Quando scopri che tua figlia è una swinger...

di
genere
incesti

Devo ammetterlo, a costo di attirarmi gli strali dei ben pensanti.
Ho iniziato ad essere attratto dal corpo di Erika nel momento in cui mi sono reso conto che aveva iniziato ad essere attratta dai piaceri del sesso.
Mi ero sempre occupato io della sicurezza e manutenzione del suo PC quindi potete immaginare la sorpresa che mi ha colto quando durante una sessione di manutenzione della macchina
sono incappato nel registro dell'antivirus, all'interno del quale erano elencati i siti web visitati più recentemente.
Erika, ignara che anche l'antivirus poteva raccogliere questo tipo di informazione, aveva sempre avuto l'accortezza di cancellare i log di navigazione all'interno del browser prima di consegnarmi il PC e proprio questo "sbiancamento" sistematico mi aveva fatto nascere qualche sospetto, che ora trovava conferma.
"Hai capito la troietta!" mi trovai a riflettere fra me e me.
L'elenco che scorreva sotto i miei occhi sembrava l'indice dei siti porno più perversi disponibili online.
Io stesso, porco e perverso ormai da lustri, non conoscevo alcune di quelle sigle che mi precipitai e verificare.
Per farla breve, quella sera per la prima volta mi sono masturbato immaginando Erika che si accarezzava la fica mentre guardava porno.

Da allora ho iniziato a guardarla non più con occhi di padre ma per quello che era: una meravigliosa e desiderabile donna.

Il rito si ripeteva quasi mensilmente. Facevo manutenzione, fantasticavo e mi segavo.

Fu in una di quelle occasioni che l'occhio mi cadde sull'indirizzo di un sito che di per se non lasciava pensare a nulla di scabroso ma che, eppure, mi diceva qualcosa.
La stranezza consisteva nella regolarità e periodicità dell'accesso da parte di Erika.
Praticamente ogni venerdì sera o comunque a ridosso di qualche festività.
Mi precipitai a controllare e...bingo! Si trattava del sito istituzionale di un Club per scambisti.
Le pagine che visitava erano quelle dedicate alla prenotazione di bungalov, di cui la struttura era dotata per favorire gli avventori che avessero desiderato fermarsi a riposare dopo aver "giocato" fino a tarda notte.
Confesso che il cazzo mi divenne subito duro come il marmo.
"Mmmm… la mia piccola è proprio una porcellina perversa. Tale padre, tale figlia…" dicevo fra me.
Andai a ritroso per verificare da quanto tempo andava avanti questa storia.
Il primo accesso al sito del locale datava circa due anni prima, mentre la pagina delle prenotazioni… "cazzo... ma è giusto un paio di settimane dopo che ha compiuto i 18!".
IL cazzo mi pulsavo. Immaginavo il gestore del locale. Non deve aver creduto ai suoi occhi quando si è trovato davanti una pollastrella così fresca che gli presentava i documenti per poter entrare.

Conoscevo abbastanza bene il posto, per averlo frequentato qualche volta alcuni anni prima, durante le lunghe estati da single, mentre moglie e figlia se ne andavano al mare coi nonni lasciandomi in città.

Si trovava nella campagna bolognese a circa un'ora e mezza d'auto dalla nostra abitazione.

"Adesso capisco dove va tutti i sabati sera quando Francesco (il suo ragazzo) la viene a prendere per andare al cinema..." pensai.
"Poi mi fermo a dormire da lui" diceva Erika sorridente nel salutarci…"... i genitori di Frency sono così carini e si aspettano che resto da loro domenica a pranzo"

Troppo eccitante. Quasi inconsciamente, come un automatismo, il piano si stava già materializzando nella mia testa.
Il seguente sabato sera, con la solita scusa del week end di lavoro fuori città, attorno alle 21,30 ero già nel parcheggio del locale.
Erika aveva prenotato un bungalov per due persone per quella notta.

Dopo un'oretta di attesa iniziai a pensare di essermi sorbito quasi due ore di viaggio inutilmente, perché arrivavano alla spicciolata qualche coppietta oltre a numerosi singoli.
Ma di Erika e Frency neanche l'ombra.
Stavo quasi per decidermi ad entrare comunque, dal momento che fra le coppie che avevo visto entrare c'era sicuramente qualche pezzo pregiato che avrebbe meritato una bella sega.
Se poi le signorine in questione fossero state d larghe vedute ci sarebbe potuta scappare anche una scopata oppure una visitina al gloryhole.
Stavo per aprire la portiera quando i fari dell'auto che entrava nel parcheggio mi abbagliarono nonostante il parasole abbassato.
Istintivamente mi calai meglio la visiera del cappellino sulla fronte e mi abbassai leggermente.
L'auto mi passò davanti per andarsi a posizionare qualche stallo più avanti del mio.
Riconobbi immediatamente Erika seduta sul lato del passeggero, che sorrideva e conversava amabilmente con Frency.
Parcheggiarono ed entrarono portandosi dietro due piccoli trolley.

A quel punto iniziai a chiedermi se era il caso. Mi assalirono gli inevitabili sensi di colpa.
Attesi 15 minuti, rimuginando fra me, combattuto fra l'idea di tornarmene a casa e scoparmi mia moglie (era pur sempre ancora una gran bella porca) oppure entrare per spararmi quella che immaginavo sarebbe stata la più bella sega della mia vita.
Passarono altri 15 minuti e... indossai la mascherina d'ordinanza e mi incamminai verso l'ingresso del locale.

L'addetto all'ingresso mi accolse con un sorriso smagliante: "bentornato Sig. XXXX" disse nel momento in cui controllando il mio documento si rese conto che ero già iscritto al club.
"Anche lei qui per il pezzo pregiato eh…" sussurrò con fare sarcastico, senza guardarmi, mentre completava la procedura.
Io feci finta di non capire. Era evidente che non aveva associato il mio cognome con quello di Erika.
O molto più probabilmente non si soffermava sui cognomi.
Pagai la quota d'ingresso, cercando di non pensare che stavo pagando per segarmi mia figlia, come fosse una delle tante puttane che mi segavo guardando i filmati sui siti porno a pagamento.
Ritirai il documento, risposi con un cenno del capo al "buon divertimento" dell'addetto, e attesi che azionasse la serratura a distanza della porta che divideva la zona d'ingresso dal locale vero e proprio.
Mentre varcavo la soglia mi sistemai la mascherina e la visiera del cappellino davanti alla fronte.

Fissando il pavimento mi precipitai verso il primo divanetto libero e una volta seduto mi misi a perlustrare la zona.

Le vidi immediatamente. Erika stava seduta su uno degli sgabelli davanti al bancone del bar.
Sorseggiava una bevanda analcolica. Apprezzai il fatto che voleva essere sobria e consapevole di ogni cosa avrebbe fatto da quel momento in avanti.
Era bellissima.
Si era già spogliata. Indossava uno splendido completino di lingerie in pizzo nero che non lasciava spazio all'immaginazione, valorizzando le sue splendide forme.
Le ore che trascorreva in palestra ogni settimana funzionavano eccome.
Le sottilissime calze di seta nera terminavano erano sorrette da grupiere e giarrettiere che le davano un sensualissimo tocco di classe.
Scarpe tacco dodici che facevano da cornice perfetta alle sue splendide e lunghe gambe accavallate.
Era veramente la più bella del reame. Ora capivo cosa intendeva l'addetto all'ingresso con "pezzo pregiato".

Conversava amabilmente con una biondina che poteva avere più o meno la sua età.
La ragazza indossava lingerie azzurra con reggiseno a balconcino che metteva bene in evidenza due tettine da cerbiatta: piccole ma sode.
Non potevo capire di cosa stessero parlando ma era evidente che l'argomento le eccitava.
Lo capivo dai capezzoli della ragazza, duri come piccoli chiodi, e dal piede della gamba accavallata di Erika che roteava nervosamente.

Ad un tratto la ragazza appoggiò sul bancone il bicchiere che aveva in mano. Con estrema dolcezza prese fra le mani il viso di Erika e avvicinò la bocca a quella di lei.
Il bacio alla francese che ne seguì sembrò interminabile.
Le lingue non smettevano di inseguirsi.
Il cazzo sembrava volesse scoppiarmi nei pantaloni.
Mentre si baciavano le loro mani scivolavano sui rispettivi seni accarezzandoli.
Di tanto in tanto Erika strizzava delicatamente fra pollice ed indice i capezzoli della ragazza che dimostrava di apprezzare l'operazione.

Ad un tratto la ragazza sussurò qualcosa all'orecchio di Erika.
Ne seguì un sorrisino d'intesa.
Erika prese la mano della ragazza facendole chiaramente intendere di seguirla.
Sgattaiolarono su per la scala che saliva al secondo piano.

"Incomincia la serata" pensai, sapendo che le stanze del piacere si trovavano proprio al piano rialzato.

Come se fosse stato dato il segnale, parecchi singoli che se ne stavano come me sui divanetti del bar a guardare lo spettacolo di Lap Dance (niente di speciale e dire il vero) si alzarono e alla spicciolata si diressero lungo la scala.
Attesi qualche minuti e poi feci altrettanto.

Mi incamminai lungo il corridoio del privé.

Nelle varie stanze alcune coppie erano già all'opera, con la solita teoria di singoli che si masturbavano sbirciando dalle grate delle pareti divisorie.

Alcuni più audaci sedevano sui divanetti all'interno delle stanze, in fremente attesa che venisse il loro turno di partecipare al gioco.

Mi stavo giusto chiedendo che fine avesse fatto Francesco quando lo vidi.
Teneva fra le mani la testa di una rossa che doveva avere una cinquantina d'anni che si prodigava in un pompino molto accalorato.
Bella donna, niente da dire, ma vuoi mettere con la mia Erika.

Non mi soffermai. Cercavo Erika e la ragazza. Dov'erano finite?

Fu allora che passando affianco a due ragazzi che conversavano sottovoce colsi chiaramente che uno chiedeva all'altro: "sono entrate?"... "si si...sono dentro tutte e due…" fu la risposta.
Capii immediatamente.
Completando la passeggiata lungo il corridoio arrivai in fondo, laddove sapevo esserci la stanza GloryHole.
L'assembramento che vi trovai parlava da solo.
"Cazzo che fiche… " … "come pompano queste due troie…" "il problema è che sono troppo brave … ti fanno venire subito…"... erano le frasi che aleggiavano all'intorno.

Ad un tratto l'occasione mi si presentò su un piatto d'argento.
Un ragazzo che stava di spalle giusto di fronte a me si allontanò dal muro, paonazzo in volto per l'orgasmo appena raggiunto.
Il buco era lì, pronto per essere nuovamente occupato.
Non sapevo che fare, avevo pochi istanti per decidere perché se avessi esitato ancora sicuramente u altro avventore mi avrebbe fatto capre di cedergli il posto e no occupare lo spazio inutilmente.

Il cazzo mi stava scoppiando.

Abbassai la cerniera, allentai la cintura e dopo essermeli sbottonati li abbassai all'altezza delle ginocchia assieme ai boxer
Lo infilai nel buco.
Le tempie mi pulsavano e ansimavo.
Appoggiai la fronte al muro mentre tenevo i palmi delle mani appoggiati alla parete per non perdere l'equilibrio.
IL buco era sufficientemente largo per farci entrare anche i testicoli.
Spinsi tutto dentro e attesi mentre pulsazioni e ansimo aumentavano.

Ad un tratto sentii due mani iniziare a toccarmi.
Una mano mi accarezzava le palle mentre l'altra iniziava lentamente a masturbarmi.
Sembravano mani di velluto… mani di fata.
Credevo di impazzire.
La lingua della donna al di là del muro iniziò a picchiettare sul glande.
Dapprima lentamente poi sempre più veloce.
Poi iniziò a farla scorrere su e giù per l'asta. Scivolava dai testicoli al glande.
Sentivo la lingua accarezzare le venuzze del cazzo che modestamente sono una delle caratteristiche più apprezzate dalle mie partner.

Non volevo pensare che la donna che mi stava lavorando il membro così sapientemente fosse la mia Erika.
Mi dicevo continuamente che era la biondina. Doveva essere la biondina. A tratti quando l'idea che fosse Erika mi si affacciava alla mente mi veniva la tentazione di ritrarmi
ma poi l'ennesimo sapiente colpo di lingua mi faceva desistere.
Poi all'improvviso, senza soluzione di continuità, la donna ingoiò il mio cazzo.
Tutto in bocca. Tutto dentro. Fino in gola. La percepivo chiaramente col glande.
Rimase ferma alcuni secondi così. Col cazzo spinto dentro fino in fondo alla sua bocca.
"E' la biondina, si è la biondina…" continuavo a ripetermi.

Toc toc toc….

L'uomo di mezza età al mio fianco picchiettava insistentemente con le nocchie della mano vicino al buco.
Era paonazzo in viso e avvisava la ragazza all'interno che stava per venire.
E' una regola non scritta del GloryHole. Poi sta a chi sta dentro decidere che utilizzo farne.

Toc toc toc… toc toc toc… toc toc toc… l'uomo continuava a picchiettare con insistenza.
Evidente che chi era all'interno continuava a pompare, incurante del fatto che da un momento all'altro il vecchio porco avrebbe scaricato sperma.
"Aaahhhh…. vengoooo…"
Il maiale stava sborrando…
"Ingoiaaaa…. ingoia tutto troiaaa…" proferiva ansimando con un filo di voce mentre l'orgasmo lo divorava.
Mi fissava con le mani alloggiate al muro e il bacino spinto completamente in avanti come volesse infilarlo tutto nel buco.
"Si è fatta sborrare in bocca questa troiaaa…." disse guardandomi come volesse condividere con me l'immenso piacere che stava provando.
Per un attimo ebbi, sopraffatto anche io dall'eccitazione, ebbi la sensazione che la frase non fosse finita lì ma che avesse aggiunto: "...questa troia di tua figlia...aahhhh".
Erano i miei sensi di colpa che in questo modo continuavano a dirmi che al di là del mio buco c'era la biondina.
Il corpulento collega si allontanò dal buco. Il suo cazzo si stava già ammosciando (segno che la ragazza lo avevo prosciugato fino all'ultima goccia) e si stava alzando i pantaloni.
In quel momento la porta del GloryHole si aprì e … mi prese un colpo.
La biondina si affacciò sulla porta...sorrideva guardando il cazzo dell'uomo al mio fianco, soddisfatta del lavoro compiuto mentre lui contraccambiava "...cazzo sei stata fantastica…"
Fu come se un fulmine mi stesse attraversando il cervello.
La donna al di là del mio buco pompava all'impazzata. Succhiava da dea. Mai provato nulla di simile nella mia onorata carriera di puttaniere.
"NO no no...!!!" dicevo dentro di me mentre sentivo l'orgasmo arrivare inarrestabile.
Toc toc toc… "no no no…" Toc toc toc… picchiettavo all'impazzata… combattuto fra il desiderio di scaricare i mio nettare in quella bocca meravigliosa e ritrarmi dal buco.
Toc toc toc… toc toc toc… "no no no… continuavo a ripetermi… almeno non farti sborrare in bocca…" continuavo a ripetermi mentre non osavo proferire il suo nome nemmeno cl pensiero.
Iniziai a godere e il cazzo a pulsare nel classico movimento che precede di alcuni secondi lo schizzo.
La ragazza all'interno lo aveva capito perché all'improvviso smise di pompare e iniziò a fare uscire il cazzo dalla bocca mentre lo segava.
"Meno male pensai mentre sentivo i primi schizzi iniziare ad uscire…"
Ma le cose non stavano come pensavo.
Percepivo chiaramente la lingua della ragazza appoggiata sotto al glande.
Era chiaro. Teneva la bocca aperta mentre continuava a segare lentamente il cazzo che sborrava mentre lo teneva appoggiato sulla lingua.
Ero stravolto.
Non finivo più di sborrare.
Uno due tre schizzi…
Al quarto schizzo, non contenta, la ragazza fagocitò nuovamente il cazzo ricominciando a pompare mentre io continuavo a sborrare.
Si … lei… si stava facendo sborrare in bocca … da me.
Come se non bastasse, percepivo chiaramente il movimento della lingua e della bocca che agevolano la deglutizione. Stava ingoiando. Tutto.
Mentre l'orgasmo raggiungeva il suo culmine e ancor di più il senso di colpa, la porta del Glory si aprì e … uscì Erika.
Senza guardare verso la zona dei buchi si diresse sorridente e con aria soddisfatta lungo il corridoio.
"Meno male…"...pensai mentre mi gustavo appieno e senza remore almeno quegli ultimi secondi di immenso piacere dentro la bocca meravigliosa di una sconosciuta.




scritto il
2026-01-11
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