Il mio nuovo professore

di
genere
tradimenti

Da ormai un anno a questa parte sono fidanzata con una splendida ragazza di nome Amanda, capelli biondi, occhi verdi e con un fisico da paura, la ragazza che tanti vorrebbero. Non avrei mai creduto che io potessi innamorarmi, di una ragazza poi...
Ero sempre stata la tipica ragazza timida che parlava con pochi ma da quando ho conosciuto lei tutto è cambiato. Mi ha fatto capire che non si deve avere paura e che la timidezza si può affrontare.
Era appena iniziato il nostro ultimo anno di superiori, io le ci trovavamo in due classi diverse e dopo che la nostra professoressa di matematica fu andata in pensione, ci avevano già accennato che sarebbe arrivato un nuovo insegnante. Era martedì quando dalla porta entro il nostro nuovo professore. Alessandro Marconi, così ha detto di chiamarsi. Sembrava abbastanza giovane non poteva avere più di 30 anni e per quel poco che aveva parlato sembrava anche simpatico, uno alla mano.
Il giorno seguente come molti professori facevano ci fece fare un test d'ingresso, le solite domande che ogni nuovo professore fa per conosce il livello generale della classe sulla propria materia.
Durante la distribuzione dei fogli la mia mano toccò la sua e in quel momento mi guardò molto profondamente per qualche secondo. Fu strano ma allo stesso tempo non mi dispiacque. Aveva un non so che di dominante...
Le lezioni andavano avanti e qualche volta duranti quelle di matematica mi rendevo conto che lo sguardo del professore andava su di me, o forse era solo una mia impressione. Gli argomenti erano troppo difficili e io che ero già una frana non riuscivo a capirci nulla.
Amanda si era proposta per aiutarmi nelle ripetizioni infatti, ci eravamo viste alcune volte ma era sempre la stessa storia. Provavamo a fare degli esercizi insieme ma poi non potendo smettere di guardarla, la baciavo e così l'unica cosa a cui potevo pensare era lei e il suo corpo con le sue bellissime curve. Dopotutto eravamo a casa da sole. Un giorno neanche aprì il libro di mate. Lei mi buttò sul letto e mi spogliò. Facemmo sesso tutto il pomeriggio. Le sue mani calde sul mio seno mentre la baciavo appassionatamente e mettevo le mie dita dentro la sua vagina. Adoravo quando doveva staccarsi dalle mie labbra perché doveva godere assai. Mi faceva eccitare ancora di più.
Eravamo disperati. Almeno la metà della classe era in situazioni pessime in matematica e non potevamo continuare così perché quasi sicuramente avremmo dovuta farla all'esame di stato. Ci pensammo un attimo e successivamente decidemmo di far notare questa cosa al nostro insegnante. Le lezioni a scuola no ci bastavano. Il professor Marconi ci ragionò un pò su e poi ci propose un'idea.
«Faremo ripetizioni a casa mia. Vi darò il mio numero e così ci ritroveremo alcuni di questi pomeriggi. Ognuno di voi che ha bisogno mi scriva personalmente in privato così fornirò gli orari e e le indicazioni di casa mia».
Non esitai un attimo, il pomeriggio di quel giorno stesso gli scrissi. Ci mise relativamente poco a rispondermi.
—𝘊𝘢𝘳𝘢 𝘈𝘯𝘢𝘴𝘵𝘢𝘴𝘪𝘢, 𝘴𝘦 𝘯𝘰𝘯 è 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘭𝘦𝘮𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦𝘪 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘦𝘮𝘮𝘰 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘳𝘤𝘪 𝘢 𝘤𝘢𝘴𝘢 𝘮𝘪𝘢, 𝘪𝘯 𝘷𝘪𝘢 𝘙𝘰𝘮𝘢 𝟤𝟩 𝘥𝘰𝘮𝘢𝘯𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝟣𝟨.
Accettai subito la proposta, non potevo perdere tempo. Avevo paura di arrivare agli esami impreparata.
Alla mia ragazza dissi che non potevamo vederci perché dovevo studiare ma non specificai a casa del prof, sentivo come se non fosse il caso, magari l'avrebbe presa come qualcosa di un pò strano, conoscendola.
Arrivai a casa del professore, dall'esterno sembrava molto carina, con anche un piccolo giardinetto. Mi avvicinai per suonare il campanello e in un istante mi ritrova il signor Marconi ce mi aprì la porta. Senza farlo apposta mi cadde l'occhio sulla camicia che indossava, bianca ma un leggermente trasparente che faceva intravedere dei pettorali e una tartaruga ben sviluppata
«Buonasera signorina, prego si accomodi».
Appena entrata mi accolse il calore del camino. Un soggiorno ben illuminato con un divano a l e dietro un tavolo con un computer aperto. Mi fece sedere proprio lì.
«Mi scusi professore, gli altri ragazzi quando arriveranno?»
«Ah cavolo, dovete scusarmi. Mi sono proprio scordato di accennarle che saremo solo noi due. Gli altri ragazzi mi anno detto che non potevano essere presenti oggi. Spero non sia un problema per lei.»
Non era qualcosa che mi aspettavo ma rimasi tranquilla. «No no, Non c'è nessun problema. Anzi, così riesco a capire meglio».
Mi chiese subito cosa non avessi capito delle lezioni precedentemente fatte. Aprì il mio libro e il quaderno e gli mostrai quanto indietro fossi.
«Se non ci mettiamo subito al lavoro e velocemente vista la situazione, non so quanto potrà recuperare. Le dico chiaramente».
Ammisi i miei problemi e subito lui iniziò a spiegarmi le prime formule. Già dopo 30 minuti si rese conto quanto io fossi un caso perso. Ci sforzammo per un'altra mezz'ora ma con scarsi risultati. Malgrado la mia pessia situazione, durante le sue spiegazioni ed esercizi mi rendevo sempre più conto di quanto mi guardasse. Una volta anche dalla testa ai piedi. Ne ebbi poca rilevanza perché in quei momenti i miei unici pensieri erano quelli di capire gli esercizi.
«La situazione signorina, è molto grave. Non so se riusciremo ad andare vanti di questo passo. Ne è consapevole?»
«Non so cosa dirle professore. Mene rendo conto. Le assicuro che farei di tutto pur di passare il voto in la pagella e gli esami di maturità».
Mi strinse la mano. Stavo per toglierla ma qualcosa me lo impedì. Forse il calore della sua mano o lo sguardo che mi aveva appena dato.
«Tutto? Ma proprio tutto?» Io annuì.
La sua mano accarezzò il mio viso. Mi bloccai, rimasi congelata.
«Signorina non è un caso che sia qui da sola. Quello che sto per dirle è una cosa molto azzardata e rischiosa per questo voglio che mi ascolti attentamente. Conosco una soluzione per farla passare»
«Quale?» dissi con la poca voce che avevo.
«Venga a letto con me. La osservo da un pò e non posso fare a meno di lei. Sarà il suo viso dolce, con il suo sguardo accattivante e il suo fisico seducente. non mi prenda per pazzo ma questa è la verità».
Cosa avevo appena sentito?!
«Professore lei non può essere serio. Vuole andare a letto con una sua alunna? Alunna che non sa se sia maggiorenne. Non so neanche quando anni lei abbia. Magari lei ha più di 10 anni in più di me. In più pure se ma nella sua fantasia accettassi io sono fidanzata e con una ragazza per giunta».
«Se è solo per questo che ti preoccupi, non devi. Ho già visto dal registro che sei maggiorenne e io ho 27 anni. E poi magari a lei piacciono entrambi i sessi. Non ha mosso un dito quando le ho preso la mano e non ha ancora tolto la mano che le sta toccando il viso. La sua ragazza mica deve saperlo».
«Come si permette nel dirmi queste cose!» Mi alzai di scatto ma mentre lo feci anche lui lo eseguì. Mi prese per i fianchi e mi strinse a sé poi avvicinò il suo viso e senza neanche lasciarmi il tempo di reagire schiacciò le sue sua labbra contro le mie. Io volevo, volevo veramente staccarmi da quest'uomo, un uomo possente e dominante, ma qualcosa dentro me mi diceva che dovevo provare questa sensazione. E di conseguenza lo feci. Rimasi bloccata per qualche istante poi il sopravvento si prese la meglio di me. Ricambiai il bacio aggiungendo perfino la lingua, che entrambi muovevamo con vigore.
«sei proprio carina» affermò nel momento in cui mi prese in braccio per portarmi in camera sua, sul suo letto, un letto matrimoniale.
Vedevo chiaramente la sua erezione spuntare dai suoi pantaloni.
«Tutto questo è sbagliato»
«Niente è sbagliato se nessuno lo sa. In più è quello che entrambi vogliamo».
«La prego professore...» pronunciai quando la sua calda mano toccava la mia vagina da sopra i pantaloni.
«Quando siamo solo noi, chiamami Alessandro»
Incominciò a sbottonarsi la camicia e io ormai non potevo resistere. La sua erezione era sempre più evidente che la mia mano non poté fare a meno di avvicinarmi per toccarla.
«Vedi l'effetto che mi fai? Adesso dovresti risolvere in qualche modo...»
Mi avvicinai per sbottonarmi i pantaloni e quando li abbassai vidi quanto il suo membro non riusciva rimanere ben fermo nei boxer. Una parola mi bastò.
«Toglimeli». Tolsi i boxer. Una grande erezione si materializzò davanti ai miei occhi, sembrava grande ma non mi aspettavo così tanto. Sapevo chiaramente cosa voleva, non aveva bisogno di dirmelo. Innanzitutto mi tolsi la maglia, rimanendo solo in reggiseno, cosa che lo rese positivamente sorpreso poi, iniziai a fargli una sega. Dapprima con le mani, gemeva così provocantemente, poi era tutto talmente allettante che on poté fare a meno di avvicinarmi con la bocca. Inizia con dei baci, poi leccai il suo pene dalla punta fino ai testicoli.
«Oh mio Dio. Non pensavo potessi essere così dotata. Sei proprio brava Anastasia».
La temperatura si alzava nell'aria. Era tutto tanto piacevole che quasi non mi rendevo conto della situazione.
«Cazzo, cazzo. Sono quasi al culmine». Alessandro mi baciò appassionatamente e infine prese il suo pene e dopo qualche movimento di mano, spruzzò il suo seme sul mio seno.
Era tutto così surreale che provai solo piacere, non riuscì a pensare né al tempo che era passato né alla mia ragazza che avevo appena tradito.
scritto il
2026-01-14
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