Mal di schiena
di
Spidey93
genere
gay
Le trans sono meravigliose, andavo a trovarle in scooter e rimanevo con loro a scherzare, mi eccitavano e divertivano ma non avevo mai soldi e loro dovevano lavorare. Avevo fatto amicizia con Monica, colombiana alta un metro e ottantacinque, aveva solo le tette da donna, era muscolosa ad aveva un cazzone che continuavo a stressarla per due ore per poterlo almeno ciucciare. Alla fine me lo ficcava gratis senza scoparmi, lei lavorava col cazzo.
Ma se ti piacciono tanto i cazzi perché non vieni a lavorare anche tu? Puoi lavorare solo col culetto se non ti viene duro con gli uomini.
Me lo diceva tutti i giorni e mi ha fatto anche conoscere i due tipi che controllavano la zona e proteggevano le trans. A loro stava bene, da me prendevano un terzo e se avevo paura dei carabinieri mi davano il posto giusto, li avrei visti subito e potevo scappare con lo scooter per stradine di campagna.
Okay, mi sono deciso. Ho comprato al mercato dei ciclisti fucsia senza imbottitura e ho tagliato con la forbice una mia vecchia tshirt corta appena sotto i capezzoli. Allo specchio non ero abbastanza figa, ho accorciato anche i ciclisti, per tre volte li ho tagliati finché erano cortissimi e avevo le chiappe mezze nude. Mi sono tirato una sega a vedermi allo specchio. I preservativi me li hanno venduti loro a metà di quello che trovavi in farmacia.
Ci sono arrivato alle tre del pomeriggio, a casa ho detto che ero fuori tutto il giorno. Ho nascosto dietro i cespugli lo scooter e mi sono cambiato. I primi sono stati i due che controllavano il posto. Mi hanno fatto a novanta prima uno poi l'altro. Ero puttana totale, ho goduto con culo e cervello. Mi hanno sbattuto da uomini e ho schizzato senza toccarmi sulle foglie di un cespuglio.
La ferrovia passava dietro, a trenta metri e c'era una stradina sterrata appena dopo, mi bastava salire il dosso e potevo davvero scappare facilmente.
Mi metto bordo strada. Cazzo che ansia. Mi guardano e non si fermano. Okay mi giro e butto in fuori il culo, le mani sulle ginoscchia e la schiena arcuata. Tre macchine e si ferma uno. Lo prendi in culo?
Bocca e culo venti.
Salgo, gli dico dove entrare con l'auto, prendo i venti e gli ciuccio il cazzo. Vuole farlo in auto. Preservativo e mi abbassa il sedile, mi ci metto inginocchiato e lui dietro. É pesante, l'auto è sempre scomoda, cazzo in culo mi allungo con lui che mi fotte. Cazzo se mi eccito. Faccio la cagna che gode e lui picchia più duro.
Ciao, se ne va come un ladro. Mi rimetto subito a bordo strada, culo in fuori ed ho già il secondo. È un trentenne simpatico e sportivo, mi sgancia e dice porcate, che ho il culo più bello di tutte le trans. Mi fa aggrappato a una pianta, scopa da coniglio. Dopo dieci minuti ho già un terzo in culo.
Rallento, aspetto magari dieci minuti prima di uscire in strada. Tra le cinque e mezza e le sette è un puttanaio, escono dal lavoro e fanno un giro per vedere le tras. Sono nuovissimo, ho un culetto che lo fa rizzare e costo un cazzo, perdo il conto, ma sono minimo nove.
Cerco Monica, ho bisogno di altri preservativi. Ridono come sceme, mangiamo insieme panini e Estella ha portato una specie di pasta al forno. Stiamo in pausa un sacco di tempo, mi piace troppo la calma delle trans, sanno godersi la vita. E se si ferma qualcuno che ha urgenza di fottere mandano me.
Ritorno al mio posto da solo. Non ho più voglia. Dei soldi me ne frega un cazzo, li prendo solo per non essere pestato dai due stronzi. Ho nausea di cazzi e mal di schiena ma continuano a fermarsi. Io vorrei farlo solo fuori, in auto mi spacco tutto. Figa, non mi ero nemmeno reso conto. Un tizio allunga la testa per baciarmi, ha cinquantanni e barba dura e io lo bacio lo stesso. È tutto il giorno che bacio come una puttana.
È buio e io ono uno straccio. Ho anche sborrato da asciugarmi le palle, mi segano il cazzo mentre mi inculano e a uno gliel'ho dato da ciucciare. Dieci minuti cazzo, per sborrare ho pensato ai due stronzi che mi rapivano e mi facevano fare la puttana a vita per loro.
I ciclisti si sono strappati del tutto, esco fuori culo nudo e mani a conchiglia sui gioielli. Trenta secondi e si ferma un'auto. Nella terza ci sono tra stronzi, ma sono almeno giovani, ci mettiamo d'accordo per cinquanta in tre ma fuori dall'auto. Non lo sento più in culo.
Vado a salutare Monica ma si fermano anche se sono in jeans. Vuole che lavori con lei, mi abbassa i jeans e mi ficca alla luce dei fanali che passano. Non voglio ma mi fermo ancora.
Non dico no a nessuno, nemmeno a stranieri o di colore. Per venti euro mi prendo un cazzo che mi avrebbe fatto piangere mezza giornata.
Ho solo mal di schiena e voglia del mio letto.
Ma se ti piacciono tanto i cazzi perché non vieni a lavorare anche tu? Puoi lavorare solo col culetto se non ti viene duro con gli uomini.
Me lo diceva tutti i giorni e mi ha fatto anche conoscere i due tipi che controllavano la zona e proteggevano le trans. A loro stava bene, da me prendevano un terzo e se avevo paura dei carabinieri mi davano il posto giusto, li avrei visti subito e potevo scappare con lo scooter per stradine di campagna.
Okay, mi sono deciso. Ho comprato al mercato dei ciclisti fucsia senza imbottitura e ho tagliato con la forbice una mia vecchia tshirt corta appena sotto i capezzoli. Allo specchio non ero abbastanza figa, ho accorciato anche i ciclisti, per tre volte li ho tagliati finché erano cortissimi e avevo le chiappe mezze nude. Mi sono tirato una sega a vedermi allo specchio. I preservativi me li hanno venduti loro a metà di quello che trovavi in farmacia.
Ci sono arrivato alle tre del pomeriggio, a casa ho detto che ero fuori tutto il giorno. Ho nascosto dietro i cespugli lo scooter e mi sono cambiato. I primi sono stati i due che controllavano il posto. Mi hanno fatto a novanta prima uno poi l'altro. Ero puttana totale, ho goduto con culo e cervello. Mi hanno sbattuto da uomini e ho schizzato senza toccarmi sulle foglie di un cespuglio.
La ferrovia passava dietro, a trenta metri e c'era una stradina sterrata appena dopo, mi bastava salire il dosso e potevo davvero scappare facilmente.
Mi metto bordo strada. Cazzo che ansia. Mi guardano e non si fermano. Okay mi giro e butto in fuori il culo, le mani sulle ginoscchia e la schiena arcuata. Tre macchine e si ferma uno. Lo prendi in culo?
Bocca e culo venti.
Salgo, gli dico dove entrare con l'auto, prendo i venti e gli ciuccio il cazzo. Vuole farlo in auto. Preservativo e mi abbassa il sedile, mi ci metto inginocchiato e lui dietro. É pesante, l'auto è sempre scomoda, cazzo in culo mi allungo con lui che mi fotte. Cazzo se mi eccito. Faccio la cagna che gode e lui picchia più duro.
Ciao, se ne va come un ladro. Mi rimetto subito a bordo strada, culo in fuori ed ho già il secondo. È un trentenne simpatico e sportivo, mi sgancia e dice porcate, che ho il culo più bello di tutte le trans. Mi fa aggrappato a una pianta, scopa da coniglio. Dopo dieci minuti ho già un terzo in culo.
Rallento, aspetto magari dieci minuti prima di uscire in strada. Tra le cinque e mezza e le sette è un puttanaio, escono dal lavoro e fanno un giro per vedere le tras. Sono nuovissimo, ho un culetto che lo fa rizzare e costo un cazzo, perdo il conto, ma sono minimo nove.
Cerco Monica, ho bisogno di altri preservativi. Ridono come sceme, mangiamo insieme panini e Estella ha portato una specie di pasta al forno. Stiamo in pausa un sacco di tempo, mi piace troppo la calma delle trans, sanno godersi la vita. E se si ferma qualcuno che ha urgenza di fottere mandano me.
Ritorno al mio posto da solo. Non ho più voglia. Dei soldi me ne frega un cazzo, li prendo solo per non essere pestato dai due stronzi. Ho nausea di cazzi e mal di schiena ma continuano a fermarsi. Io vorrei farlo solo fuori, in auto mi spacco tutto. Figa, non mi ero nemmeno reso conto. Un tizio allunga la testa per baciarmi, ha cinquantanni e barba dura e io lo bacio lo stesso. È tutto il giorno che bacio come una puttana.
È buio e io ono uno straccio. Ho anche sborrato da asciugarmi le palle, mi segano il cazzo mentre mi inculano e a uno gliel'ho dato da ciucciare. Dieci minuti cazzo, per sborrare ho pensato ai due stronzi che mi rapivano e mi facevano fare la puttana a vita per loro.
I ciclisti si sono strappati del tutto, esco fuori culo nudo e mani a conchiglia sui gioielli. Trenta secondi e si ferma un'auto. Nella terza ci sono tra stronzi, ma sono almeno giovani, ci mettiamo d'accordo per cinquanta in tre ma fuori dall'auto. Non lo sento più in culo.
Vado a salutare Monica ma si fermano anche se sono in jeans. Vuole che lavori con lei, mi abbassa i jeans e mi ficca alla luce dei fanali che passano. Non voglio ma mi fermo ancora.
Non dico no a nessuno, nemmeno a stranieri o di colore. Per venti euro mi prendo un cazzo che mi avrebbe fatto piangere mezza giornata.
Ho solo mal di schiena e voglia del mio letto.
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