Non si scappa
di
andycandy
genere
dominazione
Avevo da mesi questa frequentazione con Chiara, una ragazza di 30 anni,e qualcosa stava andando storto, ufficialmente non eravamo fidanzati, ma i nostri amici sapevano delle nostre scappatelle insieme e la cosa non dava fastidio a nessuno.
Durante un uscita rimasi solo fuori con la migliore amica di Chiara che mi disse che Chiara volesse chiudere con me, e che probabilmente me ne avrebbe parlato a casa sua nel giro di questa settimana. Ero della stessa opinione: la nostra frequentazione non avrebbe portato a nulla, di carattere non eravamo compatibili e ci piaceva solamente chiavare. Pensai che l'ultima chiavata sarebbe stata la più forte, per lasciare un bel segno (come se non l'avessi già fatto).
i giorni passarono e il martedi Chiara mi scrisse "stasera beviamo una bottiglia di vino da me? Solo quello che mi sono arrivate".
Doveva essere la serata in cui chiudevamo: sapevo che non avrebbe avuto il ciclo per altre 2 settimane e che se mai l'avesse avuto non mi avrebbe scritto di passare la serata da lei. Una pessima bugia raccontata.
MI presentai in lievi ritardo, la conosco abbastanza bene per sapere che aveva già fatto un calice. Entrai, soliti saluti, il suo calice pieno, un bacetto sulla guancia, poi mi versò il vino, iniziamo aa discorrere di piccoli convenevoli, la vedevo mentre buttava giù un sorso dopo l'altro, bionda, riccia, in carne, di bel viso e bassina era li davanti a me con i leggins e una tuta larga che nascondeva le due tettone e le curve. abbiamo scherzato un pò e siamo andati a fumare una sigaretta nel terrazzo, per me una sigaretta, per lei una cannetta, come fa sempre. Mentre fumavamo inizio la parte che mi aspettavo: mi raccontava che voleva smettere di vedermi che era ora che andassimo ognuno per la propria strada e che voleva trovarsi un uomo definitivamente. Ci credo, lei di 30 anni (6 più di me) lasciava il conforto di un ragazzo giovane per avviarsi verso qualcuno di più maturo. Parlammo abbastanza e mi mostrai comprensivo, mentre il vino continuava a scorrere e iniziammo ad essere sempre più cotti dall'alcool.
Era ora di attuare il piano, ogni tanto nel terrazzino qualcuno di noi si alzava e poi l'altro per sgranchire le gambe.
Per un'attimo si appoggiò alla ringhiera guardando il parco deserto e io le passai una mano sul culo in modo leggero. "eh ma non hai capito un cazzo di quello che ho detto" , disse, ridemmo entrambi, e riniziò la parte un cui diceva che le piacevano le scopate con me ma che era ora che entrambi cercassimo qualcosa di più stabile, le ricordai quella volta che mi fece un pompino mentre c'era la sua amica ubriaca che dormiva nei sedili posteriori mentre noi eravamo in quelli anteriori, e lei mi ricordò come in una cena in ristorante avevamo fatto una sveltina dove quasi ci beccavano tutti dato che le avevo macchiato la gonna.
Queste storie mi eccitavano e sapevano che eccitavano anche lei. Vestito una tuta in cotone e una maglietta leggera e quando mi toccava il braccio o la schiena mi sentivo risvegliare. Vedendola sporgersi ancora una volta alla ringhiera le cinsi i fianchi, la abbracciai da dietro, facendo attenzione a premere bene la mia iniziale erezione proprio nella fossetta tra le chiappe. " che fai ne abbiamo appena discusso" io mantenni la presa: "lo sto ti sto solo abbracciando", si lascio tenere in quel modo per pochi minuti poi mi chiese di rientrare dentro. Cosi facemmo e dentro versammo l'ultimo bicchiere, lei ne aveva fatti più di me e si vedeva da suoi movimenti impacciati che il vino le stava salendo alla testa.
Mi chiese se volevo delle patatine, prima che risposi si chinò a prenderne un pacco, ovviamente io ero li e le feci passare una mano dalla cosce fino a toccarle con un tocco leggero la patata. Sussultò e mi guardò con occhi infuriati ed arrapati, capii che stavo vincendo. mi schiaffeggiò con la busta che ovviamente si ruppe facendo volare san carlo rustiche ovunque. Bingo.
Ridemmo un sacco e le dissi che doveva raccoglierle tutte le mentre io le guardavo il culo, cosi facendo mi sono messo a sedere su una sedia e lei iniziò a raccoglierle dopo un attimo di esitazione. "Dai non fare il deficienete, aiutami" risi e mi misi ad aiutarla, ne raccogliemmo circa metà insieme, poi non resistetti, iniziavo ad avercelo duro, mentre era a carponi le presi per i fianchi e me la tirai verso me. Si divincolò un pò, con il mio cazzo ben puntato sulla sua figa, la premetti verso il basso finchè non fu a 90 con il viso sulla mochette e la spinta della mia erezione sul suo sesso, le dissi "so che ti piace, non puoi scappare" la lasciai, si alzò in ginocchio con me dietro, anche io in ginocchio " si mi piace ma ti ho detto prima che non dovremmo" . Le appoggiai le mani su quei due meloni e li strinsi con forza. due baci sul collo e un leggero colpo di lingua sull'orecchio e si girò verso me cercando la mia bocca. Iniziò un bacio passionale durante il quale le tolsi la felpa della tuta e la maglietta una mano invece la toccava con forza tra le gambe, era umida e si sentiva bene "fortuna che non volevi farlo", "bastardo", rispose lei.
Nei leggins grigi c'era una chiazza di bagnato che continuavo a tormentare mentre lei ansimava e muoveva il bacino per assecondare la mia mano. Era mia del tutto ora.
Mi alzai di scatto lasciandola in ginocchio e tirai fuori il cazzo, durissimo, le presi la testa e glielo ficcai forte in bocca, mantenni la testa con una mano ma lasciai tenere a lei il ritmo, vederla spompinare con canta foga con quelle due tettone che saltavano ovunque era troppo, e tutto quello strusciare in cui la masturbavo da sopra i pantaloni era stato troppo eccitante, penso di esserle venuto in bocca in neanche 5 minuti.
Bocca riempita fece per baciarmi, da inginocchiata che era la spinsi sulla fronte e ubriaca in quel modo cadde a pancia all'aria sul pavimento e le saltai addosso ormai senza maglia e sfilandomi i pantaloni, il cazzo si stava placando dopo il pompino.
Le sfilai tutto ciò che rimaneva (vale a dire legging grigi con una chiazza di bagnato e le mutandine fradice), le saltai addosso e scesi giù, a leccargliela, era già fradicia come non l'avevo mai vista, mentre insistevo su clitoride con la lingua presi e sgrillettarla, un dito, due dita, tre dita, stava gemendo come una matta.
mi misi a fianco a lei, la baciai e in quella posizione potevo stimolare meglio la zona superiore, del punto G, venne, esplose con le gambe tremanti e urlando, si appoggiò su di me.
Respirò e vide come ero tornato in erezione, erano passati 15 minuti ed ero quasi pronto. La spinsi verso il mio cazzo, le alzò la sua gamba, tutto andò verso un 69 dove tornai durissimo. Ad un certo punto interruppe quel pompino, la mia lingua sul clito la stava facendo impazzire e mi stringeva la cosce mentre ansimava strisciando la faccia sul mio cazzo. Venuta di nuovo. attese qualche minuto in cui mi tolse la figa dalla faccia e mi fece una lenta sega per tenermi duro, quando pronta inizio a cavalcarmi mostrandomi le spalle, il suo culone faceva un rumore incredibile.
Ad un certo punto la presi e la rigirai mettendola di prepotenza a pecorina, le la scopai cosi per una decina di minuti in cui stava urlando in modo indecente ai miei schiaffi e tirate di capelli. Uscì dai lei che si accasciò sul pavimento esausta. Le presi una caviglia e la rigirai a gambe all'aria, entrai dentro a missionario, la scopai ancora piò forte vedendo quelle tette che andavano ovunque e la sua faccia che pareva deforme da quanto urlava e godeva, rossa come un pomodoro. Uscì un ultima volta e mi misi sopra di lei, il cazzo tra le tette in una spagnola, ormai era inerte lei e mi guardava ,negli occhi mentre le davo colpi d'anca fra le due tette che stringevo, venni ovunque , tette, collo, viso, capelli.
Mi abbassai per un bacetto: "e te non volevi più scopare con me?"
Durante un uscita rimasi solo fuori con la migliore amica di Chiara che mi disse che Chiara volesse chiudere con me, e che probabilmente me ne avrebbe parlato a casa sua nel giro di questa settimana. Ero della stessa opinione: la nostra frequentazione non avrebbe portato a nulla, di carattere non eravamo compatibili e ci piaceva solamente chiavare. Pensai che l'ultima chiavata sarebbe stata la più forte, per lasciare un bel segno (come se non l'avessi già fatto).
i giorni passarono e il martedi Chiara mi scrisse "stasera beviamo una bottiglia di vino da me? Solo quello che mi sono arrivate".
Doveva essere la serata in cui chiudevamo: sapevo che non avrebbe avuto il ciclo per altre 2 settimane e che se mai l'avesse avuto non mi avrebbe scritto di passare la serata da lei. Una pessima bugia raccontata.
MI presentai in lievi ritardo, la conosco abbastanza bene per sapere che aveva già fatto un calice. Entrai, soliti saluti, il suo calice pieno, un bacetto sulla guancia, poi mi versò il vino, iniziamo aa discorrere di piccoli convenevoli, la vedevo mentre buttava giù un sorso dopo l'altro, bionda, riccia, in carne, di bel viso e bassina era li davanti a me con i leggins e una tuta larga che nascondeva le due tettone e le curve. abbiamo scherzato un pò e siamo andati a fumare una sigaretta nel terrazzo, per me una sigaretta, per lei una cannetta, come fa sempre. Mentre fumavamo inizio la parte che mi aspettavo: mi raccontava che voleva smettere di vedermi che era ora che andassimo ognuno per la propria strada e che voleva trovarsi un uomo definitivamente. Ci credo, lei di 30 anni (6 più di me) lasciava il conforto di un ragazzo giovane per avviarsi verso qualcuno di più maturo. Parlammo abbastanza e mi mostrai comprensivo, mentre il vino continuava a scorrere e iniziammo ad essere sempre più cotti dall'alcool.
Era ora di attuare il piano, ogni tanto nel terrazzino qualcuno di noi si alzava e poi l'altro per sgranchire le gambe.
Per un'attimo si appoggiò alla ringhiera guardando il parco deserto e io le passai una mano sul culo in modo leggero. "eh ma non hai capito un cazzo di quello che ho detto" , disse, ridemmo entrambi, e riniziò la parte un cui diceva che le piacevano le scopate con me ma che era ora che entrambi cercassimo qualcosa di più stabile, le ricordai quella volta che mi fece un pompino mentre c'era la sua amica ubriaca che dormiva nei sedili posteriori mentre noi eravamo in quelli anteriori, e lei mi ricordò come in una cena in ristorante avevamo fatto una sveltina dove quasi ci beccavano tutti dato che le avevo macchiato la gonna.
Queste storie mi eccitavano e sapevano che eccitavano anche lei. Vestito una tuta in cotone e una maglietta leggera e quando mi toccava il braccio o la schiena mi sentivo risvegliare. Vedendola sporgersi ancora una volta alla ringhiera le cinsi i fianchi, la abbracciai da dietro, facendo attenzione a premere bene la mia iniziale erezione proprio nella fossetta tra le chiappe. " che fai ne abbiamo appena discusso" io mantenni la presa: "lo sto ti sto solo abbracciando", si lascio tenere in quel modo per pochi minuti poi mi chiese di rientrare dentro. Cosi facemmo e dentro versammo l'ultimo bicchiere, lei ne aveva fatti più di me e si vedeva da suoi movimenti impacciati che il vino le stava salendo alla testa.
Mi chiese se volevo delle patatine, prima che risposi si chinò a prenderne un pacco, ovviamente io ero li e le feci passare una mano dalla cosce fino a toccarle con un tocco leggero la patata. Sussultò e mi guardò con occhi infuriati ed arrapati, capii che stavo vincendo. mi schiaffeggiò con la busta che ovviamente si ruppe facendo volare san carlo rustiche ovunque. Bingo.
Ridemmo un sacco e le dissi che doveva raccoglierle tutte le mentre io le guardavo il culo, cosi facendo mi sono messo a sedere su una sedia e lei iniziò a raccoglierle dopo un attimo di esitazione. "Dai non fare il deficienete, aiutami" risi e mi misi ad aiutarla, ne raccogliemmo circa metà insieme, poi non resistetti, iniziavo ad avercelo duro, mentre era a carponi le presi per i fianchi e me la tirai verso me. Si divincolò un pò, con il mio cazzo ben puntato sulla sua figa, la premetti verso il basso finchè non fu a 90 con il viso sulla mochette e la spinta della mia erezione sul suo sesso, le dissi "so che ti piace, non puoi scappare" la lasciai, si alzò in ginocchio con me dietro, anche io in ginocchio " si mi piace ma ti ho detto prima che non dovremmo" . Le appoggiai le mani su quei due meloni e li strinsi con forza. due baci sul collo e un leggero colpo di lingua sull'orecchio e si girò verso me cercando la mia bocca. Iniziò un bacio passionale durante il quale le tolsi la felpa della tuta e la maglietta una mano invece la toccava con forza tra le gambe, era umida e si sentiva bene "fortuna che non volevi farlo", "bastardo", rispose lei.
Nei leggins grigi c'era una chiazza di bagnato che continuavo a tormentare mentre lei ansimava e muoveva il bacino per assecondare la mia mano. Era mia del tutto ora.
Mi alzai di scatto lasciandola in ginocchio e tirai fuori il cazzo, durissimo, le presi la testa e glielo ficcai forte in bocca, mantenni la testa con una mano ma lasciai tenere a lei il ritmo, vederla spompinare con canta foga con quelle due tettone che saltavano ovunque era troppo, e tutto quello strusciare in cui la masturbavo da sopra i pantaloni era stato troppo eccitante, penso di esserle venuto in bocca in neanche 5 minuti.
Bocca riempita fece per baciarmi, da inginocchiata che era la spinsi sulla fronte e ubriaca in quel modo cadde a pancia all'aria sul pavimento e le saltai addosso ormai senza maglia e sfilandomi i pantaloni, il cazzo si stava placando dopo il pompino.
Le sfilai tutto ciò che rimaneva (vale a dire legging grigi con una chiazza di bagnato e le mutandine fradice), le saltai addosso e scesi giù, a leccargliela, era già fradicia come non l'avevo mai vista, mentre insistevo su clitoride con la lingua presi e sgrillettarla, un dito, due dita, tre dita, stava gemendo come una matta.
mi misi a fianco a lei, la baciai e in quella posizione potevo stimolare meglio la zona superiore, del punto G, venne, esplose con le gambe tremanti e urlando, si appoggiò su di me.
Respirò e vide come ero tornato in erezione, erano passati 15 minuti ed ero quasi pronto. La spinsi verso il mio cazzo, le alzò la sua gamba, tutto andò verso un 69 dove tornai durissimo. Ad un certo punto interruppe quel pompino, la mia lingua sul clito la stava facendo impazzire e mi stringeva la cosce mentre ansimava strisciando la faccia sul mio cazzo. Venuta di nuovo. attese qualche minuto in cui mi tolse la figa dalla faccia e mi fece una lenta sega per tenermi duro, quando pronta inizio a cavalcarmi mostrandomi le spalle, il suo culone faceva un rumore incredibile.
Ad un certo punto la presi e la rigirai mettendola di prepotenza a pecorina, le la scopai cosi per una decina di minuti in cui stava urlando in modo indecente ai miei schiaffi e tirate di capelli. Uscì dai lei che si accasciò sul pavimento esausta. Le presi una caviglia e la rigirai a gambe all'aria, entrai dentro a missionario, la scopai ancora piò forte vedendo quelle tette che andavano ovunque e la sua faccia che pareva deforme da quanto urlava e godeva, rossa come un pomodoro. Uscì un ultima volta e mi misi sopra di lei, il cazzo tra le tette in una spagnola, ormai era inerte lei e mi guardava ,negli occhi mentre le davo colpi d'anca fra le due tette che stringevo, venni ovunque , tette, collo, viso, capelli.
Mi abbassai per un bacetto: "e te non volevi più scopare con me?"
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Commenti dei lettori al racconto erotico