Una oscura esperienza

di
genere
dominazione

UNA OSCURA ESPERIENZA
Forse avrete notato una mia recente assenza dai miei canali telegram.
Sono stati giorni intensi, molto intensi, sia per il lavoro, sia, soprattutto, per una esperienza che, vi confesso, mi ha segnata.
Forse qualcuno di voi ricorderà che tempo fa ebbi un'esperienza sadomaso nella dimora storica - un vero castello medievale - di un barone dedito a quelle pratiche.
Ebbene, di recente ricevo un messaggio da quello stesso barone col quale mi chiede se sono interessata a un'esperienza simile ma più "spinta".
Voi, forse, avete imparato a conoscermi, almeno un pò: ero decisamente eccitata all'idea, e risposi di si, ovviamente.
Quando parlammo per concordare i dettagli il barone mi rivelò che i primi contatti li aveva presi con mio marito, che desiderava vedermi usata e posseduta nei modi più estremi.
Come ho già accennato in qualche occasione, mio marito, che mi ama follemente, è un cuckold, che più soffre, più viene umiliato e più gode.
Tra noi c'è intesa, una perfetta intesa, ma tacita: ognuno di noi organizza in autonomia e l'altro/a accetta senza rimostranze.
Il luogo lo conoscevo già: la sala delle torture del castello.
La novità era rappresentata dal fatto che, dopo i particolari rituali sadici che avrei subito, sarei stata la vittima sacrificale di un toro nero, che poi mi avrebbe lasciata nelle mani di quattro presenti che, dopo aver assistito a tutte le scene, a turno avrebbero abusato di me in ogni modo, a loro piacimento.
Mio marito avrebbe osservato tutto con il cazzo imprigionato nella gabbietta metallica.
Arrivammo nel pomeriggio.
Il sole era già basso dietro le alte mura del castello quando io e mio marito entrammo, ricevuti dal barone.
Insieme a lui altri 4 uomini, maturi, tra cui un nero statuario.
Il barone ci fece strada verso le segrete del castello: l'ambiente incuteva sempre un certo timore.
L'atmosfera era misteriosa, opprimente, si respirava un'aria oscura, intrigante, eccitante.
Quando entrammo nella sala e mi dissero di spogliarmi sentii già la mia fica tremare e inumidirsi.
Vidi al centro della sala uno strumento di tortura che non immaginavo, che mi fece sobbalzare dallo stupore e dallo spavento.
Brividi di freddo mi fecero tremare, mentre la mia fica si bagnava.
Una specie di tavolo di ferro a forma di H, alle cui estremità vi erano due aste collegate a prolunghe di legno e corde spesse e grezze.
Quando fui nuda il nero mi fece allungare su quella specie di tavolo, un vero e proprio altare per sacrifici.
Mi fece allargare le braccia che immobilizzò legandole alle estremità del tavolo.
Mi prese le gambe e, una alla volta, le allungò sulle aste di legno e le legò con le corde.
Ero del tutto immobilizzata.
Non sapevo cosa attendermi, ero eccitata e turbata.
Il nero dopo avermi immobilizzata si allontanò per ricomparire qualche minuto dopo con tutta una serie di attrezzi che non riuscivo a identificare bene perché non potevo alzare la testa, che era appoggiata su una trave di legno.
C'era silenzio.
All'improvviso sentii la mia fica penetrata e squarciata da un'asta che terminava con un grosso vibratore.
Urlavo, ma mi sentivo la fica piena e sbattuta.
Resistetti poco: venni urlando e squirtai abbondante perché il nero agitava l'asta con sapienza.
Subito dopo un'altra asta, con un vibratore, mi venne affondato nel culo.
Urlai ancora di dolore, e venni di nuovo, agitata come una foglia al vento, mentre fica e culo mi venivano sfondati senza ritegno.
Un terzo vibratore mi venne messo sul clitoride.
Qualche minuto e venni ancora, urlando di dolore e piacere.
A quel punto il nero mi slega.
Penso che sia finita, e invece mi gira e mi incapretta.
Mi lega le caviglie alle gambe, mi lega le braccia, e riprende a penetrarmi fica e culo con le aste e i vibratori.
Urlo ancora.
Vedo mio marito, nudo, col cazzo imprigionato che mi guarda.
I vibratori continuano a scuotermi, e vengo di nuovo.
Sono esausta.
Mi affloscio sull'altare di ferro, mentre il nero mi scioglie.
Riprendo fiato, ma dura poco.
Mi lega ancora, gambe allargate.
Si toglie i pantaloni, mi passa il suo cazzo sulla fica, si sega e poi mi penetra con una veemenza che mi lascia senza fiato.
Pompa con forza.
Ho la fica piena e rovente.
Caccia il suo cazzo dalla fica e lo infila con un colpo secco nel culo.
Gemo di dolore, non ho nemmeno più la forza di urlare.
Pompa forte, mi penetra il culo fino alle palle.
Sensazioni mai provate, mi lamento, quando mi sento invasa da un mare di sperma caldo.
Il nero continua a spingere, il cazzo ancora duro.
Spinge ancora parecchio, fino a quando, esausto, esce.
Sono stravolta, ma ora si fanno attorno a me gli altri, che a turno mi accarezzano le tette e la fica.
Il primo a penetrarmi è il barone, che spinge dentro la fica e dopo poco mi sborra dentro.
Anche gli altri tre, a turno, mi sbattono la fica, ma solo due mi sborrano dentro.
Il terzo si mette a gambe larghe sulla mia faccia e mi ordina di leccargli il culo.
Obbedisco.
Muovo la lingua, gli lecco il buco, tra i peli.
Dentro, dentro, troia! Mi ingiunge.
Eseguo.
Lui si allarga il buco del culo con le mani e io ci affondo dentro la lingua, in profondità.
E mentre lecco lui si sega.
Quando sento che sta per venire tolgo la lingua dal culo e gli lecco le palle.
Mi ordina di aprire la bocca.
Eseguo, e pochi secondi dopo vengo investita da una scarica di sborra sulla faccia.
Chiudo gli occhi.
Ingoio lo sperma che mi va in bocca, mentre lui col suo cazzo va a raccogliere la sborra per farmela leccare.
Ingoio tutto quello che mi viene messo in bocca.
Ora è il turno di mio marito, che, nudo e col cazzo imprigionato, si inginocchia tra le mie gambe e inizia a leccarmi la fica ripulendola da tutto lo sperma che, lentamente, fuoriesce dalla mia fica distrutta.
Anche il culo! - Sento dire dal barone.
Mio marito esegue, e con la lingua va a leccare il mio culo dal quale riusciva la sborra del nero.
Sentivo la sua lingua ripulirmi con voracità e in profondità.
La sensazione che provavo mi faceva eccitare, e quando mio marito torno' a leccarmi la sborra che continuava a uscire dalla mia fica venni di nuovo, tremando di piacere.
Mio marito con le mani mi accarezzava dappertutto: fica, tette, culo e mi baciava senza staccare le labbra dal mio corpo.
Mi baciò a lungo, fino a quando il barone gli ordinò di ripulirmi anche la faccia.
Mio marito esegui' subito.
Si inginocchia al lato del mio viso e prende a baciarmi e leccarmi dappertutto sulla faccia.
Sento la sua lingua ripulirmi, mentre in un orecchio mi sussurra "Ti amo, ti amo".
Basta così, scandisce il barone, mentre il nero libera il cazzo di mio marito e me lo mette in bocca.
Prendo a leccarlo avidamente, pochi secondi e mi esplode in bocca.
Ingoio felice, mentre continuo a leccarlo per ingoiare tutta la sborra che lentamente fuoriesce.
Stringo in bocca il cazzo di mio marito, fino a quando il nero lo allontana e mi scioglie.
Mi sento a pezzi.
Quando cerco di alzarmi le gambe non mi reggono, ma il nero mi prende in braccio e mi conduce come un fuscello al piano di sopra, fin dentro il bagno.
Mi allungo nella grande vasca mentre il nero fa scorrere l'acqua calda.
Non so quanto tempo rimasi in ammollo. Credo che mi addormentai anche, perché quando uscii dal bagno e indossai i vestiti che mi erano stati messi sul letto, mi recai nel salone e lo trovai imbandito per la cena.
Stavamo aspettando lei Annamaria, mi disse il barone inchinandosi e baciandomi la mano.
Segui' una cena sontuosa e straordinaria.
Quando stavamo per andare via il barone mi porse la mia borsa, guardandomi senza dire nulla.
Sbirciai dentro, e vidi una grossa busta ricolma.
La aprii solo quando fummo in macchina.
Una cifra da capogiro: cazzo, mi venne da dire mentre ridevo come una scema.
Telegram per chat @seduzioneamaranto
Canale Telegram per immagini di me: il link è nella mia pagina instagram @annamariaamaranto
E' disponibile l'intera sequenza fotografica, viso compreso.
scritto il
2026-02-06
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