Il mio ragazzo porco

Scritto da , il 2021-09-14, genere etero

Mi presento: sono Silvia ho 30 anni e da circa un anno sono fidanzata con Luca. Prima di lui ero reduce da una lunga storia d'amore iniziata tra i banchi delle superiori con Federico, con cui ho avuto tutte le mie prime volte. Il sesso mi è sempre piaciuto ma per qualche motivo sono sempre stata un pò una suoretta, passatemi il termine. Non ho mai voluto osare troppo e soprattutto non gli ho mai concesso il culo, cosa che continuamente mi chiedeva. La nostra storia si è conclusa poco prima di conoscere Luca, a causa dei suoi continui tradimenti con la ragazze più giovani e disinibite. Lasciarci è stato molto doloroso, stavamo insieme da una vita e il pensiero di non ritrovare nessun'altro come lui mi uccideva.

Ormai convinta di voler rimanere sola per un pò ecco che comparve Luca, ragazzo alto, moro, occhi verdi e con un fisico ben definito di un anno più giovane di me. Mi rispose ad una storia instagram e tra una cosa e l'altra mi chiese di uscire a bere qualcosa. In quel periodo, causa covid, i bar erano ancora chiusi mi propose dunque di andare da lui vantandosi di saper fare dei moscowmule fenomenali. Lusingata dal suo invito decisi di accettare, dopotutto avevo ancora molto da offrire e quel ragazzo aveva un non so che di intrigante.

Arrivò la fatidica sera e mentirei se dicessi che non ero agitata. Ormai non mi ricordavo più come si facesse a prepararsi per un primo appuntamento. Per la serata decisi di indossare un maglioncino giallo, che lasciava intravedere la mia terza di seno, e un pantalone nervo aderente a zampa per accentuare il mio culetto sodo e rotondo. Non volevo fare la zoccola, ma nemmeno passare inosservata.

Una volta arrivata ci fu un'iniziale momento d'imbarazzo, spazzato via da vino rosso e moscow mule. Tra un bicchiere e l'altro ci ritrovammo a parlare sul divano del più e del meno. Eravamo abbastanza alticci, gli sguardi cominciavano a diventare complici e notai come sempre più spesso mi guardasse le labbra mentre parlavo. Devo dire che questo cominciò ad eccitarmi a tal punto da prendere la sua testa tra le mani e mettermi a baciarlo. Più audace di cosi.

A questo punto mi afferrò e mi fece sedere a calvacioni sulle sue ginocchia e le nostre lingue ripresero ad intrecciarsi come se si conoscessero da una vita.
Luca, nel frattempo, passo la mano sotto il mio maglioncino afferrandomi il seno in maniera decisa per poi scivolarci dentro con le dita. Cominciò così a stimolarmi il capezzolo prima in maniera delicata e lenta facendo dei movimenti circolari con l'indice per poi arrivare a contorcerlo tra le proprie dita fino a farlo diventare completamente turgido. Inutile dirlo, ormai avevo la vagina completamente fradicia. Ero completamente sua.

Ad un tratto smise di baciarmi, si spostò verso il mio orecchio con la bocca, continuando nel frattempo a stimolarmi il capezzolo, e mi disse "Ho troppa voglia di scoparti Silvia". Mentre lo disse prese la mia mano e l'appoggiò sul suo cazzo. Era marmoreo e sembrava pure enorme, più di quello di Federico.

Non ebbi nemmeno il tempo di rispondergli che mi prese, mi sollevò in piedi e mi fece piegare a novanta con le mani sul tavolo. Mi abbassò i pantaloni rimanendo solo con il mio tanga nero in pizzo. "Che culo favoloso, è da prima che volevo schiaffeggiarlo", mi diede uno schiaffo sul culo e caccia un gridolino di piacere misto dolore. Dopodichè mi scosto le mutandine ed entrò prima in vagina con un dito, poi con due, fino ad arrivare a tre e cominciò a masturbarmi "piccola, sei bagnatissima". Non fece nemmeno in tempo a finire la frase che tolse le dita da dentro di me e sentii al loro posto una grande cappella che si posizionò all'entrata della mia vagina.

Iniziò ad entrare lentamente, centimetro per centimetro, fino a farci entrare tutta la lunghezza. Se prima sembrava enorme, ora ne avevo la conferma. Aveva un diametro fantastico, mi riempiva alla perfezione. "senti come sei stretta li in fondo" cominciò una volta arrivato al limite della mia figa. Cominciò così a sbattermi, prima molto piano per poi aumentare sempre di più il ritmo e l'intensità. Cominciò a stantuffarmi con molta forza, "più piano" gli dissi, ma come non avesse sentito mi sbattè più forte sollevandomi una gamba sul tavolo in modo tale da sbattermelo ancora più in profondità. L'iniziale dolore cominciò a tramutarsi in piacere sempre più crescente.

Luca ormai sembrava un toro da monta instancabile. Mi prese e mi fece sedere sull'angolo della cucina, piedi sul granito del suo topper e boom me lo mise dentro anche senza aiutarsi con le mani. I nostri sguardi erano intensi, lo baciavo sul collo, lui mi mordeva le labbra mentre continuava a darmi dei colpi forti senza sosta. Ormai stavo per venire, ma lui sembrava ancora instancabile.

Cambiammo un'ultima volta posizione. Dall'angolo della cucina mi disse "tieniti forte" e ancora dentro di me mi prese e mi portò verso la camera da letto, sollevandomi e abbassandomi con le sue possenti braccia nel percorso verso l'ultima stanza. Arrivati al letto si sedette con la schiena alla testiera del letto dicendomi "ora tocca a te montarmi". Ormai ero sua, mi tolsi la maglia e il reggiseno rimanendo completamente nuda e mi fiondaio sul suo enorme cazzo che mi aspettare tutto duro e turgido.

lo presi tra le mani indirizzando la punta verso l'ingresso della mia vagina e facendolo scivolare piano inzialmente fino a che Luca non mi prese per i fianchi e mi spinse giù violentemente facendo entrare tutto il suo cazzo fino in fondo. Sussultai e comincia a muovermi, su e giù con fare sensuale e deciso inarcando la schiena in modo da sbattergli in faccia tutta la mia terza. Luca si vede che stava godendo, gemeva e affondava la testa tra i miei seni afferrandoli, leccandoli e mordicchiandoli. Persa da ritmo mi persi in un orgasmo intenso e lungo, era da secoli che non godevo in questa maniera. NEl vedermi contorcermi nemmeno Luca ce la fece più e si svuoto dentro di me con dei getti importanti, abbracciandomi e poi baciandomi.

Quella sera poi l'abbiamo rifatto altre 2 volte. Degli animali.



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