Mamma dorme ed io sborro

di
genere
incesti

Erano ormai cinque anni che mio padre e mia madre si erano separati, ed io ero rimasto a vivere con mia mamma. Mi chiamo Adriano e frequento l'ultimo anno delle scuole superiori, un metro e settantacinque di altezza, con un fisico tonico dovuto anche alla palestra alla quale la mia mamma mi ha avviato, essendo lei una assidua frequentatrice e tenendo molto al suo aspetto fisico. Mia madre, Rosalina, una donna molto bella ed affascinante, capelli castano scuri, un metro e sessantotto di altezza, 45 anni, con due tette che sfidano la legge di gravità ed un culo che fa girare molti degli uomini che la incontrano. Guardandola da dietro tanti la potrebbero scambiare per una brasiliana guardandole il culo. Non so come abbia vissuto la separazione, ma è da un pò di tempo che la sera prima di andare a letto, prende delle goccioline per dormire. Sabato sera non ero uscito con i miei amici e son rimasto a casa con mia madre, abbiamo guardato la tv seduti sul divano ed ad un certo punto ho notato che le si chiudevano gli occhi. Girandomi a guardarla, sorridendo, gli occhi sono andati a guardare le splendide tette che fuoriuscivano dalla vestaglia che indossava, inaspettatamente ho sentito il cazzo che si induriva nel guardare quelle tette, quelle di mia madre; non è possibile pensai, mi sto eccitando guardando le sue tette, ma è mia madre. Lei dopo poco si alzò comunicandomi che sarebbe andata a letto, si è avvicinata al tavolo ed ha versato dell'acqua in un bicchiere, dandomi le spalle ed io mi sono ritrovato ad ammirare il suo fantastico culo, aumentando, se possibile, la mia eccitazione. Ha preso le sue gocce per dormire e mi ha salutato, andando in camera sua. Ero sempre più frastornato, possibile che mi eccitassi guardando mia madre? Era proprio così, mi ero eccitato guardando le sue tette, ed ancora di più, ammirando il suo culo. Avevo bisogno di sfogarmi, dovevo farmi una sega urgentemente, invece, ho aspettato ancora davanti alla tv, che guardavo ma non vedevo, ero troppo combattuto tra l'eccitazione e la vergogna che l'eccitazione fosse dovuta mia madre. Alla mia età con gli ormoni a mille, ebbe ragione l'eccitazione. Mi alzai per andare a letto, con il cazzo durissimo e passai davanti alla porta della sua camera da letto, che per abitudine, lasciava sempre socchiusa, come d'altronde facevo anche io. Mi fermai un attimo, vidi che aveva lasciato la luce del comodino accesa e decisi di entrare per spegnerla, per spegnere la luce? no, decisi in realtà di entrare per riguardarla e farmi una sega pensando a lei. Avvicinatomi al letto la vidi che dormiva sul suo alto lettone, con un braccio penzolante fuori, ero confuso, indeciso tra guardare mia madre e farmi una sega mentre la guardavo, o andare in camera mia e farmela pensandola. Mi avvicinai ancora di più al letto tirai fuori l'uccello e quasi in trance le sollevai il braccio lasciandolo ricadere per accertarmi che dormisse abbastanza profondamente, poi lo ritirai su, le presi la mano ed accompagnandola con la mia, gli e la misi intorno al mio cazzo, la richiusi lentamente ed iniziai a fare avanti ed indietro con il mio cazzo nella sua mano, mi stavo facendo fare una sega da mia madre; ero troppo eccitato, e dopo pochi movimenti, venni schizzando sul pavimento, ma il primo schizzo mi era finito sulla sua faccia. Ero pietrificato, non sapevo come fare per toglierle la sborra dalla guancia, lei si mosse un attimo, ed io corsi via andando a letto ad aspettare qualche sua reazione. Passò un po di tempo, e vedendo che non succedeva nulla, pensai mi è andata bene, ma mi era entrata dentro, in testa e dappertutto; nell'addormentarmi pensavo a che punto sarei potuto arrivare. Lo vedremo più avanti.
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scritto il
2026-04-20
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