Il fattorino intrappolato ep 1
di
Rebus 69
genere
dominazione
Sono un fattorino che consegna pizze. Ho appena 22 anni. In questo momento devo fare l’ultima consegna della giornata. Sono le 21:30 di sera ed ormai è buio da parecchio. Sono in scooter e piove forte. Sto percorrendo una strada tutta curve che sale in montagna.
Finalmente sono arrivato alla fine della strada. C’è solo una casetta isolata simile ad uno chalet di montagna.
Cavolo, ci credo che chi abita qui ordina la pizza da asporto.
Tutto gocciolante verifico l’indirizzo e suono il campanello.
Mi apre una signora mora sulla quarantina con un viso stupendo. Mi squadra da capo a piedi con un sorrisetto e dice - Oh caro, ti sarai preso un freddo, dai entra pure a riscaldarti-. Io le rispondo - Grazie gentilissima, ma preferisco tornare a casa a farmi subito una bella doccia calda-.
Lei mi prende il braccio e mi trascina dentro casa. - Non dire sciocchezze, chiamami pure Giulia. Se vuoi siediti pure sul divano accanto a mia figlia Sara. Per riscaldarti c’è il camino-. Dopodiché mi prende le pizze e si gira per andare in cucina mostrandomi il suo culetto atletico. Sento il sangue arrivarmi al pene.
- Signora sto gocciolando tutto e non vorrei bagnarle il divano-
- Allora togliti i vestiti caro, tranquillo ci siamo solo noi due qui -
Sua figlia si volta dal divano e mi lancia uno sguardo infiammato. Deve avere circa la mia età, è bionda e minuta.
Non so cosa cazzo sta succedendo, ma sia imbarazzato che arrappato mi spoglio rimanendo in mutande e mi siedo sul divano.
Sara mi guarda con occhi famelici.
Poi chiede - Mamma possiamo tenerlo per i prossimi giorni?-
- Certo tesoro-
- Cosa intendete?- chiedo io.
A quel punto la madre mi arriva dal dietro e comincia a massaggiarmi le spalle con le sue mani calde. Mi viene subito un erezione. Poi mi fa alzare le braccia e senza che abbia il tempo per accorgermene, mi mette delle manette ridacchiando.
Continua….
Finalmente sono arrivato alla fine della strada. C’è solo una casetta isolata simile ad uno chalet di montagna.
Cavolo, ci credo che chi abita qui ordina la pizza da asporto.
Tutto gocciolante verifico l’indirizzo e suono il campanello.
Mi apre una signora mora sulla quarantina con un viso stupendo. Mi squadra da capo a piedi con un sorrisetto e dice - Oh caro, ti sarai preso un freddo, dai entra pure a riscaldarti-. Io le rispondo - Grazie gentilissima, ma preferisco tornare a casa a farmi subito una bella doccia calda-.
Lei mi prende il braccio e mi trascina dentro casa. - Non dire sciocchezze, chiamami pure Giulia. Se vuoi siediti pure sul divano accanto a mia figlia Sara. Per riscaldarti c’è il camino-. Dopodiché mi prende le pizze e si gira per andare in cucina mostrandomi il suo culetto atletico. Sento il sangue arrivarmi al pene.
- Signora sto gocciolando tutto e non vorrei bagnarle il divano-
- Allora togliti i vestiti caro, tranquillo ci siamo solo noi due qui -
Sua figlia si volta dal divano e mi lancia uno sguardo infiammato. Deve avere circa la mia età, è bionda e minuta.
Non so cosa cazzo sta succedendo, ma sia imbarazzato che arrappato mi spoglio rimanendo in mutande e mi siedo sul divano.
Sara mi guarda con occhi famelici.
Poi chiede - Mamma possiamo tenerlo per i prossimi giorni?-
- Certo tesoro-
- Cosa intendete?- chiedo io.
A quel punto la madre mi arriva dal dietro e comincia a massaggiarmi le spalle con le sue mani calde. Mi viene subito un erezione. Poi mi fa alzare le braccia e senza che abbia il tempo per accorgermene, mi mette delle manette ridacchiando.
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