Un trio destinato ad ampliarsi
di
Formus
genere
trio
Dopo quattro giorni di vacanza in quel di Bacoli, tutti molto belli , io, mia moglie Elena e il nostro vicino di casa, nonché nostro amico ...di letto, eravamo arrivati a vivere una situazione di stanca, e devo ammettere che per ognuno di noi era un po' avvilente senza che ci fosse una idea, un qualcosa che potesse riaccendere in noi ka voglia di fare qualcosa di nuovo, di più elettrizzante. Sembra paradossale ma io stesso, da marito di Elena, non ricavavo nessun piacere se vedevo arrivare Alessandro, il nostro vicino vacanziero anche lui, e lo vedevo salutare mia moglie "da dietro" , appiccicato al suo culetto, mentre le sue mani ravanavano le sue tette; ne' sortiva lo stesso effetto di 2 giorni prima se assistevo ad uno "stanco" pompino da parte di Elena.
Bisognava trovare una nuova sceneggiatura che risvegliasse in tutti e tre la voglia della maialaggine. Il giorno prima non aveva funzionato nemmeno l'idea che mi portò ad andare a fare una "lunga spesa" al supermercato , lasciando mia moglie da sola con Alessandro; sì, d'accordo, il pensiero di cosa stessero facendo, se lui fosse in grado di mantenere la promessa di non insistere su qualcosa che Elena non volesse, tutto questo mi faceva stare in un certo tipo di ansia piacevole, e comunque quel giorno, niente mi diede modo di incazzarmi in quanto al mio ritorno a casa con le buste della spesa trovai solo risate , spensieratezza e ...un bel mezzo di scopata nel sederino di mia moglie da parte di quell'instancabile di Alessandro.
Del "problema" accennato prima ne discutemmo a cena; Alessandro suggeriva di fare uscire Elena da sola , senza mutande per acchiappare qualcuno, ma fu una proposta bocciata all'unanimità ; la proposta di Elena , invece ci sembrò fattibile ed era la seguente: qualcuno di noi maschietti avrebbe telefonato al nostro locatario lamentando il cattivo funzionamento dei condizionatori e del wi-fi e pregandolo di fare arrivare dei tecnici che potessero aggiustare i guasti.
Inutile dire come prosegui quella sera, prevalentemente con risate sonore che si sentivano sin sulla strada; Alessandro ipotizzava l'arrivo di due operai poco più che 70enni suscitando l'ira di Elena e le mie risate; mentre invece si ipotizzo' l'arrivo di un giovane operaio che avrebbe trovato Elena a casa da sola, "vestita" solo da un camicie e niente di niente sotto di quello. Non fu necessaria mettere ai voti la proposta perché ci sembrò molto bella e attuabile, solo se mia moglie avesse interpretato la sua parte alla perfezione. Quella sera bevemmo più del dovuto, ma nonostante tutto Elena ottempero' al suo ruolo di troiona facendoci un doppio pompino e facendoci sborrare un po' in bocca. Un po' sul viso o sui capelli.
L'indomani mattina fui io a chiamare il padrone di casa , il quale mi assicurò che avrebbe mandato qualcuno già in mattinata. Intorno alle 09:00 , io e Alessandro eravamo usciti da casa per andarci a sedere ad un tavolino del bar proprio di fronte casa nostra, dal quale si poteva vedere sua il portoncino di ingresso che il terrazzo soprastante. E così, mentre ci rinfrescavamo con una pinta di birra alla spina, vedemmo arrivare a casa poco dopo, 2 operai con tanto di cassetta attrezzi; non riuscimmo a definire bene la loro età, ma sicuramente uno era molto giovane e l'altro non sembrava essere anziano. Aspettammo con l'ansia che ci assaliva addosso; dopo circa un lunghissimo quarto d'ora vedemmo uscire Elena sul terrazzo, seguita dai due uomini. Lei sapeva dove era la nostra postazione e senza farsene accorgere ci fece segno col pollice in su, che tutto era sotto controllo. "Ma quel camicione con nulla sotto non è pericoloso?" mi fece Alessandro " E' letteralmente nuda, ti rendi conto?" Ed io, "Ma a me così piace da morire...stai tranquillo che lei sa cosa fare" . Sicuramente in quei momenti la più eccitata di tutti era Elena e a seguire almeno uno dei due operai perché la seguiva continuamente con lo sguardo , specialmente quando faceva finta di affacciarsi in strada , scoprendo di proposito il suo culetto sotto al camicione. Ad un certo punto vedemmo il più grande dei due che richiamò l'attenzione di mia moglie e subito dopo entrare in casa con lei; pensammo le avesse chiesto del bagno, ma passavano i minuti e non si vedeva nessuno se non il ragazzo rimasto da solo sul terrazzo; un pochino preoccupati e tesi lo eravamo tutti e due, e la nostra tensione aumentò di colpo quando vedemmo il ragazzo alzarsi di scatto e andare dentro casa.
Eravamo certi che Elena si stava dando da fare e così decidemmo di correre a casa anche noi. Aprii la porta di ingresso che dava sul salotto e non c'era nessuno, ma dalla camera da letto provenivano le loro voci; prima di entrare e unirci a quei due ma senza spaventarli , vedemmo mia moglie in piedi che si reggeva al muro e il più grande di quei due che la fotteva letteralmente in maniera selvaggia, in quanto dava dei colpi fortissimi provocando ad ogni affondo delle urla di piacere; il più giovane invece si limitava a masturbarsi mentre con l'altra mano le strizzava i capezzoli .
Decidemmo di fare irruzione provocando ( come era prevedibile) un poco di scompiglio. Per un attimo il grande si staccò da Elena e lì potei vedere il suo cazzo dalle dimensioni normali in lunghezza ma mastodontiche in circonferenza, mentre quello del ragazzo era un cazzo normale sui 17/18 cm.
" Tutto a posto ragazzi, tutto a posto, è una nostra semplice conoscente e amica d'infanzia"
" Se avete piacere ci possiamo unire a voi per fottere ben bene questa troiona" A quelle parole vidi mia moglie lanciarmi tonnellate di occhiate di fuoco, e vidi Alessandro guardarmi inebetito. Ma vedendo che i due operai continuavano a starsene imbambolati , presi l'iniziativa e togliendomi il costume che avevo addosso, feci inginocchiare Elena davanti al mio cazzo e , rivolgendomi al ragazzo gli faccio: " guarda come secchia bene..." mentre accompagnavo la tua testa sul mio cazzo con movimenti lenti. Mentre al più grande ( circa 50 anni) gli dissi " se vuoi continuare quello che stavi facendo poco fa, mettiti in ginocchio dietro di lei e la stantuffi a pecora; lei gode come una cagna quando viene presa così "
Alessandro rimaneva in disparte che si masturbava poco convinto e notandolo gli dissi di venire al posto mio perché il mio ruolo me lo imponeva. Feci avvicinare anche il ragazzo che si posiziono' accanto ad Alessandro in modo da dare a mia moglie due cazzi da spompinare , e questo succedeva mentre il grande sembrava non volere sborrare mai e continuare ad affondare i suoi colpi fortissimi dentro la fica di Elena, che dal canto suo cominciava a dare I primi segni di spossatezza, vuoi per la posizione, e anche i suoi gemiti erano , come dire, di sofferenza e piacere. Quando il ragazzo sborro' , Elena devio' a terra I suoi schizzi, mentre quando venne Alessandro, riempì la sua bocca e facendo questo tolse dalla fica il cazzone del grande e distendendosi a terra lo invitò a sborrare sulle sue tette. A me fece cenno di avvicinarmi a lei con la bocca e quando raggiunsi le sue labbra lei le apri regalandomi la sborra di Alessandro.
Prima di accompagnare i nostri ospiti, li catechizzammo amichevolmente invitandoli di dimenticare subito tutto ciò che era successo in quella casa. Poi, quando rimanemmo tutti e tre da soli dovetti scappare dalle grinfie di mia moglie che con una padella in mano mi inseguiva a suon di "Troia e canna lo vai a dire a tua sorella " " Fermati che voglio spaccarti quelle corna" tutto ciò succedeva accompagnato dalle grasse risate del nostro caro amico Alessandro.
Alla fine , prima di addormentarci ci proponemmo un'altra avventura prima di fare ritorno ognuno nelle nostre città.
Bisognava trovare una nuova sceneggiatura che risvegliasse in tutti e tre la voglia della maialaggine. Il giorno prima non aveva funzionato nemmeno l'idea che mi portò ad andare a fare una "lunga spesa" al supermercato , lasciando mia moglie da sola con Alessandro; sì, d'accordo, il pensiero di cosa stessero facendo, se lui fosse in grado di mantenere la promessa di non insistere su qualcosa che Elena non volesse, tutto questo mi faceva stare in un certo tipo di ansia piacevole, e comunque quel giorno, niente mi diede modo di incazzarmi in quanto al mio ritorno a casa con le buste della spesa trovai solo risate , spensieratezza e ...un bel mezzo di scopata nel sederino di mia moglie da parte di quell'instancabile di Alessandro.
Del "problema" accennato prima ne discutemmo a cena; Alessandro suggeriva di fare uscire Elena da sola , senza mutande per acchiappare qualcuno, ma fu una proposta bocciata all'unanimità ; la proposta di Elena , invece ci sembrò fattibile ed era la seguente: qualcuno di noi maschietti avrebbe telefonato al nostro locatario lamentando il cattivo funzionamento dei condizionatori e del wi-fi e pregandolo di fare arrivare dei tecnici che potessero aggiustare i guasti.
Inutile dire come prosegui quella sera, prevalentemente con risate sonore che si sentivano sin sulla strada; Alessandro ipotizzava l'arrivo di due operai poco più che 70enni suscitando l'ira di Elena e le mie risate; mentre invece si ipotizzo' l'arrivo di un giovane operaio che avrebbe trovato Elena a casa da sola, "vestita" solo da un camicie e niente di niente sotto di quello. Non fu necessaria mettere ai voti la proposta perché ci sembrò molto bella e attuabile, solo se mia moglie avesse interpretato la sua parte alla perfezione. Quella sera bevemmo più del dovuto, ma nonostante tutto Elena ottempero' al suo ruolo di troiona facendoci un doppio pompino e facendoci sborrare un po' in bocca. Un po' sul viso o sui capelli.
L'indomani mattina fui io a chiamare il padrone di casa , il quale mi assicurò che avrebbe mandato qualcuno già in mattinata. Intorno alle 09:00 , io e Alessandro eravamo usciti da casa per andarci a sedere ad un tavolino del bar proprio di fronte casa nostra, dal quale si poteva vedere sua il portoncino di ingresso che il terrazzo soprastante. E così, mentre ci rinfrescavamo con una pinta di birra alla spina, vedemmo arrivare a casa poco dopo, 2 operai con tanto di cassetta attrezzi; non riuscimmo a definire bene la loro età, ma sicuramente uno era molto giovane e l'altro non sembrava essere anziano. Aspettammo con l'ansia che ci assaliva addosso; dopo circa un lunghissimo quarto d'ora vedemmo uscire Elena sul terrazzo, seguita dai due uomini. Lei sapeva dove era la nostra postazione e senza farsene accorgere ci fece segno col pollice in su, che tutto era sotto controllo. "Ma quel camicione con nulla sotto non è pericoloso?" mi fece Alessandro " E' letteralmente nuda, ti rendi conto?" Ed io, "Ma a me così piace da morire...stai tranquillo che lei sa cosa fare" . Sicuramente in quei momenti la più eccitata di tutti era Elena e a seguire almeno uno dei due operai perché la seguiva continuamente con lo sguardo , specialmente quando faceva finta di affacciarsi in strada , scoprendo di proposito il suo culetto sotto al camicione. Ad un certo punto vedemmo il più grande dei due che richiamò l'attenzione di mia moglie e subito dopo entrare in casa con lei; pensammo le avesse chiesto del bagno, ma passavano i minuti e non si vedeva nessuno se non il ragazzo rimasto da solo sul terrazzo; un pochino preoccupati e tesi lo eravamo tutti e due, e la nostra tensione aumentò di colpo quando vedemmo il ragazzo alzarsi di scatto e andare dentro casa.
Eravamo certi che Elena si stava dando da fare e così decidemmo di correre a casa anche noi. Aprii la porta di ingresso che dava sul salotto e non c'era nessuno, ma dalla camera da letto provenivano le loro voci; prima di entrare e unirci a quei due ma senza spaventarli , vedemmo mia moglie in piedi che si reggeva al muro e il più grande di quei due che la fotteva letteralmente in maniera selvaggia, in quanto dava dei colpi fortissimi provocando ad ogni affondo delle urla di piacere; il più giovane invece si limitava a masturbarsi mentre con l'altra mano le strizzava i capezzoli .
Decidemmo di fare irruzione provocando ( come era prevedibile) un poco di scompiglio. Per un attimo il grande si staccò da Elena e lì potei vedere il suo cazzo dalle dimensioni normali in lunghezza ma mastodontiche in circonferenza, mentre quello del ragazzo era un cazzo normale sui 17/18 cm.
" Tutto a posto ragazzi, tutto a posto, è una nostra semplice conoscente e amica d'infanzia"
" Se avete piacere ci possiamo unire a voi per fottere ben bene questa troiona" A quelle parole vidi mia moglie lanciarmi tonnellate di occhiate di fuoco, e vidi Alessandro guardarmi inebetito. Ma vedendo che i due operai continuavano a starsene imbambolati , presi l'iniziativa e togliendomi il costume che avevo addosso, feci inginocchiare Elena davanti al mio cazzo e , rivolgendomi al ragazzo gli faccio: " guarda come secchia bene..." mentre accompagnavo la tua testa sul mio cazzo con movimenti lenti. Mentre al più grande ( circa 50 anni) gli dissi " se vuoi continuare quello che stavi facendo poco fa, mettiti in ginocchio dietro di lei e la stantuffi a pecora; lei gode come una cagna quando viene presa così "
Alessandro rimaneva in disparte che si masturbava poco convinto e notandolo gli dissi di venire al posto mio perché il mio ruolo me lo imponeva. Feci avvicinare anche il ragazzo che si posiziono' accanto ad Alessandro in modo da dare a mia moglie due cazzi da spompinare , e questo succedeva mentre il grande sembrava non volere sborrare mai e continuare ad affondare i suoi colpi fortissimi dentro la fica di Elena, che dal canto suo cominciava a dare I primi segni di spossatezza, vuoi per la posizione, e anche i suoi gemiti erano , come dire, di sofferenza e piacere. Quando il ragazzo sborro' , Elena devio' a terra I suoi schizzi, mentre quando venne Alessandro, riempì la sua bocca e facendo questo tolse dalla fica il cazzone del grande e distendendosi a terra lo invitò a sborrare sulle sue tette. A me fece cenno di avvicinarmi a lei con la bocca e quando raggiunsi le sue labbra lei le apri regalandomi la sborra di Alessandro.
Prima di accompagnare i nostri ospiti, li catechizzammo amichevolmente invitandoli di dimenticare subito tutto ciò che era successo in quella casa. Poi, quando rimanemmo tutti e tre da soli dovetti scappare dalle grinfie di mia moglie che con una padella in mano mi inseguiva a suon di "Troia e canna lo vai a dire a tua sorella " " Fermati che voglio spaccarti quelle corna" tutto ciò succedeva accompagnato dalle grasse risate del nostro caro amico Alessandro.
Alla fine , prima di addormentarci ci proponemmo un'altra avventura prima di fare ritorno ognuno nelle nostre città.
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