Zia Vicky - Esperienza Reale! (Parte II)

di
genere
incesti

Nota per il lettore: questo racconto è una esperienza reale, in continuo divenire, scritta a 4 mani. Ovviamente, i nomi sono di fantasia


I giorni passavano ed io, senza neanche accorgermene, avevo iniziato ad attendere con impazienza il ritorno di mio zio ma soprattutto di… zia Vicky.
Lavoravo, andavo in palestra, uscivo con gli amici, ma sempre più spesso, come un lampo, mi ritornava l’immagine di mia zia seduta sul divano durante la nostra video chiamata. E mi regalava un brivido di emozione che percorreva la mia schiena e mi intrigava, tanto da farmi estraniare rispetto al mondo esterno. I suoi messaggi, inoltre, si erano fatti sempre più frequenti: avevamo iniziato a scambiarci il buongiorno, a chiederci come andavano le giornate, scrivendo del più e del meno… sino a quando, due giorni prima del loro rientro, ricevo questo:
Zia Vicky: “buongiorno tesoro, come stai oggi? Scusami per ieri sera ma lo zio è voluto andare a vedere lo spettacolo al teatro centrale, e non ti ho potuto rispondere più”
Io: “Ciao Zia. Ma non devi assolutamente preoccuparti. Sei in vacanza, e dovete divertirvi”
Zia Vicky: “Divertirci… che parola grossa. Te lo dico, sono contenta di rientrare, ma è una confidenza”
Io: “Zia, tranquilla: muto come un pesce. Questa mattina che fate?”
Zia Vicky: “Eh, nulla: lo zio ha pensato bene di andare a rilassarci nella piscina all’aperto, ed io ho rivoltato la valigia come un calzino per trovare il costume che avevo portato”
L’ultimo messaggio, però, aveva un qualcosa di…magico. SI, perché era accompagnato da una foto dei miei due zii insieme. Ciò che mi colpì facendomi andare in blackout il cervello era però altro: erano loro due, davanti allo specchio, mio zio in secondo piano (come sempre, volto scocciato), e mia zia che sembrava uscita dai miei sogni più segreti: un bikini nero, molto semplice, che però illuminava le sue curve, il suo corpo ed il suo viso, raggiante e solare come non mai. A completare questa immagine, un pareo ad avvolgerle i fianchi ed un cappello a tesa larga che non faceva altro che risaltare il suo sguardo, che stava diventando per me magnetico. Quella foto, aveva un qualcosa di famigliare ed insieme intrigante, al punto che avevo esitato a rispondere, ipnotizzato com’ero. Forse allarmata, zia Vicky aveva chiuso la conversazione augurandomi buona giornata non prima di avermi ricordato di salutare i miei genitori da parte loro, ed io, incantato, non avevo fatto altro che ringraziarla. Ma, un semplice messaggio, avevo sconvolto la mia mattinata.
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I giorni passavano, e sinceramente non vedevo l'ora del nostro rientro.. Continuavo a scrivere a mio nipote Tony, le nostre chiamate diventavano sempre più assidue, non vedevo l'ora di chiamare o video chiamare...mi ritrovavo alle volte con Gianni, il mio compagno e zio di Tony, che notava la mia insofferenza.. Tutta questa situazione mi intrigava da morire, ma mi turbava...era forse una cosa non lecita?
....mi capitava di ritrovarmi nei momenti di relax in piscina o in sauna a pensare a Tony...immaginare lui a bordo piscina in costume da bagno, il torace bagnato dall'acqua che evidenziava e segnava con un riflesso dorato tutto il contorno dei suoi muscoli...questi pensieri mi turbavano, ma mi intrigavano....risentivo dentro di me l'eccitazione di un tempo...il desiderio...

Fine seconda parte.
Se volete, potete scriverci su tonyelazia@gmail.com
scritto il
2026-04-01
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