Erotici Racconti

Da Padova con Amore

Scritto da , il 2017-12-06, genere etero

le cose migliori si sa, vengono fuori alla distanza, e così fu per quanto riguarda me e Valeria.
Io sono Luigi e ho 21 anni, conobbi valeria che di anni ne ha 25 ad un campeggio, che come noto accoglie persone da tutta italia. io di roma, lei di padova, passiamo una settimana piacevolissima ma non accade nulla, il posto non è dei migliori. Dopo il campeggio continuiamo a sentirci di tanto in tanto, fino a quando iniziando a sentirci con più costanza accade l'impensabile. lei mi aveva sempre promesso una sua discesa a Roma, e io aspettavo con trepidazione. Una sera, quasi improvvisamente, mi dice "che ne dici se dopodomani vengo a roma? e sto due giorni?", io spiazzato le dissi di sì, l'avrei ospitata nella mia camera, chissà cosa poteva venire fuori. La sua discesa a Roma coincise con il giorno di pasquetta, lei arrivò la mattina presto e io andai a prenderla, passammo tutta la giornata con i miei amici, con i quali si trovò abbastanza bene. Cenammo insieme ad altri amici, alcuni di questi conosciuti da lei al campeggio, e poi ci avviammo in camera, dopo una giornata stancante. Siamo lì sul suo letto, a parlare del più del meno, quando decido di farle un massaggio. inizio a massaggiare la sua schiena, con delicatezza, su tutto il profilo della schiena. poi mi ricordo che lei mi disse che preferiva i ragazzi intraprendenti, così il mio massaggio si fece più spinto, andavo ben oltre la schiena e sfioravo il culo, andavo oltre le spalle e sfioravo le tette, fino a quando, ormai con una erezione enorme, presi le sue tette e le strizzai. Lei si girò in fretta, ci baciammo reciprocamente e le nostre lingue presero a cercarsi, finalmente era mia. Limonammo per molto tempo, poi cominciai a toglierle tutti i vestiti, e lei fece lo stesso. rimase in reggiseno e mutande, lì la feci stendere sul letto e le baciai ogni parte del corpo, tolsi il reggiseno e mi persi nella sua terza, mordevo, leccavo, succhiavo ogni parte di quel seno adorabile. andai giù nella fica, tolsi le mutande, e la mia lingua si perse tra i suoi umori. ora voleva divertirsi lei, e iniziò a fare un pompino dolce, ma allo stesso tempo si capiva che fosse brava. dopo poco la tirai su, la baciai di nuovo, e puntai il mio cazzo nella sua fica, dove entrò senza troppi problemi. una scopata lunga, passionale, ci baciavamo, ci accarezzavamo, eravamo stretti in un vortice di passione. poi decisi che era ora, volevo anche il suo culo, e la misi a pecora. e mentre la inculavo, mi accorsi di quanto era bella, liscia, due tette che sballonzolavano ad ogni mio colpo, un viso dolce ma che ansimava ogni attimo di più, e lei che mi dice "non venire, voglio la sborra in bocca". cosi lo riprese in bocca e lo succhiò fino a quando non venni. ci addormentammo abbraciati e felici. la mattina mi svegliai, con io dietro di lei, e il mio cazzo proprio vicino al suo culo. la bacio prima sul collo, poi le dico "stavolta ti sborro nel culo", tolsi le mutande, e iniziai a incularla di nuovo, fino a punto a venire. ci baciammo di nuovo, di nuovo i suoi seni caldi mi accolsero, non volevo più staccarmi da quei suoi capezzoli. ci rivestimmo e ci preparammo, andammo a roma per una giornata turistica, poi la accompagnai a termini per tornare a padova. ma prima di andare, salii sul treno con lei, e nel bagno, mi feci fare un ultimo, fantastico, pompino.

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