Le stanze di Elena-Prologo

Scritto da , il 2021-02-26, genere etero

-Non hai più una casa?-
-No...-
-E i tuoi genitori?-
Alzai le spalle, per nascondere in basso lo sguardo.
Gli occhi piccoli e lunghi della donna si avvicinarono ai miei, le sue dita ossute mi presero il mento, finchè non fui costretta a guardarla negli occhi.
-Signorina, qui non è permesso avere segreti.-
-Sono morti nell'incendio-
La donna si limitò ad alzare un angolo della bocca.
-Sei maggiorenne vero?-
Chiese squadrando la mia sudicia maglietta azzurra, che nascondeva due piccole protuberanze sul petto. Un accenno di seno che sembrava impallidire, di fronte al petto prosperoso della donna.
-Si- sussurrai con un filo di voce.
Lei alzò nuovamente l'angolo della bocca, una smorfia le distorse il viso facendolo apparire ancor più magro, pallido e scavato.
-Si dice Si SIGNORA ELENA!" gracchiò lei, prima di darmi le spalle e sparire dietro una tenda rossa.
Il mio stomaco si contrasse in un misto di disgusto e appetito; il dolore e la paura delle ultime ore, mi avevano fatto completamente dimenticare che non mangiavo nè bevevo nulla da ore.
La tenda rossa si mosse nuovamente, e mi ritrovai davanti una ragazza minuta, dai lunghissimi capelli neri che le cadevano addosso come una sciarpa di seta, ed occhi a mandorla come intagliati nella pelle.
-Sono May Lin, ma qui nessuno riesce a pronunciarlo. La signora mi fa chiamare Marlù, tu sei?-
-Sono un'orfana del grande incendio, le guardie mi hanno mandata qui perchè gli orfanotrofi sono tutti occupati e...-
Marlù emise uno sbuffo simile a un gemito, i suoi occhi si fecero ancora più sottili.
-Non ti ho chiesto nessuna di queste cose, mi devi dire il nome e se sei maggiorenne-
-Soledad, ho appena compiuto diciotto anni-
La ragazza inclinò il capo da un lato , come un animale incuriosito che osserva una preda particolarmente stupida.
-E gli orfanotrofi preferiscono i bambini vero? -
Non risposi, abbassando nuovamente il capo.
-Non fa nulla, almeno sei carina, però il tuo nome non va bene...-
-Il...il mio nome?-
-Si piccina, è triste e fa sentire confusi. Qui la gente ha bisogno di certezze, allegria, solarità.. Sole! Si, Sole andrà benissimo, con quei bei riccioli miele, potresti sembrare proprio un raggio di sole-
La risata che seguì mi parve quasi amara.
-Potresti..potreste, dare le mie referenze alla signora Elena?- Porsi alla donna un foglietto stropicciato , dai bordi inceneriti.
Lei non mosse neppure il braccio per prenderlo, anzi indietreggiò. Il suo sguardo divenne distante, come se desiderasse fuggire da qualcosa.
-Ti hanno detto che serviva una donna delle pulizie vero?-
-Io...-balbettai, stordita da quel cambio di tonalità
-Io veramente sono una Tata, ma so fare anche le faccende...-
La donna cambiò nuovamente sguardo, mi rivolse un sorriso quasi materno
-Si, certo che le sai fare piccola, lo so... Sei vergine?-
Sentì le guance avvampare, di un fuoco più caldo e crudele di quello di mille incendi.
La donna non attese una mia risposta, mi afferò per un braccio e mi portò al di là della tenda rossa.

-CONTINUA- Se vi è piaciuto fatemi sapere con un commento, così vado avanti ;D

Questo racconto di è stato letto 1 2 6 7 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.