Una sorella sottomessa 5 in Motel

Scritto da , il 2022-04-05, genere incesti

continuo la storia tra me e mia sorella Paola, l'invito è sempre lo stesso: leggette i capitoli precedenti e divertitevi anche a pensare se questa è una storia vera o frutto di fantasia.
Il pomeriggio al lavoro era interrotto da come potevo umiliare e sottomettere quella stronza di mia sorella Paola, ero già eccitato, si sa che i primi giorni di una storia di sesso o di amore siano i più intensi, ma cosi tanto non avrei mai pensato. Nemmeno quando ero ragazzo mi era capitato di essere cosi preso. L'esperienza dei 40 anni, ci ha portato ad arrivare al sodo e divertirci senza troppe menate.
il pomeriggio volò via e arrivarono le 18.30 ero gia sotto casa dei miei, non sarei salito in casa per non destare sospetti alcuno ai miei due genitori, Paola scese puntuale, entrò nel mio suv e rimase in attesa di un bacio, che non le diedi, anzi la insultai dicendole che non doveva mettersi quel rossetto e quel trucco leggero," scusa mio padrone! se non ti piaccio vado a truccarmi di nuovo!" le presi le labbra tra le dita e le strinsi forte dicendole: " Stronza adesso te le faccio diventare rosse io!!" Parti verso il motel che avevo in mente, nella strada regnava il silenzio, in macchina l'eccitazione era palpabile e il mio cazzo si era già gonfiato, iniziai a toccarle le gambe e infilai una mano sotto la gonna fino a toccarle il pelo, senti subito quanto era eccitata dalla quantità di liquidi che le colavano dalla figa. Raggiunsi le grandi labbra e le pizzicai con forza, tirandole anche i peli neri, tant'è che alcuni mi rimasero in mano strappati dalla forza usata, lei sussultò sul sedile ed emise uno dei suoi muguloii che indicavano dolore e piacere allo stesso tempo, tolsi subito la mano per darle uno schiaffo in faccia con l'ordine preciso di stare zitta e ferma! lei fece cenno con il capo di si. Mentre la guardavo vidi i capezzoli che spuntavano sotto la T shirt erano già duri e dritti, ne presi uno e lo girai come se fosse una manopola, giravo e tiravo tanto che lei fu obbligata a seguire i miei movimenti assecondando il movimento in avanti staccandosi dallo schienale. Altro movimento e altro schiaffo! " ho detto che non devi muoverti Troia! ", " Si mio padrone, scusa hai ragione sono una troia scema. " Ripresi a girare il capezzolo, e mentre lo tiravo sentivo un piacere salire dal cazzo verso lo stomaco, un brivido che mi coinvolgeva quasi dappertutto. Tornai a toccarle la passera e le infilai indice e medio dentro, con forza, con irruenza fino a quando la mia mano non si fermò contro le labbra calde e umide di quella fessa stupenda. Iniziai il movimento di andirivieni e lei stava godendo, lo sentivo dagli umori che aumentavano, mi fermai bruscamente e le misi le due dita in bocca cosi piene di succo di figa. " Lecca e pulisci per bene Zoccola" lasciai che mi succhiasse le dita fino a quando arrivammo alla reception del Motel. Consegnai i documenti e presi la chiave della camera, girai l'angolo dell'edifico con la macchina e mi infilai nel portichetto che copriva l'ingresso della camera. Quando discesi dalla macchina la vidi intenta a rialzare la gonna per agevolare la discesa dal mio Suv, quando fu a terra le dissi:" togliti tutto subito! spogliati! e mettiti sotto le telecamere, tanto lo so che sei troia e ti piace farti vedere dagli altri!" lei ebbe un attimo di esitazione, ma il mio schiaffo sul suo viso la convinse molto bene, si spogliò e rimase nuda sotto la telecamera. " saluta e strizzati le tette mentre guardi la telecamera." lo fece con naturalezza. Una volta aperta la porta della camera, entrai e le dissi di entrare a quattro zampe, mi seguì dentro, chiusi a chiave la porta e mi girai verso di lei: " Brutta schifosa sei proprio una sudicia cagna, ti piace farti vedere nuda e troia da tutti, meriti solo sberle e calci! " con un piede la rivoltai e la spinsi a terra lasciandola a pancia in su, lei pianse, fù l'umiliazione di essere usata, più che per il dolore o il freddo del pavimento a farla singhiozzare. " sono qui per ogni tuo ordine mio padrone, fammi quello che vuoi" mi tolsi le scarpe, le calze e i pantaloni, iniziai a passarle il mio piede su tutto il suo corpo, mi feci leccare il piede e poi accarezzai le sue tette e i suoi capezzoli, poi piano piano passai alla figa, la sensazione che provavo nel sentire il suo pelo sotto la pianta del piede era inebriante, avvicinai l'alluce alla spacca e lo inseri dentro, lei iniziò a gemere come una cagna, andai avanti cosi per qualche tempo, poi la presi e la portai in bagno dove avevo già aperto l'acqua della vasca per fare un bagno caldo. Entrai per primo e mi sdraiai, subito le ordinai " lavami tutto per bene! " prese la spugna, ma la fermai subito con uno strattone ai suoi capelli neri, " Con la tua Lingua, Stronza! " lei si abbassò e incomincio a passare la lingua ovunque, mi alzai e mi girai " Leccami il culo troia! " mi ero preparato ben bene per quella cosa e sentivo da come passava la sua lingua che il sapone al sapore di fragola aveva lasciato un sapore che le piaceva. La sua lingua calda e morbida mi aprì la porta del paradiso, iniziai a menarmelo piano piano, poi mi girai e le infilai il cazzo in bocca, fino in fondo, questa volta non ebbe il solito conato di vomito e allora spinsi ancora più a fondo e la trattenni con le mani dietro la sua nuca. Lei mi leccava tutto la sua lingua arrivava alle palle facendomi godere come non mai, dovetti davvero sforzarmi per trattenere dal venire, ma ero al limite. Estrassi il cazzo e la colpi sulle labbra con il dorso della mano, " troia devi metterci più passione! devi leccare meglio! Puttana!" non era vero non avevo mai provato un pompino tanto celestiale, ma non potevo dirglielo! Lo riprese in bocca e sentivo il suo piacere, lei era in estasi quando me lo leccava e succhiava come se fosse la cosa più buona al mondo. Aveva veramente la bocca d'oro, un'esperienza unica che condiva con le movenze da gatta in calore, con lo sguardo unico da puttana arrapata che ti conquistava. Dopo poco venni in bocca una gran quantità di sborra, lei la trattenne tutta in bocca e me la fece vedere per un attimo, prima di farla sparire deglutendo tutto, ne era colata una parte sul suo seno, la raccolse subito con le mani e inghiotti anche quella. Usci dalla vasca e ordinai a lei di entrare, iniziai a lavarla, piano piano, con delicatezza, poi arrivatto alla passera la masturbai dapprima con due dita, poi con tre e quattro, poi presi la bottiglietta di Shampo che c'era in motel e la bagnai nell'acqua prima di infilargliela dentro al suo culetto. Dopo che fu venuta per almeno due volte la feci uscire dall'acqua ma le ordinai di tenere la bottiglia nel culo. L'asciugai con cura per allungare il tempo di dilatazione del suo ano, arrivammo al letto e la buttai pancia sotto sul materasso. " Troia allarga le chiappe che ti sfondo!" avevo lubrificato il mio cazzo con l'olio che mi ero portato e una volta tolta la boccetta di shampoo, lo infilai senza nessun freno! un colpo solo, forte e deciso. Lei urlò per un attimo poi iniziò a muovere il bacino per prenderlo tutto fino in fondo. Le presi le braccia e tirandole indietro la sollevai mettendola a pecora, iniziai a pompare e a schiaffeggiarla sulle chiappe a più non posso, ad ogni pompata di cazzo aggiungevo una sberla forte sul suo culo, lei rispondeva con un tremito e un " Si Ancora, più forte" e io l'accontentavo aumentando il ritmo e le sferzate. Quando stava per arrivare al massimo del godimento mi sono fermato, ho estratto il cazzo e l'ho lasciato li, si è girata verso di me e le ho detto: " implorami di scoparti e farti godere!" lei mi guardò con lo sguardo della bambina a cui le hanno rubato il suo gioco preferito mentre ci stava ancora giocando; " Dai Nik non mi puoi lasciare così ti prego scopami come prima!" la presi a sberle sul culo e sulle tette, " Puttana tu mi devi chiamare Padrone!". "Scusa mio padrone ti prego fammi male ma scopami ti prego non ne posso più ne ho ancora voglia!", allora la misi a pancia in su sul letto e le chiesi a che cosa fosse disposta fare per avere il mio uccello nel culo. Mi rispose " quello che vuoi, ma ti prego finiscimi di scopare! " continuai chiedendole se fosse disposta a farsela leccare dalla sua amica Claudia, e che doveva aiutarmi a scoparla. " Si mio padrone me la farò leccare da quella stronza della Claudia, ma ti prego piantamelo nel culo." la presi con gli indici nella sua bocca, la feci alzare e la girai nuovamente, la misi a quattro zampe e infilai di colpo il cazzo nel culo che stava ancora pulsando e tremando di emozioni. Non mi contenni più e la sfondai di colpi di reni, le mie mani erano scese alle tette e ai capezzoli, li strizzai cosi forte da sentire male alle mani! ma la foga di spingerlo nel culo era tanta che nessuno dei due si fermò. Svuotai una sborrata nel culo e continuai ad avere contrazioni fino a quando le palle non mi bruciarono dal dolore. Lei era sfinita, respirava veloce e affannata, era sudata e si lamentava, ma erano lamenti di godimento estremo. " Grazie Padrone non ho mai goduto così tanto in vita mia! - Ti amo alla follia e fari di tutto per te!"
Ci sdraiammo sul lettone, nudi, accaldati, vicini l'un l'altro. Per un pò volli uscire dal gioco e tornai ad essere il fratello amorevole. " Paola, torna ad essere mia sorella per un pò le dissi!" se è quello che vuoi mi rispose, le chiesi come si sentiva e che cosa stava provando, lei rispose con un sorriso meraviglioso illuminato dai suoi occhi neri e profondi come il mare, sto bene, tanto bene, con te riesco ad essere donna veramente, a provare emozioni che nessuno fino ad ora mi ha mai fatto provare, il dolore fisico passa subito e lascia solo il piacere infinito e la voglia di continuare fino allo svenimento. " andrei avanti a fare l'amore fino a quando avrei fiato..." Quella frase mi risuonò come il miglior complimento che una donna può fare al suo uomo. Mi girai, salì sopra di lei fino a sentire le sue tette sul mio petto, la baciai di un'intensità e un trasporto unico, non poteva essere un bacio di sesso. Era un bacio di due innamorati che si sono cercati da una vita e che non avevano voglia di lasciarsi. A fatica ci separammo e lei mi disse "voglio regalarti il piacere di scopare Claudia e vederci insieme mentre scopriamo il mondo lesbico." volevo sapere se loro due fossero già state insieme, mi rispose di no, ma che ne avevano parlato e che qualche palpata di tette e di culo se l'erano data. Mi disse che Claudia amava il sesso quanto lei e che era una gran porca e secondo lei se presa nel verso giusto ci sarebbe stata. L'idea di vederle che se la leccavano mi mandò di nuovo in estasi e il mio cazzo crebbe nuovamente, " adesso Zitta Troia, ti scopo la figa e devi solo prenderlo!" la montai e la penetrai con facilità, la scopai un'altra volta e intanto che la pompavo usavo le sue tettone come volevo, le torcevo, le strizzavo, le succhiavo ma sopratutto le mordevo, in un attimo di foga incontrollata le diedi un morso tanto da lasciare il segno sulla sua tetta, Paola al posto di fermarmi mi strinse di più la nuca e la bocca si sigillò contro la sua tetta. Allora presi a mordere i suoi capezzoli, sentirli in bocca così lunghi e duri mi faceva eccitare a tal punto che non ci misi molto a venire nuovamente. Lei pur avendo goduto non era ancora soddisfatta, allora iniziai a sgrillettarla con la mano, le infilai prima il pollicie in figa, e con l'indice le passavo il clitoride. Il ritmo era forsennato, veloce e potente, ltoa stetta della mano avrebbe potuto strizzare uno straccio bagato ed asciugarlo completamente. lei si contorceva e urlava, iniziò a tremare e a muoversi sempre più veloce, io assecondavo i suoi movimenti e continuavo a smanettarla fino a quando non sentì un liquido caldo che usciva, sempre di più un fiotto intenso, ero riuscito a farla squirtare, era la prima volta che una donna mi inondova come lei.
Nel prossimo capitolo vi racconterò di come abbiamo provato a scopare Claudia.
speo che vi siate divertiti e se volete lasciare commenti o se le Donne in ascolto vogliono scrivermi... Nikmaster01@yandex.com

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