La mia prima volta con Gabriella

Scritto da , il 2016-05-26, genere saffico

Mi chiamo Lorena, sono una ragazza magra piuttosto bassina capelli ricci di colore rosso naturale. Questa che vi sto per raccontare è la storia della mia prima volta con una ragazza, il suo nome l'avrete gia intuito, Gabriella, una ragazza bellissima più grande di me, alta 1,70 magra capelli biondi lisci, quasi il mio opposto.
Tutto inizio circa un anno fa all'inizio dell'anno scolastico, io quel giorno ero in ritardo ed essendo di fretta non mi accorsi di lei e finimmo per scontrarci e finire KO sul pavimento, io mi rialzo e non curante ricomincio a correre verso la mia classe durante l'ora di ricreazione uscendo dalla classe me la ritrovo davanti lei in maniera molto maliziosa mi dice «non credevo che una ragazzina cosi bella e fragile potesse prima farmi cadere e poi neanche scusarsi» io a quel punto arrossisco per la vergogna e cerco di farfugliare delle scuse lei «anche timida ahah, fa nulla mi piaci sai» a quel punto mi da una pacca sul culetto e se ne va. Io ero rimasta scioccata, la osservava mentre nella mia mente quella voce cosi sfacciata. A quel punto non so per quale motivo la rincorsi e le chiesi con una voce un po affaticata «come ti chiami?» lei mi sorrise e mi sussurro all'orecchio «Gabriella». Quella notte pensai a lei ed a ciò che era successo da un lato ero quasi sconvolta ma dall'altro ero incredibilmente attratta da lei e dalla sua voce. Le settimane successive o fatto di tutto per incontrarla, spesso senza successo però a due settimane dall'accaduto dovevo andare a casa ma il motore non voleva partire, io a quel punto ero quasi disperata quando passa una macchinetta che si ferma proprio davanti a me, il finestrino si abbassa e vedo Gabri che mi sorride dicendo «sei rimasta a piedi gioia, dai salta su» io non ebbi neanche il tempo di rielaborare le sue parole che fui trascinata nella sua macchina, durante il tragitto ci fu un silenzio molto imbarazzante quando lei forse un po scocciata mi afferra una gamba dicendo «ma che è sto mortorio, un po di allegria» io non dissi nulla la fissai, quel suo gesto aveva scatenato qualcosa in me, infatti appena lei accosto la macchina per farmi scendere io la baciai a stampo, lei dopo il mio gesto sorrise e disse «hai capito la piccolina, da quanto è che ti faccio quest'effetto?!?» non mi diede neanche il tempo di rispondere che mi abbasso il sedile e si mise a cavalcioni su di me «cosi ti piaccio?!!» mi grido, io sempre piu eccitata le afferrai la maglietta e la bacia appassionatamente, le nostre lingue si incontrarono e quasi non volevano staccarsi lei con una mossa alquanto strana provo a sfilarmi i jeans pero dentro quella macchinetta di fatto lo spazio era quasi nullo e un po delusa di non essere riuscita a vedermi senza quelli addosso mi chiese se per caso volevo venire da lei per fare le cose come si deve, io non potti che accettare, cosi in fretta e furia arrivammo a casa sua stranamente libera per l'occassione, neanche il tempo di entrare che io mi ritrovai a muro mentre lei mi toccava e baciava allo stesso tempo. A quel punto mi prese in braccio e mi porto sul suo letto dove mi getto con foga e mi salto addosso, in un no nulla siamo rimaste completamente nude avvolte dalle sue coperte dedite al nostro piacere, lei mi fece mettere distesa e scomparve sotto le coperte, una volta scomparsa mi sentii toccare lei comincio con un movimento circolare fatto dalla sua suntuosa e lunghissima lingua, quello che fece sotto le coperte fu qualcosa di unico, io che prima di allora ero vergine, provai per la prima volta un piacere immenso, il mio corpo inizio a contrarsi, piccoli gemiti e urli involontari venivano prodotti dalle mie corde vocali. Lei contenta del risultato ottenuto sbucò fuori dalle coperte e mi bacio quasi per condividere con me ciò che aveva assaggiato. Io seppur impacciata volli assolutamente invertire la posizione per ricambiare il favore, inutile dire che il risultato fu incredibile, a tal punto che uno strano liquido mi inondo il viso.
A quel punto esauste ed accaldate ci abbracciammo e ci addormentammo. Rimannemmo li nude strette l'un l'altra per circa un ora dopodicche lei mi disse «guarda che da questo letto non uscirai tanto facilmente» ed effettivamente in seguito si dimostro che non aveva torto, infatti a distanza di un anno ancora facciamo l'amore.

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