Il Coiffeur pour dames
di
Bastino1
genere
gay
Mi sono fatto tre anni di riformatorio per una cazzata fatta in gruppo.
È stata fortuna la passeggiata?, la possiamo chiamare fortuna fare una passeggiata in riformatorio?
Durante il “soggiorno” ero soprannominato il protetto, mi incazzavo volevo essere chiamato per nome:, il mio nome è Nico.
Il soprannome era giusto in quanto mi ero agganciato ad un tipo il quale mi faceva da protettore così tutti mi rispettavano, per avere la copertura lui pretendeva servizietti di bocca e saltuariamente di culo.
A parte questo ho imparato il mestiere di parrucchiere per uomo, quando sono uscito, con l’assistenza della struttura, sono stato assunto dal proprietario di un grosso salone del centro ben frequentato.
Avevo scoperto che il boss era bisessuale e con una bella figa di moglie, non ci volle tempo che il boss mi chiamò per un colloquio riservato, il discorsetto era chiaro, il contenuto: prendere o lasciare.
Dopo quel discorsetto durante la pausa di mezza giornata o alla sera dopo la chiusura il boss quando gli tirava mi faceva fermare.
Fu lui per primo a sbattermi sul lettino e mi prese senza tante storie, non mi lamentai perché l’attrezzo del boss era poco più grosso di un zolfanello da cucina, quando lui vide che mi pendeva una bella sleppa fu lui a stendersi sul lettino.
La storiella andava avanti da un bel po’ di tempo finché la moglie un giorno fece una galattica sceneggiata al consorte, non per perché avsse scoperta la tresca tra me ed il marito, anche lei trescava con un cliente dell’amato coniuge, erano pari e patta.
Si impuntava perché la clientela cresceva parimente andava aumentando la mole di lavoro, lei era stufa di sbattersi voleva nuovo personale.
A conclusione Gelsomina, detta Nina, ebbe come persona generica Nico che sarei io, più l’assunzione di uno specializzato esterno: Raul.
Dopo questo movimento io mi ero liberato del boss che mi stava stufando e passai nell’harem delle signore, lo spostamento mi lasciò indifferente ormai mi stavo abituando a fare coppia con l’uomo e con le donne, ma preferivo l’uomo.
Per quasi sette otto mesi feci solo il generico, il mestiere mi piaceva, mi pagavano il giusto ma arrotondavo bene con le mance delle signore, incrementavo aggiungendo facendo degli extra con qualche matura signora che voleva provare il piacere della carne fresca.
Raul, il nuovo assunto, fece pubblicizzare la sua presenza nel salone con un poster per niente affatto discreto; le signore e signori che volevano prestazioni extra come consulenza della Immagine ed altro si servivano della professionalità di Raul.
Naturalmente la signora Nina pretendeva giustamente sugli extra di Raul il 40%.
A questo punto Raul cominciava diventarmi fastidioso, la sua presenza insopportabile nel salone, per me era ingombrante anche se gli riconoscevo la bravura, il suo carattere positivo, invidiavo il suo essere estroverso, non era suscettibile, sempre aperto, creativo mentre io ero il suo opposto.
Nonostante Raul fosse il mio opposto mi attraeva forse perché i suoi punti di forza compensavano le mie debolezze e viceversa.
Dopo la convivenza lavorativa di quasi tre anni ci siamo presi in simpatia.
Anche oggi abbiamo finito la giornata e per due festività continue siamo a riposo.
-r.: ahò che fai in questi due giorni? Vogliamo andarcene a fare una gita?
-n.: dove? al mare? si,
-r.: vada per il mare, ci vediamo in stazione alle sei
-n.: perché non adesso invece di partire all’alba
-r.: quando vorresti partire a mezzogiorno?
.n.: dormiamo sulla spiaggia?
-r.: OK!! prenotiamo
-n.: a questa ora?
-r.: perché? come sei arretrato!, usa la tecnologia. Booking. C’e disponibile un five star che dici?
-n.: certo per quanti anni rimarremo in hotel a pulire i cessi?
-r.: giusta osservazione, questo lo possiamo prenotare tre stelle vicino al mare ti va bene ragazzo di campagna?
-n.: se cominci a prendermi per il culo mi sveglio domani a mezzogiorno
-r.: scusami stellino. OK trovato!, ho visto anche il treno, parte alle sette. Ciao stellino!
-n.: fottiti hair-stylist fatti le treccine con i peli del mio cazzo.
Ci ritrovammo alle sei, ero ancora addormentato all’impiedi.
-r.: ahò! che ti sei portato in quel borsone per due notti?
- n.: Ohi lurido! Io mi lavo tre volte al giorno.
-r:: hai le perdite?
-n.: me ne vado ciao!
-r.: scusami stellino non so contenermi.
Ci presentiamo alla reception dell’hotel, prenotiamo, l’addetto chiede: volete due singoli, alla francese o matrimoniale, quest’ultimo vi da più spazio potete mettere tra voi due cuscini per evitare i contatti, risposta feroce di Raul: non siamo marito e moglie.
In ciabatte, calzoncini e magliette siamo una figata, prendiamo due sdraio con ombrellone, decidiamo di farci il bagno ma per Nico sorge il problema: lasciamo incustoditi le borse,
-r.: hai paura che le rúbino? Anche se un pezzente le apre e vede il contenuto le lascia dove sono
-n.:hai sempre ragione, HS
-r.. cosa è?
-N.: Hair Stylist.
Il mare è pulito ci sono pochi bagnanti Raul si allontana dalla riva con una magnifica nuotata, cerco di tenergli dietro con bracciate alquanto sconnesse; la soddisfazione di mollare mai!.
Vado a fondo lui mi soccorre e arrivo salvo a riva, ma glielo rinfaccerò a lungo: non potevi farti i cazzi tuoi? devi fare sempre il megalomane esibizionista.
Restiamo nella sdraio in silenzio, il sole non brucia ma riscalda alla fine mangiamo in una vicina pizzeria e torniamo alle sdraio. Poco dopo Raul si esibisce in una performance davanti ad un gruppetto di persone, lo ammiro, ora mi piace, mi ha conquistato.
Il dormire insieme non mi ha assolutamente spinto a dichiararmi eppure sono eccitato. il secondo giorno non è stato marinaro ma abbiamo fatto una biciclettata seguendo i percorsi tracciati.
Come al solito Raul se ne va alla grande, mi rompo le palle quando lui fa tutto con nonchalance, nuota è lo fa con nonchalance facciamo la biciclettata lo fa con nonchalance, mi chiedo cosa cazzo faccio con la stessa nonchalance.
Domani si torna a casa questa notte è stata particolare.
-r.: ti va di fare sesso con me?,
come se avessi avuto un diretto in pieno viso sussurrai.
-n,: si! volentieri.
Ci accostiamo buttiamo all’aria i cuscini divisori, siamo ancora profumati per la doccia rilassante, io prendo l’iniziativa, lo bacio mi risponde con entusiasmo, l’abbraccio diventa più vigoroso, il suo petto è coperto da una leggera peluria che mi piace, rispetto a lui sono glabro,
-r.: mi piaci e non da poco anzi da sempre, non mai avuto l’animo di dichiararmi, alla fine pensavo che tu non mi volessi, ho scoperto il tuo corpo ieri al mare, oggi quando ho annusato il tuo afrore ho avuto una erezione non ne potevo più.
Questa dichiarazione ha abbattuto tutte le mie resistenze, mi apro completamente questo glielo faccio capire dall’intensità del bacio, il mio viso scivola sul suo petto, quella peluria mi eccita, gli sussurro Raul non è solo sesso ma sento per te un’attrazione che mi spaventa.
Ho il suo membro, ben più grande del mio, tra le gambe, Raul vuoi prendermi? Sessualmente fammi tuo almeno adesso per il futuro sarà quel che sarà.
Mi giro mi offro, sento le sue dita scivolare intorno all’anno lo sta lubrificando, non è la prima volta che l’ho dato ma solo per sopravvivenza, adesso c’è il piacere di darlo a chi desidero.
Lo sento che spinge, il colpo fa passare il glande il mio è un sospiro di goduria, lo spinge mi riempie, sento il suo respiro in affanno, le sue carezze sui miei capezzoli, sa come stuzzicarli mentre il pene si muove sempre più rapido e deciso, dovrei resistere ma non posso: eiaculo.
Cambia registro diventa duro, quasi violento mi fa cambiare più posizioni per spingere fino limite la sua asta per la mia gioia, nei sospiri esce tutto me steso, sento le contrazioni del membro, i colpi duri troppo duri, sconvolgenti con i quali lascia dentro di me cariche di sperma.
Il suo è un abbraccio stringente mi toglie il fiato ma e cosi trascinante che non vorrei che finisse, Nico avrei tanto da dirti che non trovo le parole, solo questo due: stammi vicino.
La signora Nina durante tutta la giornata di lavoro ci guarda con un’aria curiosa indagatrice, vorrebbe sapere cosa rende oggi i suoi collaboratori così radiosi, alla fine passandomi vicino si ferma, mi guarda e dice voi due dovresti fare più spesso week-end vi fanno molto bene.
Colgo l’occasione: signora Nina lei sa meglio di me per fare i fine settimana ci vogliono i soldi!.
Durante la pausa Raul ed io andiamo al self-service per uno spuntino, in quell’occasione sempre lui apre il discorso:
-r:. ieri ho visto un automezzo con la scritta traslochi fermo avanti al portone di fronte a noi
-n.: e allora!
-r.: quando mi dai queste risposte di stuprerei qui ora. Se ci sono dei traslochi ci sarà un’abitazione vuota, vorrei contattare il portiere che ne dici?
-n.: adesso mi metto sotto il tavolo e te lo succhio
-r.: sei irrecuperabile e per questo che non possiamo perderci.
-N.: io vado in bagno, raggiungimi in fondo c’è un grosso sgabuzzino per gli attrezzi ti aspetto, quando entri fa un fischio.
Nudi, infoiati abbiamo scopato.
È stato qualche cosa di allucinante, il suo pompino mi ha svuotato
-N.: fai pompini meravigliosi
-r:. girati, una inculata maialesca mi fa quasi gridare, sono state due o tre serie di colpi ma micidiali.
Come prima anche in uscita siamo usciti uno alla volta, dovevamo avere un aspetto stravolto che la cassiera prima ci ha guardato preoccupata poi deve aver capito tutto.
Dalla self-service al salone abbiamo riso come due ragazzi che hanno scopato per la prima volta.
Raul rientra più tardi perché si ferma dal portiere si intrattiene per buona mezzora ma torna con un sorriso.
Il salone è vuoto.
-r.: Ho parlato con il portiere lui mi ha detto che l’abitazione libera è già stata venduta, a suo dire, ci sarebbe non a breve un bel trilocale con accessori all’inizio dell’autunno.
Avendo annusato che siamo interessati si è slanciato per fare il mediatore occulto.
La persona che ci abita è una persona molto anziana ed il figlio vorrebbe portarsi il padre dove vive lui. L’appartamento non sarebbe in vendita subito ma dato in affitto, potreste approfittarne tu e l’altro che lavora con te.
Alla fine lui si è impegnato a gestire l’affare, naturalmente ho garantito una proporzionata mancia.
-n.: speriamo che si concluda
-r.: stasera dormo da te
-n.: Raul sei qui con me, siamo insieme non so come esprimerti la mia gioia, vorrei usare una parola sola ma abbracciami, fammi vivere,
-r.: Nico sono confuso ho cercato sempre di impostare la vita con la persona che amo.
Ci siamo scatenati per placare il desiderio, ci siamo messi nella posizione classica di essere alla pari nel prendere i nostri membri nelle bocche, Nico vorrei che tu ed io ci avventurassimo in un deepthroath;
-n.:Raul non l‘ho fatto mai prima adesso per te si,
il suo membro a vederlo e a sentirlo provo una vertigine, gli lecco il glande alla base, il meato perde il precum lo raccolgo sulla lingua, rientra nella bocca e me lo faccio spingere non lo fa con decisione.
-r.:Nico vuoi? quando non puoi resistere più ci fermiamo per iniziare spingi più che puoi la lingua fuori, così va bene,
guardo Raul mi sento perso in lui, ho la bocca piena faccio lunghi respiri mentre Raul non si muove, spinge delicatamente tiro fuori la lingua più che posso.
La sensazione che provo è come mi avesse sverginato, lo tiro fuori emetto un rantolo per inspirare.
-r.: Nico basta adesso, non puoi più ripetere,
-n.: solo questa volta ti prego fammi provare.
Si dispone sul letto con la testa penzoloni oltre la sponda,
-r.: Nico ti prego non farlo
-n.:solo poco poco
Sento il pene in bocca, mi convinco che posso farlo, spingo fuori la lingua più di prima, Raul mi solletica i capezzoli mi eccito respiro profondo, scende batto le mani per il piacere
-n.: hai visto? ho capito come si fa è stato solo allenamento prima o poi lo faremo sempre meglio.
Balzo giù dal letto e ci spingo Raul che ride,
-r.: sei proprio matto, se il mio rimano incastrato nella tua spelonca?.
Gli offro il mio anello anale ed lui mi infila il suo pene eretto allo spasimo, mi torco come un disperato, batto le mani sul letto lo faccia più delicatamente non mi ascolta, gli grido allora:
-n.: fottimi, fottimi come vuoi, quanto vuoi, ma fottimi
Per Raul è una frustata non sente Nico pensa al suo godimento, mi ribalta in posizione supina le gambe appoggiate sulle spalle ano a portato di cazzo.
-R.: lo hai voluto e adesso non ci sarà comprensione per te troia.
Raul mantiene la promessa mi sventra,
-n.: sei grande!!, il tuo cazzo non cresce più? dai fammelo sentire, sbattimi le palle sul culo
L’altro è completamente imbestialito, più Nico lo sollecita più l’altro reagisce fino a non poterne più.
Si stendono spalla contro spalla.
Si svegliano quasi insieme.
Uno si lamenta per avere le palle indolenzite l’altro non ha voce però sotto la doccia ridono come matti.
Il tempo passa ma quei due ormai sono rodati, schiodarli non sarà cosa facile.
Hanno messo insieme i loro soldini, prima hanno comprato la casa del vecchio signore, Nina ha mollato il marito la cui attività è andata in fallimento, lei ha capitalizzato tutto compreso il salone venduto a Raul e Nico.
Non tutte le coppie non tradizionali vanno alla malora resistono e riescono anche a fare il deepthroath fino in fondo.
È stata fortuna la passeggiata?, la possiamo chiamare fortuna fare una passeggiata in riformatorio?
Durante il “soggiorno” ero soprannominato il protetto, mi incazzavo volevo essere chiamato per nome:, il mio nome è Nico.
Il soprannome era giusto in quanto mi ero agganciato ad un tipo il quale mi faceva da protettore così tutti mi rispettavano, per avere la copertura lui pretendeva servizietti di bocca e saltuariamente di culo.
A parte questo ho imparato il mestiere di parrucchiere per uomo, quando sono uscito, con l’assistenza della struttura, sono stato assunto dal proprietario di un grosso salone del centro ben frequentato.
Avevo scoperto che il boss era bisessuale e con una bella figa di moglie, non ci volle tempo che il boss mi chiamò per un colloquio riservato, il discorsetto era chiaro, il contenuto: prendere o lasciare.
Dopo quel discorsetto durante la pausa di mezza giornata o alla sera dopo la chiusura il boss quando gli tirava mi faceva fermare.
Fu lui per primo a sbattermi sul lettino e mi prese senza tante storie, non mi lamentai perché l’attrezzo del boss era poco più grosso di un zolfanello da cucina, quando lui vide che mi pendeva una bella sleppa fu lui a stendersi sul lettino.
La storiella andava avanti da un bel po’ di tempo finché la moglie un giorno fece una galattica sceneggiata al consorte, non per perché avsse scoperta la tresca tra me ed il marito, anche lei trescava con un cliente dell’amato coniuge, erano pari e patta.
Si impuntava perché la clientela cresceva parimente andava aumentando la mole di lavoro, lei era stufa di sbattersi voleva nuovo personale.
A conclusione Gelsomina, detta Nina, ebbe come persona generica Nico che sarei io, più l’assunzione di uno specializzato esterno: Raul.
Dopo questo movimento io mi ero liberato del boss che mi stava stufando e passai nell’harem delle signore, lo spostamento mi lasciò indifferente ormai mi stavo abituando a fare coppia con l’uomo e con le donne, ma preferivo l’uomo.
Per quasi sette otto mesi feci solo il generico, il mestiere mi piaceva, mi pagavano il giusto ma arrotondavo bene con le mance delle signore, incrementavo aggiungendo facendo degli extra con qualche matura signora che voleva provare il piacere della carne fresca.
Raul, il nuovo assunto, fece pubblicizzare la sua presenza nel salone con un poster per niente affatto discreto; le signore e signori che volevano prestazioni extra come consulenza della Immagine ed altro si servivano della professionalità di Raul.
Naturalmente la signora Nina pretendeva giustamente sugli extra di Raul il 40%.
A questo punto Raul cominciava diventarmi fastidioso, la sua presenza insopportabile nel salone, per me era ingombrante anche se gli riconoscevo la bravura, il suo carattere positivo, invidiavo il suo essere estroverso, non era suscettibile, sempre aperto, creativo mentre io ero il suo opposto.
Nonostante Raul fosse il mio opposto mi attraeva forse perché i suoi punti di forza compensavano le mie debolezze e viceversa.
Dopo la convivenza lavorativa di quasi tre anni ci siamo presi in simpatia.
Anche oggi abbiamo finito la giornata e per due festività continue siamo a riposo.
-r.: ahò che fai in questi due giorni? Vogliamo andarcene a fare una gita?
-n.: dove? al mare? si,
-r.: vada per il mare, ci vediamo in stazione alle sei
-n.: perché non adesso invece di partire all’alba
-r.: quando vorresti partire a mezzogiorno?
.n.: dormiamo sulla spiaggia?
-r.: OK!! prenotiamo
-n.: a questa ora?
-r.: perché? come sei arretrato!, usa la tecnologia. Booking. C’e disponibile un five star che dici?
-n.: certo per quanti anni rimarremo in hotel a pulire i cessi?
-r.: giusta osservazione, questo lo possiamo prenotare tre stelle vicino al mare ti va bene ragazzo di campagna?
-n.: se cominci a prendermi per il culo mi sveglio domani a mezzogiorno
-r.: scusami stellino. OK trovato!, ho visto anche il treno, parte alle sette. Ciao stellino!
-n.: fottiti hair-stylist fatti le treccine con i peli del mio cazzo.
Ci ritrovammo alle sei, ero ancora addormentato all’impiedi.
-r.: ahò! che ti sei portato in quel borsone per due notti?
- n.: Ohi lurido! Io mi lavo tre volte al giorno.
-r:: hai le perdite?
-n.: me ne vado ciao!
-r.: scusami stellino non so contenermi.
Ci presentiamo alla reception dell’hotel, prenotiamo, l’addetto chiede: volete due singoli, alla francese o matrimoniale, quest’ultimo vi da più spazio potete mettere tra voi due cuscini per evitare i contatti, risposta feroce di Raul: non siamo marito e moglie.
In ciabatte, calzoncini e magliette siamo una figata, prendiamo due sdraio con ombrellone, decidiamo di farci il bagno ma per Nico sorge il problema: lasciamo incustoditi le borse,
-r.: hai paura che le rúbino? Anche se un pezzente le apre e vede il contenuto le lascia dove sono
-n.:hai sempre ragione, HS
-r.. cosa è?
-N.: Hair Stylist.
Il mare è pulito ci sono pochi bagnanti Raul si allontana dalla riva con una magnifica nuotata, cerco di tenergli dietro con bracciate alquanto sconnesse; la soddisfazione di mollare mai!.
Vado a fondo lui mi soccorre e arrivo salvo a riva, ma glielo rinfaccerò a lungo: non potevi farti i cazzi tuoi? devi fare sempre il megalomane esibizionista.
Restiamo nella sdraio in silenzio, il sole non brucia ma riscalda alla fine mangiamo in una vicina pizzeria e torniamo alle sdraio. Poco dopo Raul si esibisce in una performance davanti ad un gruppetto di persone, lo ammiro, ora mi piace, mi ha conquistato.
Il dormire insieme non mi ha assolutamente spinto a dichiararmi eppure sono eccitato. il secondo giorno non è stato marinaro ma abbiamo fatto una biciclettata seguendo i percorsi tracciati.
Come al solito Raul se ne va alla grande, mi rompo le palle quando lui fa tutto con nonchalance, nuota è lo fa con nonchalance facciamo la biciclettata lo fa con nonchalance, mi chiedo cosa cazzo faccio con la stessa nonchalance.
Domani si torna a casa questa notte è stata particolare.
-r.: ti va di fare sesso con me?,
come se avessi avuto un diretto in pieno viso sussurrai.
-n,: si! volentieri.
Ci accostiamo buttiamo all’aria i cuscini divisori, siamo ancora profumati per la doccia rilassante, io prendo l’iniziativa, lo bacio mi risponde con entusiasmo, l’abbraccio diventa più vigoroso, il suo petto è coperto da una leggera peluria che mi piace, rispetto a lui sono glabro,
-r.: mi piaci e non da poco anzi da sempre, non mai avuto l’animo di dichiararmi, alla fine pensavo che tu non mi volessi, ho scoperto il tuo corpo ieri al mare, oggi quando ho annusato il tuo afrore ho avuto una erezione non ne potevo più.
Questa dichiarazione ha abbattuto tutte le mie resistenze, mi apro completamente questo glielo faccio capire dall’intensità del bacio, il mio viso scivola sul suo petto, quella peluria mi eccita, gli sussurro Raul non è solo sesso ma sento per te un’attrazione che mi spaventa.
Ho il suo membro, ben più grande del mio, tra le gambe, Raul vuoi prendermi? Sessualmente fammi tuo almeno adesso per il futuro sarà quel che sarà.
Mi giro mi offro, sento le sue dita scivolare intorno all’anno lo sta lubrificando, non è la prima volta che l’ho dato ma solo per sopravvivenza, adesso c’è il piacere di darlo a chi desidero.
Lo sento che spinge, il colpo fa passare il glande il mio è un sospiro di goduria, lo spinge mi riempie, sento il suo respiro in affanno, le sue carezze sui miei capezzoli, sa come stuzzicarli mentre il pene si muove sempre più rapido e deciso, dovrei resistere ma non posso: eiaculo.
Cambia registro diventa duro, quasi violento mi fa cambiare più posizioni per spingere fino limite la sua asta per la mia gioia, nei sospiri esce tutto me steso, sento le contrazioni del membro, i colpi duri troppo duri, sconvolgenti con i quali lascia dentro di me cariche di sperma.
Il suo è un abbraccio stringente mi toglie il fiato ma e cosi trascinante che non vorrei che finisse, Nico avrei tanto da dirti che non trovo le parole, solo questo due: stammi vicino.
La signora Nina durante tutta la giornata di lavoro ci guarda con un’aria curiosa indagatrice, vorrebbe sapere cosa rende oggi i suoi collaboratori così radiosi, alla fine passandomi vicino si ferma, mi guarda e dice voi due dovresti fare più spesso week-end vi fanno molto bene.
Colgo l’occasione: signora Nina lei sa meglio di me per fare i fine settimana ci vogliono i soldi!.
Durante la pausa Raul ed io andiamo al self-service per uno spuntino, in quell’occasione sempre lui apre il discorso:
-r:. ieri ho visto un automezzo con la scritta traslochi fermo avanti al portone di fronte a noi
-n.: e allora!
-r.: quando mi dai queste risposte di stuprerei qui ora. Se ci sono dei traslochi ci sarà un’abitazione vuota, vorrei contattare il portiere che ne dici?
-n.: adesso mi metto sotto il tavolo e te lo succhio
-r.: sei irrecuperabile e per questo che non possiamo perderci.
-N.: io vado in bagno, raggiungimi in fondo c’è un grosso sgabuzzino per gli attrezzi ti aspetto, quando entri fa un fischio.
Nudi, infoiati abbiamo scopato.
È stato qualche cosa di allucinante, il suo pompino mi ha svuotato
-N.: fai pompini meravigliosi
-r:. girati, una inculata maialesca mi fa quasi gridare, sono state due o tre serie di colpi ma micidiali.
Come prima anche in uscita siamo usciti uno alla volta, dovevamo avere un aspetto stravolto che la cassiera prima ci ha guardato preoccupata poi deve aver capito tutto.
Dalla self-service al salone abbiamo riso come due ragazzi che hanno scopato per la prima volta.
Raul rientra più tardi perché si ferma dal portiere si intrattiene per buona mezzora ma torna con un sorriso.
Il salone è vuoto.
-r.: Ho parlato con il portiere lui mi ha detto che l’abitazione libera è già stata venduta, a suo dire, ci sarebbe non a breve un bel trilocale con accessori all’inizio dell’autunno.
Avendo annusato che siamo interessati si è slanciato per fare il mediatore occulto.
La persona che ci abita è una persona molto anziana ed il figlio vorrebbe portarsi il padre dove vive lui. L’appartamento non sarebbe in vendita subito ma dato in affitto, potreste approfittarne tu e l’altro che lavora con te.
Alla fine lui si è impegnato a gestire l’affare, naturalmente ho garantito una proporzionata mancia.
-n.: speriamo che si concluda
-r.: stasera dormo da te
-n.: Raul sei qui con me, siamo insieme non so come esprimerti la mia gioia, vorrei usare una parola sola ma abbracciami, fammi vivere,
-r.: Nico sono confuso ho cercato sempre di impostare la vita con la persona che amo.
Ci siamo scatenati per placare il desiderio, ci siamo messi nella posizione classica di essere alla pari nel prendere i nostri membri nelle bocche, Nico vorrei che tu ed io ci avventurassimo in un deepthroath;
-n.:Raul non l‘ho fatto mai prima adesso per te si,
il suo membro a vederlo e a sentirlo provo una vertigine, gli lecco il glande alla base, il meato perde il precum lo raccolgo sulla lingua, rientra nella bocca e me lo faccio spingere non lo fa con decisione.
-r.:Nico vuoi? quando non puoi resistere più ci fermiamo per iniziare spingi più che puoi la lingua fuori, così va bene,
guardo Raul mi sento perso in lui, ho la bocca piena faccio lunghi respiri mentre Raul non si muove, spinge delicatamente tiro fuori la lingua più che posso.
La sensazione che provo è come mi avesse sverginato, lo tiro fuori emetto un rantolo per inspirare.
-r.: Nico basta adesso, non puoi più ripetere,
-n.: solo questa volta ti prego fammi provare.
Si dispone sul letto con la testa penzoloni oltre la sponda,
-r.: Nico ti prego non farlo
-n.:solo poco poco
Sento il pene in bocca, mi convinco che posso farlo, spingo fuori la lingua più di prima, Raul mi solletica i capezzoli mi eccito respiro profondo, scende batto le mani per il piacere
-n.: hai visto? ho capito come si fa è stato solo allenamento prima o poi lo faremo sempre meglio.
Balzo giù dal letto e ci spingo Raul che ride,
-r.: sei proprio matto, se il mio rimano incastrato nella tua spelonca?.
Gli offro il mio anello anale ed lui mi infila il suo pene eretto allo spasimo, mi torco come un disperato, batto le mani sul letto lo faccia più delicatamente non mi ascolta, gli grido allora:
-n.: fottimi, fottimi come vuoi, quanto vuoi, ma fottimi
Per Raul è una frustata non sente Nico pensa al suo godimento, mi ribalta in posizione supina le gambe appoggiate sulle spalle ano a portato di cazzo.
-R.: lo hai voluto e adesso non ci sarà comprensione per te troia.
Raul mantiene la promessa mi sventra,
-n.: sei grande!!, il tuo cazzo non cresce più? dai fammelo sentire, sbattimi le palle sul culo
L’altro è completamente imbestialito, più Nico lo sollecita più l’altro reagisce fino a non poterne più.
Si stendono spalla contro spalla.
Si svegliano quasi insieme.
Uno si lamenta per avere le palle indolenzite l’altro non ha voce però sotto la doccia ridono come matti.
Il tempo passa ma quei due ormai sono rodati, schiodarli non sarà cosa facile.
Hanno messo insieme i loro soldini, prima hanno comprato la casa del vecchio signore, Nina ha mollato il marito la cui attività è andata in fallimento, lei ha capitalizzato tutto compreso il salone venduto a Raul e Nico.
Non tutte le coppie non tradizionali vanno alla malora resistono e riescono anche a fare il deepthroath fino in fondo.
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