Iniziazione - 4
di
liberoenzo
genere
gay
Racconti di iniziazione 1 e 2 non sono sati pubblicati, probabilmente perchè riguardanti un'età precoce.
Oggi vi racconto del primo, vero innamoramento con un maschio.
Da sempre fidanzato con ragazze, con alcune anche innamorato, relazionando a medio lungo termine.
Saltuariamente, facevo sesso occasionale anche con i maschi, se capitava l'occasione.
Un vero primo innamoramento con un maschio avvenne durante un viaggio, solitario, in Francia, con un parigino, quando avevo circa poco più di trent'anni.
Lo incontrai lungo la Senna, luogo notoriamente frequentato dai gay, dove cercavo sesso occasionale.
Era un medico e musicista d'organo, di qualche anno più vecchio di me, molto colto, ma di aspetto e attraenza normale, niente di particolare. Si occupava di musicoterapia per giovani disagiati, extracomunitari soprattutto, autistici in particolare. Lavoro molto interessante di cui parlammo a lungo.
Ma per quanto interessa questa sede, tralascio i preamboli, ed arrivo al dunque.
Qualche bacio sulla panchina del lungo Senna, per poi dirigersi a casa sua.
Fra le varie confidenze, ricordo che mi disse di essere stanco del sesso occasionale, e di desiderare l'innamoramento.
Giunti che fummo - un piccolissimo monolocale in centro di Parigi - ci spogliammo subito e, a letto, via con i baci e le palpate, le pompate e le slinguate reciproche e preliminari.
Dopo non molto, mi chiese di penetrarmi, ma io - assolutamente vergine -, dissi che non lo avevo mai fatto e che temevo dolori non graditi, per cui non lo desideravo fare. Ovviamente non ci credette della mia verginità, sfottendomi un po', cercò di rincuorarmi dicendomi che sarebbe stato molto attento e delicato, fermandosi se non lo gradivo più di tanto o se sentivo dolore.
Insomma, per farla breve, acconsentii. Mi misi prono sul materasso, e quindi iniziò piano piano a premere il glande sull'ano, ma appena entrato di poco, iniziai a lamentarmi, s'interruppe, per poi riprovare l'assalto, con più determinazione - baciandomi dolcemente e slinguandomi appassionatamente -, così strinsi i denti ed entrò un po' di più, a sentir lui, sussurrandomi che quasi c'era del tutto.
Io, dolorante, gli dissi di togliersi - e lo fece subito -, prendendomi poi in giro, dicendo che non ero affatto vergine, anzi, ben aperto, visto che era entrato con tutta l'asta, nonostante mi avesse detto il contrario.
Mi misi quindi supino, così per controllarlo meglio se dovevo bloccarlo con le braccia, e riprovammo. Un disastro. Rinunciammo.
Per quel giorno stop - o poco oltre - non lo ricordo.
Ci rivedemmo però quasi tutte le sere successive e - giorno dopo giorno - facemmo sesso soltanto soft (più o meno), ma senz'altro senza penetrazioni, fino alla mia partenza, che avvenne dopo qualche settimana. Mi sentivo bene, direi innamorato.
Giunto in Italia, iniziò a mancarmi subito.
Gli scrissi quasi tutti i giorni - per mesi - con risposte da parte sua sempre meno assidue, nonostante le mie lettere fossero invece sempre più da innamorato, fino al suo silenzio totale. Probabilmente si era stufato delle mie missive, assurdamente pressanti, colme di citazioni letterarie, ma non mi disse mai qualcosa di negativo, per cui continuavo.
Insomma, lo capisco con il senno di poi che ero stato esagerato, un vero disastro.
Passò circa un anno, senza comunicazioni di sorta, quando, con sorpresa, ricevetti una sua lettera con la quale mi disse che sarebbe arrivato da me, fermandosi per qualche giorno, a trovarmi.
Con piacere lo accolsi e l'ospitai, facendo di giorno delle interessanti passeggiate cittadine, chiaccherate di ogni argomento, ma nulla di più.
Sin dalla prima notte nello stesso letto - doveva per forza dormire con me, avendo solo un letto matriminiale a disposizione, senza camera degli ospiti - gli dissi che non avevo più nessuna attrazione erotico-sentimentale nei suoi riguardi e che non avremmo fatto sesso. Dicevo il vero, per me "tempo scaduto".
Ci rimase male, ma non potei farci nulla. l'innamoramento non c'era più, la curiosità erotica nemmeno, avevo ben altro di cui occuparmi allora, vacanza finita.
Salutati per la sua partenza, non lo rividi nè lo risentii mai più.
Oggi vi racconto del primo, vero innamoramento con un maschio.
Da sempre fidanzato con ragazze, con alcune anche innamorato, relazionando a medio lungo termine.
Saltuariamente, facevo sesso occasionale anche con i maschi, se capitava l'occasione.
Un vero primo innamoramento con un maschio avvenne durante un viaggio, solitario, in Francia, con un parigino, quando avevo circa poco più di trent'anni.
Lo incontrai lungo la Senna, luogo notoriamente frequentato dai gay, dove cercavo sesso occasionale.
Era un medico e musicista d'organo, di qualche anno più vecchio di me, molto colto, ma di aspetto e attraenza normale, niente di particolare. Si occupava di musicoterapia per giovani disagiati, extracomunitari soprattutto, autistici in particolare. Lavoro molto interessante di cui parlammo a lungo.
Ma per quanto interessa questa sede, tralascio i preamboli, ed arrivo al dunque.
Qualche bacio sulla panchina del lungo Senna, per poi dirigersi a casa sua.
Fra le varie confidenze, ricordo che mi disse di essere stanco del sesso occasionale, e di desiderare l'innamoramento.
Giunti che fummo - un piccolissimo monolocale in centro di Parigi - ci spogliammo subito e, a letto, via con i baci e le palpate, le pompate e le slinguate reciproche e preliminari.
Dopo non molto, mi chiese di penetrarmi, ma io - assolutamente vergine -, dissi che non lo avevo mai fatto e che temevo dolori non graditi, per cui non lo desideravo fare. Ovviamente non ci credette della mia verginità, sfottendomi un po', cercò di rincuorarmi dicendomi che sarebbe stato molto attento e delicato, fermandosi se non lo gradivo più di tanto o se sentivo dolore.
Insomma, per farla breve, acconsentii. Mi misi prono sul materasso, e quindi iniziò piano piano a premere il glande sull'ano, ma appena entrato di poco, iniziai a lamentarmi, s'interruppe, per poi riprovare l'assalto, con più determinazione - baciandomi dolcemente e slinguandomi appassionatamente -, così strinsi i denti ed entrò un po' di più, a sentir lui, sussurrandomi che quasi c'era del tutto.
Io, dolorante, gli dissi di togliersi - e lo fece subito -, prendendomi poi in giro, dicendo che non ero affatto vergine, anzi, ben aperto, visto che era entrato con tutta l'asta, nonostante mi avesse detto il contrario.
Mi misi quindi supino, così per controllarlo meglio se dovevo bloccarlo con le braccia, e riprovammo. Un disastro. Rinunciammo.
Per quel giorno stop - o poco oltre - non lo ricordo.
Ci rivedemmo però quasi tutte le sere successive e - giorno dopo giorno - facemmo sesso soltanto soft (più o meno), ma senz'altro senza penetrazioni, fino alla mia partenza, che avvenne dopo qualche settimana. Mi sentivo bene, direi innamorato.
Giunto in Italia, iniziò a mancarmi subito.
Gli scrissi quasi tutti i giorni - per mesi - con risposte da parte sua sempre meno assidue, nonostante le mie lettere fossero invece sempre più da innamorato, fino al suo silenzio totale. Probabilmente si era stufato delle mie missive, assurdamente pressanti, colme di citazioni letterarie, ma non mi disse mai qualcosa di negativo, per cui continuavo.
Insomma, lo capisco con il senno di poi che ero stato esagerato, un vero disastro.
Passò circa un anno, senza comunicazioni di sorta, quando, con sorpresa, ricevetti una sua lettera con la quale mi disse che sarebbe arrivato da me, fermandosi per qualche giorno, a trovarmi.
Con piacere lo accolsi e l'ospitai, facendo di giorno delle interessanti passeggiate cittadine, chiaccherate di ogni argomento, ma nulla di più.
Sin dalla prima notte nello stesso letto - doveva per forza dormire con me, avendo solo un letto matriminiale a disposizione, senza camera degli ospiti - gli dissi che non avevo più nessuna attrazione erotico-sentimentale nei suoi riguardi e che non avremmo fatto sesso. Dicevo il vero, per me "tempo scaduto".
Ci rimase male, ma non potei farci nulla. l'innamoramento non c'era più, la curiosità erotica nemmeno, avevo ben altro di cui occuparmi allora, vacanza finita.
Salutati per la sua partenza, non lo rividi nè lo risentii mai più.
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