Il set si surriscalda

Scritto da , il 2020-08-30, genere etero

Fine anni novanta. Ero un giovanissimo attore, poco più che ventenne che aveva fatto qualche comparsata in uno sceneggiato della RAI e aveva avuto qualche piccola parte in teatro. Il fisico non mi aiutava molto ai provini (ero e sono alto 1,73, magrolino, pochi muscoli …)
Partecipo all’ennesimo provino: il regista mi chiede di restare a torso nudo. Io preciso subito che non devono aspettarsi un gran fisico. Lui ribatte “Meglio …”
Finito il provino mi dicono che avrò una risposta entro un mese. Le mie speranze erano nulle.
Passano venti giorni e il telefono squilla: mi propongono una parte, precisando che mi sarei dovuto fare crescere la barba.
Chissà che problema! Dicevo fra me.
Primo incontro con regista e … non ricordo più chi. Mi dicono che avrei dovuto interpretare un giovane prete … con un po’ di bollenti spiriti. Era un episodio di un film italo-francese con atmosfere leggermente erotiche.
Chiedo spiegazioni e mi assicurano che ci sarebbe stato qualche nudo ma solo della mia partner. Io avrei avuto solo qualche ripresa del petto, delle cosce e di mezza natica al massimo.
Un po’ perplesso accetto e mi viene consegnato qualche giorno dopo il copione. In effetti ci sono due scene un po’ hot. Una in cui don Andrea (il nome del personaggio) è sotto la doccia e una in cui è a letto con una parrocchiana. La sceneggiatura è abbastanza scarna e l’episodio durava in tutto 20 minuti o poco oltre.
Tutto bene i primi giorni.
La scena della doccia è stata ripresa con un finto nudo: in realtà indossavo un perizoma e si è visto in effetti appena di striscio un po’ del sedere.
Qualche dubbio mi è sorto quando ho visto l’attrice che interpretava la parrocchiana: molto sexy, mora, occhi neri profondi e delle forme da sballo. Una quarta di seno (a occhio), un sedere da favola …
Arriviamo al giorno della scena … a letto. Il regista era impegnato fuori sede e la scena fu diretta dall’aiuto. Io pensavo di recitare con il perizoma della doccia. Invece no. Nudo integrale anche se non si sarebbe visto nulla in camera; solo il corpo della mia collega sarebbe stato in bella vista.
In canonica lei entra e si spoglia completamente davanti a me dopo avermi dichiarato la sua passione durante la confessione. Io, giovane sacerdote, resisto un po’ ma lei si stringe contro il mio corpo, mi tocca.
Sarà che ero giovane, sarà stata l’attrice molto sexy …. Io mi stavo eccitando. Cercavo di controllarmi pensando che lei mi avrebbe spogliato e che attorno c’era la troupe. Le sue mani sul mio corpo: mi spoglia, non completamente. So da copione che devo toccare le tette, stringere i capezzoli mentre lei scorre sulla mia schiena. La camera riprende i corpi che si strofinano, dobbiamo ansimare. STOOOP. La prima parte della scena era finita. Gli assistenti portano una vestaglia per me e …. la collega.
Dopo venti minuti si riprende: siamo nudi. Io seduto sul divano della canonica, ma ripreso solo dall’ombelico in su. Lei che si avvicina, totalmente nuda, prima ripresa di spalle poi con nudo frontale. Muove il braccio come se mi stesse segando, io devo fingere di provare piacere.
Poi lei si siede sopra: io devo fare l’impacciato mentre lei mi bacia, mi lecca il colo e il petto. Sentivo che mi stavo eccitando, mi stava diventando duro. Ero imbarazzatissimo. Ripresa di lato in cui li si dimena sopra di me, io mi muovo come se la stessi scopando e fingendo di godere. Lo strofinarsi dei corpi però mi aveva portato un’erezione completa. Di certo lei se ne era accorta, perché stavo appoggiando il mio cazzo dritto sul suo basso ventre.
L’aiuto regista ordina anche una ripresa di spalle di lei e dal basso: il culo di lei in primo piano che si muove.
STOOOOOP. Per fortuna era finita. Mi alzai coprendomi un po’, poi mi portarono una vestaglia.
Il giorno dopo tornai sul set tranquillo. Era tornato il regista che mi chiama da parte dicendomi che la scena del giorno prima è venuta benissimo, piena di eros. Mi precisa che ci sono alcuni istanti favolosi, con inquadratura innovativa, luce super … anche se è scappato un dettaglio: oltre al sedere dell’attrice si vedevano abbastanza, per pochissimi istanti, le mie palle. Io rimasi un po’ perplesso poi dissi che non era un gran problema. Continuai a vederlo pensieroso: mi disse che mi avrebbe dovuto parlare più tardi.
Passa la mattinata e vengo convocato: “Vedi, la ripesa di ieri mi ha fatto venire in mente una cosa. Nella versione molto soft dovremo tagliare o solo abbozzare il punto in cui si vedono i tuoi testicoli. Però pensavo ad una versione meno soft per il pubblico francese”
Sobbalzai: “No, no, scene porno no”
Lui ribatté “Ma che porno ? Un erotico un po’ meno soft. L’aiuto regista ha notato che ieri ti sei eccitato … si tratta di fare lo stesso. Si vedrà un po’ la tua erezione e faremo una brevissima penetrazione di pochi secondi. S****** è d’accordo.”
“Dai coraggio !” Non mi lasciò nemmeno il tempo di dire sì o no.
S******** era ancora nuda come il giorno prima, con una vestaglietta addosso. Si trattava di completare la scena con pochissimi istanti, dissi fra me. Il primo problema era farlo drizzare a comando.
“Dai ti lasciamo qualche minuto, vai in disparte e cerca di avere un’erezione …. Bella tosta però!” – disse l’aiuto regista
Una parola! Mi stavo smanettando da qualche minuto ma era appena barzotto, quando la mia collega carinissima si avvicinò, aprì la vestaglia e con la mano si toccava e mi accarezzò il cazzo … Funzionò. Era duro.
Cominciammo a girare.
Come il giorno prima lei si dimenava su di me, le mani scorrevano sui corpi e sospiravamo. Il regista dopo poco gridò “Penetrazione!”
Lei me lo afferrò e delicatamente lo fece entrare e il cameramen riprese la scena da sotto: questa volta oltre le mie palle, il cazzo che si muoveva per pochi istanti. Ero dentro di lei davvero. Sospiravo …. “STOOOOP!! Bellissima!” gridò il regista
“Ora mentre ti alzi, si vedrà il tuo uccello in tiro per un istante … va bene anche se non è dritto del tutto … “
Mi alzai imbarazzato e il cameramen riprese di lato per un istante l’uccello che ancora duro.
Tutto avvenne in pochissimi istanti, garantisco, ma la scena per me sembrò eterna.

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