Un viaggio sullo Yacht

Scritto da , il 2015-08-15, genere dominazione

Si va in barca, una barca molto grande, uno yacht di lusso.
Fa caldo, è estate...
Per salire sullo yacht togliamo le scarpe. Io posso ammirare i tuoi piedini!
Ci dirigiamo subito nella cabina letto, molto grande, con un letto rotondo posizionato esattamente al centro.

Ti butto sul letto e ti strappo i vestiti. Sono troppo arrapato, devo possederti.
Rimani in mutante e reggiseno, ti lego con delle manette polsi e caviglie... IMMOBILIZZATA!!!
Ho portato un set di giocattolini che ho tutta l'intenzione di usare. Ah si!!!
Dovrai pregare perchè io smetta.

Taglio il reggiseno con delle forbici molto fredde, i capezzoli s'induriscono all'istante, guarda come sono belli eccitati, mmmmm...

Prendo una piuma, rossa come il fuoco, e inizio a stuzzicarli per benino, la passo delicatamente su tutto il seno, sotto le ascelle e sul collo.
Inizio a fare dei movimenti circolari sul capezzolo usando la piuma rossa, tu gemi, vuoi che io prenda in bocca i capezzoli... oh si, li torturo quei poveri capezzoli, tanto tu sei immobilizzata e non puoi fare niente.
Il mio cazzo è di marmo, ma tu prima di averlo devi desiderarlo. Le tue mutande sono un lago.

Prendo dal frizer un cubetto di ghiaccio che posiziono sull'ombelico, mentre con le mani ti sgrilletto i capezzoli. Quando il cubetto si è sciolto ne prendo un'altro, ma questa volta lo passo sui capezzoli.

Gemi, urli, ti dimeni... ma tanto non puoi scappare. Oh siii devi soffrire

Mi implori di penetrarti... dimenticatelo, no no no adesso comando io

Dai capezzoli, mi sposto ai tuoi magnifici piedini e inizio a leccarli tutti, esploro con la lingua ogni centimetro.
Prendo un altro cubetto di ghiaccio e lo passo sulla pianta dei piedi, ogni goccia che lascia sul suo percorso la mia lingua provvede a ripulirla.

Ormai non c'è più neanche una piccola striscia di tessuto nelle tue mutante che non sia invasa da umori, mi implori di penetrarti. Visto che sono cattivo, ti lasco credere che ti penetrerò a breve. Prendo ancora le forbici fredde, e ti taglio le mutande. Mi si para davanti uno spettacolo favoloso, coli da tutte le parti. Passo il dito lungo la linea della tua natura per poi portarmelo alla bocca e gustare il tuo sapore... mmm, che buono, sa di miele, ma non devo cedere all'istinto, devi ancora soffrire.

Prendo dal frizer un'altro cubetto di ghiaccio, questa volta proverai una sensazione che mai prima di ora hai provato. Porgo il cubetto alla base della tua vagina, procurandoti un sussulto. Mi preghi di non metterlo li, oh si invece, è mia intenzione proprio fare questo.
Gridi "No ti prego, ovunque, ma non li", io neanche ti sento e continuo il mio lavoro. Il cubetto si è ormai sciolto, poco male ne prendo un altro.
Adesso basta giocare leggero. Prendo il cubetto e lo metto a freddo nella tua vagina. Tu appena il cubetto è tutto dentro gridi, hai il primo orgasmo e che orgasmo, credevo non fisse mai. Uno spettacolo meraviglioso vederti li impotente a godere come una porca e a dimenarti come una biscia... Dove vuoi andare?
Fino a quando il cubetto non si è sciolto del tutto gemi e ti dimeni, ma è inutile, non hai scappo. I tuoi umori misti all'acqua del cubetto, hanno creato una pozza.
Bene adesso ti penetro, il contrasto freddo del cubetto e caldo del mio cazzo, ti manda sulla luna. Ti chiavo come un dannato, dentro fuori. Un mix di sensazioni che ti fa raggiungere un'altro orgasmo.

Con il cazzo ben lubrificato, decido che è arrivato il momento di fare una bella spagnola con le tue fantastiche tette. Quando raggiungo il culmine della libido ti cospargo la faccia di sborra.

Adesso voglio gustarmi il tuo miele, mmmm... che buono, ti torturo il clitoride. La tua figa continua a contrarsi e produrre miele, siiii.
Raggiungi un'altro orgasmo.

Ormai sei sfinita, ma io non ne ho ancora abbastanza così ti penetro ancora, molto lentamente questa volta, gemi di piacere, poi mi ricordo di avere un vibratore, lo prendo e te lo infilo nel culo. una doppia penetrazione.
Veniamo insieme.

Prima di slegarti però, ti lecco tutta da capo a piedi, soffermandomi per molto tempo su questi ultimi.

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