Carmy dal dentistra
scritto il 2026-11-08 tempo di lettura 6 min
di
Elimo
genere
Confessioni
cura
B
Scritto per Carmy affinchè superasse la paura del dentista.
Ho sempre avuto una forte attrazione per le uniformi e le divise in genere, ma la paura del dentista con il suo camice, non mi era mai venuta meno, fino a quando ho dovuto cambiarlo: ll mio vecchio dentista andava in pensione ed io ero terrorizzata.
Tutto sommato di lui mi fidavo e non conoscendo nessuno per cercare un poco di conforto a questa tragedia chiesi consiglio al mio compagno, il quale, guardandomi in modo malizioso, mi disse rassicurandomi:
- Tranquilla… Ti prenoto da Silvio, è un mio caro amico! ... è vicino casa tua, è bravo, capace e… conoscendoti, sarà capace di farti passare la paura del dolore…
Devo riconoscere che il mio compagno non si sbagliava affatto, tanto che quando per la prima volta vidi questo bellissimo giovane professionista, capiì quanto avesse ragione… Alto, tonico, simpatico, sicuro di sè, non poteva non suscitare le mie più intime fantasie, quelle stesse, che condivido con il mio compagno e che ci assicurano momenti di grande trasporto, trasgressione e piacere.
Così mi tenevo per mano al mio compagno quando Silvio… (oops il dottore) ci venne incontro stringendoci la mano.
Silvio – disse il mio compagno sorridendo con una insospettata complicità - questa è Carmy… te la consegno… prenditene cura come Tu sai fare… poi rivolgendosi a me, aggiunse: Stai tranquilla, non Ti farà del male, anzi... sono persino certo che ben presto anche per Te sarà un vero piacere venire qui…
All’inizio questa loro familiarità mi infastidì, - sono infatti un tipo diffidente – ma certa che mai il mio Giò, mi avrebbe fatto qualcosa di spiacevole, così smisi di pensarci e seguii il dottore.
Tutto in quello studio era bello: belli gli ambienti, sobri, luminosi, puliti… bello l’arredo, belli i collaboratori e pure le assistenti… davvero ben messe, giovani, curate, persino procaci… e per dirlo io, che mi ero sempre ritenuta rigorosamente etero… ce ne vuole!
Ele, poi era la preferita del dottore, si vedeva subito che tra loro c’era una intesa speciale: non molto alta ma fisicamente davvero ben messa, con uno sguardo davvero seducente ed intrigante di chi ispira sesso e lo sa, e una scollatura davvero generosa, che mi faceva pensavo non indossasse nulla sotto il camice….
Mi fecero sdraiare comodamente sulla poltrona dentistica, cominciando subito dopo a fare domande, con un tono caldo e rilassato, sui miei trascorsi clinici. Ele, in particolare, mi stava particolarmente vicina, poggiando la sua mano sulla mia quando mi agitavo al ricordo di precedenti dolorosi interventi…
Silvio, squadrandomi da capo a piedi, mi chiese subito di dargli del tu, e mentre mi sorrideva e annuiva alle mie risposte, esortandomi a stare calma, mi spiegò che da loro non avrei sentito alcun dolore giacché intervenivano con un anestetico di nuova concezione che non solo inibiva il dolore, ma generava nel paziente una piacevole condizione di piacevole torpore per blocchi di quarti d’ora in base alla quantità somministrata… Aggiunse infine che, se volevo provare, potevano utilizzarlo anche subito, durante la ricognizione analitica di tutta dentatura, che si apprestava a fare e che, ribadì, non mi avrebbe comunque fatto assolutamente alcun male.
Accettai di buon grado, ed Ele preparò una piccola siringa con il farmaco, che, sebbene tremassi, iniettò senza che sentissi alcun dolore e che mi fece sentire, già dopo pochi attimi, piacevolmente intorpidita. Le loro voci ora mi giungevano sempre più lontani, ma percepivo comunque il calore e la loro presenza... mi sembrava però di allontanarmi e ondeggiare, mentre lasciavo il mio corpo inerme abbandonato alle loro mani sapienti. Mi sentivo come in uno stato di trance, con il corpo mollemente adagiato e un’anima libera e vagante in un ambiente caldo ed ovattato… e soprattutto mi sentivo veramente bene…
Ora le mani di Silvio erano certo dentro la mia bocca… dita forti… erano forse nude o no?… certo i miei sensi ne percepivano il sapore, o forse no… e perchè le sentivo percorrere la mia lingua?... indugiavano o era una mia impressione? Non capivo…disegnavano forse strane figure sul mio palato? forse sollecitavano zone erogene che non sapevo di possedere?… Forse anche le mie labbra erano ora percorse lentamente? perchè le sentivo prese, disgiunte con voluttà?… Ero forse io ad offrirle o forse mi preparavo a venire offerta? perchè Salvo ora le apriva?... le carezzava?... le strizzava dolcemente? Forse le preparava ad accogliere qualcosa di grande, di caldo, di invadente?… o ero io che reclamavo che venissero aperte e violate?...
Non so da dove venissero questi miei pensieri, se indotti dal farmaco o frutto di una mia prima ignota eccitazione sempre più spudorata… Non so, non capivo… Forse Ele e Salvo mi avevano drogata? Forse erano amanti, forse si baciavano? forse si toccavano davanti ai miei occhi chiusi? Forse ero un loro gioco? Forse dovevo aprire gli occhi e scoprirli? O forse già sognavo… Certo è che mai avevo provato così belle sensazioni… poi da un dentista! Ma poi era un dentista o un dio greco?… No, non poteva essere… gli Dei greci avevano il cazzo piccolo… Salvo invece lo avrà avuto bello per come era lui…
Perchè adesso il calore lo sentivo in tutto il corpo? cos’era questa sensazione di piacere e calore, mai provata prima?… Va bene, non riuscivo a muovermi e ad aprire gli occhi, ma chi voleva muoversi? Non solo vedevo tutto intorno a me come avvolto in una forte e calda nebbia, ma, ora, volevo o sentivo persino piacere… e non mi importava come e da chi... ora volevo sesso… e lo volevo lì… sentivo suoni attutiti, persino una musica… e corpi che si muovevano intorno a me come in una danza erotizzante… e sentivo ovunque il contatto di corpi… Dio mio, persino femminili!!!!
No, non c’era solo un caldo tepore intorno a ma, mi sentivo invece persino offerta su una tavola imbandita... pronta ad essere gustata come cibo ad un banchetto, offerta a bocche golose e sapienti, così come pure sentivo carne morbida che mi frugava dentro, assaporandomi… ricordo un profumo di donna, tanto forte da stordirmi e farmi sobbalzare di lussuria e capelli strusciati sul mio viso, come corde di un frustino. E poi ricordo le parole… poche parole… calde, roventi, penetranti come ordini ripetuti, ripetitivi:… Apri la bocca… Dai, apri… Su, Apri grande… ora Apri tutto… Apri,così… Brava... Mmmm,che \brava… Mmmmm, che Porca (forse?)...
Ho sempre avuto una forte attrazione per le uniformi e le divise in genere, ma la paura del dentista con il suo camice, non mi era mai venuta meno, fino a quando ho dovuto cambiarlo: ll mio vecchio dentista andava in pensione ed io ero terrorizzata.
Tutto sommato di lui mi fidavo e non conoscendo nessuno per cercare un poco di conforto a questa tragedia chiesi consiglio al mio compagno, il quale, guardandomi in modo malizioso, mi disse rassicurandomi:
- Tranquilla… Ti prenoto da Silvio, è un mio caro amico! ... è vicino casa tua, è bravo, capace e… conoscendoti, sarà capace di farti passare la paura del dolore…
Devo riconoscere che il mio compagno non si sbagliava affatto, tanto che quando per la prima volta vidi questo bellissimo giovane professionista, capiì quanto avesse ragione… Alto, tonico, simpatico, sicuro di sè, non poteva non suscitare le mie più intime fantasie, quelle stesse, che condivido con il mio compagno e che ci assicurano momenti di grande trasporto, trasgressione e piacere.
Così mi tenevo per mano al mio compagno quando Silvio… (oops il dottore) ci venne incontro stringendoci la mano.
Silvio – disse il mio compagno sorridendo con una insospettata complicità - questa è Carmy… te la consegno… prenditene cura come Tu sai fare… poi rivolgendosi a me, aggiunse: Stai tranquilla, non Ti farà del male, anzi... sono persino certo che ben presto anche per Te sarà un vero piacere venire qui…
All’inizio questa loro familiarità mi infastidì, - sono infatti un tipo diffidente – ma certa che mai il mio Giò, mi avrebbe fatto qualcosa di spiacevole, così smisi di pensarci e seguii il dottore.
Tutto in quello studio era bello: belli gli ambienti, sobri, luminosi, puliti… bello l’arredo, belli i collaboratori e pure le assistenti… davvero ben messe, giovani, curate, persino procaci… e per dirlo io, che mi ero sempre ritenuta rigorosamente etero… ce ne vuole!
Ele, poi era la preferita del dottore, si vedeva subito che tra loro c’era una intesa speciale: non molto alta ma fisicamente davvero ben messa, con uno sguardo davvero seducente ed intrigante di chi ispira sesso e lo sa, e una scollatura davvero generosa, che mi faceva pensavo non indossasse nulla sotto il camice….
Mi fecero sdraiare comodamente sulla poltrona dentistica, cominciando subito dopo a fare domande, con un tono caldo e rilassato, sui miei trascorsi clinici. Ele, in particolare, mi stava particolarmente vicina, poggiando la sua mano sulla mia quando mi agitavo al ricordo di precedenti dolorosi interventi…
Silvio, squadrandomi da capo a piedi, mi chiese subito di dargli del tu, e mentre mi sorrideva e annuiva alle mie risposte, esortandomi a stare calma, mi spiegò che da loro non avrei sentito alcun dolore giacché intervenivano con un anestetico di nuova concezione che non solo inibiva il dolore, ma generava nel paziente una piacevole condizione di piacevole torpore per blocchi di quarti d’ora in base alla quantità somministrata… Aggiunse infine che, se volevo provare, potevano utilizzarlo anche subito, durante la ricognizione analitica di tutta dentatura, che si apprestava a fare e che, ribadì, non mi avrebbe comunque fatto assolutamente alcun male.
Accettai di buon grado, ed Ele preparò una piccola siringa con il farmaco, che, sebbene tremassi, iniettò senza che sentissi alcun dolore e che mi fece sentire, già dopo pochi attimi, piacevolmente intorpidita. Le loro voci ora mi giungevano sempre più lontani, ma percepivo comunque il calore e la loro presenza... mi sembrava però di allontanarmi e ondeggiare, mentre lasciavo il mio corpo inerme abbandonato alle loro mani sapienti. Mi sentivo come in uno stato di trance, con il corpo mollemente adagiato e un’anima libera e vagante in un ambiente caldo ed ovattato… e soprattutto mi sentivo veramente bene…
Ora le mani di Silvio erano certo dentro la mia bocca… dita forti… erano forse nude o no?… certo i miei sensi ne percepivano il sapore, o forse no… e perchè le sentivo percorrere la mia lingua?... indugiavano o era una mia impressione? Non capivo…disegnavano forse strane figure sul mio palato? forse sollecitavano zone erogene che non sapevo di possedere?… Forse anche le mie labbra erano ora percorse lentamente? perchè le sentivo prese, disgiunte con voluttà?… Ero forse io ad offrirle o forse mi preparavo a venire offerta? perchè Salvo ora le apriva?... le carezzava?... le strizzava dolcemente? Forse le preparava ad accogliere qualcosa di grande, di caldo, di invadente?… o ero io che reclamavo che venissero aperte e violate?...
Non so da dove venissero questi miei pensieri, se indotti dal farmaco o frutto di una mia prima ignota eccitazione sempre più spudorata… Non so, non capivo… Forse Ele e Salvo mi avevano drogata? Forse erano amanti, forse si baciavano? forse si toccavano davanti ai miei occhi chiusi? Forse ero un loro gioco? Forse dovevo aprire gli occhi e scoprirli? O forse già sognavo… Certo è che mai avevo provato così belle sensazioni… poi da un dentista! Ma poi era un dentista o un dio greco?… No, non poteva essere… gli Dei greci avevano il cazzo piccolo… Salvo invece lo avrà avuto bello per come era lui…
Perchè adesso il calore lo sentivo in tutto il corpo? cos’era questa sensazione di piacere e calore, mai provata prima?… Va bene, non riuscivo a muovermi e ad aprire gli occhi, ma chi voleva muoversi? Non solo vedevo tutto intorno a me come avvolto in una forte e calda nebbia, ma, ora, volevo o sentivo persino piacere… e non mi importava come e da chi... ora volevo sesso… e lo volevo lì… sentivo suoni attutiti, persino una musica… e corpi che si muovevano intorno a me come in una danza erotizzante… e sentivo ovunque il contatto di corpi… Dio mio, persino femminili!!!!
No, non c’era solo un caldo tepore intorno a ma, mi sentivo invece persino offerta su una tavola imbandita... pronta ad essere gustata come cibo ad un banchetto, offerta a bocche golose e sapienti, così come pure sentivo carne morbida che mi frugava dentro, assaporandomi… ricordo un profumo di donna, tanto forte da stordirmi e farmi sobbalzare di lussuria e capelli strusciati sul mio viso, come corde di un frustino. E poi ricordo le parole… poche parole… calde, roventi, penetranti come ordini ripetuti, ripetitivi:… Apri la bocca… Dai, apri… Su, Apri grande… ora Apri tutto… Apri,così… Brava... Mmmm,che \brava… Mmmmm, che Porca (forse?)...
di
Elimo
Elimo
28
visite
visite
1
voti
voti
valutazione
2
2
il tuo voto
Commenti dei lettori al racconto erotico