Il mattino, come una sorta di rituale

di
genere
confessioni


… a Paola, con dedica
Il bagno del mattino è come un’oasi di silenzio e luce. Sulla parete, il grande specchio illuminato a LED sembra un portale che invita a entrare, pronto a svelare misteri o rivelare ciò che resta nascosto. Sono nudo davanti allo specchio, a piedi nudi, con il corpo perfettamente tonico. Ma non è uno spettacolo per nessuno, bensì un silenzioso rituale mattutino per me stessa. Tutto è in equilibrio, eppure sento il desiderio di aggiungere alla note… semplicemente prendilo di nuovo, come la maggior parte delle mattine. La mia zona pubica, appena brasiliana depilata è liscia e delicata, come la pelle di un neonato, su cui la luce danza e si riflette. Prendo i miei nuovi string neri in pizzo e rete delicata, li lascio fermarsi tra le dita per un istante, prima di infilarli lentamente sulle gambe. Il tessuto stesso è etereo, quasi inesistente, eppure sembra consapevole del suo effetto misterioso. La pulizia del bagno e la luce luminosa si riflettono sul mio corpo nudo, mentre i miei string neri creano un contrasto quasi evidente – un istante in cui il giorno inizia, con il suo tocco consapevole su di me. Metto la mano nelle mutandine e le allontano delicatamente con il palmo dalla mia “zona pubica brasiliana”: si allungano leggermente tra le mie gambe, e il loro pizzo un po’ ruvido mi eccita. Il loro bordo inferiore si infila sempre più in profondità tra le mie grandi labra. Guardandomi nello specchio grande fino al pavimento, sembra che le mie grandi labbra esposte si appoggino ai lacci del perizoma, come su una sella, la cui superficie leggermente ruvida sfrega il mio clitoride ultra sensibile. Così il mio corpo e i miei sensi sono desti in un solo balzo. E ora comincio a tendere ancora di più le mie perizome, affinché scavino ancora più profondamente mio labbrainterstizio, tirandole come di redini attorno alla mia mano, sul cui dorso cavalco…La mia mente è pronta a lasciarsi andare a questo desiderio selvaggio, donando soddisfazione al mio corpo.
Poi, alle mie spalle, si ode il lieve scatto della serratura, che interrompe per un attimo questo mistero. Mio marito mi viene e mi prende da dietro per le spalle caldo, nudo, familiare… E io pensavo che lui dormisse ancora, come nostro figlio, il cane, l’intera casa! È una sensazione così sicura e calda. Non diciamo niente, non ce n’è bisogno: mi stringe soltanto, dolcemente, al mio collo. Allungo la mano dietro di me la schiena per prendergli i testicoli nel palmo, come segno di gratitudine, come a chiedere che esplodano dentro di me… Nonci vuole molto perché il mio desiderio per lui si trasmetta, come attraverso una circolazione sanguigna condivisa, come copula: davanti a noi, dallo specchio, ci fissano i miei capezzoli turgidi, mentre lui mi accarezza dolcemente il ventre, come se da lì dovesse presto nascere un nuovo bambino; i miei lunghi capelli sfiorano entrambi, grandi occhi ci osservano dallo specchio… Lui è veloce eretto, il mio braccio si strofina contro la sua testa grande, dura e liscia come il mio dildo di vetro…E me lo spinge dentro da dietro, senza fretta, senza dire una parola. Riempie strettamente il mio buco, tutta la mia anima e il mio corpo, che non sarebbero nulla senza di lui...Questo è davvero il coppia, come un presupposto, come un preludio, una promessa sospesa tra sussurri e attesa. Momento di copula, in cui il mondo si ferma per un istante e il tempo si densifica, un’azione mistico in cui le parole perdono senso e questa connessione comincia a parlare da sola.
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2026-01-02
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