Cena dal vicino
di
Lonewolf
genere
gay
vivo con i miei genitori in una villetta bifamiliare. Ho 22 anni e vivo qua da dieci anni, e in tutti questi hanno abbiamo visto andare e venire moltissimi vicini.
Quando ci siamo trasferiti c’era una vecchietta, che dopo poco ha deciso di andare ad abitare in una casa più piccola, dato che queste sono più adatte a famiglie. Poi è arrivata una coppia con due bambini piccoli, poi una signora che la usava come seconda casa per lei e i suoi figli adulti.
L’ultima famiglia è arrivata poche settimane fa. Due avvocati con un figlio, probabilmente mio coetaneo.
Quando sono arrivati guardavo dalla finestra della mia stanza mentre portavano gli scatoloni.
Il figlio, che poi ho scoperto chiamarsi Luca, aveva una canottiera bianca aderente, che lasciava vedere la forma dei pettorali scolpiti. Mentre guardavo mi sono eccitato a vedere come quelle sue braccia enormi riuscivano a portare tutta quella roba pesante.
Finalmente un bono come vicino, ho pensato.
Il mio entusiasmo si è placato leggermente da quando ha iniziato a non perdere occasione per ricordarmi quanto gli piace la figa. Ogni weekend la sua fidanzata passa la notte da lui.
Ho scoperto che la sua camera è dall’altra parte del muro della mia quando il primo weekend sono stato svegliato dal rumore del suo letto che cigolava e sbatteva sul muro mentre lui si sbatteva la sua tipa.
Non nego che quando mi sono svegliato poi ho iniziato a toccarmi mente sentivo loro due scopare come conigli. Riuscivo a sentirli ansimare. La prima volta è stato eccitante ma dopo un po’ ho iniziato a stufarmi di essere svegliato dal mio vicino che si faceva la sua tipa, anche se avrei voluto essere al posto della tipa.
Non nego che ho iniziato a odiarlo un po’, è così diverso da me e sembrava così etero, non so se mi capite. Non lo sentivo ansimare solo durante il sesso con la fidanzata, ma anche il pomeriggio, quando prendeva a pugni il sacco da box che hanno messo in giardino. (però devo ammettere che spesso l’ho guadato dalla finestra e mi sono eccitato a vederlo allenarsi a torso nudo tutto sudato.
I momenti in cui lo odio di più sono quando invita i suoi amici e guardano le partite di calcio o giocano alla playstation, e devo sentirli urlare come delle scimmie.
Io sono molto diverso ovviamente. È un po’ buffo pensare a due ragazzi così diversi che hanno praticamente le camere attaccate: un ragazzo palestrato che passa il tempo ad allenarsi, scopare e fare il cretino con i suoi amici, e un twink ricciolino con gli occhiali che legge libri, fa yoga e guarda netflix. Ovviamente anche io ho degli amici, diversi dai suoi.
Stanotte i suoi genitori partono per il Trentino, e hanno deciso di invitarci a cena, per conoscerci meglio, darci le chiavi di casa in caso dovesse succedere qualcosa, e soprattutto farci conoscere Luca, dato che rimarrà solo. È un adulto, penso che riesca a badare a sé stesso senza che io o i miei gli facciamo da babysitter, ma sapere di avere dei vicini presenti in caso di necessità può essere utile immagino.
Uscito dalla doccia, mi vesto, un paio di jeans e una camicia bianca, non troppo stretta, a cui arriccio le maniche.
Scendo giù e aspetto che i miei siano pronti.
Dopo dieci minuti, siamo dai nostri vicini.
A cena, io sono accanto a Luca, i miei genitori sono uno accanto all’altro davanti a noi, e i suoi genitori sono capotavola (il padre a un’estremità e la madre all’altra).
Luca indossa dei pantaloni da tuta grigi e una maglietta nera aderente, e porta una catenina al collo.
Stiamo abbastanza stretti e i nostri ginocchi si toccano. Durante la cena non parliamo molto, sono i nostri genitori a parlare. Mia madre come solito si mette a spettegolare con la madre di Luca sulle persone che abitavano prima in quella casa.
I padri parlano di cose noiose quindi non ascolto. Inizio a sbirciare cosa sta facendo Luca al telefono e sta chattando con la sua ragazza. Le dice che da stanotte ha la casa libera e che ha voglia di scopare. Lei non risponde subito. Dopo qualche minuto, gli arriva un messaggio, in cui lei dice che stasera non può venire. Lui cerca di convincerla, dicendo che ha troppa voglia e devono approfittarne dato che hanno la casa libera, ma lei ribadisce che non può. Lui allora non insiste.
Luca appoggia il telefono sul tavolo e si stira. Inizio a sentire caldo. Poi si appoggia le mani sulle gambe e inizia a grattarsi il pacco. Non sono riuscito a trattenermi e guardo per un attimo, facendo finta di grattarmi il collo. Ce l’aveva duro. Distolgo lo sguardo.
Faccio finta di niente e provo a pensare ad altro.
A un certo punto, dal nulla mi appoggia una mano sulla spalla e mi chiede se ho voglia di giocare un po’ alla playstation, dato che ci stavamo annoiando.
Io accetto e ci alziamo per andare al piano superiore, nella sua stanza.
Appena entro e vedo il letto non riesco a non pensare che è proprio lì che scopa la sua tipa quando di notte mi svegliano.
Ci mettiamo seduti sul letto e iniziamo a giocare a un videogioco di combattimento.
Non parliamo molto. Quando mi rivolge la parola, la maggior parte delle volte è per offendermi, perché sono sorprendentemente bravo a giocare. Tra le offese ci tiriamo qualche spallata e ridiamo. La cosa mi sta iniziando a piacere. Mi piace come riesco a farlo incazzare.
“Ragazziiiii” è la madre di Luca che ci chiama.
Mettiamo in pausa il gioco e scendiamo.
“Luca, io e papa siamo pronti per partire. Anche loro – indicando i miei genitori – se ne stanno andando. Saluta.” Luca saluta i miei genitori e poi aggiunge “ve lo rubo ancora per un po’, siamo nel mezzo di una partita”. Dopo aver salutato i nostri genitori siamo torniamo su.
Luca si lancia sul letto e rimane un po’ steso, a pancia in su, con la maglietta leggermente alzata che scopre gli addominali e una leggera scia di peli che sparisce nei suoi pantaloni. in quella posizione il suo pacco è impressionante. Mi siedo accanto a lui.
“Hai la casa tutta per te adesso eh. Immagino che ti divertirai un botto con la tua fidanzata” gli dico io.
Lui si alza e si dirige verso il bagno mentre risponde: “se potesse, me la scoperei per tutta la casa, ma la stronza stasera non può”. Adesso sta pisciando. Io mi sdraio sul letto, a pancia in giù, giocherello con il telecomando, e poi dico: “Peccato. Immagino tu sia arrapato solo all’idea”. Non so costa sto pensando di fare.
Sento tirare lo sciacquone, ma non risponde. Forse non mi ha sentito? Forse è stata una cosa inappropriata da dire? A un tratto lo sento camminare, e dopo un secondo si butta su di me. Si sdraia letteralmente su di me, il suo pacco è sul mio culo, e inizia a strusciarsi.
“non sai quanto… senti” mi fa.
Mi sta facendo godere, ma non voglio farglielo capire. Magari è una cosa che fa per scherzo anche con quei cretini dei suoi amici. “ma che fai!!” gli dico ridendo. Lui mi stringe il braccio intorno al collo, mentre continua a strusciare il pacco sul mio culo, si avvicina all’orecchio e dice: “dai non fare il santo, lo vedo come mi guardi dalla finestra. Scommetto che quando io e la mia ragazza scopiamo, ti svegli e ti seghi, dì la verità”.Io rido, mentre penso a come rispondere. Però ho capito che non sta scherzando.
Rispondo: “comunque con i jeans che ho, in realtà non riesco a sentire molto bene quanto sei arrapato”.
“togliteli” mi sussurra all’orecchio prima di leccarmelo.
Io li sbottono, ma è lui che me li sfila con forza prima che possa farlo io.
In un batter d’occhio è di nuovo sopra di me che si struscia sul mio culo. Iniziamo ad ansimare e ridacchiare. Poi sento il peso del suo corpo togliersi da sopra di me, mi sculaccia, io lascio andare un urletto. Poi inizia a palparmi il culo. “madonna che culo” mi dice. Ha ragione, sono magro ma ho un culo sodissimo. Si toglie i pantaloni e rinizia a strusciarsi su di me in mutande. A un certo punto mi mette la mano nelle mutande e inizia palparmi. “mi fa impazzire”. Io inizio a muovere il culo, a spingerlo verso di lui. Ci stiamo strusciando sempre più velocemente. Lui si alza e mi mette a pecora. Inizia a simulare un rapporto così. Mi prende per il colletto della camicia, che così mi stringe il collo, strozzandomi un po’. Lo fa impazzire.
Poi a un certo punto cambia posizione.
Si mette seduto, con la schiena appoggiata allo schienale del letto. “Cavalcami” mi dice. Così mi siedo su di lui e inizio a strusciarmi, spingendomi avanti e indietro sul suo cazzo. Lui mi stringe il culo ogni tanto me lo sculaccia. Gli piace sentirmi gemere. Sono sempre più spinto. Vado più veloce, gli prendo una mano e mi infilo tre dita in bocca. Poi lui mi afferra il collo, poi di nuovo il culo. Io mi chino su di lui e inizio a baciargli il collo, mentre ansima sempre più forte.
“Scopami” gli sussurro. Lui mi guarda negli occhi e mi strappa in due le mutande sul dietro.
Si sputa sulla mano e poi mi infila due dita nel culo. I nostri sguardi sono legati. Continuiamo a guardarci mentre lui, con la mano ibera, apre il cassetto del comodino e prende un preservativo. I nostri sguardi sono legati. Continuiamo a guardarci mentre lui, in tre secondi si mette il preservativo. Mi sbatte il cazzo sulle chiappe e inizia a strusciarlo. È lungo. Soprattutto è largo.
Iniziamo a scopare, lo cavalco. Siamo fuori controllo. Mentre lo cavalco mi stringe il collo. Dopo poco mi sposta. Sono completamente nelle sue mani. Inizia a incularmi a pecora. Stiamo entrambi godendo come matti. Si china su di me. “Sfondami” gli dico. Inizia ad andare più forte, mi prende per i capelli. Avvicina la mia testa alla sua. Io sto gemendo come una cagna. Mi sputa in bocca e poi mi infila la lingua in bocca mentre continua a sfondarmi il culo.
Dopo poco mi gira, supino, e inizia a scoparmi così, mettendo i miei piedi sopra le sue spalle.
Si toglie la maglietta. Io inizio a sbottonarmi la camicia, ma lui mi interrompe e me la strappa. Si china, iniziamo a baciarci. Ci stringiamo l’uno all’altro mentre continua a trivellarmi.
Il preservativo si rompe. “cazzo” dico. “shhhh, non mi interessa”. Lui toglie il cazzo da dentro di me. Si toglie il preservativo. Praticamente è la prima volta che gli vedo il cazzo, a nudo.
Non mi trattengo. Lo spingo. Lui scende dal letto. Lo sbatto al muro e mi metto in ginocchio, pronto per pregare il mio dio. Gli prendo il cazzo in bocca, inizio a succhiare mentre lo guardo fisso negli occhi. In un istante mi tiene ferma la testa e inizia a scoparmi la bocca. Inizio a lacrimare mentre dagli angoli della bocca cola la mia lava, mescolata con il suo precum.
Lui vuole mettermelo dentro di nuovo. Mi alza velocemente, mi bacia. Poi mi sbatte al muro. La mia faccia è attaccata alla parete mentre lui si struscia sulla mia schiena. Mi toglie i brandelli delle mutande che mi sono rimasti, e affonda la sua faccia nel mio buco. Inizia a leccare mentre le sue mani vagano, mi palpano il culo, mi segano il cazzo. Poi si mette in piedi. Mi sbatte al muro e inizia a sfondarmi. Urliamo. Vorrei che non finisse mai. “vienimi dentro” lo supplico. “si, ti voglio riempire”. “si”. “si”. “si”. “si”. Il ritmo accelera sempre di più. Preme il suo petto sulla mia schiena e mi stringe a se. Va sempre più veloce, ansima sempre più forte, e io godo sempre di più. Sento un fiotto caldo riempirmi, poi un altro, poi un altro. Lui si adagia su di me. Siamo sfatti, sudati, completamente sfiniti. È ancora dentro di me. Mi ha riempito. Dallo specchio vedo lo sperma colare tra le nostre gambe. Potessimo rimanere così per sempre.
Quando ci siamo trasferiti c’era una vecchietta, che dopo poco ha deciso di andare ad abitare in una casa più piccola, dato che queste sono più adatte a famiglie. Poi è arrivata una coppia con due bambini piccoli, poi una signora che la usava come seconda casa per lei e i suoi figli adulti.
L’ultima famiglia è arrivata poche settimane fa. Due avvocati con un figlio, probabilmente mio coetaneo.
Quando sono arrivati guardavo dalla finestra della mia stanza mentre portavano gli scatoloni.
Il figlio, che poi ho scoperto chiamarsi Luca, aveva una canottiera bianca aderente, che lasciava vedere la forma dei pettorali scolpiti. Mentre guardavo mi sono eccitato a vedere come quelle sue braccia enormi riuscivano a portare tutta quella roba pesante.
Finalmente un bono come vicino, ho pensato.
Il mio entusiasmo si è placato leggermente da quando ha iniziato a non perdere occasione per ricordarmi quanto gli piace la figa. Ogni weekend la sua fidanzata passa la notte da lui.
Ho scoperto che la sua camera è dall’altra parte del muro della mia quando il primo weekend sono stato svegliato dal rumore del suo letto che cigolava e sbatteva sul muro mentre lui si sbatteva la sua tipa.
Non nego che quando mi sono svegliato poi ho iniziato a toccarmi mente sentivo loro due scopare come conigli. Riuscivo a sentirli ansimare. La prima volta è stato eccitante ma dopo un po’ ho iniziato a stufarmi di essere svegliato dal mio vicino che si faceva la sua tipa, anche se avrei voluto essere al posto della tipa.
Non nego che ho iniziato a odiarlo un po’, è così diverso da me e sembrava così etero, non so se mi capite. Non lo sentivo ansimare solo durante il sesso con la fidanzata, ma anche il pomeriggio, quando prendeva a pugni il sacco da box che hanno messo in giardino. (però devo ammettere che spesso l’ho guadato dalla finestra e mi sono eccitato a vederlo allenarsi a torso nudo tutto sudato.
I momenti in cui lo odio di più sono quando invita i suoi amici e guardano le partite di calcio o giocano alla playstation, e devo sentirli urlare come delle scimmie.
Io sono molto diverso ovviamente. È un po’ buffo pensare a due ragazzi così diversi che hanno praticamente le camere attaccate: un ragazzo palestrato che passa il tempo ad allenarsi, scopare e fare il cretino con i suoi amici, e un twink ricciolino con gli occhiali che legge libri, fa yoga e guarda netflix. Ovviamente anche io ho degli amici, diversi dai suoi.
Stanotte i suoi genitori partono per il Trentino, e hanno deciso di invitarci a cena, per conoscerci meglio, darci le chiavi di casa in caso dovesse succedere qualcosa, e soprattutto farci conoscere Luca, dato che rimarrà solo. È un adulto, penso che riesca a badare a sé stesso senza che io o i miei gli facciamo da babysitter, ma sapere di avere dei vicini presenti in caso di necessità può essere utile immagino.
Uscito dalla doccia, mi vesto, un paio di jeans e una camicia bianca, non troppo stretta, a cui arriccio le maniche.
Scendo giù e aspetto che i miei siano pronti.
Dopo dieci minuti, siamo dai nostri vicini.
A cena, io sono accanto a Luca, i miei genitori sono uno accanto all’altro davanti a noi, e i suoi genitori sono capotavola (il padre a un’estremità e la madre all’altra).
Luca indossa dei pantaloni da tuta grigi e una maglietta nera aderente, e porta una catenina al collo.
Stiamo abbastanza stretti e i nostri ginocchi si toccano. Durante la cena non parliamo molto, sono i nostri genitori a parlare. Mia madre come solito si mette a spettegolare con la madre di Luca sulle persone che abitavano prima in quella casa.
I padri parlano di cose noiose quindi non ascolto. Inizio a sbirciare cosa sta facendo Luca al telefono e sta chattando con la sua ragazza. Le dice che da stanotte ha la casa libera e che ha voglia di scopare. Lei non risponde subito. Dopo qualche minuto, gli arriva un messaggio, in cui lei dice che stasera non può venire. Lui cerca di convincerla, dicendo che ha troppa voglia e devono approfittarne dato che hanno la casa libera, ma lei ribadisce che non può. Lui allora non insiste.
Luca appoggia il telefono sul tavolo e si stira. Inizio a sentire caldo. Poi si appoggia le mani sulle gambe e inizia a grattarsi il pacco. Non sono riuscito a trattenermi e guardo per un attimo, facendo finta di grattarmi il collo. Ce l’aveva duro. Distolgo lo sguardo.
Faccio finta di niente e provo a pensare ad altro.
A un certo punto, dal nulla mi appoggia una mano sulla spalla e mi chiede se ho voglia di giocare un po’ alla playstation, dato che ci stavamo annoiando.
Io accetto e ci alziamo per andare al piano superiore, nella sua stanza.
Appena entro e vedo il letto non riesco a non pensare che è proprio lì che scopa la sua tipa quando di notte mi svegliano.
Ci mettiamo seduti sul letto e iniziamo a giocare a un videogioco di combattimento.
Non parliamo molto. Quando mi rivolge la parola, la maggior parte delle volte è per offendermi, perché sono sorprendentemente bravo a giocare. Tra le offese ci tiriamo qualche spallata e ridiamo. La cosa mi sta iniziando a piacere. Mi piace come riesco a farlo incazzare.
“Ragazziiiii” è la madre di Luca che ci chiama.
Mettiamo in pausa il gioco e scendiamo.
“Luca, io e papa siamo pronti per partire. Anche loro – indicando i miei genitori – se ne stanno andando. Saluta.” Luca saluta i miei genitori e poi aggiunge “ve lo rubo ancora per un po’, siamo nel mezzo di una partita”. Dopo aver salutato i nostri genitori siamo torniamo su.
Luca si lancia sul letto e rimane un po’ steso, a pancia in su, con la maglietta leggermente alzata che scopre gli addominali e una leggera scia di peli che sparisce nei suoi pantaloni. in quella posizione il suo pacco è impressionante. Mi siedo accanto a lui.
“Hai la casa tutta per te adesso eh. Immagino che ti divertirai un botto con la tua fidanzata” gli dico io.
Lui si alza e si dirige verso il bagno mentre risponde: “se potesse, me la scoperei per tutta la casa, ma la stronza stasera non può”. Adesso sta pisciando. Io mi sdraio sul letto, a pancia in giù, giocherello con il telecomando, e poi dico: “Peccato. Immagino tu sia arrapato solo all’idea”. Non so costa sto pensando di fare.
Sento tirare lo sciacquone, ma non risponde. Forse non mi ha sentito? Forse è stata una cosa inappropriata da dire? A un tratto lo sento camminare, e dopo un secondo si butta su di me. Si sdraia letteralmente su di me, il suo pacco è sul mio culo, e inizia a strusciarsi.
“non sai quanto… senti” mi fa.
Mi sta facendo godere, ma non voglio farglielo capire. Magari è una cosa che fa per scherzo anche con quei cretini dei suoi amici. “ma che fai!!” gli dico ridendo. Lui mi stringe il braccio intorno al collo, mentre continua a strusciare il pacco sul mio culo, si avvicina all’orecchio e dice: “dai non fare il santo, lo vedo come mi guardi dalla finestra. Scommetto che quando io e la mia ragazza scopiamo, ti svegli e ti seghi, dì la verità”.Io rido, mentre penso a come rispondere. Però ho capito che non sta scherzando.
Rispondo: “comunque con i jeans che ho, in realtà non riesco a sentire molto bene quanto sei arrapato”.
“togliteli” mi sussurra all’orecchio prima di leccarmelo.
Io li sbottono, ma è lui che me li sfila con forza prima che possa farlo io.
In un batter d’occhio è di nuovo sopra di me che si struscia sul mio culo. Iniziamo ad ansimare e ridacchiare. Poi sento il peso del suo corpo togliersi da sopra di me, mi sculaccia, io lascio andare un urletto. Poi inizia a palparmi il culo. “madonna che culo” mi dice. Ha ragione, sono magro ma ho un culo sodissimo. Si toglie i pantaloni e rinizia a strusciarsi su di me in mutande. A un certo punto mi mette la mano nelle mutande e inizia palparmi. “mi fa impazzire”. Io inizio a muovere il culo, a spingerlo verso di lui. Ci stiamo strusciando sempre più velocemente. Lui si alza e mi mette a pecora. Inizia a simulare un rapporto così. Mi prende per il colletto della camicia, che così mi stringe il collo, strozzandomi un po’. Lo fa impazzire.
Poi a un certo punto cambia posizione.
Si mette seduto, con la schiena appoggiata allo schienale del letto. “Cavalcami” mi dice. Così mi siedo su di lui e inizio a strusciarmi, spingendomi avanti e indietro sul suo cazzo. Lui mi stringe il culo ogni tanto me lo sculaccia. Gli piace sentirmi gemere. Sono sempre più spinto. Vado più veloce, gli prendo una mano e mi infilo tre dita in bocca. Poi lui mi afferra il collo, poi di nuovo il culo. Io mi chino su di lui e inizio a baciargli il collo, mentre ansima sempre più forte.
“Scopami” gli sussurro. Lui mi guarda negli occhi e mi strappa in due le mutande sul dietro.
Si sputa sulla mano e poi mi infila due dita nel culo. I nostri sguardi sono legati. Continuiamo a guardarci mentre lui, con la mano ibera, apre il cassetto del comodino e prende un preservativo. I nostri sguardi sono legati. Continuiamo a guardarci mentre lui, in tre secondi si mette il preservativo. Mi sbatte il cazzo sulle chiappe e inizia a strusciarlo. È lungo. Soprattutto è largo.
Iniziamo a scopare, lo cavalco. Siamo fuori controllo. Mentre lo cavalco mi stringe il collo. Dopo poco mi sposta. Sono completamente nelle sue mani. Inizia a incularmi a pecora. Stiamo entrambi godendo come matti. Si china su di me. “Sfondami” gli dico. Inizia ad andare più forte, mi prende per i capelli. Avvicina la mia testa alla sua. Io sto gemendo come una cagna. Mi sputa in bocca e poi mi infila la lingua in bocca mentre continua a sfondarmi il culo.
Dopo poco mi gira, supino, e inizia a scoparmi così, mettendo i miei piedi sopra le sue spalle.
Si toglie la maglietta. Io inizio a sbottonarmi la camicia, ma lui mi interrompe e me la strappa. Si china, iniziamo a baciarci. Ci stringiamo l’uno all’altro mentre continua a trivellarmi.
Il preservativo si rompe. “cazzo” dico. “shhhh, non mi interessa”. Lui toglie il cazzo da dentro di me. Si toglie il preservativo. Praticamente è la prima volta che gli vedo il cazzo, a nudo.
Non mi trattengo. Lo spingo. Lui scende dal letto. Lo sbatto al muro e mi metto in ginocchio, pronto per pregare il mio dio. Gli prendo il cazzo in bocca, inizio a succhiare mentre lo guardo fisso negli occhi. In un istante mi tiene ferma la testa e inizia a scoparmi la bocca. Inizio a lacrimare mentre dagli angoli della bocca cola la mia lava, mescolata con il suo precum.
Lui vuole mettermelo dentro di nuovo. Mi alza velocemente, mi bacia. Poi mi sbatte al muro. La mia faccia è attaccata alla parete mentre lui si struscia sulla mia schiena. Mi toglie i brandelli delle mutande che mi sono rimasti, e affonda la sua faccia nel mio buco. Inizia a leccare mentre le sue mani vagano, mi palpano il culo, mi segano il cazzo. Poi si mette in piedi. Mi sbatte al muro e inizia a sfondarmi. Urliamo. Vorrei che non finisse mai. “vienimi dentro” lo supplico. “si, ti voglio riempire”. “si”. “si”. “si”. “si”. Il ritmo accelera sempre di più. Preme il suo petto sulla mia schiena e mi stringe a se. Va sempre più veloce, ansima sempre più forte, e io godo sempre di più. Sento un fiotto caldo riempirmi, poi un altro, poi un altro. Lui si adagia su di me. Siamo sfatti, sudati, completamente sfiniti. È ancora dentro di me. Mi ha riempito. Dallo specchio vedo lo sperma colare tra le nostre gambe. Potessimo rimanere così per sempre.
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