La storia infinita 1.
di
Akab25
genere
sentimentali
Eravamo due giovani ragazzi, ci siamo conosciuti al liceo. Io frequentavo l'ultimo anno. Le i si era trasferita da un'altra città e frequentava il terzo anno. Erano i primi giorni dell'anno scolastico e la notai durante l'intervallo. Alta 1,75 cm. biondina con i capelli a caschetto liscio fino a le spalle. Fisico sportivo e ben proporzionata. Quella che si dice una bella ragazza. Occhi verdi e un visino notevole. Forse in filino magra. Avrei scoperto dopo che giocava nella squadra di pallavolo della citta. Sempre vestita bene ma mai appariscente. Io alto 180 cm. fisico sportivo, piuttosto muscoloso, peso forma, piuttosto socievole capelli neri, mossi. faccina a culo, sempre pronto a lo scherzo e la presa in giro. La vedo, la guardo, la riguardo, cortese con tutti ma senza dare eccessiva confidenza. Continuo a guardarla nei giorni a venire. Evidentemente era no i primi giorni, doveva ambientarsi, continua ad avere sempre il suo comportamento ma piano piano si scioglie. Socializza bene direbbero gli insegnanti. Fa amicizia con le altre ragazze e anche con i ragazzi. L'interesse nei suo confronti, la curiosità cresce. Siamo nella fine degli anni 80. Ancora si usa fare le feste in casa. Un pò di musica roba da bere, ogni uno porta qualcosa da mangiare e si passa un pomeriggio tra giovani. Si organizza a casa di qualcuno che ha la mansarda libera o la taverna. Non ci sono grandi aspettative. L'idea e di riuscire pomiciare con qualche ragazza poi si vedrà.
L'occasione si presenta in un sabato pomeriggio dei primi giorni di novembre. Marco organizza la sua festa di compleanno nella taverna della villetta dove abita. Una sala grande con caminetto e servizi igienici Arredata con divani una tavola grande che normalmente viene usata per fare delle cene tra amici di famiglia. Ovviamente Marco è un compagno di scuola che invita una ventina di coetanei del quinto anno e soprattutto i compagni della squadra di calcio de3lla quale faccio parte anche io. Ma soprattutto tutte le belle ragazze della scuola. Possibilmente le più belle. Alcune sono nella classe di Anna. Si chiama così la ragazza dal caschetto biondo. A questo punto mi presento anche io. Io sono Alessandro. Ale per gli amici.
Bene fino adesso mi direte nulla di eccezionale. Chi ha vissuto quel periodo avrà visto decine di feste come quella. Lo so è un pò noioso come racconto ma è necessario entrare nella psicologia del tempo e del contesto pere capire le emozioni di quel periodo. Nel mondo delle persone perbene non circolavano sostanze strane al massimo un pò d'alcol, sigarette normali e al massimo qualche spinello. Era un mondo molto più rilassato di oggi anche se non mancavano contesti molto più eccitanti. In compenso era ben accetto intavolare discussioni su qualsiasi argomento senza nessun pudore tra i giovani.
Veniamo alla nostra storia. Per il sabato pomeriggio alle 15 era previsto l'arrivo degli invitati in tutto una sessantina di persone. Cominciarono ad arrivare alla spicciolata, alcune sarebbero arrivate più tardi.
La sala era stata attrezzata con alcune luci come in discoteca e le selezioni musicali erano state studiate pere dare prima modo di fare conoscenza, poi per ballare e a un certo punto sarebbero iniziati i balli lenti. I ragazzi avrebbero invitato le ragazze a ballare e le avrebbero lentamente strette a se. Avete presente quei balli della mattonella dove in realtà non ci si muoveva da sopra una mattonella e sempre più stretti. Se la ragazza si lasciava stringere allora c'era buona speranza se rimaneva distante e non si faceva stringere chissà. Il gioco era tutto nel creare quell'emozione per cui la ragazza si lasciava andare. Ma se non fosse stata interessata nemmeno avrebbe accettato di ballare. C'era tutto un detto e non detto le trame sotto banco tra amiche e amici che si reggevano il gioco per riuscire ad avvicinare la ragazza dei desideri. Magari solo per quella serata o magari perché era l'unica che ci stava. C'era chi ci sapeva fare di più o solo per l'aspetto era più corteggiato e chi meno.
Le ragazze arrivavano in gruppetti di 3 o 4 accompagnate da i genitori o con i loro motorini . Il Ciao, era il più diffuso. I ragazzi con le moto o le vespe. C'erano anche le coppie fisse. I ragazzi erano passati con la moto a prendere la ragazza e poi arrivavano insieme alla festa. Tutti consegnavano al festeggiato i pacchetti con il regalo e si salutavano. I baci e gli abbracci e gli abbracci si sprecavano come i discorsi di circostanza. Grazie di essere venuti, Vieni ti presento gli altri amici.
Ecco quello era il momento adatto per conoscere una ragazza.
Venite, Prendete qualcosa da bere. Intanto la musica di sottofondo si riempiva di chiacchiere e di risate.
Le ragazze più spregiudicate erano quelle che accettavano di bere alcolici. Subito i ragazzi si avvicinavano sperando in una maggior facilità di approccio dovuta all'alcol.
Ovviamente le nuove ragazze che venivano presentate quelle mai viste prima erano le più attenzionate. Specialmente se belle.
Quando arrivo Anna in compagnia di un paio di compagne di classe. Io mi feci trovare sulla porta e fui il primo a salutarla. Ciao Anna , Ciao Alessandro detto Ale. Ciao Francesca, ciao Stefania. Con una strizzatina d'occhio. Stefania era stata incaricata da me di invitare Anna.
Prendiamo qualcosa da bere ed andiamo a sederci nella zona divani. Li inizia subito la conversazione
Non ti avevo mai vista a queste feste è la prima volta che vieni ? - Si mi sono trasferita in città da poco. Cortese, gentile ma senza prolungare troppo il discorso. Come mai sei venuta ad abitare a Firenze ? Per il lavoro di mio padre.- Dove abitavi prima? A Livorno. - A bello sul mare. Che scuola fai ? ( Ipocrita lo sai benissimo sono due messi che la tieni d'occhio ). Faccio la terza classe del liceo scientifico. A ma guarda io sono al quinto anno...
La conversazione continua fino a che la sala è abbastanza piena di ragazzi. A quel punto qualcuno mentre alza il volume della musica, urla - Si dia inizio alle danze - La musica copre le voci e allora io chiedo ad Anna avvicinandomi al suo orecchio quasi a toccarlo con le labbra - Andiamo a ballare? - Si Ok - dice lei.
La prendo per mano come un cavaliere del 600 con la dama e ci avviamo al centro della stanza dove si balla. La musica invita al ballo e a cantare i testi che tutti conoscono a memoria. Balli sempre più sfrenati dove ognuno si inventa le coreografie. Un pò copiate da i video visti su MTV un pò di fantasia. Intanto le luci colorate si fanno padrone dell'ambiente e si abbassano quel tanto che consente di vedere a tratti e in modo indefinito le figure. Le coppie fisse già ballano attaccate e si vede qualche bacio.
Io mi avvicino ad Anna e ogni tanto le dico qualcosa all' Orecchio proseguendo la conversazione. Poi lei si avvicina la mio e mi dice - Mi è venuta sete. Andiamo a bere. - Ci avviciniamo al tavolo dove sono le bevande. Bicchieri di plastica e una variegata scelta di bevande. Le chiedo -cosa bevi? - Lei - Un martini con ghiaccio. ( O Cazzo , questa beve alcol. Ha 17 anni e beve alcol ). Li per li rimango scioccato. Il primo pensiero è - Vuoi vedere che stasera si rimedia qualcosa - Poi un attimo dopo un pò mi crolla un mito. L'aveva inquadrata come una ragazza per bene. Della quale magari innamorarsi. Ma l'arrapamento prende il sopravvento. Quel culo a mandolino, quelle gambe lunghe e quelle tette terza misura padroneggiano i mie ragionamenti. I suoi occhi brillano e mi guarda con un lieve sorrisino gentile senza scomporsi. Vestita con un maglioncino a collo alto aderente color beige e un paio di jeans, le forme si vedono tutte senza scadere in qualcosa di appariscente. Porgo a lei il bicchiere e ne prendo uno anche io. Ci sediamo sul divano e continuiamo a parlare avvicinando le nostre labbra a gli orecchi per sovrastare la musica. Cerco di fare l'indifferente e riprendo la conversazione dove l'avevamo lasciata. - Tuo Padre che lavoro fa? - Lei - E' Capitano dei Carabinieri mi risponde con indifferenza. ( O Cazzo, la risposta mi colpisce come un pugno a lo stomaco ) Cerco di non far trasparire. ( Con la figlia del Capitano dei carabinieri si scherza poco). Trovarsi nei guai è un attimo.
No so se prendere un pò di distanze o continuare a fare il simpatico piacione come avevo fatto fino adesso. Devo riprendere fiato. Devo riorganizzare le idee la mezza erezione che mi aveva fatto venire vederla ballare con dei movimenti molto sensuali mi si sgonfia tutto in nu colpo. Perdo il passo della conversazione. Allora lei attacca con un gentile interrogatorio su di me e su la mia famiglia. Chi gli ha insegnato a fare il terzo grado ? Il Babbo ? Io cerco di deviare il discorso e gli chiedo - Di di dove è originaria la tua famiglia ? - Lei risponde con la solita naturalezza.- Della Sicilia-(Minchiaaaaaaa, un'altro cazzotto a lo stomaco). Capitano dei carabinieri e pure Siciliano. Sto per andare nel panico. Si sà i padri siciliani sono gelosissimi delle figlie. Che faccio scappo e mi do alla latitanza o faccio l'indifferente ? (vi garantisco che oggi sembrano barzellette ma a quei tempi le cose erano differenti). Le emozioni che mi aveva suscitato quella ragazza nel giro di pochi minuti Mi avevano messo al tappeto. Ma che cazzo, Biondina con il caschetto fisico longilineo e con il babbo Capitano dei Carabinieri siciliano ? Non si fanno questi scherzi. Non è corretto. Va be cerchiamo di non mostrare di aver accusata il colpo. Cerco di proseguire la conversazione. - E la mamma cosa fa ? - La mamma è casalinga. ha lasciato il lavoro per accudire la famiglia. - Anche lei è siciliana ?- No la mamma è di origine svedese. (O eco meno male allora ora si spiega tutto , sicuramente sarà una donna emancipata, le svedesi sono secoli avanti rispetto a le italiane). - Cosa faceva prima di sposarsi ? (sicuramente sto riprendendo colore mi sto rilassando un attimo. Per quanto quella parola "svedese mi sta di nuovo stimolando gli ormoni. Si sa le svedesi sono molto libertine. O al meno quella era la narrativa che esisteva a quei tempi). E dimmi che lavoro faceva la mamma prima di sposarsi ? - Era ufficiale dei corpi speciali dell'esercito svedese. Il babbo e la mamma si sono conosciuti durante un esercitazione interfoze della NATO. (Troppo emancipata, bastava anche un pò meno. Questa volta non mi riprendo più). Lei mi guarda con un dolce lieve sorriso. Sicuramente cerca di leggere le mie emozioni e analizza il mio sconcerto. Cerco di nascondermi dietro al bicchiere e sorseggio il mio drink. Lei continua a scrutarmi.
Le luci già soffuse si abbassano ancora un pò e partano le musiche lente. Le coppie fisse già si mettono al centro della sala e cominciano a ballare guancia a guancia, stretti, stretti. I volti delle ragazze, un pò per i balli precedenti, un pò, per l'eccitazione sono arrossati. Le coppiette si guardano occhi negli occhi e partano i primi baci con la lingua. Interminabili baci. Intanto I ragazzi seduti invitano le ragazze a ballare. Qualcuna accetta altre rifiutano e restano sedute e guardare astiose i pomiciamenti in corso. Qualcuna avrebbe voluto essere invitata da qualche ragazzo che invece ha invitato un'altra.
Io vago con gli occhi su lo spettacolo che mi si para davanti e penso. Cerco di riflettere, cerco di capire dove mi trovo. Questa ragazza mi ha sconvolto. Ma che si fa così ? Ma che c'era bisogno mi dicesse tutte queste cose su la sua famiglia tutto un colpo ? Sta sbriciolando la mia sicurezza da marpioncello di quinta liceo che ha avuto qualche avventura con qualche coetanea.
Ci siamo divertiti, baci, carezze, palpate e mani infilate da qualche parte. Un reggiseno che si sgancia sotto la camicetta. Mani che accarezzano quella pelle morbida. Fiato lungo e lingue che si intrecciano poco più. Domande su le famiglie, nooo, e perchè mai. Mica ci interessava le famiglie ci interessavano le tette. Toccarle e farsele toccare.
Incrocio il suo sguardo. Lei mi sta guardando con tenerezza. Mi fissa un attimo negli occhi e poi mi tende la mano e mi dice con voce dolce - Andiamo a ballare?- Prendo la sua mano e mi lascio guidare verso il centro della sala e ci avviciniamo balliamo lentamente. Ancora non mi sono ripreso del tutto. lei si avvicina a me che la tengo per i fianchi mi mette le braccia intorno al collo. Mi guarda negli occhi. Scruta i miei occhi. Io la ricambio la guardo negli occhi e mi domando - Ma chi sei? - La guardo ancora a lungo. Sento le sue tette sode appoggiate al mio torace. Lei accosta le sue labbra a le mie e mi da un lievissimo bacio su le labbra. Non capisco più nulla. La guardo intensamente e istintivamente ricambio il lievissimo bacio su le sue labbra. Continuo a guardarla. Suonato come una campana. Totalmente sconcertato. E' stato bellissimo quel soffice bacio.
Il tempo si è fermato. Sembrano passati 5 minuti da quando questa ragazza è arrivata e Stefania me l'ha presentata da quel momento non ci siamo più allontanati.
Invece no, sono passate 5 ore. Sono le 20. I ragazzi stanno salutando il festeggiato. Piano piano la sala si svuota. Ormai è quasi vuota come la mia testa. Come dopo aver picchiato una craniata che ti lascia stordito. Ma non mi fa male nulla. Anzi sto benissimo. Mai stato meglio. Solo un pò con lo sguardo perso nel vuoto.
Cerco di realizzare di mettere a fuoco la situazione.
Anna mi dice - si è fatto tardi devo tornare a casa. Tu con cosa sei venuto ? In Moto rispondo automaticamente. Lei allora mi chiede se posso darle un passaggio. - Certo rispondo io. - salutiamo Marco, gli dico - domani ti telefono. - Lui mi risponde con un sorrisetto su le labbra e uno sguardo furbesco - Si dobbiamo sentirci.- Marco è un Buon amico ci conosciamo fin da le scuole elementari. Montiamo su la moto. Lei si appoggia a la mia schiena, appoggia la testa su la mie spalle e avvolge le braccia al mio torace. Parto verso l'indirizzo che mi ha dato. Non è lontano ci vogliono 10 minuti. Arriviamo sotto casa sua. Un palazzo di 5 piani. Lei scende dalla moto con un balzo. Si avvicina mi prende una mano e mi dice _ Ti ringrazio per la bellissima giornata trascorsa. Poi si avvicina e mi da di nuovo, quel tenerissimo bacio su le labbra. si allontana un passo. Mi tiene ancora la mano, mi guarda negli occhi e senza dire altro si allontana verso il portone del palazzo voltandomi le spalle. Fa cinque passi. Poi si ferma. Si giura. Torna in dietro di corsa. Io la sto guardando, stupito a bocca socchiusa. Lei mi prende la testa con le mani, incolla le labbra a le mie e infila la lingua. Mi succhia, mi aspira, come una ventosa, quasi con violenza. Dura 5 minuti. Poi si stacca. Mi guarda. Sorridente. Si gira di nuovo. Corre via e mi urla - Ciaoooooooooo.- Rimango li, fermo sbalordito, di muovo. La guardo scomparire nel portone senza dire nulla. Il portone si chiude alle sue spalle. Rimango li a fissarlo 5 minuti. Poi lentamente mi rinvengo giro la chiave e metto in moto. Mi avvio lentamente, molto lentamente, verso casa. Quando arrivo a casa mia madre mi saluta, io non rispondo, vado dritto in camera. Mi sdraio sul letto. Guardo il soffitto è penso. Ma chi è questa ragazza?. Rifletto. Ripenso e ripasso tutti i momenti da quando l'ho vista la prima volta. Analizzo tutte le sue parole, i suoi comportamenti. Salvo il fatto che mi ha completamente sconvolto e che ha preso lei l'iniziativa e io ho subito indifeso non trovo in lei niente di realmente disdicevole. Ha un bel culo, due fantastiche tette, un bel paio di gambe, Un viso dolce e impertinente ma anche un modo di fare socievole. Fino ad oggi mantenendo sempre le dovute distanze. Tranne che con me. Non ho avuto modo di reagire. Si è presa quello che ha voluto.
Mi addormento sul letto stanchissimo di una giornata densissima di emozioni. Nemmeno se avessi scopato per 5 ore di fila.
L'indomani mattina suona il telefono. Risponde mia madre e mi chiama. E' Marco, vieni a rispondere.
Vado a prendere il cordless e rispondo a Marco sempre assonnato. Lento nei riflessi come se fossi ancora sotto i postumi di una sbornia.
Ve Marco ciao. Cosa mi dici. Lui- Che stai facendo ? Sei sempre addormentato ? Sono le 10. Vestiti che andiamo a prendere un caffe. Mugugno un pò. Mi sarei volentieri girato dall'altra parte per dormire un paio di ore eppure mi sono addormentato prima delle 22 ieri sera. Ho dormito 12 ore secco e duro. Era tanto non facevo una dormita cosi.
Piano piano mi torna in mente la giornata di ieri. Marco insiste. - Andiamo dai che ti devo parlare. - Parlare di cosa ? - Te lo dico dopo. Tra 20 minuti al bar. Ti aspetto. Riattacca.
Un pò di malavoglia ma anche molto curioso. I ricordi riaffiorano. Molto curioso. Corro. Mi affretto. Mi lavo mi vesto esco di casa al fulmicotone. Arrivo al bar dopo 5 minuti di camminata. Marco è li che mi aspetta e Prima che entri ordina due caffe e quattro cornetti. Mi siedo al tavolo dove lui è già seduto. Mi guarda con un sorrisetto sarcastico e m i dice.- Allora come va campione? - Lo guardo con sguardo indagatorio.
Marco è il ragazzo di Stefania, ormai sono un paio di anni che stanno insieme. Sono una coppia che per quanto giovane, funziona bene. Lui è uno dei miei migliori amici. Indirettamente quindi lo è anche Stefania. Loro sono molto legati ma devo dire che anche io mi trovo bene con Stefania. Sono due ragazzi con la testa su le spalle. Mi fido di Stefania come di Marco. Non a caso avevo chiesto a Stefania di invitare alla festa di Marco Anna. Ovviamente , Stefania mi aveva fatto il terzo grado. Un pò scherzando. Un pò seriamente. - Allora ti piace Anna. Bene, bene. Che intenzioni hai con lei ? Un avventura? Lo scaldino per passare l'inverno ? Ci vogliamo fare la biondina ? - ...- Ma no Stefania non esagerare, vacci piano, mi piacerebbe conoscerla. E' una bella ragazza. Poi vediamo. Non so com'è. Nemmeno ci ho mai parlato. Se ti va di invitarla al compleanno di Marco mi farebbe piacere. - D'accordo sarà fatto. Mi devi un favore.- Ok ti devo un favore.
Masrco- Allora, ho visto ti sei dato da fare ieri.- Be, insomma. Ho chiacchierato con Anna.- Cosa ne pensi? Ti è piaciuta? - Be, si è una bella ragazza. Ma a livello di personalità mi ha sconvolto.- Woooooooo addirittura ti ha sconvolto.- No, frena, Mi ha sconvolto in senso letterale del termine. Mi ha rigirato come un calzino e mi a lasciato in terra tramortito.- Azzo.- Quindi ti sei cagato sotto e adesso la rifuggi ?- Ma nooo, solo che è una ragazza molto particolare non ho mai conosciuto una come lei. A un certo punto ha preso lei l'iniziativa e non sono più riuscito a toccare palla. Ci devo riflettere, devo riuscire a focalizzare la sua personalità. Ci devo pensare. Poi per adesso nonostante tutto la conosco cosi poco. Magari mi ha raccontato un sacco di balle.- Cosa ti ha raccontato ? Che sua madre era un ufficiale dei corpi speciali ?- Be si, te come fai a saperlo ? Me lo ha detto Stefania che ha conosciuto la signora e la sua famiglia. Vedi Ale, Stefania anche se si conoscono da poco è entrata molto in amicizia con Anna. Anna sembra una persona di poche parole forse anche taciturna. In realtà è si di poche parole ma quando parla sono sentenze. Come dire, non spreca parole. E una ragazza di un intelligenza e una cultura superiore. Va dritta al sodo non gira intorno a le cose. Tu cosa vorresti fare ? Vuoi vederla ancora ? - Be si mi piacerebbe vederla ancora. Vorrei approfondire la sua conoscenza e capirla. Ma non so se lei è interessata non mi ha nemmeno lasciato il numero di telefono.- Marco - Bene riflettici e cerca di capire cosa vuoi fare. Per quanto riguarda il numero di telefono non ti preoccupare lei ha il tuo. Glie lo ha dato Stefania. A dire il vero più di un mese fa. Aveva visto che vi conoscevate e glie lo aveva chiesto.- Ma come un mese fa ? Io a Stefania un mese fa non avevo ancora detto nulla._ Tu no ma Anna a Stefania aveva già detto molto.- Cosi intendi Marco ? Ale sono le donne che scelgono. Anna aveva notato te prima che tu avessi notato Lei.- Eccoci bella figura di merda Io ho fatto finta di non averla mai notata a scuola e che nemmeno sapevo che andiamo nella stessa scuola. Quando lei già mi aveva messo gli occhi a dosso. Marco - hahhahahahaha Ale sei un colglione hahahaha .... Non ti preoccupare Sicuramente hai passato il primo esame altrimenti non la riaccompagnavi a casa. Credo che tu abbia fatto breccia nel suo istinto materno Hahhahahaha.
Questo di fatto è il prologo al racconto. Introduce a i personaggi e le Vicende.
A breve scriverò il capitolo successivo. Sperando di rendere piacevole la lettura e che piaccia
Segue
L'occasione si presenta in un sabato pomeriggio dei primi giorni di novembre. Marco organizza la sua festa di compleanno nella taverna della villetta dove abita. Una sala grande con caminetto e servizi igienici Arredata con divani una tavola grande che normalmente viene usata per fare delle cene tra amici di famiglia. Ovviamente Marco è un compagno di scuola che invita una ventina di coetanei del quinto anno e soprattutto i compagni della squadra di calcio de3lla quale faccio parte anche io. Ma soprattutto tutte le belle ragazze della scuola. Possibilmente le più belle. Alcune sono nella classe di Anna. Si chiama così la ragazza dal caschetto biondo. A questo punto mi presento anche io. Io sono Alessandro. Ale per gli amici.
Bene fino adesso mi direte nulla di eccezionale. Chi ha vissuto quel periodo avrà visto decine di feste come quella. Lo so è un pò noioso come racconto ma è necessario entrare nella psicologia del tempo e del contesto pere capire le emozioni di quel periodo. Nel mondo delle persone perbene non circolavano sostanze strane al massimo un pò d'alcol, sigarette normali e al massimo qualche spinello. Era un mondo molto più rilassato di oggi anche se non mancavano contesti molto più eccitanti. In compenso era ben accetto intavolare discussioni su qualsiasi argomento senza nessun pudore tra i giovani.
Veniamo alla nostra storia. Per il sabato pomeriggio alle 15 era previsto l'arrivo degli invitati in tutto una sessantina di persone. Cominciarono ad arrivare alla spicciolata, alcune sarebbero arrivate più tardi.
La sala era stata attrezzata con alcune luci come in discoteca e le selezioni musicali erano state studiate pere dare prima modo di fare conoscenza, poi per ballare e a un certo punto sarebbero iniziati i balli lenti. I ragazzi avrebbero invitato le ragazze a ballare e le avrebbero lentamente strette a se. Avete presente quei balli della mattonella dove in realtà non ci si muoveva da sopra una mattonella e sempre più stretti. Se la ragazza si lasciava stringere allora c'era buona speranza se rimaneva distante e non si faceva stringere chissà. Il gioco era tutto nel creare quell'emozione per cui la ragazza si lasciava andare. Ma se non fosse stata interessata nemmeno avrebbe accettato di ballare. C'era tutto un detto e non detto le trame sotto banco tra amiche e amici che si reggevano il gioco per riuscire ad avvicinare la ragazza dei desideri. Magari solo per quella serata o magari perché era l'unica che ci stava. C'era chi ci sapeva fare di più o solo per l'aspetto era più corteggiato e chi meno.
Le ragazze arrivavano in gruppetti di 3 o 4 accompagnate da i genitori o con i loro motorini . Il Ciao, era il più diffuso. I ragazzi con le moto o le vespe. C'erano anche le coppie fisse. I ragazzi erano passati con la moto a prendere la ragazza e poi arrivavano insieme alla festa. Tutti consegnavano al festeggiato i pacchetti con il regalo e si salutavano. I baci e gli abbracci e gli abbracci si sprecavano come i discorsi di circostanza. Grazie di essere venuti, Vieni ti presento gli altri amici.
Ecco quello era il momento adatto per conoscere una ragazza.
Venite, Prendete qualcosa da bere. Intanto la musica di sottofondo si riempiva di chiacchiere e di risate.
Le ragazze più spregiudicate erano quelle che accettavano di bere alcolici. Subito i ragazzi si avvicinavano sperando in una maggior facilità di approccio dovuta all'alcol.
Ovviamente le nuove ragazze che venivano presentate quelle mai viste prima erano le più attenzionate. Specialmente se belle.
Quando arrivo Anna in compagnia di un paio di compagne di classe. Io mi feci trovare sulla porta e fui il primo a salutarla. Ciao Anna , Ciao Alessandro detto Ale. Ciao Francesca, ciao Stefania. Con una strizzatina d'occhio. Stefania era stata incaricata da me di invitare Anna.
Prendiamo qualcosa da bere ed andiamo a sederci nella zona divani. Li inizia subito la conversazione
Non ti avevo mai vista a queste feste è la prima volta che vieni ? - Si mi sono trasferita in città da poco. Cortese, gentile ma senza prolungare troppo il discorso. Come mai sei venuta ad abitare a Firenze ? Per il lavoro di mio padre.- Dove abitavi prima? A Livorno. - A bello sul mare. Che scuola fai ? ( Ipocrita lo sai benissimo sono due messi che la tieni d'occhio ). Faccio la terza classe del liceo scientifico. A ma guarda io sono al quinto anno...
La conversazione continua fino a che la sala è abbastanza piena di ragazzi. A quel punto qualcuno mentre alza il volume della musica, urla - Si dia inizio alle danze - La musica copre le voci e allora io chiedo ad Anna avvicinandomi al suo orecchio quasi a toccarlo con le labbra - Andiamo a ballare? - Si Ok - dice lei.
La prendo per mano come un cavaliere del 600 con la dama e ci avviamo al centro della stanza dove si balla. La musica invita al ballo e a cantare i testi che tutti conoscono a memoria. Balli sempre più sfrenati dove ognuno si inventa le coreografie. Un pò copiate da i video visti su MTV un pò di fantasia. Intanto le luci colorate si fanno padrone dell'ambiente e si abbassano quel tanto che consente di vedere a tratti e in modo indefinito le figure. Le coppie fisse già ballano attaccate e si vede qualche bacio.
Io mi avvicino ad Anna e ogni tanto le dico qualcosa all' Orecchio proseguendo la conversazione. Poi lei si avvicina la mio e mi dice - Mi è venuta sete. Andiamo a bere. - Ci avviciniamo al tavolo dove sono le bevande. Bicchieri di plastica e una variegata scelta di bevande. Le chiedo -cosa bevi? - Lei - Un martini con ghiaccio. ( O Cazzo , questa beve alcol. Ha 17 anni e beve alcol ). Li per li rimango scioccato. Il primo pensiero è - Vuoi vedere che stasera si rimedia qualcosa - Poi un attimo dopo un pò mi crolla un mito. L'aveva inquadrata come una ragazza per bene. Della quale magari innamorarsi. Ma l'arrapamento prende il sopravvento. Quel culo a mandolino, quelle gambe lunghe e quelle tette terza misura padroneggiano i mie ragionamenti. I suoi occhi brillano e mi guarda con un lieve sorrisino gentile senza scomporsi. Vestita con un maglioncino a collo alto aderente color beige e un paio di jeans, le forme si vedono tutte senza scadere in qualcosa di appariscente. Porgo a lei il bicchiere e ne prendo uno anche io. Ci sediamo sul divano e continuiamo a parlare avvicinando le nostre labbra a gli orecchi per sovrastare la musica. Cerco di fare l'indifferente e riprendo la conversazione dove l'avevamo lasciata. - Tuo Padre che lavoro fa? - Lei - E' Capitano dei Carabinieri mi risponde con indifferenza. ( O Cazzo, la risposta mi colpisce come un pugno a lo stomaco ) Cerco di non far trasparire. ( Con la figlia del Capitano dei carabinieri si scherza poco). Trovarsi nei guai è un attimo.
No so se prendere un pò di distanze o continuare a fare il simpatico piacione come avevo fatto fino adesso. Devo riprendere fiato. Devo riorganizzare le idee la mezza erezione che mi aveva fatto venire vederla ballare con dei movimenti molto sensuali mi si sgonfia tutto in nu colpo. Perdo il passo della conversazione. Allora lei attacca con un gentile interrogatorio su di me e su la mia famiglia. Chi gli ha insegnato a fare il terzo grado ? Il Babbo ? Io cerco di deviare il discorso e gli chiedo - Di di dove è originaria la tua famiglia ? - Lei risponde con la solita naturalezza.- Della Sicilia-(Minchiaaaaaaa, un'altro cazzotto a lo stomaco). Capitano dei carabinieri e pure Siciliano. Sto per andare nel panico. Si sà i padri siciliani sono gelosissimi delle figlie. Che faccio scappo e mi do alla latitanza o faccio l'indifferente ? (vi garantisco che oggi sembrano barzellette ma a quei tempi le cose erano differenti). Le emozioni che mi aveva suscitato quella ragazza nel giro di pochi minuti Mi avevano messo al tappeto. Ma che cazzo, Biondina con il caschetto fisico longilineo e con il babbo Capitano dei Carabinieri siciliano ? Non si fanno questi scherzi. Non è corretto. Va be cerchiamo di non mostrare di aver accusata il colpo. Cerco di proseguire la conversazione. - E la mamma cosa fa ? - La mamma è casalinga. ha lasciato il lavoro per accudire la famiglia. - Anche lei è siciliana ?- No la mamma è di origine svedese. (O eco meno male allora ora si spiega tutto , sicuramente sarà una donna emancipata, le svedesi sono secoli avanti rispetto a le italiane). - Cosa faceva prima di sposarsi ? (sicuramente sto riprendendo colore mi sto rilassando un attimo. Per quanto quella parola "svedese mi sta di nuovo stimolando gli ormoni. Si sa le svedesi sono molto libertine. O al meno quella era la narrativa che esisteva a quei tempi). E dimmi che lavoro faceva la mamma prima di sposarsi ? - Era ufficiale dei corpi speciali dell'esercito svedese. Il babbo e la mamma si sono conosciuti durante un esercitazione interfoze della NATO. (Troppo emancipata, bastava anche un pò meno. Questa volta non mi riprendo più). Lei mi guarda con un dolce lieve sorriso. Sicuramente cerca di leggere le mie emozioni e analizza il mio sconcerto. Cerco di nascondermi dietro al bicchiere e sorseggio il mio drink. Lei continua a scrutarmi.
Le luci già soffuse si abbassano ancora un pò e partano le musiche lente. Le coppie fisse già si mettono al centro della sala e cominciano a ballare guancia a guancia, stretti, stretti. I volti delle ragazze, un pò per i balli precedenti, un pò, per l'eccitazione sono arrossati. Le coppiette si guardano occhi negli occhi e partano i primi baci con la lingua. Interminabili baci. Intanto I ragazzi seduti invitano le ragazze a ballare. Qualcuna accetta altre rifiutano e restano sedute e guardare astiose i pomiciamenti in corso. Qualcuna avrebbe voluto essere invitata da qualche ragazzo che invece ha invitato un'altra.
Io vago con gli occhi su lo spettacolo che mi si para davanti e penso. Cerco di riflettere, cerco di capire dove mi trovo. Questa ragazza mi ha sconvolto. Ma che si fa così ? Ma che c'era bisogno mi dicesse tutte queste cose su la sua famiglia tutto un colpo ? Sta sbriciolando la mia sicurezza da marpioncello di quinta liceo che ha avuto qualche avventura con qualche coetanea.
Ci siamo divertiti, baci, carezze, palpate e mani infilate da qualche parte. Un reggiseno che si sgancia sotto la camicetta. Mani che accarezzano quella pelle morbida. Fiato lungo e lingue che si intrecciano poco più. Domande su le famiglie, nooo, e perchè mai. Mica ci interessava le famiglie ci interessavano le tette. Toccarle e farsele toccare.
Incrocio il suo sguardo. Lei mi sta guardando con tenerezza. Mi fissa un attimo negli occhi e poi mi tende la mano e mi dice con voce dolce - Andiamo a ballare?- Prendo la sua mano e mi lascio guidare verso il centro della sala e ci avviciniamo balliamo lentamente. Ancora non mi sono ripreso del tutto. lei si avvicina a me che la tengo per i fianchi mi mette le braccia intorno al collo. Mi guarda negli occhi. Scruta i miei occhi. Io la ricambio la guardo negli occhi e mi domando - Ma chi sei? - La guardo ancora a lungo. Sento le sue tette sode appoggiate al mio torace. Lei accosta le sue labbra a le mie e mi da un lievissimo bacio su le labbra. Non capisco più nulla. La guardo intensamente e istintivamente ricambio il lievissimo bacio su le sue labbra. Continuo a guardarla. Suonato come una campana. Totalmente sconcertato. E' stato bellissimo quel soffice bacio.
Il tempo si è fermato. Sembrano passati 5 minuti da quando questa ragazza è arrivata e Stefania me l'ha presentata da quel momento non ci siamo più allontanati.
Invece no, sono passate 5 ore. Sono le 20. I ragazzi stanno salutando il festeggiato. Piano piano la sala si svuota. Ormai è quasi vuota come la mia testa. Come dopo aver picchiato una craniata che ti lascia stordito. Ma non mi fa male nulla. Anzi sto benissimo. Mai stato meglio. Solo un pò con lo sguardo perso nel vuoto.
Cerco di realizzare di mettere a fuoco la situazione.
Anna mi dice - si è fatto tardi devo tornare a casa. Tu con cosa sei venuto ? In Moto rispondo automaticamente. Lei allora mi chiede se posso darle un passaggio. - Certo rispondo io. - salutiamo Marco, gli dico - domani ti telefono. - Lui mi risponde con un sorrisetto su le labbra e uno sguardo furbesco - Si dobbiamo sentirci.- Marco è un Buon amico ci conosciamo fin da le scuole elementari. Montiamo su la moto. Lei si appoggia a la mia schiena, appoggia la testa su la mie spalle e avvolge le braccia al mio torace. Parto verso l'indirizzo che mi ha dato. Non è lontano ci vogliono 10 minuti. Arriviamo sotto casa sua. Un palazzo di 5 piani. Lei scende dalla moto con un balzo. Si avvicina mi prende una mano e mi dice _ Ti ringrazio per la bellissima giornata trascorsa. Poi si avvicina e mi da di nuovo, quel tenerissimo bacio su le labbra. si allontana un passo. Mi tiene ancora la mano, mi guarda negli occhi e senza dire altro si allontana verso il portone del palazzo voltandomi le spalle. Fa cinque passi. Poi si ferma. Si giura. Torna in dietro di corsa. Io la sto guardando, stupito a bocca socchiusa. Lei mi prende la testa con le mani, incolla le labbra a le mie e infila la lingua. Mi succhia, mi aspira, come una ventosa, quasi con violenza. Dura 5 minuti. Poi si stacca. Mi guarda. Sorridente. Si gira di nuovo. Corre via e mi urla - Ciaoooooooooo.- Rimango li, fermo sbalordito, di muovo. La guardo scomparire nel portone senza dire nulla. Il portone si chiude alle sue spalle. Rimango li a fissarlo 5 minuti. Poi lentamente mi rinvengo giro la chiave e metto in moto. Mi avvio lentamente, molto lentamente, verso casa. Quando arrivo a casa mia madre mi saluta, io non rispondo, vado dritto in camera. Mi sdraio sul letto. Guardo il soffitto è penso. Ma chi è questa ragazza?. Rifletto. Ripenso e ripasso tutti i momenti da quando l'ho vista la prima volta. Analizzo tutte le sue parole, i suoi comportamenti. Salvo il fatto che mi ha completamente sconvolto e che ha preso lei l'iniziativa e io ho subito indifeso non trovo in lei niente di realmente disdicevole. Ha un bel culo, due fantastiche tette, un bel paio di gambe, Un viso dolce e impertinente ma anche un modo di fare socievole. Fino ad oggi mantenendo sempre le dovute distanze. Tranne che con me. Non ho avuto modo di reagire. Si è presa quello che ha voluto.
Mi addormento sul letto stanchissimo di una giornata densissima di emozioni. Nemmeno se avessi scopato per 5 ore di fila.
L'indomani mattina suona il telefono. Risponde mia madre e mi chiama. E' Marco, vieni a rispondere.
Vado a prendere il cordless e rispondo a Marco sempre assonnato. Lento nei riflessi come se fossi ancora sotto i postumi di una sbornia.
Ve Marco ciao. Cosa mi dici. Lui- Che stai facendo ? Sei sempre addormentato ? Sono le 10. Vestiti che andiamo a prendere un caffe. Mugugno un pò. Mi sarei volentieri girato dall'altra parte per dormire un paio di ore eppure mi sono addormentato prima delle 22 ieri sera. Ho dormito 12 ore secco e duro. Era tanto non facevo una dormita cosi.
Piano piano mi torna in mente la giornata di ieri. Marco insiste. - Andiamo dai che ti devo parlare. - Parlare di cosa ? - Te lo dico dopo. Tra 20 minuti al bar. Ti aspetto. Riattacca.
Un pò di malavoglia ma anche molto curioso. I ricordi riaffiorano. Molto curioso. Corro. Mi affretto. Mi lavo mi vesto esco di casa al fulmicotone. Arrivo al bar dopo 5 minuti di camminata. Marco è li che mi aspetta e Prima che entri ordina due caffe e quattro cornetti. Mi siedo al tavolo dove lui è già seduto. Mi guarda con un sorrisetto sarcastico e m i dice.- Allora come va campione? - Lo guardo con sguardo indagatorio.
Marco è il ragazzo di Stefania, ormai sono un paio di anni che stanno insieme. Sono una coppia che per quanto giovane, funziona bene. Lui è uno dei miei migliori amici. Indirettamente quindi lo è anche Stefania. Loro sono molto legati ma devo dire che anche io mi trovo bene con Stefania. Sono due ragazzi con la testa su le spalle. Mi fido di Stefania come di Marco. Non a caso avevo chiesto a Stefania di invitare alla festa di Marco Anna. Ovviamente , Stefania mi aveva fatto il terzo grado. Un pò scherzando. Un pò seriamente. - Allora ti piace Anna. Bene, bene. Che intenzioni hai con lei ? Un avventura? Lo scaldino per passare l'inverno ? Ci vogliamo fare la biondina ? - ...- Ma no Stefania non esagerare, vacci piano, mi piacerebbe conoscerla. E' una bella ragazza. Poi vediamo. Non so com'è. Nemmeno ci ho mai parlato. Se ti va di invitarla al compleanno di Marco mi farebbe piacere. - D'accordo sarà fatto. Mi devi un favore.- Ok ti devo un favore.
Masrco- Allora, ho visto ti sei dato da fare ieri.- Be, insomma. Ho chiacchierato con Anna.- Cosa ne pensi? Ti è piaciuta? - Be, si è una bella ragazza. Ma a livello di personalità mi ha sconvolto.- Woooooooo addirittura ti ha sconvolto.- No, frena, Mi ha sconvolto in senso letterale del termine. Mi ha rigirato come un calzino e mi a lasciato in terra tramortito.- Azzo.- Quindi ti sei cagato sotto e adesso la rifuggi ?- Ma nooo, solo che è una ragazza molto particolare non ho mai conosciuto una come lei. A un certo punto ha preso lei l'iniziativa e non sono più riuscito a toccare palla. Ci devo riflettere, devo riuscire a focalizzare la sua personalità. Ci devo pensare. Poi per adesso nonostante tutto la conosco cosi poco. Magari mi ha raccontato un sacco di balle.- Cosa ti ha raccontato ? Che sua madre era un ufficiale dei corpi speciali ?- Be si, te come fai a saperlo ? Me lo ha detto Stefania che ha conosciuto la signora e la sua famiglia. Vedi Ale, Stefania anche se si conoscono da poco è entrata molto in amicizia con Anna. Anna sembra una persona di poche parole forse anche taciturna. In realtà è si di poche parole ma quando parla sono sentenze. Come dire, non spreca parole. E una ragazza di un intelligenza e una cultura superiore. Va dritta al sodo non gira intorno a le cose. Tu cosa vorresti fare ? Vuoi vederla ancora ? - Be si mi piacerebbe vederla ancora. Vorrei approfondire la sua conoscenza e capirla. Ma non so se lei è interessata non mi ha nemmeno lasciato il numero di telefono.- Marco - Bene riflettici e cerca di capire cosa vuoi fare. Per quanto riguarda il numero di telefono non ti preoccupare lei ha il tuo. Glie lo ha dato Stefania. A dire il vero più di un mese fa. Aveva visto che vi conoscevate e glie lo aveva chiesto.- Ma come un mese fa ? Io a Stefania un mese fa non avevo ancora detto nulla._ Tu no ma Anna a Stefania aveva già detto molto.- Cosi intendi Marco ? Ale sono le donne che scelgono. Anna aveva notato te prima che tu avessi notato Lei.- Eccoci bella figura di merda Io ho fatto finta di non averla mai notata a scuola e che nemmeno sapevo che andiamo nella stessa scuola. Quando lei già mi aveva messo gli occhi a dosso. Marco - hahhahahahaha Ale sei un colglione hahahaha .... Non ti preoccupare Sicuramente hai passato il primo esame altrimenti non la riaccompagnavi a casa. Credo che tu abbia fatto breccia nel suo istinto materno Hahhahahaha.
Questo di fatto è il prologo al racconto. Introduce a i personaggi e le Vicende.
A breve scriverò il capitolo successivo. Sperando di rendere piacevole la lettura e che piaccia
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