Una storia lunga una vita con mia sorella due.

Scritto da , il 2020-11-28, genere incesti

E da qualche giorno che ho avuto il trasferimento del posto di lavoro e anche ho organizzato dei mobili, della stanza che avevo comprato e che ora diventava dei due figli di mia sorella, comprammo due lettini e tutto era fatto. Io mi sono trasferito in camera con mia sorella, abbiamo tolto tutti i vestiti del marito Carlo donandolo alla Caritas, e siterai miei. Cominciava una nuova vita insieme a mia sorella come una coppia effettiva, eravamo fratello e sorella, amanti, pronti a vivere una nuova vita. E da tanto tempo che non facevamo l’amore. Quelle effusioni avute erano il preliminare di tante altre. La sera dopo aver cenato, giochiamo con i bambini, li portammo a letto che quasi dormivano, diamo la buona notte erano felici perché dormivano nei nuovi letti , spenta la luce ci siamo seduti in salotto lei con la testa appoggiata sulla spalla seguivamo la trasmissione, Anna stava crollando dalla stanchezza , la presi in braccio per metterla a letto, lei mi dice portami in bagno voglio farmi una doccia così mi sveglio voglio fare l’amore con te. Io e vece sono entrato in camera e mi sono messo la parte superiore del pigiama mi sono sdraiato e nudo aspettavo che venisse. comparve sulla porta in bebidol nero trasparente si vedevano i seni belli ancora sodi, le gambe calze sempre nere con reggicalze, molto sexi ti piaccio mi dice pio la guardò le allungo le braccia le faccio cenno vieni, si vieni amore mio. Si accomoda affianco a me stendendosi, era meravigliosa, glielo dico, mi da un bacio sulla mano, l’accarezzo il viso e mi chino sulla sua bocca, mi aspettava offre aperta le sue labbra, le do tanti baci lei sorride alza la testa verso la mia e come una ventosa mi infila la sua lingua in bocca, le lingue impazzite si toccavano mischiamo le salive. Le mani scendono sui sessi, lei mi afferra il cazzo e da sopra le mutande mi accarezza il cazzo, io le accarezzò il pube sopra le mutande e infilavo un dito sotto di esse accarezzavo i peli ricci e neri poi scesi per infilarlo nella figa, non era più come quella che aveva da bambina, strarrà come uno scrigno, ora era aperta con due grandi labbra esageratamente aperte, quelle piccole l’ingresso del paradiso. Senza saperlo nella foga ci trovammo a leccare i nostri sessi, un meraviglioso sessantanove, lei succhiava e leccava avidamente la mazza infilandola fino in fondo alla gola, io con la lingua a punta cercavo di entrare il più possibili in figa, poi le sbiascicavo tutta la fregna leccandola tutta, assaporo i suoi umori, prossimi a venire le dico Anna sto per venire, anche io rispose, trattenni il più possibile fino a scaricare violentemente la sborra, succhiata con tanta goduria da mia sorella lei con un violento spruzzo mi riversa i suoi umori caldi. Restammo abbracciati distrutti ma felici, riprendiamo le effusioni le metto due dita nella fica sgrillettandola le si lamenta godeva come una cagna, eccitato più che mai le apro l le gambe e le sollevo sulle spalle, avevo la sua fica oscenamente aperta le punto il cazzo e con un colpo secco le entrò tutto dentro, comincio a muovermi una voragine calda abbracciava la mazza, a la capacità di stringere a allargare i muscoli interni, era proprio brava. Sapeva molto bene l’arte dell’amore, c’era poco da resistere, le scarico nella figa un primo potente spruzzo, ne seguirono altri riempiendola tutta. Che nottata avevamo ripreso dove avevamo lasciato, anzi dalla parte sua c’era l’esperienza. Quello che avevamo dimenticato per la foga era prendere le precauzioni, Anna ha quarant’anni e ancora fertile potrebbe rimanere in cinta, ansiosi aspettavamo la fine del mese, le vennero le mestruazioni, meno male non è incinta. Per non usare i preservativi decise di prendere la pillola, a me e anche a lei non piaceva fare l’amore protetto. Le notti di fuoco seguirono tutti i giorni e delle volte la domenica anche due. Il nostro amore era sempre più forte fino a quando mi dice Anna perché non ci sposiamo così i bimbi diventino i nostri, lei mi guarda si mette a piangere, mi dice se si può fare, ti dico di si amore mio.


Sempre chiedo a voi lettori il vostro giudizio , se devo continuare nel raccontare la mia vita con Anna.







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