In macchina con la ragazza di un mio amico

Scritto da , il 2022-11-06, genere feticismo

Piccola premessa: tutti i nomi che userò per questo racconto sono nomi inventati.
Ciao mi chiamo Luigi, ho 19 anni e sono qui per raccontare un episodio realmente accaduto un paio di giorni fa che vede protagonisti me e Silvia la ragazza di Mario uno dei miei più cari amici.
Da un po’ di tempo a questa parte, di tanto in tanto, il nostro gruppo di amici si riunisce a casa di Mario dopo il lavoro per passare un po’ di tempo insieme, bere qualche birra e cazzeggiare. Da quando queste serate sono diventate più frequenti Mario mi chiede il favore di poter prendere la sua ragazza a casa e poi lasciarla quando la serata finiva dato che abito a 5 minuti da casa sua, io ovviamente accettai anche se inizialmente non c’era tanta confidenza tra noi due. col passare del tempo però si è creato un rapporto quasi da amici, dico quasi perché essenzialmente se non ci si organizza insieme agli altri e di conseguenza anche col suo ragazzo noi non ci vediamo e non parliamo molto spesso via messaggi, comunque adesso in macchina durante il tragitto parliamo tranquillamente, ultimamente quando vado a prenderla le faccio scegliere la musica e cantiamo insieme, insomma si è creato un bel legame. Mercoledì sera, un giorno come un altro a lavoro, non vedo l’ora di tornare a casa, al solito orario arriva il messaggio sul gruppo per organizzare la serata e si decide di andare a casa di Mario. Finisce il turno, torno a casa e alle 22:30 sono già sotto casa di Silvia
L: Silvii, sono qui sotto puoi scendere
S: Arrivoo
5 minuti dopo la vedo scendere. Lei una bellissima ragazza, alta 1.60, mora, occhi da cerbiatta, bel seno non troppo grande e un bel culetto all’insù, ammetto che ho sempre pensato che Mario fosse veramente fortunato ad averla come ragazza. Quella sera indossava un maglione bianco, una gonna nera, un paio di stivali lunghi fino alla ginocchia e delle calze nere sotto, era un piacere solo a guardarla.
Sale in macchina, parliamo, scherziamo, cantiamo. Solita prassi insomma, niente di particolare o strano per tutto il tragitto. Finita la serata salutiamo tutti e ci dirigiamo verso la macchina, notiamo intanto che stava cominciando a piovere.
L: Cazzo ho il telefono scarico, il tuo è carico?
S: No, ho scordato di caricarlo oggi
L: Niente canzoni per il ritorno allora ahah
S: Fa niente ahah, puoi dirmi prima di partire come si tira indietro il sedile? Vorrei distendere un po’ le gambe
L: Aspetta faccio io
S: Perfetto, grazie
Partiamo per casa e per i primi 5 minuti nessuno dei due ha detto niente, pensavo fosse stanca e che volesse dormire quindi non ho iniziato nessun discorso, fino a quando…
S: Questi stivali mi stanno uccidendo
L: Ahah come mai? Sono scomodi?
S: No, li ho presi un po’ di tempo fa su internet solo che li ho presi una misura più piccola, inizialmente pensavo andassero bene ma non è così, ora mi sembra un peccato buttarli
L: Hai seriamente passato una serata a soffrire in silenzio perché ti sembrava un peccato non usarli? Ahah
S: Perché ridi? Mi stanno benissimo e ne vale la pena
L: Dici che ne vale la pena? Penso che se fossi veramente convinta di ciò non ti lamenteresti ahah
S: Simpatico, ho solo detto che mi fanno male i piedi tutto qui ahah
L: Come dici tu ahah
S: Mamma mia sta venendo giù il diluvio universale, dimmi che hai un ombrello in macchina ti prego
L: Mi sa proprio di no
S: Vuol dire che mi farò il bagno ahah
L: Non potresti semplicemente aspettare 5 minuti? Smetterà prima o poi
S: Vediamo com’è la situazione sotto casa mia poi si vede
Arriviamo dopo poco sotto casa sua e la situazione non era migliorata anzi era anche peggiorata
L: Direi che puoi restare qui ad aspettare
S: Non c’è bisogno, faccio una corsetta anche se mi bagno non succede nulla
L: Io dico che ti fai il bagno prima di arrivare al portoncino, aspetta 5 minuti e fammi compagnia tanto io sono praticamente a casa e non ho voglia di bagnarmi
S: Veramente, poi ho bisogno di levare questi stivali che mi stanno uccidendo
L: Perché non li hai levati da Mario? Almeno potevi farti fare anche un massaggio ahah
S: Si come se lui me lo avesse fatto, glieli chiedo in continuazione ma non me li vuole fare
L: Ahah immagino conoscendolo, se non fosse strano te li farei io
S: Perché strano?
L: Non sarebbe strano?
S: Neanche troppo ahah
L: Allora facciamo così io ti faccio un massaggio ma tu aspetti con me che si calmi un po’ la pioggia così non ci bagniamo
S: Si può fare
Dopo quelle parole vedo che abbassa la mano verso gli stivali, tira giù le zip e sfila tutti e due gli stivali, prima il sinistro poggiando il piede sul sedile e poi una volta sfilato il destro si gira verso di me e li poggia sulle mie gambe. Un piedino veramente stupendo, anche se velato dalle calze nere riuscivo a vedere le unghie smaltate di nero, piccolo penso un 36 o 37 al massimo. Comincio a massaggiarli, erano morbidissimi, caldi e leggermente umidi. Le uniche parole che riuscì a dire nei 5-10 minuti dopo sono state “va meglio?” Per il resto riuscivo solo ad annuire e sorridere come un ebete mentre lei parlava e mentre io massaggiavo.
Passato quei minuti la pioggia si era calmata notevolmente, lei ha colto l’occasione per rimettere gli stivali e correre a casa.
Non mi sento bene ad aver fatto una cosa del genere con la ragazza di un mio amico e forse anche per questo non mi sono spinto oltre però non posso negare di essermi fatto , una volta arrivato a casa, la miglior sega della mia vita pensando a quello che era successo pochi minuti prima.

Fine



Questo racconto di è stato letto 5 3 9 7 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.