Incontro in Metropolitana
di
Blu zero
genere
esibizionismo
Primo pomeriggio di un giorno estivo, sedevo in fondo all'ultima carrozza, il treno era desolato.
Alla fermata salirono due o tre persone. Di loro, solo una si diresse verso il fondo, una ragazza dai capelli neri che si sedette proprio di fronte a me. Come sempre succede in queste situazioni, iniziai a buttare qualche occhiatina di sfuggita, un po' per sbaglio, un po' semplicemente perché era nel mio campo visivo riuscendo a inquadrarla meglio: aveva dei capelli nero pece, lisci e portati con una frangia; aveva la pelle molto chiara e indossava una camicia bianca e una gonna nera a falde. Portava con se una di quelle borse "da ufficio" grandi e strette, di quelle che useresti per portare in giro il portatile.
Ad un certo, mentre si guardava un po' in giro distrattamente, accavallò le gambe. Sempre spaziando con lo sguardo, notai le sue gambe sensuali e forse in cima ad esse ero anche riuscito a vedere le sue mutandine. Mi voltai improvvisamente di lato. Sapevo che non avrei dovuto guardare e mi costrinsi a fissare il sedile un po' più in là.
Passò qualche secondo. Nella mia mente non riuscivo a non pensare al fatto che forse si, forse no, le si vedevano le mutandine. La tentazione di risolvere questo dilemma mi stava divorando. "Solo un'altra occhiatina per togliermi il dubbio" pensai. Girai veloce lo sguardo solo per un momento. Indossava delle mutandine bianche bianche di pizzo. Tutto sommato normali, niente di troppo spinto (perché avrebbe dovuto poi, probabilmente andava o veniva da qualche ufficio), ma tutto il contesto, tutta la situazione, mi fece ribollire dall'eccitazione. Riuscivo a vederle perfettamente come il lato delle mutandine le avvolgesse la sua chiappa perfettamente sagomata e al centro, appena sotta la gamba accavallata, riuscivo a vedere il tessuto spalmato sulla sua figa.
Mi accorsi che la mia occhiatina era stata un po' più di un'occhiatina, un po' tanto di più (era comunque durata un paio di secondi al massimo). Mi rigirai di scatto verso il punto che fissavo prima. Come detto, la situazione mi aveva fatto eccitare, mi aveva fatto distrarre dal fatto che avrei dovuto fissarla per un battito di ciglia.
Mentre fissavo il sedile in fondo, con la visione periferica ebbi la sensazione che la ragazza mi stesse fissando.
Sperai con tutto me stesso che stessi soltanto immaginando tutto, che non si era accorta che le avevo fissato le mutandine. D'altra parte, riuscivo ancora a vedere che avesse le gambe incrociate, se si fosse davvero accorta, avrebbe quantomeno cambiato posizione, giusto?
Eppure con la coda dell'occhio ero sicuro di riuscire ancora a vedere i suoi occhi fissi su di me.
Anche questa volta dovevo accertarmi della cosa, raddrizzai la testa e lo sguardo, vidi i suoi grandi occhi neri penetranti fissi su di me. "Mi sta davvero fulminando con lo sguardo." Pensai. Avrei dovuto dire o fare qualcosa, scusarmi, ma per un attimo restai paralizzato dalla vergogna.
Proprio in quell'attimo, la vidi passarsi la mano sulla gamba che mi mostrava, quasi a reindirizzare la mia attenzione. Poi infilò il pollice nel bordino delle mutandine, quello vicino alla chiappa rivolta verso di me e lo fece scorrere per tutto il bordo, come ad aggiustarsele, fino a che non arrivò più o meno sul davanti fin dove riusciva ad arrivare, visto che girava con il braccio intorno alla coscia. Poi tolse il pollice di scatto tirando anche il tessuto, facendomi intravedere soltanto per un attimo un pezzo di pelle pelle al di sotto. Un pezzo di figa.
Mi resi conto che, mentre lei mi stava fulminando con lo sguardo, le avevo fissato di nuovo l'intimo. Alzai gli occhi disperato e vidi che mi fissava ancora, come mi stava fissando un attimo prima. Mi resi conto che però i suoi occhi non trasmettevano rabbia, mi fissavano si, ma in modo profondo, forse sensuale. Inoltre sul suo volto c'era stampato un sorrisino che definirei malizioso.
A questo punto mi resi conto pure che la sua grande cartella era disposta affianco a lei in modo tale da formare una barriera tra le sue cosce e il potenziale sguardo degli altri passeggeri.
Non avevo più dubbi, quella ragazza era un'esibizionista che si divertiva a far eccitare gli uomini che incontrava sulla metropolitana. Ed io ero una delle sue "vittime". Evviva!.
Tornai subito a fissarle le mutandine, lei torno con la sua mano lì ed iniziò a picchiettare con l'indice proprio dove doveva esserci il buco della sua figa. Sentivo il cazzo indurirsi sempre più.
Mentre lei toccava col dito proprio lì, cominciai a vedere un alone formarsi sulle mutandine che d'altra parte erano pure bianche.
D'un tratto fece uno scatto, tirò ancora più su la gonna, cambiò posizione e spalancò le gambe proprio di fronte a me.
Immaginate, avevo questa ragazza di fronte a me, con la gonna risvoltata all'insù, seduta più con la schiena che con il culo, in modo da potermi mostrare meglio la sua figa attraverso le mutandine.
Iniziò a strofinare lo stesso dito di prima sulle mutandine, attraverso le labbra della sua figa.
Si stava davvero masturbando proprio di fonte a me!
L'alone si andava ingrandendo e il tessuto bagnato rendeva anche più facile vedere attraverso di esso.
Continuò a strisciare col suo dito mentre si lasciava andare sempre di più. Il suo respiro si era fatto un po' più pesante, mentre le dita con cui si toccava ora erano due. Queste scorrevano su e giù, non molto velocemente, potevo riuscivo a capire anche che stesse applicando una certa pressione.
Il suo respiro era sempre più pesante, il suo volto chiaro stava diventando roseo. Ad un certo punto, le sue dita si mossero di scatto, spostarono di lato le mutandine e si piantarono dentro di lei.
La cosa successe così velocemente che per un attimo quasi non me ne resi conto, ma si, ora riuscivo a vederle la figa per davvero, mentre riuscivo anche a vedere le sue stesse dita muoversi all'interno di lei.
Aveva una figa piccola che sembrava anche molto stretta. Era proprio come la avevo immaginata qualche momento prima.
Le sue dita continuavano a muoversi dentro di lei, non facevano "dentro e fuori", piuttosto, dal movimento della sua mano, riuscivo a capire che stava facendo roteare le falangi delle dita.
A questo punto il suo volto era davvero rossastro, e il suo respiro non era solamente pesante, riuscivo a sentirla ansimare. Visto che eravamo un po' in disparte probabilmente nessun altro riusciva a sentirla, ma io udivo il suo modo di respirare così sensuale...
Oltre ai suoni provenienti dalla sua bocca, Iniziai a sentire anche i suoni bagnati provenire dalla sua figa, causati dalle sue dita. Guardai di nuovo in basso e vidi la sua figa GRONDARE di liquido. Tutto quel rumore che produceva aveva molto più senso, considerando la cosa. L'importante, comunque, è che vedere la sua figa così bagnata era davvero, davvero eccitante.
I suoi occhi sembravano persi nel vuoto, mentre oggi tanto ancora cercava di buttare un'occhiata su di me. Con l'altra mano si ogni tanto si sfiorava leggermente i capezzoli fa me visibili attraverso la camicia bianca, ma subito dopo la ritraeva. Sapeva che la sua cartella non copriva anche quella zona.
Continuava a masturbarsi rumorosamente, a far grondare la sua figa, quando ad un certo punto, emise un sospiro più profondo e rumoroso. I muscoli su tutto il corpo le si contrassero, inclusi quelli del suo viso, intorno ai suoi occhi dispersi nel vuoto che comunicavano chiaramente quanto fosse preda del piacere.
Aveva chiaramente raggiunto l'orgasmo.
Emise qualche altro gridolino dalla bocca. Ero abbastanza sicuro che questa volta anche gli altri passeggeri l'avessero udito, ma boh. Continuò a muovere le sue dita dentro di lei, ma questa volta molto più lentamente, poi le tirò fuori e cominciò a passarsele delicatamente sulla parte esterna, continuando per qualche secondo.
I suoi occhi sembravano ancora dispersi fino a che improvvisamente il suo sguardo sembrò di nuovo deciso.
Con le sue dita raccolse parte del liquido fuoriuscito da lei stessa, si aggiustò le mutandine, si rimise a sedere in maniere più composta e si porto la mano alla bocca per assaggiare il sapore della sua stessa figa.
Mi fissò per un attimo con i suoi profondi e dolci occhioni neri, scambiandomi un sorriso gentile, mentre io ero talmente sconvolto da non riuscire a fare due più due.
Improvvisamente le porte si aprirono. Lei si alzò di scatto, sorprendendomi, visto che letteralmente due secondi prima era in preda all'estasi, mi disse uno ciao silenzioso, quasi solo labiale ed uscì dalla porta.
Io rimasi immobile, incredulo e incredibilmente eccitato per qualche secondo. Poi realizzai davvero cosa fosse successo. Mi ricomposi e pensai: "Devo prendere questo treno a quest'ora più spesso".
Alla fermata salirono due o tre persone. Di loro, solo una si diresse verso il fondo, una ragazza dai capelli neri che si sedette proprio di fronte a me. Come sempre succede in queste situazioni, iniziai a buttare qualche occhiatina di sfuggita, un po' per sbaglio, un po' semplicemente perché era nel mio campo visivo riuscendo a inquadrarla meglio: aveva dei capelli nero pece, lisci e portati con una frangia; aveva la pelle molto chiara e indossava una camicia bianca e una gonna nera a falde. Portava con se una di quelle borse "da ufficio" grandi e strette, di quelle che useresti per portare in giro il portatile.
Ad un certo, mentre si guardava un po' in giro distrattamente, accavallò le gambe. Sempre spaziando con lo sguardo, notai le sue gambe sensuali e forse in cima ad esse ero anche riuscito a vedere le sue mutandine. Mi voltai improvvisamente di lato. Sapevo che non avrei dovuto guardare e mi costrinsi a fissare il sedile un po' più in là.
Passò qualche secondo. Nella mia mente non riuscivo a non pensare al fatto che forse si, forse no, le si vedevano le mutandine. La tentazione di risolvere questo dilemma mi stava divorando. "Solo un'altra occhiatina per togliermi il dubbio" pensai. Girai veloce lo sguardo solo per un momento. Indossava delle mutandine bianche bianche di pizzo. Tutto sommato normali, niente di troppo spinto (perché avrebbe dovuto poi, probabilmente andava o veniva da qualche ufficio), ma tutto il contesto, tutta la situazione, mi fece ribollire dall'eccitazione. Riuscivo a vederle perfettamente come il lato delle mutandine le avvolgesse la sua chiappa perfettamente sagomata e al centro, appena sotta la gamba accavallata, riuscivo a vedere il tessuto spalmato sulla sua figa.
Mi accorsi che la mia occhiatina era stata un po' più di un'occhiatina, un po' tanto di più (era comunque durata un paio di secondi al massimo). Mi rigirai di scatto verso il punto che fissavo prima. Come detto, la situazione mi aveva fatto eccitare, mi aveva fatto distrarre dal fatto che avrei dovuto fissarla per un battito di ciglia.
Mentre fissavo il sedile in fondo, con la visione periferica ebbi la sensazione che la ragazza mi stesse fissando.
Sperai con tutto me stesso che stessi soltanto immaginando tutto, che non si era accorta che le avevo fissato le mutandine. D'altra parte, riuscivo ancora a vedere che avesse le gambe incrociate, se si fosse davvero accorta, avrebbe quantomeno cambiato posizione, giusto?
Eppure con la coda dell'occhio ero sicuro di riuscire ancora a vedere i suoi occhi fissi su di me.
Anche questa volta dovevo accertarmi della cosa, raddrizzai la testa e lo sguardo, vidi i suoi grandi occhi neri penetranti fissi su di me. "Mi sta davvero fulminando con lo sguardo." Pensai. Avrei dovuto dire o fare qualcosa, scusarmi, ma per un attimo restai paralizzato dalla vergogna.
Proprio in quell'attimo, la vidi passarsi la mano sulla gamba che mi mostrava, quasi a reindirizzare la mia attenzione. Poi infilò il pollice nel bordino delle mutandine, quello vicino alla chiappa rivolta verso di me e lo fece scorrere per tutto il bordo, come ad aggiustarsele, fino a che non arrivò più o meno sul davanti fin dove riusciva ad arrivare, visto che girava con il braccio intorno alla coscia. Poi tolse il pollice di scatto tirando anche il tessuto, facendomi intravedere soltanto per un attimo un pezzo di pelle pelle al di sotto. Un pezzo di figa.
Mi resi conto che, mentre lei mi stava fulminando con lo sguardo, le avevo fissato di nuovo l'intimo. Alzai gli occhi disperato e vidi che mi fissava ancora, come mi stava fissando un attimo prima. Mi resi conto che però i suoi occhi non trasmettevano rabbia, mi fissavano si, ma in modo profondo, forse sensuale. Inoltre sul suo volto c'era stampato un sorrisino che definirei malizioso.
A questo punto mi resi conto pure che la sua grande cartella era disposta affianco a lei in modo tale da formare una barriera tra le sue cosce e il potenziale sguardo degli altri passeggeri.
Non avevo più dubbi, quella ragazza era un'esibizionista che si divertiva a far eccitare gli uomini che incontrava sulla metropolitana. Ed io ero una delle sue "vittime". Evviva!.
Tornai subito a fissarle le mutandine, lei torno con la sua mano lì ed iniziò a picchiettare con l'indice proprio dove doveva esserci il buco della sua figa. Sentivo il cazzo indurirsi sempre più.
Mentre lei toccava col dito proprio lì, cominciai a vedere un alone formarsi sulle mutandine che d'altra parte erano pure bianche.
D'un tratto fece uno scatto, tirò ancora più su la gonna, cambiò posizione e spalancò le gambe proprio di fronte a me.
Immaginate, avevo questa ragazza di fronte a me, con la gonna risvoltata all'insù, seduta più con la schiena che con il culo, in modo da potermi mostrare meglio la sua figa attraverso le mutandine.
Iniziò a strofinare lo stesso dito di prima sulle mutandine, attraverso le labbra della sua figa.
Si stava davvero masturbando proprio di fonte a me!
L'alone si andava ingrandendo e il tessuto bagnato rendeva anche più facile vedere attraverso di esso.
Continuò a strisciare col suo dito mentre si lasciava andare sempre di più. Il suo respiro si era fatto un po' più pesante, mentre le dita con cui si toccava ora erano due. Queste scorrevano su e giù, non molto velocemente, potevo riuscivo a capire anche che stesse applicando una certa pressione.
Il suo respiro era sempre più pesante, il suo volto chiaro stava diventando roseo. Ad un certo punto, le sue dita si mossero di scatto, spostarono di lato le mutandine e si piantarono dentro di lei.
La cosa successe così velocemente che per un attimo quasi non me ne resi conto, ma si, ora riuscivo a vederle la figa per davvero, mentre riuscivo anche a vedere le sue stesse dita muoversi all'interno di lei.
Aveva una figa piccola che sembrava anche molto stretta. Era proprio come la avevo immaginata qualche momento prima.
Le sue dita continuavano a muoversi dentro di lei, non facevano "dentro e fuori", piuttosto, dal movimento della sua mano, riuscivo a capire che stava facendo roteare le falangi delle dita.
A questo punto il suo volto era davvero rossastro, e il suo respiro non era solamente pesante, riuscivo a sentirla ansimare. Visto che eravamo un po' in disparte probabilmente nessun altro riusciva a sentirla, ma io udivo il suo modo di respirare così sensuale...
Oltre ai suoni provenienti dalla sua bocca, Iniziai a sentire anche i suoni bagnati provenire dalla sua figa, causati dalle sue dita. Guardai di nuovo in basso e vidi la sua figa GRONDARE di liquido. Tutto quel rumore che produceva aveva molto più senso, considerando la cosa. L'importante, comunque, è che vedere la sua figa così bagnata era davvero, davvero eccitante.
I suoi occhi sembravano persi nel vuoto, mentre oggi tanto ancora cercava di buttare un'occhiata su di me. Con l'altra mano si ogni tanto si sfiorava leggermente i capezzoli fa me visibili attraverso la camicia bianca, ma subito dopo la ritraeva. Sapeva che la sua cartella non copriva anche quella zona.
Continuava a masturbarsi rumorosamente, a far grondare la sua figa, quando ad un certo punto, emise un sospiro più profondo e rumoroso. I muscoli su tutto il corpo le si contrassero, inclusi quelli del suo viso, intorno ai suoi occhi dispersi nel vuoto che comunicavano chiaramente quanto fosse preda del piacere.
Aveva chiaramente raggiunto l'orgasmo.
Emise qualche altro gridolino dalla bocca. Ero abbastanza sicuro che questa volta anche gli altri passeggeri l'avessero udito, ma boh. Continuò a muovere le sue dita dentro di lei, ma questa volta molto più lentamente, poi le tirò fuori e cominciò a passarsele delicatamente sulla parte esterna, continuando per qualche secondo.
I suoi occhi sembravano ancora dispersi fino a che improvvisamente il suo sguardo sembrò di nuovo deciso.
Con le sue dita raccolse parte del liquido fuoriuscito da lei stessa, si aggiustò le mutandine, si rimise a sedere in maniere più composta e si porto la mano alla bocca per assaggiare il sapore della sua stessa figa.
Mi fissò per un attimo con i suoi profondi e dolci occhioni neri, scambiandomi un sorriso gentile, mentre io ero talmente sconvolto da non riuscire a fare due più due.
Improvvisamente le porte si aprirono. Lei si alzò di scatto, sorprendendomi, visto che letteralmente due secondi prima era in preda all'estasi, mi disse uno ciao silenzioso, quasi solo labiale ed uscì dalla porta.
Io rimasi immobile, incredulo e incredibilmente eccitato per qualche secondo. Poi realizzai davvero cosa fosse successo. Mi ricomposi e pensai: "Devo prendere questo treno a quest'ora più spesso".
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Commenti dei lettori al racconto erotico