La mano silente per mio figlio

di
genere
incesti

Mio figlio aveva compiuto da poco 18 anni quando aprii la porta del bagno, che aveva dimenticato di chiudere a chiave, e lo trovai lì in piedi davanti il lavandino. Era completamente nudo, alto e snello, senza neanche un pelo sul corpo. Si stava masturbando con foga il suo enorme membro - sarà stato almeno 20 cm - con la finalità, immagino, di sborrare nel lavandino.
Appena entrai si bloccò in silenzio. Mi guardò, non riusciva a staccare gli occhi da me e la sua mano dal suo cazzo. Non so cosa scattò in me, ma con l’istinto di una madre che vuole solo dare felicità a suo figlio, afferrai con la mia mano il suo pene e lo stantuffai per qualche secondo. Mio figlio reclinò la testa all’indietro lasciandosi andare e, dopo pochi secondi, schizzò copiosamente nel lavandino.
Quando si fu ripreso dal suo orgasmo si divincolò dalla mia mano stretta intorno al suo pisello e corse via dalla stanza.
Osservai la quantità spropositata di sborra di mio figlio nel lavandino e non ci pensai due volte: leccai ogni singola goccia. Aveva un sapore dolciastro ed era ancora caldo, come solo può essere lo sperma di un giovane uomo.
Non parlammo mai dell’accaduto.
Ogni sera però, lo raggiungevo in camera sua, lui si faceva trovare già nudo e in erezione, lo segavo, bevevo ogni goccia e andavo via.
Non ho mai osato prenderlo in bocca o fare altro con mio figlio, sentivo che dovevo essere soltanto la mano silente che ogni sera gli dava la buonanotte in quel modo, per renderlo felice in una manciata di minuti.
scritto il
2026-04-01
6 8 3
visite
5
voti
valutazione
4.2
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Luca e Angelica: un padre.

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.