Come Il mio cosiddetto “amico” Alberto mi ha trasformato in cuck - capitolo III

Scritto da , il 2019-12-19, genere tradimenti

3 GIOVANNA
Secondo giorno

Giovanna è una fotografa professionista, fa foto ad eventi e matrimoni.
Alberto dopo che l’aveva vista in foto, nel profilo Facebook di Giorgio, l’aveva contattata e, dopo un lungo e fitto scambio di messaggi e telefonate, l’aveva ingaggiata per un servizio fotografico e pubblicitario del resort.
Giovanna, era una delle migliori amiche di Giorgio che, il mattino dopo il suo arrivo, se la ritrovò davanti mentre stava andando ai campi di tennis, lo stesso luogo in cui si stava recando anche Giovanna per iniziare il suo lavoro.
- E che ci fai qui? – chiese allegro Giorgio mentre l’abbracciava dimentico di quello che Alberto gli aveva chiesto tempo prima.
- Sono arrivata ieri sera tardi, sono qui per fare il mio lavoro – rispose la trentenne mentre spiegava.
- Alberto, mi ha ingaggiata per fare foto pubblicitarie del resort, mi paga il servizio e alloggio in questo magnifico posto. Non potevo dirgli di no, anche perché mi ha detto che è un tuo amico – rise Giovanna e poi aggiunse, - ma non mi aveva detto che tu eri qui. -
- Ah, Alberto… Ora mi ricordo che mi aveva chiesto di te, ma non sapevo che... Ha ingaggiato anche me, part time, ma a me quel bastardo non mi paga, però io e Chiara stiamo qui gratis. –
- Bello, c’è pure Chiara, non vedo l’ora di rivederla. Perfetto. –
Giovanna non si smentiva, non solo era bella, ma era anche decisa, intraprendente e sicura. Fisicamente somigliante a Chiara, anche se con qualche curva in più, ma caratterialmente molto diversa.

- Scusa, ma devo andare, sono quasi le dieci e ho una commissione da sbrigare. –
- Ti accompagno, così girò un po’ per il resort e intanto faccio qualche foto, poi da domani organizzo meglio le cose. –
Cosa poteva dire Giorgio? Che andava a fare un massaggio a una matura e piacente signora e che non voleva compagnia?
Chinò il capo e disse – vieni pure. -
Giovanna vestiva in modo informale, gonnellina, maglietta striminzita che risaliva fino al pancino e scarpe da tennis, una fotografa in un luogo di villeggiatura.

Nello stesso tempo Alberto, con un binocolo in mano, invita Chiara a fare una passeggiata.
- Dove andiamo? – chiese la ragazza.
- Su quella collinetta. – Alberto la indicò, circa dieci minuti di passeggiata.
Durante la camminata Alberto le disse che lui e Giorgio nel pomeriggio sarebbero stati impegnati nella sistemazione della discoteca.
- Io come sai ho un appuntamento con la tua amica Elisa. –
Alberto marciava spedito e ogni tanto prendeva Chiara per mano per metterla al suo passo trascinandola con sé, sembrava senza malizia, o almeno la ragazza non la colse.
Arrivarono sulla collinetta, erano ad alcune centinaia di metri dal resort, ma si vedeva perfettamente tutto, i campi da tennis, quelli di pallavolo e soprattutto la piscina.
Alberto mise a fuoco il cannocchiale e guardò.
- mmmm, il tuo fidanzato è molto impegnato – commentò sarcasticamente.
- Che vuoi dire? –
- Guarda – e le porse il binocolo.
Chiara guardò, armeggiò con la messa a fuoco e poi vide.
Giorgio chino, accanto a Elisa, sdraiata sul bordo di piscina, che la ungeva sulle spalle e poi scendeva sul fondo schiena, quindi risaliva e ridiscendeva. Era molto concentrato nel suo lavoro.
- Maiale! – esclamò Chiara, - quello non è spalmare la crema, ma massaggiare, ed Elisa glielo lascia fare. – Chiara era contrariata e in quel momento si era dimenticata di quanto era stata anticonformista il giorno prima.
- Elisa è donna di mondo – disse Alberto stringendola a sé e dandole un bacio in fronte come per consolarla, poi continuò - non devi preoccuparti, Elisa sa come tenerlo a bada. Non temere. – Intanto Alberto la teneva stretta a sé e la ragazza si faceva consolare. Probabilmente se in quel momento l’avesse baciata lei non si sarebbe sottratta, ma voleva tenerla ancora sulla corda e non voleva precipitare le cose.

Ogni tanto Giorgio sollevava il capo e parlava con qualcuno lì vicino.
Chiara spostò il cannocchiale per vedere con chi. – Ma quella è Giovanna, come mai si trova qui? –
- Ah, pensavo lo sapessi, l’ho ingaggiata io per fare foto pubblicitarie del resort, è arrivata ieri sera mentre noi eravamo a cena. Fai vedere anche me o… –
- No, scusa, guardo io, voglio vedere che combina il mio fidanzato… Porco! –
E qui arrivò la frecciatina di Alberto – Guarda che il tuo ragazzo a Elisa può fare solo quello, spalmarle la crema solare. –
- Cosa vuoi dire? –
- Voglio dire che, con tutto il rispetto, Giorgio non è il tipo di uomo che Elisa può prendere in considerazione. –
Chiara rimase senza parole, capì, ma volle capire meglio. – Che tipo di uomini… desidera Elisa? –
- Ma l’hai vista? Quella uno come Giorgio se lo mangia. Elisa ha bisogno di uomini alla sua altezza. –
- Come te? –
Alberto pensò alla risposta. Poi si decise per una mezza verità o una mezza bugia. – Ho avuto una relazione con lei, ma è finita da un pezzo, anche se siamo rimasti amici. –
Chiara rimase senza parole, non poteva immaginare, poi per chiudere il discorso perché non ne voleva più parlare disse – capisco. -

Giovanna stava incoraggiando Giorgio a darsi da fare. Qualche minuto prima era stata presentata ad Elisa e le due donne si erano scambiate sguardi d’intesa che Giorgio interpretò come simpatia reciproca. A lui Elisa iniziava invece a stare sulle balle, ma non riusciva a dire di no alle sue pretese.
Smise quando Elisa si ritenne soddisfatta. – Hai delle mani d’oro – lo congedò Elisa e poi aggiunse – Giovanna ne dovresti approfittare anche tu, Giorgio in queste cose ci sa fare. –
Giovanna sorrise – perché no, uno di questi giorni, ma ora non ho neanche il costume sotto. – Poi si rivolse a Giorgio, - Mi fermo qui un po’ con Elisa, ci vediamo più tardi. Ciao. –
Giorgio si sentì licenziato e andò via, aveva da preparare un sacco di cose per il pomeriggio, ma rimuginava ancora sull’intesa tra quelle due, era come se già si conoscessero.

Chiara bussò e senti la voce roca e sicura di Elisa dire – arrivo. –
Ma ad aprire la porta, con sua grande sorpresa fu Giovanna. – Ciao Chiara, che piacere rivederti. –
Chiara era più che sorpresa, era confusa. – Ciao Giovanna, pensavo di averti vista, ma ero lontana e non ero sicura… ma che ci fai nella stanza di Elisa? –
- Venite, venite e accomodatevi su quel divanetto – disse Elisa che invece era comoda nella sua poltrona. Indossava una vestaglia sopra l’intimo, una vestaglia molto leggera, trasparente che mostrava tutte le sue generose forme.
- Siamo tra donne e quindi mi sono messa in libertà… Quando ho scoperto, stamattina, c’era anche il tuo fidanzato che ci ha presentato, che eravate amiche ho spiegato che oggi ti avrei vista per insegnarti qualcosa… e Giovanna ha manifestato interesse. –
Chiara non disse niente di come e in che circostanza aveva visto Giovanna con Giorgio ed Elisa, avrebbe dovuto dare qualche spiegazione. Stava rimuginando così concentrata che si stava perdendo quello che diceva la sua amica.
- Sì, - disse Giovanna, - io mi trucco e quando la situazione lo richiede mi preparo, ma penso che da Elisa ci sia molto da imparare e quindi ho accettato molto volentieri il suo invito. Non ti dispiace Chiara. Vero? –
- Ma che dici Giovanna, mi fa piacere, anzi la tua presenza caso mai mi conforta. Devo dire che ho qualche timore, non so neanche perché, di imparare qualcosa in questo campo. –
Elisa era una cliente speciale del resort, la sua camera era molto grande, quasi una suite, con un elegante angolo che fungeva da salottino e in altro angolo c’era un cucinino per consentirle di prepararsi qualcosa come un tè o un caffè.
Elisa aveva appunto preparato un tè per le sue amiche, che servì con ricercate tazze e piattini, mettendo così le sue giovani ospiti a loro agio. Tra le tre donne si instaurò rapidamente intesa e complicità, anche la timida Chiara si rilassò e si lasciò andare.

Elisa stava dando un po’ di rosso sui capezzoli di Giovanna. La ragazza, seduta su una poltroncina, aveva la camicetta aperta, il seno esposto e i capezzoli ritti. Era leggermente imbarazzata, ma anche eccitata e divertita. Elisa soffiò sopra il bel seno di Giovanna e i capezzoli si inturgidirono ulteriormente facendole ridere tutte, poi prese uno specchio e consentì a Giovanna di vedersi. Lei si guardò compiaciuta, il trucco era leggero, ma i suoi occhi erano splendenti, profondi, grandi, luccicanti, gli zigomi alti, le labbra tumide ed imbronciate. – Aspetta a chiudere quella camicetta. – poi si rivolse a Chiara, - ora tocca a te bella. Come hai visto non c’è niente di cui preoccuparsi. –

Infatti, Chiara non era più preoccupata, anzi vedendo il risultato su Giovanna che le stava di fronte non vedeva l’ora, e non vedeva l’ora che le mettessero in evidenza i capezzoli, anzi più questo che il trucco al viso. Quando Elisa le soffiò sui capezzoli lei si bagnò e questo la fece ridacchiare per nascondere l’imbarazzo di quei suoi boccioli che si impuntarono immediatamente.
- Stasera andiamo a cena così – ridacchiò ancora Chiara rivolgendosi a Giovanna.
- Certo – rispose Giovanna. – E tu Elisa? –
- Mi dispiace – rispose Elisa, - ma io vado a cena con Franco, un impegno preso già qualche giorno fa, ma voi giovani divertitevi tra voi, noi vecchietti ce la caveremo tra noi, non preoccupatevi. – Elisa sorrideva mentre parlava.
Giovanna disse – A Alberto dispiacerà. –
- Alberto è speciale, ma se ne farà una ragione. Ora andate e lasciatemi riposare un po’. Io non ho la vostra età se stanotte voglio rimanere sveglia fino a tardi avrò bisogno di riposare un po’. -
- Povera vecchietta, – ironizzò Giovanna, - penso che tu, a due come noi, ci puoi far mangiare la polvere se vuoi. –

Le due signorine scesero nella hall ad aspettare Alberto e Giorgio che erano andati a farsi una doccia prima di andare a cenare.
- Io vengo così. Con questo bel trucco e senza reggiseno, mi metterò solo un giacchetto sulle spalle e scarpe con il tacco. Sono sicuro che a Alberto piacerà. – Giovanna voleva essere seduttiva o almeno era quello che voleva Chiara pensasse.
- A Alberto? Ti piace? – Chiara cercava di nascondere una punta di gelosia che non sapeva spiegarsi. Lei era la fidanzata di Giorgio, ma tutti le parlavano di Alberto.
- Beh, per dire tutta la verità è il migliore di quelli che ho visto in questo resort, ma non sto cercando un fidanzato – disse spensierata Giovanna, - voglio solo divertirmi ed essere ammirata. –
Chiara rimuginò, - farò come te, anzi vado anche a mettermi una gonnellina, purtroppo non ho scarpe con il tacco. –
- Vieni in camera mia, ne ho un paio praticamente nuove, le ho messe una volta, ma mi sono resa conto che mi vanno un po’ strette, a te andranno benissimo. –

Quando si videro con gli uomini erano praticamente due gemelle, solo il colore delle gonne era diverso, nero per Chiara, un rosso più audace per Giovanna. Sopra camicette bianche per entrambe, senza reggiseno e i capezzoli di entrambe che stavano bucando le camicie, più pronunciati e puntuti quelli di Chiara, mentre Giovanna aveva un bottone in più sbottonato e mostrava un bel po’ di quello che c’era sotto.
- Ma siete bellissime – esclamò Alberto, mentre Giorgio le guardava confuso, mai Chiara aveva messo i tacchi e quasi mai le gonne, per non parlare delle gambe nude, del trucco e di quei capezzoli in mostra.
- Ti piaccio? – rispose civettuola Chiara. Giorgio pensò che avesse bevuto o avesse preso qualcosa, ma sapeva che era impossibile, lei beveva al massimo un bicchiere durante i pasti.
Alberto sorrise, - ti manca solo una cosa per essere perfetta. – Si avvicinò di più alla ragazza e con naturalezza le slacciò un bottone della camicia. – E’ un peccato non far vedere, come Giovanna, quel tesoro. – Giorgio si sentì bocca e gola secchi e non riuscì a dire niente. Chiara invece arrossì, ma in cuor suo era compiaciuta. E quasi si sciolse quando salendo in macchina, gli uomini davanti e le ragazze dietro, Giovanna le sussurrò – gli piaci. –
“Ma cosa sta succedendo” si chiese Chiara, però era di buon umore e pregustava la serata.

- Sono stanchissimo Alberto, sto lavorando molto di più del pattuito e sto facendo cose che esulano dal nostro accordo. – Giorgio si lamentava, ma il suo amico lo canzonava.
- Ma neanche hai cominciato e già ti lagni. – Alberto ogni tanto sfiorava con la mano le cosce di Chiara, che non riusciva a capire se fosse casuale o se lo faceva apposta. Alberto gioiva dell’ingenuità della giovane donna. I due uomini stavano uno di fronte all’altro e le due ragazze nel mezzo. Poi però rese tutto esplicito, le mise una mano sulla coscia e strinse mentre replicava a Giorgio. – Stai lavorando bene, gli extra, come massaggiare Elisa, è vero non sono negli accordi, ma non sono io che te li ordino. – Alberto sorrise, Chiara s’imporporò perché lui prima di lasciarla strinse ancora più forte e più in alto. Giorgio abbozzò. Chiara era combattuta, non sapeva per chi parteggiare, ma era evidente chi fosse il capobranco e la stava facendo sentire donna, attraente e affascinante. Lui le versò sorridendo un bicchiere di vino, mentre Giovanna attirò, colpendo con il piedino su uno stinco, l’attenzione di Giorgio. – Non vorrei aggravare la tua situazione Giorgio, ma domani devi dare una mano anche a me. Mi devi far vedere i posti migliori per le foto del resort. – Il sorriso di Giovanna era sincero.
- Questo non è un problema, ma un piacere. -


Quando andarono a letto Chiara era contenta e Giorgio era cupo, l’unico spiraglio di serenità che vedeva era la compagnia ed il sorriso di Giovanna.
Chiara le diede le spalle e si addormentò rapidamente, Giorgio si rigirò tra le lenzuola e faticò ancora una volta a prendere sonno, ma neanche provò ad attrarre a sé Chiara. Non voleva essere rifiutato e sentiva che sarebbe stato così.

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