"(deve uscire lindo e pinto come la casa mia),risata e due colpi di tosse da fumo.
M teniv mocc ogni doje e tre e mò continu a vuttà sta lengua miezz e pacc(avevi da sparlare ogni due per tre e ora continua a buttare questa lingua nel mio culo).
Affondo la faccia completamente con mento e naso tra le sue natiche voluminose,lo sguardo fisso tra il solco del suo culo e la sua schiena.
Vado velocemente di lingua roteando e facendo avanti e indietro con la testa.
La sento muoversi e fare un mugugno di piacere.
"Pulezz buon"(pulisci bene).
Nel frattempo scrolla video sui social e una breve videochiamata con C. e A., due sue sorelle,passano 15-20 minuti e finisco.
Si alza e dall alto verso il basso vedo comparire un sorriso a 32 denti,anzi 31 siccome le manca un molare,di soddisfazione piu totale.
Va in camera e torna con la sua borsa,apre il portafogli e mette altri soldi sul tavolo.
Prendo i soldi,li metto in tasca e mi dice di darmi un altro mese.
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