E adesso cosa penserà il nostro vicino?

di
genere
trio

Siamo una coppia sposata da 16 anni; io sono Mauro 44 anni, tutto sommato un bell'uomo, e mia moglie Elena, 38 anni, tipica donna mediterranea, altezza media, capelli corvini ricci , 3^ taglia di seno , e 46 di taglia abiti; liberi professionisti ambedue e per quanto concerne Elena un suo segno particolare è senza ombra di dubbio "il piacere di mettere in pratica la sua troiaggine" , ma come tiene a precisare lei stessa , una forma scolastica di volerlo essere, semplicemente birichina e tale da allontanare ogni forma più " invasiva" . In parole povere ( ma solo se ci sono i presupposti) le piace stuzzicare gli uomini e insieme a costoro anche me. Tutto ciò lo mettiamo in pratica quando siamo distanti da casa nostra w dalla nostra città ( che non dirò quale sia); è quasi sempre lei a "pensare" e a prendere le varie iniziative, come ad esempio entrare in un negozio di calzature e provare una miriade di scarpe non indossando le mutandine e stando seduta davanti al commesso , oppure come quello che mise in atto la scorsa estate a Napoli , all'interno della metropolitana che ci portava a Bacoli dove ci aspettava un appartamentino che avevamo affittato su un sito on-line specializzato. Era la fine di luglio e il caldo era insopportabile; io ero vestito con pantaloncini corti e maglietta leggerissima, mentre mia moglie volle indossare una gonna larga che le arrivava poco oltre la metà coscia ( quindi corta ma lei asseriva che con quella avrebbe fatto prendere un po ' di aria alla patata) e una canotta all'interno della quale il suo seno era come volesse gridare di voler uscire.
Come se il destino volle calcare la mano perfida sulla nostra condizione , riuscimmo a salire a malapena sulla vettura per la moltitudine di persone che avevano avuto la nostra stessa idea di andare al mare. Io riuscii ad afferrare un appiglio dove tenermi , ma Elena non ebbe la stessa fortuna perché rimase intruppata in una morsa umana; la vidi grazie alla sua folta chioma riccia , era letteralmente accerchiata da molte persone e...in quel momento scattò in me un certo piacere che avrei voluto condividere con Elena; infatti notavo che davanti a lei c'era un signore sulla 60ina , ma aveva la moglie accanto, invece dietro di lei si era posizionato un signore sui 40 anni, dalla faccia di "distinto porcellone" che premeva molto volentieri dietro a mia moglie, anche se il convoglio era fermo. A me quella situazione piacque, ma per essere certo che piacesse anche a mia moglie le trasmisi con lo sguardo e un accenno di labiale il mio desiderio accompagnato dalla frase "muta" " abbassa il braccio e toccalo lì " . Per tutta risposta mi lancio' uno sguardo di fuoco accompagnato da uno dei suoi sorrisi maliziosi. Da lì a pochi secondi la vidi girarsi di mezzo giro, di quel tanto che le permettesse di tenere abbassato il braccio . Ovviamente non potevo vedere quello che succedeva lì sotto, ma dalla faccia del tizio non fu difficile capire che i movimenti della mano di mia moglie si erano fatti molto espliciti; lo vedevo che spingeva verso il corpo di Elena e lo vedevo abbassare lo sguardo verso quel minuscolo spazio dove una mano femminile gli stava toccando il cazzo.
Finalmente arrivammo a destinazione e nello scendere notai che tra i due ci fu uno sguardo sfuggente, forse di ringraziamento, chissà.
Il nostro appartamentino era un amore e consisteva in 2 camere , con servizi e una bellissima terrazza che dava sul mare, sul meraviglioso golfo di Napoli, col Vesuvio sullo sfondo ed era vicino ad altre terrazze e terrazzini , in uno dei quali era affacciato LUI , l'uomo del metro'. "Cazzo, tesoro, hai visto chi c'è lì , su quella terrazza?" " Porca zozza, entriamo subito prima che ci veda" , ma nemmeno il tempo di prendere le sigarette poggiate prima sul tavolo che sentiamo un chiaro "BUONGIORNO" mi giro solo io e rispondo con un altro chiaro "buongiorno". A quel punto il tizio continuò " finalmente un po' di frescura dopo quel caldo insopportabile dentro la metro" Al che, io, provando a fare lo gnorri, faccio " Ah ma anche lei stava sulla metro?" E quello rispose "Si , certo , ma il caldo che ho sentito io era molto piacevole" e continuando " Mi chiamo Alessandro , piacere di conoscerla " " Piacere mio , sono Mauro" e ancora l'altro "Lei e sua moglie siete in vacanza?" " Si " faccio io " Ma lei è da solo perché non vedo altre presenze" " Sono da solo da dieci giorni...separato fresco e credo di stare iniziando una nuova vita , sperando che sia meno miserevole di quella che ho passato negli ultimi 10 anni" " Capisco" gli rispondo mentre dalla cucina esce Elena con un asciugamano in testa a mo' di turbante e un mini-accapoatoio che le copriva a malapena le chiappa. " Ecco Elena, mia moglie " " Ciao, piacere " rispose Alessandro e continuando " ma siamo tutti e tre giovani, ci possiamo dare del tu, che ne dite?" "Certamente" fece Elena accennando uno sguardo verso di me , di cui non capii il significato. In quell'istante, il nostro vicino, prima di congedarsi per rientrare a casa sua non perse l'occasione per l'ultima sua frase di un effetto più che maliziosamente devastante; " Mauro , devo complimentarmi con te perché hai una bellissima moglie; posso permettermi di dirti che mi piacciono di lei i suoi capelli e....le sue mani".
Rientrai a casa e la prima cosa che feci con Elena fu quella di chiederle cosa avesse fatto sulla metro con il nostro vicino . " Che ne sapevo io, amore?" " COSA GLI HAI FATTO, ELENA?" le chiesi tra l'incazzato e quello preso da porcaggine. "L'ho ...mastur...bato" " Ahhh , adesso si spiegano i suoi complimenti alle tue mani, ...ma ti rendi conto....ci rendiamo conto in quale budello ci siamo addentrati? ....Un nostro vicino che sa dei tuoi, ...e perché no....dei nostri vizietti familiari....ma per favore, Elena, ma dai!"
Guardavo mia moglie, seduta e rannicchiata su una poltrona che avrebbe ospitato a malapena una bambola di pezza: non parlava e aveva il viso nascosto dal suo braccio; quel mini accappatoio che aveva indossato dopo la doccia le lasciava scoperte le cosce e la fessurina della sua fica, accuratamente depilata , e a scrutarla con attenzione, anche una bella porzione di seno turgido. Guardandola in quelle condizioni mi fece tenerezza e non volli continuare ad infierire,...anzi....volli provare a risvegliare in lei l'istinto di troia che le piaceva portare addosso. "Ti andrebbe di scopartelo?" Le chiesi a bruciapelo. "Ma che dici , amore, sei impazzito?" "Assolutamente no , ti parlo seriamente; è una cosa che non abbiamo mai fatto perché non abbiamo voluto MAI farlo, ma adesso , ed è quello che ti sto chiedendo, te la senti...o meglio c'è la sentiamo di poterlo fare? " E per tutta risposta, Elena mi fa: " TU che ne dici?" Ed io, conoscendo il suo desiderio di maiala :" Per me si può fare a condizione che non ti fai venire in bocca e non ti fai penetrare in culo; ti sta bene, tesoro?" " Si" fu la sua risposta lapidaria
Di colpo mi ricordai di una domanda che non le avevo ancora fatto w di cui mi interessava molto la sua risposta: " Dimmi, amore, quando lo hai masturbato ...." "NON L'HO MASTURBATO, MAURO. ..L'HO SEMPLICEMENTE TOCCATO A LUNGO SOPRA I CALZONI " " Ok..ok...ma ti sarai resa conto di cosa stavi ravanando?"
"SI...quello sì,...era bello grosso" " E quindi, se non penso male ....ti piacerebbe giocarci dal vivo, ...è così?"
E lei, da femmina maliziosa e furba : " Se fa piacere a te....farebbe piacere anche a me ".
"Lo chiamo e lo invito per stasera stessa a casa nostra"
" Stasera???? " fece mia moglie eccitatissima.
"ALESSANDRO....ALE. ....?" Uscì in terrazza con un telo avvolto attorno ai fianchi; evidente che avesse fatto una doccia da poco tempo; " Ciao,...dimmi" "Abbiamo parlato Elena ed io e ...alla fine abbiamo deciso che ci farà piacere....sicuramente più ad Elena, se stasera fossi a cena da noi...Elena sarebbe felice" Glielo dissi così chiaro che lo avrebbe capito anche un ragazzino. "Con molto piacere " rispose il nostro amico , " il tempo di indossare qualcosa w sono da voi" Dopo un quarto d'ora suonò il campanello e andò ad aprire Elena; indossava una minigonna svasata che le arrivava a stento a metà coscia e sopra una camicetta bianca trasparente e scollatissima che mostrava la mancanza del reggiseno e la altezzosa presenza di due seni durissimi dai capezzoli turgidi; io aspettavo un po' più ritirato vicino ad un divano che sarebbe dovuto servire da arredamento ad uno pseudo salotto . Non mi aspettavo che il saluto di Alessandro fosse accompagnato da un bacio sulla guancia di Elena e da una cinta di fianco ad altezza seno; anzi, ne fui certo che le cinse il fianco e con il pollice le toccò il seno. Vedevo mia moglie agitata e allo stesso tempo eccitata; evitava di guardarmi e posso imnaginarne il motivo; voleva essere padrona assoluta delle sue azioni, e così decisi di lasciarla fare e vedere come si sarebbe messa la serata. Certo quel lembo di gonnellino cge aveva indossato era un chiaro messaggio lanciato ad Akessandro e , mi auguravo, anche a me . Una semplice insalatona fu la nostra cena e fortuna volle che il nostro padrone di casa avesse lasciato in bella vista sulla credenza 2 bottiglie di prosecco a mo' di benvenuti. Ne sturammo subito una e ci portammo in terrazza dove ci attendevano due sdraio e un lettino. Ci mettemmo a parlare del più e del meno, delle nostre professioni e da quelle scoprimmo che il nostro amico fosse un nostro collega , medico anche lui, particolare che rafforzo' di molto la nostra intesa. Ad un certo punto, e dopo un'occhiata di assenso reciproco con Elena, preso di coraggio, mi rivolsi ad Alessandro, più o meno così: " Alessandro, volevo dirti una cosa; ..inutile girarci intorno e fare finta di niente, ma oggi in metro, Elena, in mezzo a quella calca,...sicuramente per gioco, credimi, per un gioco che facciamo ogni tanto e ci stuzzica a livello dei sensi . " Fui interrotto da Alessandro che mi chiese " Mauro, che piaccia molto a Elena l'ho capito molto bene facendomi un piacere enorme, ma dimmi....piace anche a te?" E senza aspettare la mia risposta, avvicinando la sua sdraio a quella di mia moglie e posandole una mano su una coscia e cominciando ad accarezzarlo, mi disse:" Piace anche a te , come adesso , guardare un estraneo mentre accarezza le cosce di tua moglie w....poco alla volta insinua la propria mano al loro interno , alla ricerca della cosa più bella che ogni donna ha in dote?"
Parlava bene Alessandro, ma nel frattempo guardavo mia moglie che si era distesa meglio , facilitando i movimenti della mano del nostro amico finché questa non raggiungesse la sua fica.
Ero eccitatissimo, alla pari di Elena che gemeva a più non posso mentre teneva ferma sulla sua fica la mano di Alessandro, come se non volesse fargliela togliere, ed ero eccitato anch'io che non sapevo in quel momento cosa fare, se lasciare iniziare loro oppure dare il via io .
Decisi di dare loro un suggerimento che potesse metterli a proprio agio; in fondo , per un estraneo è molto importante avere il "via" da parte del marito e andò proprio così; guardando Elena distesa sulla sdraio, con quel gonnellino che le faceva vedere i suoi mini slip rossi in tutta la loro interezza, rivolgendomi ad Alessandro gli feci " Ale, amico mio, hai notato gli slippini di Elena? Secondo te saranno bagnati? Vorresti dargli un'occhiata?" E così, senza dire nulla vidi il nostro vicino inginocchiarsi per terra e avvicinare la sua bocca alla fica di mia moglie, annusare le mutandine, sfilarle delicatamente e cominciare a leccarla tutta. Elena gemeva come una canna...mi chiamò.. " Amore, vieni anche tu , ti prego " ; mi avvicinai sopra la sua testa e le accarezzai il seno, strizzandoli delicatamente . Alessandro era sempre più vogliono degli umori di Elena, li beveva e continuava a leccarla ovunque. "TI piace, amore?" Chiesi a mia moglie , e la sua risposta fu " Andiamo dentro , sul letto, non ce la faccio più, vi prego...scopatemi come una troia!" E dicendo così scappò dentro per sdraiarsi a letto con le gambe divaricate. "Amore, chi desideri dei due che ti scopi nella fica?" Chiesi a Elena; vieni tu, amore, mentre tu , Alessandro, fammi assaggiare il tuo cazzo in bocca, e dicendo questo si mise a pecorina con la faccia proprio davanti al cazzo di Alessandro; " Ma scusa Alé,...come ha fatto tua moglie a dire no ad un arnese così bello?" . In realtà il suo cazzo era bello grosso , forse non più lungo del mio ma sicuramente più grosso di circonferenza e più nodoso. Lo scappello' alla perfezione con la bocca, senza aiutarsi con le mani, e incominciò a spompinarlo ben bene, dicendogli che avrebbe potuto sborrarle in bocca. (* Se ti fa piacere puoi venirmi in bocca, tesoro *) . Quel termine ( tesoro) lo notai e devo essere sincero non mi piacque molto, ma poi capii che in momenti come quelli ci poteva stare molto bene.
Non esagero se dico che nessuno dei due maschi volle venire subito, tant'è che stantuffammo Elena per un buon quarto d'ora o forse più; le prospettai di fare cambio io e Alessandro, ma lei voleva farsi venire in bocca dall'altro, e così successe. Io stesso , quando notai gli spasmi di Alessandro mentre veniva e sentii i gemiti sordi di mia moglie mentre si riempiva la bocca di sborra, venni anch'io nella fica e sulla schiena di Elena. Eravamo tutti e tre a dir poco distrutti, distendendoci sul letto in un groviglio di gambe e braccia. "Ragazzi è stato MERAVIGLIOSO , e di certo c'è, carissimo Alessandro e carissimo maritino mio, che voglio continuare sino a domani sera"
Ero stranito quando feci una domanda a Elena " Amore, la sborra di Alessandro?"
"Mandata giù, Mauro, era buonissima " e così dicendo si rituffo' su quel cazzo ormai mezzo afflosciato per ripulurlo con la bocca degli ultimi filamenti di sborra.
A presto la continuazione di altri 9 giorni di vacanza
scritto il
2026-03-30
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