La mia nuova famiglia 1

Scritto da , il 2021-01-28, genere incesti

LA MIA NUOVA FAMIGLIA 1 di Rosso Scrittore Eros
Appena saputo che ci sarebbe stato il look-down mi trasferii a vivere in collina vicino al mare, nella villa della mia compagna. Avendo lei una bellissima casa con piscina, immersa in un parco spettacolare non ci pensai due volte. E poi sarei stato in compagnia. Io mi presento sono Bruno ho 50 anni e sono un architetto, divorziato con una figlia di 18 anni, mentre la mia compagna Laura ha 44 anni essendo molto ricca di famiglia non ha bisogno di lavorare e passa il tempo fra shopping, estetiste, parrucchieri, saune e tutto quanto la vita ti può dare di effimero. Con lei ci siamo conosciuti su fb in un gruppo di donne e uomini molto disinibiti. Abbiamo chattato per qualche giorno e poi ci siamo incontrati. E’ stato un lampo, una saetta, è scattato subito il colpo di fulmine. Ci siamo trovati come se ci conoscessimo da sempre e soprattutto abbiamo trovato un’intesa mentale, dal punto di vista sessuale, clamorosa. Ci siamo confidati subito tutte le nostre perversioni, anche quelle più recondite, quelle più depravate, quelle che non si possono raccontare a nessuno. Abbiamo capito di essere molto simili, sempre alla ricerca del piacere assoluto. L’intesa perfetta ci ha portati a decidere di vivere insieme e di condividere tutto. Laura, non molto alta, ma bellissima: capelli a caschetto, visino dolce, nasino alla francese e con un corpo da farmi impazzire: terza di seno, un culo sporgente sodo e armonioso, una figa sempre depilata. Lei ha due figlie di 22 e 20 anni. La più grande Mara, una ragazza molto trasgressiva e decisa, dai costumi disinibiti, ha una bimba di 2 mesi avuta da uno dei suoi tanti rapporti occasionali. Mentre Giulia la più piccola, apparentemente trasandata, jeans e magliette strappate, capace di mettere in mostra il suo corpo sempre provocante fatto da un seno molto grande, e soprattutto da labbra che ti invitano ad infilarci il cazzo in ogni momento.
Comunque vi dicevo che mi ero trasferito da poco e costretto in quarantena a vivere con tre donne i mei ormoni erano sempre a mille. E si perché oltre alla mia compagna che mi sfiancava e mi proponeva sempre trasgressioni e depravazioni, tipo incontrare altre coppie, sedute di bondage, di bdsm o altro ancora, le due figlie giravano sempre per casa sempre mezze nude ed io davanti a quei corpi provocanti e giovanili avevo sempre il cazzo durissimo. Soprattutto quando si mettevano a prendere il sole a bordo piscina in topless, con dei tanga ultrasottili che non davano spazio all’immaginazione.
Una notte mentre io e la mia compagna stavamo toccandoci lascivamente, dopo aver scopato selvaggiamente fu lei ad introdurre l’argomento.
“quale delle mie due figlie ti piace di più ?”
Io per un momento rimasi spiazzato ma poi la mia indole depravata ebbe il sopravvento.
“veramente se vuoi proprio saperlo me le scoperei insieme.”
“Che porco che sei…insieme ? e aggiungeresti anche me ?”
“Assolutamente si…immaginarti in mezzo a loro…sai che sballo!!!”
“Maiale…depravato…porco…” e così dicendo iniziò a masturbare il mio cazzo che stava prendendo di nuovo vigore.
In quel momento immaginai la scena: io, la mia compagna e le due figlie. Mi prese una voglia bestiale. Girai Laura a novanta gradi e gli infilai subito il cazzo dentro, sbattendola forte, facendola urlare, sperando che le sue grida arrivassero alle sue figlie. Mi aveva provocato e adesso ne subiva le conseguenze.
“Siiii….sfondami porco….spingiiii….di piùùùù……mi fai impazzireee….”
“Sei una ninfomane…una grande troiaaaa….immagina adesso che le tue figlie ci ascoltino….sai come si stanno toccando le loro fighetteeeeee…..ahhaahaa….”
“Porco…maiale….ahhhhh…siii….che depravati che siamooooo”
“Siii lussuriosiii e depravatiii….cazzo sto per godereeeee….”
E spingevo fino all’utero il mio cazzo, spingevo forte, preso da una furia animalesca. “Lauraaaa…..sto per godereee…ma prima giurami che smetti di prendere la pillola…”
“ahhhh….perchè? perchèèè? Dimmelo…..dimmeloooo….”
“Voglio ingravidarti…..voglio metterti incintaaaaa….voglio che i tuoi seni siano pregni di latte….voglio succhiare, bere il tuo latte….voglio che diventi per sempre la mia cagna da montaaaa…..voglio una figlia da teeee….”
“ahaha…..si, siiiii…..cazzo siiii….vuoi una figlia…..che porco….ti conosco….proprio una figlia…immagini già l’incesto….porco incestuoso….siiiii…..smetterò di prendere la pillola….e ti allatterò….mi prosciugherai il mio latteeee….godooo….godoooo bastardooo…godooooo……”
Fu un momento bestiale, quella sera, quel momento, quell’attimo sancì il cambiamento totale della nostra vita. Si apriva la porta ed iniziava il cammino della depravazione totale che ci avrebbe portato a vivere situazioni veramente oltre ogni limite.
Il mattino dopo tutto fu diverso, gli sguardi che ci lanciavamo io e Laura ma anche l’atteggiamento delle figlie cambiò. Ne ebbi l’assaggio appena svegliato quando andai nella grande cucina per farmi un caffè. Indossavo solo un paio di boxer ed ero a petto nudo. Entrai e vi trovai Mara, di spalle, intenta anche lei a preparare la colazione. Indossava un pantaloncino elasticizzato bianco, senza nulla sotto, che esaltava il suo culo e poi una maglietta strettissima che lasciava parte della schiena scoperta. Ad un paio di metri notai la carrozzina con la bambina dentro. Appena mi sentì si girò solo con la testa sorridendomi e dicendomi: “buongiornoooo, uova, zabaglione o caffè ?”
Capii subito il riferimento allo zabaglione. Sicuramente ci aveva sentiti la notte mentre facevo sesso con la madre ed ora sfotteva, buttava l’amo. Ed allora mi prestai al gioco e risposi
“Veramente potresti prepararmi un grandioso zabaglione con due tazzine di caffè dentro ed anche un po' di panna che dici ? Ne avrei proprio bisogno, non sono proprio riuscito a dormire…chissà perché…aahhahaha”
Lei si fece una risata, dandomi sempre le spalle.
“Ai suoi ordini Comandante!”
Mi sedetti e continuai a guardarla mentre preparava la colazione. Guardavo il suo culo, lo spacco in mezzo alle gambe, guardavo la sua schiena, i suoi capelli ed allora inizia a toccarmi il cazzo, lentamente. Lei ci mise poco poi portò tutto a tavola. Eravamo l’uno di fronte all’altro e mentre sorseggiavamo dalle nostre tazze ci ritrovammo a guardarci negli occhi. Io fissandola e lei guardandomi sorridendo maliziosamente. Per qualche minuto rimanemmo senza parlare, solo fissandoci. Poi lei appena finito di bere e mangiare un paio di biscotti mi disse: “ora vado in salone devo allattare mia figlia…” Ed io subito di rimando: “perché non puoi restare qui ?”
Lei: “a te non da fastidio ?”
Allora io rilanciai senza pudore: “Cara Mara devi sapere che una delle cose più eccitanti che ci possa essere al mondo e vedere una donna allattare, vedere il suo latte che da vita, guardare i suoi capezzoli diventare duri e aprirsi come fontane con il bianco del latte uscire”
Lei mi guardò, con uno sguardo strano, serrò gli occhi e disse: “okkey, vuoi vedere lo spettacolo? benissimo e spettacolo sia….” E così dicendo si alzò si sfilò la maglietta, prese la bambina dalla carrozzina e si sedette di fronte a me prendendo il seno e facendo ciucciare il capezzolo alla figlia.
La guardavo fissa. Guardavo lei e guardavo i suoi seni. E lei guardava me, come se mi stesse lanciando una sfida.
Io mi passai la lingua fra le labbra, immaginando di succhiarle il capezzolo. E lei capì subito, immediatamente.
“Ti piacerebbe bere un po' del mio latte?”
Io rimasi in silenzio, senza risponderle. Lei appena terminato di allattare la figlia si alzò e la rimise nella carrozzina. Poi, con uno sguardo quasi sfrontato, sempre rimanendo a seni scoperti si rimise a sedere, in silenzio, solo guardandomi.
Io non dissi nulla, mi alzai e lentamente mi avvicinai. Fui dietro di lei, abbassai la testa quasi a sfiorare la sua e sussurrai nell’orecchio: “se poi mi piace dovrai darmelo ogni giorno.” Mi accorsi che ebbe come un brivido, la sua pelle si accapponò, dalla sua bocca un sospiro. Poi mi accostai, mi abbassai e con la bocca andai direttamente sul capezzolo. Ed iniziai a ciucciare, succhiare, bere, riempirmi del suo latte. Ed il suo latte sgorgava, schizzava nella mia bocca. Una sensazione unica, ancestrale. Sentivo che lei sospirava, ansimava, forse si stava eccitando. Allora non ci pensai una volta, mi riempii la bocca, mi alzai sopra di lei e la costrinsi con le mani ad aprire le labbra. Inizia a far scende nella sua bocca un rivolo di latte, lentamente. Lei aveva gli occhi spalancati ma la sua lingua si muoveva a raccogliere il liquido bianco. Serrai le labbra e mi fermai. Volevo gustarmi l’attimo, volevo guardarla ed entrarle nell’anima. Ingoiava come se stesse bevendo la mia sborra. Ingoiava e non servivano più le mie mani, di sua volontà spalancò la bocca dicendomi: “…ti prego continua…ti pregooo…versami dentro il mio latte.”
E allora continuai, continuai a sputarle dentro il suo latte fino a svuotarmi la bocca. Poi, sempre in silenzio, la costrinsi ad alzarsi. Gli abbassai il pantaloncino, accorgendomi che in mezzo alle gambe era un lago, facendola rimanere nuda, e mi sedetti sulla sua sedia scoprendomi il cazzo, il mio cazzo durissimo. Lei sempre guardandomi mi Sali a cavalcioni e con la mano iniziò a sfregarsi la cappella all’entrata della figa.
“Vuoi il mio cazzo ? vuoi il mio cazzo dentro di te ? Dillo…dillo cagna…”
“Si….voglio che sentirlo dentro….voglio che nutri la mia fica con la tua sborra…voglio che mi inondi l’utero…ti ho dato il latte adesso lo darai a me !”
“Ti farò diventare la mia schiava….la mia troiaa….lo sai che poi non ne potrai più fare a meno ?”
“Si lo so…l’ho capito chi sei ….sei un maiale, un porco…un depravato….un lurido porco….ma io ti voglio…ti voglio….”
E mentre parlava si sfregava la cappella all’entrata della fica. Era un lago, i suoi umori bagnavano il mio cazzo. Allora la cinsi per i fianchi e la spinsi in giù, tutto d’un tratto, all’improvviso e lei si impalò sul mio cazzo.
“Fottimi, scopami, chiavami porco….ahahahha”
“Siiii….ti sfondo l’utero…ti slabbro la figa….troia….il mi cazzo diventerà il tuo dioooo…”
Mi aggrappai al seno e continuai a ciucciare il suo latte. Mi riempivo un po' la bocca e mentre la scopavo gli sputavo in faccia il nettare bianco. Gli sputavo in faccia con violenza e lei porca come non mai si passava la lingua sulle labbra e poi con la stessa lingua mi avvolgeva il volto. Un rapporto carnale, brutale, animalesco. La sua faccia bianca, la mia faccia bianca, il mio cazzo piantato dentro di lei.
“Continuaaaaa……continuaaaa porcoooo….godoooo…goddoooo come una lurida cagnaaaa…godooooo…..”
“ti riempiiooooo….prendiiiii….prendi la mia sborraaaaa e tienila dentro di teeeee……”.
Fine prima parte




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