Luca e Angelica: un padre.

di
genere
bisex

Ho due figli gemelli, un maschio e una femmina: Luca e Angelica. Hanno 18 anni e sono bellissimi, alti snelli, con i boccoli biondi e gli occhi azzurri, sembrano due cherubini. Hanno preso dalla madre, la mia ex. Mentre io sono moro, più rozzo e mascolino nell’aspetto. Faccio l’istruttore in palestra e nonostante abbia già 48 anni ho un fisico muscoloso e tonico. L’unica cosa che i miei figli hanno preso da me è l’altezza: sono alto 1,90 cm. Sono sempre stato attratto dalla bellezza angelica ma non avrei mai immaginato di poter essere attratto dai miei figli.

Una mattina, entrai in bagno per scoprire che era già occupato: mia figlia non aveva chiuso a chiave. Rimasi scioccato: era completamente nuda, seduta sul bidet, con le gambe spalancate in direzione della porta, si stava lavando. Appena mi vide, senza toccarsi, schizzò ovunque, con una violenza inaudita. Il suo squirt arrivò fino a me, bagnando i miei piedi nudi. Rimasi sconvolto e senza parole: vederla così disinibita in quel momento mi fece venire un’erezione istantanea e anche io, come lei, stavo per venire senza neanche toccarmi. D’istinto mi voltai verso il water, affinché lei non potesse vedermi, e nel giro di due secondi riversai copiosamente la mia sborra nel cesso. L’imbarazzo era alle stelle. Mi accorsi che lei non riusciva a smettere di venire, ancora seduta sul bidet, ormai completamente in preda a una lussuria incontenibile. Tirai lo sciacquone, mi tirai su di nuovo i boxer e uscii velocemente dal bagno. Lei non disse una parola, notai soltanto che era rossa in viso e che gemeva.

Durante la giornata e nei giorni seguenti entrambi facemmo finta di nulla. Il discorso sembrava essersi chiuso lì. Dopo circa una settimana, mentre me ne stavo tranquillo a guardare la tv sul divano in salotto, mia figlia mi si avvicina. Era estate e faceva molto caldo, indossavo solo i boxer mentre lei slip bianchi e maglietta bianca a maniche corte: normale amministrazione durante i mesi più caldi qui in Sicilia.
Quello che mia figlia mi disse mi lasciò perplesso: mi confessò che si era vergognata molto a farsi vedere in quello stato, ma che il solo fatto di essere stata beccata nuda da me e avermi visto solo in boxer, davanti a lei, in quella situazione, le aveva fatto avere l’orgasmo più intenso e lungo della sua vita, nonché istantaneo e incontrollabile. Mi confessò che avrebbe desiderato che la toccassi.
Dapprima confuso e incredulo, le chiesi se scherzasse, ma poi lei mi prese delicatamente la mano e la poggiò sul suo clitoride, gonfio attraverso le mutandine, già visibilmente un po’ macchiate. Persi il controllo: la masturbai violentemente con il mio pollice da sopra gli slip, facendola squirtare in pochi secondi. Bagnò tutto il divano, le sue mutandine erano completamente zuppe. Fu selvaggio e sporco, mi sentii sporco. Mi alzai e le chiesi di non chiedermi più una cosa simile ma lei rimase accasciata sul divano, esausta da quella venuta così copiosa.
Tornando in camera mia, incrociai mio figlio: la sua espressione era strana, pensai che forse aveva sentito o visto qualcosa. Non ci diedi molta importanza in quel momento: ero troppo sconvolto per l’accaduto e il senso di colpa mi stava divorando.

In piena notte mi svegliai: sentii parlare in maniera concitata dalla stanza dei miei figli. Andai da loro per vedere se fosse tutto apposto. Appena aprii la porta troncarono la loro discussione come se avessero avuto qualcosa da nascondere. Chiesi loro cosa stesse succedendo e il perché parlassero così ad alta voce nel bel mezzo della notte.

Dai su, diglielo! - disse sbrigativa mia figlia a suo fratello, in tono stizzito, quasi di sfida.
Smettila! - rispose mio figlio, visibilmente turbato e intimidito.
Insomma, che cazzo succede? - chiesi io, ormai quasi iracondo.
Luca è geloso! - esclamò Angelica.
Finiscila! - urlò Luca, sull’orlo delle lacrime. Poi corse via dalla stanza, chiudendosi in bagno.

Guardai mia figlia con sospetto, poi raggiunsi Luca, poiché sentivo i singhiozzi venire dal bagno. Mi avvicinai alla porta e con fare comprensivo lo convinsi ad aprire la porta. Entrai e gli chiesi il perché del suo comportamento. Mi confessò che aveva spiato la scena tra me e sua sorella avvenuta qualche ora prima e che - ci mise un bel po’ a tirarlo fuori - avrebbe voluto anche lui le stesse attenzioni.
Sapevo che a mio figlio piacevano gli uomini, ma non avevo mai sospettato che potesse essere attratto da me. Aveva gli occhi rossi e colmi di lacrime, era molto scosso e in quel momento mi sembrò un cucciolo smarrito. Tutto ciò che volevo era proteggerlo e renderlo felice. Così lo abbracciai, stringendolo fortissimo e, non so neanche io sotto quale impulso, iniziai a massaggiargli le palle da sopra le mutande. Erano bianche e dopo qualche secondo vidi l’erezione, e sopra l’erezione una macchiolina dalla quale, attraverso la trama del tessuto, trapelò qualche gocciolina bianca che finì sul pavimento.
Mio figlio era su di giri, mi abbracciava forte e muoveva il bacino. Gli abbassai istintivamente gli slip: il suo cazzo era più piccolo del mio ma comunque molto bello, con pochissimi peli biondi, con due testicoli molto grossi e sodi alla base. Fu la prima sega della mia vita, e durò anche molto poco: dopo circa un minuto, forse anche meno, Luca schizzò copiosamente sul pavimento.
Eravamo entrambi turbati, affannati e attoniti. Lo fummo ancora di più quando ci accorgemmo che, dalla porta rimasta socchiusa, Angelica ci stava fissando: si era scoperta il piccolissimo seno - aveva una prima - e le sue dita stringevano con forza il capezzolo sinistro. Dopo qualche istante, trovò il coraggio di entrare in bagno.
Luca ed io eravamo accasciati contro la vasca, senza forze. Avevo un’erezione enorme che svettava attraverso i boxer neri. Grondavo sudore e mi vergognavo dei miei odori: puzzavo di ascelle, piedi, pipì e sperma.
Mia figlia sembrò tutt’altro che disgustata dal mio odore e, come ipnotizzata dalla scena, si avvicinò e si inginocchiò ai miei piedi, io immobile, terrorizzato. Luca mi stringeva forte, ansimava, e fissava sua sorella abbassarmi le mutande. Prese il mio enorme cazzo in mano e dopo soli tre colpi - ormai l’eccitazione era incontenibile - sborrai una quantità di sperma indicibile. Angelica aprì immediatamente la bocca e ingoiò ogni singola goccia, ripulendo poi il mio cazzo con la lingua e pompandolo un po’ per concludere. Luca nel frattempo, non aveva resistito e mentre riempivo la bocca di sua sorella, mi aveva baciato con la lingua, appassionatamente: fu uno dei baci più belli della mia vita.

Restammo lì, Angelica in ginocchio, stremata, avvinghiata alla mia gamba. Luca ed io abbracciati, seduti contro la vasca, lui tremava. Lo accarezzai dolcemente cercando di tranquillizzarlo. Ma Angelica non era ancora sazia: si avvicinò allo sperma che Luca aveva rilasciato poco prima sul pavimento, allungò un dito e lo ingurgitò tutto, con avidità. Poi, si girò verso di noi e, come tutto era iniziato, si sedette sul bidet e dopo pochi secondi di masturbazione, ci squirtò davanti. Luca ricevette degli schizzi direttamente in faccia e sul cazzo. Soddisfatta, mia figlia si accasciò per terra, esausta. Luca ed io ci sedemmo per terra, di fronte a lei. Poggiò la testa sulla mia spalla e si rannicchiò come un bambino accanto a me, stringendomi il braccio. Guardai entrambi e vidi che sorridevano per la goduria. Scoppiai a piangere.
scritto il
2026-03-31
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