La bibliotecaria

Scritto da , il 2016-04-20, genere etero

LA BIBLIOTECARIA
Per la mia ricerca avevo bisogno di consultare antichi codici conservati presso la locale biblioteca. Avevo conosciuto così Lavinia, la bibliotecaria che da più di una settimana mi assisteva. La signora Lavinia è una simpatica “matrona” sessantenne molto gentile e preparata il cui aiuto mi è indispensabile, ma non solo a me che sono uno studente, vedo tutto il gota della locale cultura che fa punto fermo su questa donna per la competenza bibliografica che ha. Un mio conoscente cinquantenne la ricorda quando era una giovane bibliotecaria ed era il tormento di tutti gli studenti che andavano a studiare in sala lettura; infatti la appena trentenne Lavinia era solita indossare in estate gonne vaporose, camicette “vinte” da un seno enorme che le “violava” con incontenibili scollature nelle quali annegavano gli sguardi degli studenti ma ciò che solo i più attenti “sbirciatori” sapevano scoprire è che la signora non era solita indossare mutandine. Il suo lavoro la portava poi a doversi spostare sulla sovrastante altana; forse non tutti se ne accorsero ma questo mio conoscente poteva affermare che la signora Lavinia era bionda “naturale”. A sessanta anni passati ben po0co rimane di ciò che si era quasi quaranta anni prima, ma la sobria matrona ancora mantiene una grande vitalità, un grande sense of umour e… una generosa scollatura che “dignitosamente” mette in mostra un seno grande ancora in grado di rubare qualche sguardo non ultimo il mio che, a prima vista, mi fece pensare all’aggettivo –vellutato-.

Che assurdità questa menopausa! Da quando sono in menopausa la mia libido ha avuto un crollo; dopo un passato di iperattività sessuale, piano piano sembrava che avessi perso interesse al sesso. Mio marito mi ha pazientemente sopportato e adesso ci concediamo dei piacevoli sabato pomeriggio di giochini e peccatucci assai stimolanti ma nulla in confronto che il sesso era stato prima tra noi. Anche la masturbazione, di cui sono sempre stata una dedita praticante, non mi attraeva più di tanto se non per una frettolosa manipolazione della passera sotto la doccia. Proprio quando stavo per abituarmi a questa pace dei sensi, notti fa, mi è capitato di andare a letto con uno strano involontario rimescolamento. Abitualmente leggo a letto ma quella sera rimasi con la luce accesa e le mani conserte tra le cosce. Sbrigai un ditalino veloce e mi addormentai. Cosa assurda mi capitò di fare un sogno erotico, cosa che a me non capita mai. Nella confusione del sogno ricordo che stavo prendendolo in bocca a mio marito quando ho sentito che qualcuno mi si stava facendo da dietro. Sarà un caso ma da allora la caratteristica prima della mia menopausa … si è invertita! Non che adesso possa pensare di avere delle storie per coprirmi di ridicolo, ma è tornato piacevole, ogni tanto, guardare un bel maschio, e provare piacere nel sentire come una lieve contrazione della passera; a spegnere i miei calori ci pensa egregiamente mio marito senza bisogno che glie lo chieda… oddio, allo smorzamento dei miei calori collabora valorosamente una piccola compagnia di falli artificiali… ma questo è un altro racconto.

Mia moglie è una gran donna, stiamo insieme da quasi trenta anni e sono stati anni felici. Non eravamo innamorati, eravamo amanti e stavamo bene insieme come solo possono stare due persone che si dedicano al reciproco piacere. Io e mia moglie abbiamo costruito un passato di tali piacevoli ricordi che ancora innervano la nostra unione sessuale. Lavinia da giovane aveva il fuoco tra le gambe. L’estate si recava al lavoro in autobus arrampicata su tacchi alti, vaporose gonne e magliette o camicette inadatte a contenere il maestoso seno che faceva bella mostra di se; da premettere che la mattina uscendo di casa per stuzzicarmi si sfilava le mutandine e se ne andava di corsa. Quando tornava a casa mi raccontava di quanti ragazzi l’avessero sbirciata quando passava sull’altana e di come tutto ciò l’inducesse più volte ad andare al bagno a farsi frenetici ditalini… come non amarla! Ma questa è solo la più casta delle trasgressioni delle quali siamo stati protagonisti. Ora siamo entrambi ultrasessantenni, ma io ancora sono attivo e desideroso, Lavinia ha risentito della menopausa, ma pare che da qualche tempo abbia ritrovato interessi che sembravano sopiti facendo me felice e lei migliorata d’aspetto e di carattere. Purtroppo ciò che non si perdona è il suo naturale decadimento fisico, abituata ad essere una fatalona, adesso non accetta di essere una normalissima donna di sessanta anni che però potrebbe lo stesso essere oggetto di desiderio; io tento di dimostrarglielo con tutto l’ardore che l’età mi consente e con la mia annosa libertina esperienza a darmi manforte.

Ogni volta che mi capita di ripensare alla signora Lavinia, me l’immagino al giorno d’oggi sull’altana senza mutande la cosa buffa è che a pensarci mi è venuta un erezione lignea, si perché io appartengo a quel vasto gruppo di uomini che amano le ciccione e come tutti i giovani, ho l’infantile desiderio della “ziona” tettona che ti fa da nave scuola. Ebbene nel mio caso non si tratta nemmeno di un sogno irrealizzabile perché quando avevo quindici anni e mi devastavo di video porno che tutto mi insegnavano ma nulla potevo mettere in pratica, conobbi Tina un’amica di mia madre di circa quaranta anni, bionda, rotondetta, con due belle tette nostra vicina di pianerottolo … una favola per un ragazzino, sognavo ad occhi aperti di fare con lei tutto quello che vedevo sui video porno senza però immaginare che cosa veramente si provasse. Tina me la mangiavo con gli occhi, non potevo staccarle gli occhi di dosso, anche perché come si muoveva si scopriva ora un po’ di seno, ora una coscia ed io imbambolato a guardarla. Un giorno che, come al solito, ero in adorazione di Tina che seduta in poltrona, conversava con mia madre mi accorsi che aveva scoperto che la guardavo, mi fece un sorrisino e, sempre continuando a parlare con mia madre, con grande naturalezza e innocenza, si sollevò la veste, spalanco le cosce e si riassettò come se nulla fosse. Qualche giorno dopo ci incontrammo mentre rincasavamo e, in ascensore, chiacchierando, mi accarezzava affettuosamente il braccio e mi diceva che stavo diventando proprio un bel ragazzo, poi, con grande naturalezza, posò le sue sulle mie stupefatte labbra. “Ti devo dare una cosa, entra un attimo da me.” La seguii come un automa in casa sua, mi fece accomodare in salotto e mi disse: “Ho visto che mi guardi, mi scruti, se puoi qualche volta mi tocchi… mi piacerebbe tanto “giocare” con un bel ragazzino… ti sto dicendo che se ti alzi da quella poltrona e vieni qui, puoi fare quello che ti piace.” Fu lei che mi insegnò, con materna pazienza, a realizzare con filologica precisione, ogni e qualsivoglia bizzarria anni di pornografia mi avevano suggerito ed ispirato.
La mia vita sessuale si è poi dipanata lungo binari di serena normalità ma ho sempre avuto un occhio di riguardo per le donne più grandi di me; per questo motivo non mi stupisco più di tanto del fatto che, quando Lavinia si siede accanto a me io provi una piacevole sensazione nell’appoggiare la mia gamba alla sua… il fatto poi che non si ritragga non può non aguzzare i più impertinenti “malepensieri”, quanto ingiustificati?

Qualcosa è cambiato in Lavinia, in meglio fortunatamente; pare che la sua menopausa abbia subito un cambiamento forse ormonale, o fisiologico tale che la “pace sessuale” si sia interrotta per dar luogo a ben più confortevoli e stimolanti opportunità. Detto in breve, le è tornato il piacere e la voglia di fare sesso e lo fa con maggior trasporto. A sessantacinque anni non posso offrirle la prestanza del passato ma, diciamo, che quella cartuccia che ho da sparare, prepara la sua esplosione su un ben preparato campo sul quale esperienza e vecchia malizia seppero per più volte provocare la resa. Non so esprimermi diversamente da ciò ma tutto potrebbe semplificarsi dicendo che la passera di mia moglie ha sempre lo stesso magnifico sapore. Ho colto un altro aspetto della rifiorita vitalità di Lavinia. L’altra notte mentre mi godevo l’aria della notte passeggiando in giardino, ho notato la finestra della camera di mia moglie ancora accesa (dormiamo in camere separate), mi sono avvicinato emendo si sentisse poco bene e, invece, si stava masturbando con grande veemenza; che si stesse masturbando lo si capiva dal ”tormento” che si intravedeva sotto il lenzuolo… la veemenza mi si mostrò quando, gettato di lato il lenzuolo mi apparve il suo corpo nudo a gambe aperte, la mano destra artigliata alla passera, la sinistra, armata di un fallo di buone proporzioni, con questo, a ritmo gagliardo, tribolava dentro e fuori la fica di mia moglie. L’orgasmo che la colse la scosse al punto di ritrovarsi a pancia in giù sospingendo con il movimento del bacino il fallo dentro di se. Mentre viene penso che magari stava ispirandosi a ben altro fallo che non il mio, comunque... brava!
B
Ho ritrovato per caso sotto una coperta, mentre facevo ordine in armadio, il vibratore che mi aveva regalato mio marito un Natale di tanti anni fa; che ricordi stupendi! ha un bellissimo aspetto, non me lo ricordavo così grosso e ben fatto per giunta… non ho mai giocato però con un pene vero di quelle dimensioni, purtroppo. Da ragazzina a quindici sedici anni non aspettavo altro che di rimanere sola in casa per tutto il pomeriggio, mi spogliavo nuda e andavo strofinandomi per tutta casa alla ricerca di qualche “giocattolino” da infilarmi nella passerina o nel sedere, avessi avuto un giocattolone come quello, altro che pennarelli! Debbo ammettere che, ritrovandomelo in mano, l’istinto mi ha spinto a strofinarmelo tra le gambe; che angelo mio marito: proprio oggi mi ha messo sul comodino un flacone di lubrificante “specifico” –tutto vuol si compia-. Accidenti se fu cosa compiuta! Credevo di morire. Me ne sono andata a letto e, senza pensarci due volte, ho cominciato ad aspergere il fallo di lubrificante, lubrificante anche sulla passera, dentro la passera… voglio mettermi sotto il lenzuolo e stuzzicarmi con la punta del fallo, comincio, non resisto nemmeno un secondo, devo averlo tutto dentro subito, inizio a penetrarmi, il gande, qualche movimento circolare, esce, rientra e procede lentissimo sempre più dentro, vo.rrei tenermelo un po’ erano anni che non ricevevo un simile ospite ma vengo travolta da un orgasmo profondo mentre, pensando chi mai supponessi uomo similmente corredato potessi immaginare, mi veniva alla mente il giovane ricercatore della biblioteca.

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