Il premio

Scritto da , il 2019-10-22, genere gay

IL PREMIO
Ciao a Tutti mi chiamo Federico ho 23 anni. E sono qua per raccontarvi di alcune vicende realmente accadute qualche anno fa, quando ho iniziato a muovermi nel mondo del sesso…
Nella strada in cui abitavo, era da poco venuto ad abitare una nuova famiglia… i nostri balconi erano perfettamente alla stessa altezza… ci separava solamente la strada.
Questa nuova famiglia era composta da i soliti due genitori e dai loro due figli… Savio il più grande, mio coetaneo e dalla loro figlia più piccola Barbara.
Savio era solito andare in mutande per casa… indossava sempre gli slip di ogni colore… io per godermi un po’ di fresco in estate da quando c’era lui, all’aria condizionata preferivo il balcone… e senza dare nell’occhio seguivo con lo sguardo ogni suo movimento…
Savio era conosciuto in città… era l’attaccante della squadra agonistica della nostra città… il bomber praticamente. Il suo fisico muscoloso mi piaceva e ogni giorno, dopo averlo fissato per bene, correvo in bagno a segarmi… immaginavo Savio scoparmi in ogni posizione… immaginavo i pompini che gli avrei potuto fare, immaginavo la forma del suo cazzo… un immagine che immaginavo spesso dato che vedendolo sempre in mutande, il rigonfiamento faceva sperare bene.
Un pomeriggio estivo decisi di andare con dei miei amici in giro, ma appena uscito dal portone mi accorsi che il cielo stava divenendo nero. Rimasto ad aspettare i miei amici che venissero a prendermi, cominciò ad alzarsi un forte vento… in lontananza si sentivano i tuoni, che piano piano stavano arrivando in città… la luce dei lampi diventava sempre più vicina… e intanto il vento cominciò a soffiare più forte e dal balcone di Savio caddero degli indumenti stesi ad asciugare… mi gettai in strada e li raccolsi e ritornai di nuovo vicino al mio portone, aspettando ancora i miei amici… intanto entrai dentro e misi gli indumenti caduti nel portone, e vedendoli mi accorsi che erano due slip di Savio… avvicinai la faccia e provai a carpirne l’odore… ma l’ammorbidente misto al detersivo avevano lavato via quell’odore che sognavo da quando quel ragazzo era arrivato nel balcone di fronte al mio… chiusi di nuovo il portone e aspettai i miei amici.
D’un tratto il vento divenne più forte e dei grossi nuvoloni neri cominciarono a svuotarsi facendo ricadere sulla città pioggia… in poco tempo la strada fu invasa dall’acqua e io riparato sotto un balcone attendevo ancora quei miei amici. D’un tratto dal balcone di fronte, ancora in mutande si affacciò Savio che richiamato dall’odore dell’asfalto bagnato, rientrava gli indumenti ormai di nuovo bagnati… allungai il collo e mi assicurai fosse proprio Savio… così salii velocemente gli scalini e mi affacciai al balcone… Savio mi salutò e io feci lo stesso, e poi gli dissi che avevo raccolto per strada degli indumenti e mostrandoglieli gli chiesi se fossero i suoi… lui disse di si e ringraziandomi mi disse che appena avesse smesso di piovere, potevo portargliele… stavo per rispondergli, ma un messaggio richiamò la mia attenzione… era il mio amico Francesco che mi diceva che non ne valeva la pena di uscire e che ci saremmo visti direttamente la sera…
Savio allora mi chiese di portargliele appena fosse ritornato il sereno, io gli disse allora che gliele avrei portate subito… Savio sorrise e rientrò dentro casa… io scesi gli scalini velocemente, felice di poter vedere quel bell’imbusto semi-nudo da vicino… attraversai di corsa la strada e entrai nel suo portone… salii piano piano gli scalini e arrivato vicino alla sua porta bussai…
Pochi istanti dopo, apparve Savio con i suoi slip grigi da cui si poteva ammirare ancor di più il suo rigonfiamento… rimasi un attimo senza parole, ma poi alzando lo sguardo gli porsi le sue mutande… Lui sorrise e mi invitò ad entrare… io ero agitato, avevo paura che mi venisse un erezione… dato che il suo fisico da vicino era ancor più bello…
Savio mi ringraziò nuovamente per avergli raccolto le mutande dalla strada e facendomi accomodare sul divano mi propose di prendere un caffè… quando ritornò con le tazzine sistemate sul vassoio, Savio si sistemò sulla poltrona di fronte alla mia e allargando le gambe, metteva ancor di più il suo cazzo sistemato a sinistra…. Non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo pube… così mi alzai in piedi e inventando una scusa mia avviai all’uscita… ma Savio mi bloccò e mi ricondusse al divano… mi spinse su di esso e accomodandosi di fianco a me disse:
“Meriti un premio per quel che hai fatto” disse Savio sussurrandomi all’orecchio.
E poi continuò : “Se non lo dici a nessuno, ci divertiremo” disse Savio allungando la sua lingua vicino al mio orecchio.
Rimasi pietrificato da questa sua azione, e mentre le sue mani cominciarono a toccarmi le cosce, nel silenzio del salotto di Savio echeggiava il battito frenetico del mio cuore… la sua lingua continuava a girovagare nel mio orecchio… ero sorpreso, ero felice, ero… d’un tratto le mie labbra formarono un sorriso e la tensione lasciò spazio all’eccitazione…
Scansai Savio e mi alzai in piedi… lo fissai, e mentre i miei occhi lo esaminavano per bene, Savio mise la sua mano destra dentro i suoi slip e leccandosi le labbra comincio a toccarsi e a dar forma al suo cazzo… mi inginocchiai e ipnotizzato dalle sue mosse misi subito la mia faccia sul suo pacco… quel profumo di cappella mi fece andare in estasi… il suo corpo muscoloso mi stava facendo diventare matto… alzai la faccia e cominciai a baciargli ogni parte del suo corpo partendo dai pettorali… baciai i suoi capezzoli e mi diressi verso la sua tartaruga… mentre Savio continuava ancora a segarsi tenendo ancora su gli slip che ormai non riuscivano più a contenere il suo cazzo…. Arrivato di nuovo sulle sue mutande… Savio se le tirò via, mettendo in mostra il suo grosso e lungo uccello, pieno di venature con alla base due palle grosse prive di peli ed in cima una grande cappella rosa….
Vedendo finalmente quell’oggetto di desiderio mi ci fiondai sopra, e delicatamente l’afferrai tra le mie mani e subito presi a muoverlo… facevo salire e scendere le mie mani su quell’asta… mentre pian piano scendevo alla base… con la punta della lingua presi a leccare i suoi grossi testicoli e dopo averli per bene bagnati… presi lo scroto e cominciai a risucchiarlo nella mia bocca… Savio gradì la mia iniziativa e continuando ad ansimare leccandosi le labbra mise una mano tra i miei capelli… e senza fare nessun cenno, mi invitava a continuare… allora io risalì l’asta e arrivato in cima subito cominciai a leccare la sua cappella… partendo da sotto per poi con la lingua cominciai ad avvolgerla ed a ingoiarla dentro la mia bocca… presi allora a succhiare mentre con la lingua giravo intorno a quella sua saporita cappella…. L’ansima di Savio mi mandava in estasi… quel suo modo di fare mi invitava a dare il meglio di me….
Continuai a leccare mentre con le mani cominciai a segarlo dolcemente… allargai la bocca e provai a ficcarmi tutta la sua mazza dentro di me... ma quasi alla base sentii la sua cappella pulsare vicino alle mie tonsille… allora richiusi le labbra e cominciai a succhiare… mentre Savio preso dall’eccitamento spinse la mia testa forte sul suo pube, provando a far entrare ancor di più il suo cazzo…. Stavo per soffocare, ma non volevo tirarmi indietro… era forse l’unica occasione di succhiare quel cazzo…. Trattenni il respiro e continuai a succhiare fin quando l’ossigeno finì e sollevando la testa presi fiato, liberandomi di quel cilindro saporito… Savio allora mi afferrò per la testa e l’avvicinò alla sua e giunto vicino alle mie labbra, prese a baciarle… i suoi erano baci innocenti, delicati… le sue labbra morbide si poggiavano alle mie e insieme aperte fecero entrare le nostre lingue in simbiosi, attorcinandosi l’una all’altra… ero stregato da quel ragazzo…. Le nostre labbra si staccarono ed io sollevandomi in piedi presi a togliermi tutti i vestiti rimanendo nudo davanti a Savio… che allungò la mano e cominciò ad accarezzarmi la chiappa, per poi stritolarla nella sua grande mano e infine la schiaffeggiò… poi si alzò in piedi e mi invito a mettermi a gattoni sul divano… io lo assecondai e sistematomi come voleva lui attesi la sua prossima mossa… Savio presi allora ad ispezionare il mio sedere…. Dopo averlo di nuovo accarezzato e stritolato nelle sue forti mani… allargò le mie chiappe… controllò il mio buco e un istante dopo infilò la sua faccia all’interno…. Prese a leccare tutto intorno al mio buco… la sua lingua si muoveva abilmente… percorsa la circonferenza, Savio cominciò a leccare il mio buco questa volta al centro… i suoi colpi di lingua decisi entravano e lubrificavano il mio buco…. Io inarcavo la schiena ad ogni suo colpo di lingua, ansimando stringevo la spalliera del divano in pelle….
Finito di slinguazzare Savio mi fece girare e posizionatosi davanti al mio pene ormai durissimo, lo afferrò in mano e con delicatezza cominciò a scappellarlo… ondeggiava la sua mano sulla mia mazza, la pelle della cappella ora saliva a coprirla e subito dopo scendeva, scoperchiandola, lasciandola libera di emanare quell’odore sublime di voglia di sesso… savio allora si avvicinò ne carpì l’odore e aiutandosi con la lingua, avvolse la mia cappella dentro la sua calda bocca… io ansimando con gusto allungai la mano, accompagnando la sua testa nel magnifico pompino che mi stava facendo Savio…. La sua maestria con la lingua mi portò in poco tempo a raggiungere l’orgasmo… ululando dissi a Savio che stavo esplodendo… ma Savio proseguì il suo lavoro, questa volta aiutandosi con le mani… e mentre la sua lingua girava intorno alla mia cappella racchiusa nella sua bocca, le sue mani aumentarono il ritmo della sega…. D’un tratto Savio prese a succhiare la mia cappella e allargando le labbra fece entrare ancor di più il mio cazzo dentro di se… io tirai la testa all’indietro e continuando a spingere la sua testa sopra al mio pube cominciai a godere come un matto… Savio non aveva nessun voglia di fermarsi e continuando a pieno ritmo a spompinarmi mi fece esplodere…. Spinse ancor di più la sua testa sul mio pube… e mentre dal la mia cappella sgorgava il caldo seme, Savio affondò tutta la mia asta all’interno della sua bocca e continuando a succhiare avidamente, non ne fece disperdere nemmeno una goccia… quando il mio cazzo perse vigore, Savio continuò a leccare la mia cappella e con gli ultimi residui di sborra sulla sua lingua… me li mostrò e tirando la sua lingua all’indietro ingoiò…
Mentre io continuavo ad avere un respiro affannato… Savio si venne a sedere vicino a me sul divano… e avvicinandosi alle mie labbra prese a baciarle, infilandomi la sua lingua in bocca…. Poi dopo Savio scese a baciare tutto il mio corpo e facendomi sistemare in senso orizzontale… allargò le mie gambe e dopo aver sistemato la mia gamba destra sopra allo schienale del divano, posizionò la sua faccia tra le mie natiche e riprese a leccare il mio buco… di nuovo queste sue slinguate, fecero ritornare il mio pistolino sull’attenti….
Poco dopo Savio alzò la testa e posizionando il suo bacino vicino al mio sedere, spostò il suo corpo su di me e giungendo di nuovo alle mie labbra prese a baciarle…. Mentre con le mani avvicinò il suo lungo pene scappellato vicino al mio buco… e continuando a baciarmi, fece entrare piano il suo cazzo dentro di me…. La sua cappella si fece spazio dentro il mio buco… e insieme ad essa cominciò ad entrare l’intera asta… percepivo ogni sua venatura… ad ogni millimetro che entrava dentro di me, dolcemente, le mie labbra si staccavano da quelle di Savio per aprirsi e rilasciare dei forti gemiti…… quando tutta l’asta fu dentro di me, Savio si alzò dal mio corpo e tenendosi alle mie gambe prese a scoparmi… il suo bacino si muoveva dolcemente, provocandomi molto ma molto piacere…
Poi Savio prese la mia gamba destra poggiata sulla spalliera del divano e posizionando il mio piede sulla sua spalla, e stringendo la mia coscia nelle sue mani, prese a scoparmi questa volta più forte di prima… ero in estasi… il suo cazzo era tutto dentro di me… le sue palle sbattevano forte alle mie natiche… rimasi li a godere ed a ammirare quel bellissimo ragazzo, sempre presente nelle mie fantasie, che scopandomi a forte ritmo si mordeva di piacere le labbra, per poi leccarsele… ammiravo il suo fisico perfetto, che si muoveva facendo entrare sempre più velocemente il suo cazzo… ero imbambolato, ma con la bocca sempre aperte, ad emettere suoni… d’un tratto lo sguardo di Savio si accorge del mio… Savio si fermò mi sorrise e lasciando la mia gamba si avvicinò alla mia guancia e la baciò…
Ricambiai il suo bacio, e ansimanti entrambi, rimanemmo qualche istante abbracciati, mentre il suo cazzo era ancora tutto dentro di me… Savio allora lo sfilò e alzandosi in piedi, mi prese per la mano e nudi con i cazzi svettanti, ci incamminammo nel corridoio che portava alle camere da letto… giunti davanti alla sua stanza, Savio mi invitò ad entrare prima di lui e avanzando ricevetti uno schiaffetto sulla natica destra… giunti all’interno Savio chiuse la porta e afferrando la mia testa tra le sue mani, prese di nuovo a baciarmi, mentre le sue mani pian piano scesero sul mio corpo per raggiungere le mie natiche, lui le afferrò e stringendole nelle sue mani le allargò…. Poi si staccò da me e indicandomi una sedia, mi disse di inginocchiarmi sopra…. Girai la sedia e tenendomi allo schienale misi le mie ginocchia sul sedile e attesi la prossima mossa di Savio…
Savio allargò le mie gambe e posizionatosi al centro mi penetrò… questa volta il suo cazzo entrò prepotentemente dentro di me… Savio spostò il suo corpo sul mio e avvolgendo il mio petto, tra le sue mani prese a muovere il suo bacino in maniera violenta, facendo entrare tutta la sua asta dentro il mio buco, ormai largo e voglioso di quella mazza che lo stava allargando…. Il suo ritmo divenne frenetico, io ululavo di piacere… ad ogni suo spostamento, il mio ansimare divenne sempre più forte, cominciai ad urlare… Savio allora mise la sua mano sulla mia bocca e continuando ancora più forte a scoparmi, tentò di placare il mio ululato… sentivo il respiro affannoso di Savio nelle mie orecchie… il suo respiro mi faceva impazzire ancora di più, e continuando a mugugnare presi a leccare il palmo della sua mano… Savio allora liberò la mia bocca e tirandola indietro ficcò la sua lingua dentro la mia bocca, mentre il suo bacino instancabile spingeva sempre più forte il suo cazzo dentro il mio culo…. D’un tratto Savio si staccò da me e alzandosi dal mio corpo, liberò il mio buco… poi con uno schiaffetto alle chiappe mi invitò a girarmi ad ammirare il suo cazzo richiuso dentro la sua mano che a ritmo frenetico stava per farlo esplodere… di corsa mi misi ai suoi piedi e uscendo la lingua attesi il suo orgasmo… il respiro di Savio divenne profondo e dalla sua bocca alcune vocali allungate annunciarono l’arrivo della sua calda crema… Savio continuò a menarsi la mazza… io avvicinai la mia lingua alla cima della sua cappella e con dei colpi di lingua l’aiutai ad accelerare l’esplosione…. Il primo schizzo denso cadde sulla mia guancia, poi afferrai il suo cazzo tra le mani e continuando a segarlo lo portai vicino alla mia bocca, cominciando a succhiare per non perdere nessuna goccia di quel dolce nettare… proseguii a leccare fin quando il suo cazzo perse vigore, e adagiandosi sulle palle si addormentò…. Savio vedendomi ancora in erezione, mi aiutò a sollevarmi e scaraventandomi sul suo letto, prese a segarmi, mentre nelle sua bocca prese a succhiare le mie palle… poco dopo il mio cazzo esplose di nuovo, questa volta più liquido e senza volare nell’aria, si adagiò dolcemente sulla mano di Savio… lui l’avvicinò alla bocca e leccandola la ripulii…
Rimanemmo sdraiati sul suo letto, senza toccarci, in silenzio… “Grazie” dissi io timidamente.
“Grazie a te” rispose prontamente Savio girandosi su di un lato dalla mia parte.
“…se non era per te, avrei perso i miei slip preferiti” continuò Savio accarezzandomi la guancia.
Io sorrisi, e alzandomi dal letto dissi che forse era meglio rivestirsi… insieme tornammo in salotto, indossammo i nostri indumenti… e raggiungendo la porta, misi una mano sulla tartaruga di Savio, toccandola come una reliquia e abbassando la maniglia tirai la porta, aprendola…
Sull’uscio salutai con una stretta di mano Savio… il quale, ricambiando mi disse: “La prossima volta, invece di squadrami dal balcone, scrivimi… così ci organizziamo”.
Rimasi in silenzio e a testa bassa presi a scendere le scale…. Ero imbarazzato per essere stato scoperto a fissarlo dal balcone… ma con il sorriso stampato sulle labbra, perché capii che quel sogno erotico, era diventato realtà… e non solo per una volta….
Volevo cogliere l’occasione per dire a Savio, qualora leggesse questo racconto, grazie, grazie e grazie…. E se ti va, un giorno mi piacerebbe ricordare i vecchi tempi!
Spero che i miei racconti vi piacciano, altrimenti scrivete nei commenti dove posso migliorare per non deludere le vostre aspettative a cui vi ho abituato.
Federico.

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