Il balcone
di
Uccelli di rovo
genere
incesti
Mi telefona mio fratello e mi comunica,i vecchi affituari, una coppia di anziani, hanno libertao l'appartamento e che casa è stata venduta, entro la fine del mese va liberata di arredi suppellettili vari e se mi chiede se nella mansarda può esserci qualcosa che mi interessa.Faccio mente locale,sono indeciso, dico, prima di portare il tutto alla discarica, aspetta,domani prendo il primo aereo, io vivo a Madrid, desidero rivivere il luogo dove ho vissuto gli anni più belli della mia gioventù. L'indomani, dopo molti anni, sono nuovamente nella mia vecchia abitazione, quasi nulla è cambiato sia come impostazione di arredamento e anche come mobilia, evidentemente gli anziani affittuari, non vivevano negli agi. Salgo in mansarda,rovisto ma non trovo nulla che possa interessarmi.Scendo nel cucinone, mi siedo su la vecchia berger,le due ante sono aperte il sole illumina l'anta di sinistra che riflette il balcone,e sento un fischio di ammirazione, quel fischio, mi porta indietro neltempo sollecita i miei ricordi, indietro negli anni e rivivo quei momenti. Io seduto sulla berger intento a studiare, la sonorità di questo fischio mi incuriosisce, dal riflesso dell'anta aperta vedo mia madre intenta alla cura delle piante,la vestaglia parzialmente sbottonata, le sue cosce in evidenza, la necessità di chinarsi, facevano si che degli operai impegnati in lavori di ripristino condominiale,eravamo al primo piano, manifestassero il loro apprezzamento per le fattezze che esibiva mia madre, e che lei gradiva esibire, visto il sorriso di contenuto compiacimento.Questo episodio, mi ricordo' un predente, quando invitai un mio collega di studi, come detto vivevamo in una casa popolare, un camerone,angolo di lavoro di mia madre, faceva la sartina, soggiorno, cucina, una camera da letto e uno stanziolo dove dormivo io. Io e il mio collega eravamo in un angolo a studiare e mia madre nella parte opposta fronte al mio amico. Dai continui sguardi del mio amico notai che da sotto il tavolo, erano ben visibile le cosce di mia madre e che lei ne era consapevole.L'esibizionismo, il proporsi come femmina mi ecciarono.Mia madre aveva 44 anni, un bel viso, occhi di un grigio brillante capelli lunghi corvini, piemontese, dall'eloquio garbato,le sue buone maniere, la disponibilità, suscitava empatia. Non era una super fica,era una donna piacente, la sua fisicità era ben proporzionata e distribuita.Sottovoce si sussurava, che aveva conosciuto mio padre, quando piccolo imprenditore edile fece dei lavori, per circa sei mesi, in un complesso scolastico gestito dalle suore e dove mia madre insegnava, ma in particolare era una novizia in procinto di prendere i voti.Al termine dei lavori le suore persero una novizia e mio padre prese moglie, con tanto di figlio in arrivo.Per molti anni aveva mantenuto un modo di vivere molto riservato,la domenica alla messa, anche se andava da sola,era sobria nel vestire, in alcune circostanze non disdideceva portare le gonne appena sopra il ginocchio, non amava portare le scarpe con i tacchi alti.Quindi mi sorprese mi eccitò il suo cambiamento, mia madre era in calore. In una circostanza fortuita, mentre si preparava per uscire con mio padre, vidi che indossava, calza e regicalze e mise dei tacchi alti, in ul altra circostanza, mentre si specchiava, sollecitava il suo seno, in quella circosta mi vide dal riflesso dello specchio e per un attimo i nostri sguardi si legarono.Mentre era al suo angolo di lavoro,non avevo remore nel fargli sentire il mio sguardo che cercava le sue cosce.Tra noi si era instaurato un rapporto di provocazione sessuale,fatto di malizie sguardi colmi di desideri, manifesti e nascosti. Un giorno la sua vestaglietta era parzialmente sbottonata con esposizione delle sue splendide cosce,il giorno seguente era completamente abbottonata. Mi provocava.Comprai un paio di calzoni e dissi, mamma quando puoi mi fai l'orlo, finisco questo lavoro e ti prendo le misure. Siedo sulla berger, con vista sulle cosce di mia madre, che con attegiamento pudico serra le sue cosce. Mi dice indossa i pantaloni, che prendiamo le misure, ho il cazzo in esplosione, si china, per spillare gli orli, le sue cosce sono a portata di mano, come lo è il suo seno piccolo, che sembra che voglia decollare, fatto dice, si rialza lentamente, osserva il mio gonfiore, ci guardiamo negli occhi, mi stringe la mano,posa per un attimo le sue labbra sulle mie e dice, vai a rinfrescarti.Qualche giorno a seguire, un sabato sera, capisco il cambiamento sessuale di mia madre. Tornano da una serata con amici, io nel mio stanziolo, adiacente alla camera da letto faccio finta di dormire, e ascolto mio padre che dice, questa sera le tue cosce sono sono state ammirate e desiderate, in particolare da Gino,mia madre lo invita a abbassare la voce, evidentemente mio padre è su di giri, e risponde, mi dici sempre che ti eccita vedermi desiderta dai tuoi amici e vorresti vedermi scopata,Mio padre risponde, anche a te piace essere scopata, domani faccio un inserzione. Rimango basito, ai capito la suorina. Questa scoperta propone esperienze nuove. E se invitassi nuovamente il mio amico di studi, che tanto aveva intrigato mia madre? A seguire.
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Commenti dei lettori al racconto erotico