Gli Scherzi di Mamma - Prima Parte

scritto il 2026-11-06 tempo di lettura 14 min

di
genere
Incesti, Tradimenti, Voyeur
cura
B+

Mi chiamo Marco e questa storia si svolge nei primi anni 2000, quando ero uno studente quindicenne, la mia famiglia era composta da mia madre Lucia, una casalinga allora quarantenne e da mio padre Alfio, un cinquantenne burbero e imbruttito, interessato solo al calcio che passava tutto il tempo libero al bar a bere con gli amici e a discutere animatamente delle partite di calcio, mia madre dal canto suo era una donna bella ma trascurata, con un viso dolce e pulito, capelli castani, alta circa 1,70 una pancetta appena accennata e seni e natiche pieni e sodi che nascondeva spesso sotto vestaglie da casa colorate che si usavano in quegli anni, aveva spesso uno sguardo triste, usciva poco da casa e non aveva neppure un auto sua che potesse darle un pó di autonomia, considerando che mio padre usava la vecchia Citroen di famiglia anche per andare al bar a cento metri da casa (uno dei tanti che frequentava).
La mia vita cambió un pomeriggio d'Aprile, papá era al bar come sempre, mamma aspettava l'elettricista che sarebbe dovuto arrivare a momenti per metterci alcune prese e io uscií per andare dal mio amico Giorgio, all'epoca i telefoni cellulari non erano diffusi come ora e quando arrivai a casa di Giorgio sua madre mi disse che era al parco ma quando andaí a cercarlo non lo trovaí e decisi di tornarmene a casa. Aprii la porta e mi incamminai verso camera mia ma nel corridoio vidi una salopette da lavoro gettata a terra e sentii dei gemiti venire dalla camera dei miei genitori, mi avvicinai all'ingresso della stanza col cuore in gola e sul letto vidi l'elettricista che si muoveva ritmicamente trá le bianche cosce di mia madre, restai scioccato dalla scena e corsi via in lacrime. Mi sedetti sotto un albero in un campo vicino a casa e con la testa trá le gambe scoppiai in un pianto, di mio padre non mi importava, non gli volevo bene, come si poteva voler bene a un uomo cosí ? Ma mia madre era l'angelo del focolare, la donna casta e pura che mi baciava sulla guancia mentre facevo colazione e ora era nel letto coniugale a farsi fottere da uno sconosciuto ! Provai rabbia, imbarazzo e vergogna.
Stetti lí per un tempo che a me sembró infinito ma nella vita reale era probabilmente un ora o poco piú, fino a quando vidí l'elettricista uscire dal cancello di casa e salire sul furgone, un bell'uomo sui quarantacinque anni, alto con capelli corti leggermente brizzolati e una mascella squadrata, provai un brivido quando il furgone mi passó accanto e vidi l'uomo che si era appena scopato mia madre a un metro da me. Dopo circa venti minuti rientrai in casa e mia madre era intenta a fare le faccende domestiche come se nulla fosse successo, mi chiese sorridente "come é andata da Giorgio ?" "Bene" risposi io con voce spezzata. La cena si svolse come sempre trá poche parole e piú tardi andaí a letto, non riuscivo a dormire, ripensavo triste a quanto era accaduto ma a un certo punto mi ritrovai col cazzo duro come non mai nel ripensare a mia madre nella stanza accanto qualche ora prima con l'elettricista dentro di lei che la scopava ritmicamente possedendola a fondo . Mentre cominciavo a toccarmi guardai il mio pene e dissi trá me e me sottovoce "il mio cazzo...il cazzo di lui dentro mamma" e quando eiaculai, guardando il mio sperma pensai che il suo era dentro mia madre. Mi masturbai altre tre volte quella notte. Per mesi mi masturbai nel letto almeno due volte a sera ripensando a quella scena che tanto mi aveva turbato.
Mi convinisi che era stato solo un'attimo di debolezza, dopotuttto mio padre non c'era mai e quando c'era era ubriaco e forse per alcuni mesi fú davvero cosí, fino a quando a inizio Settembre mio padre si convinse a fare finalmente i lavori di manutenzione di cui la nostra casa aveva bisogno da tempo e la mia vita sarebbe di nuovo cambiata per sempre.
Il primo fú l'idraulico, ero in camera mia a riposare con la porta chiusa quando decisi di andare a prendere un bicchiere d'acqua, non sospettavo di niente fino a quando percorrendo il corridoio per andare al piano di sotto non udii la voce di mia madre proveniente dal bagno dire "non fare rumore che c'é mio figlio", spinsi leggermente la porta del bagno semichiusa e vidi mamma appoggiata coi gomiti sul lavandino e la vestaglia sollevata mentre l'idraulico, un uomo ricciolo e corpulento sulla cinquantina, coi pantaloni calati alle caviglie la penetrava lentamente da dietro. Questa volta non scappai, restai a guardare mia madre gemere fino a quando l'uomo non venne dentro di lei con un grugnito animalesco, mentre mamma inarcó la schiena e protrasse le mani dietro di lei aggrappandosi ai glutei dell'uomo come per godersi fino all'ultima goccia del suo seme.... forse era questo che volevo davvero, ma non volevo ammettere, da quel giorno che l'avevo vista con l'elettricista, prova ne era che venni nei pantaloni senza nemmeno avere il tempo di toccarmi. Prima che mi scoprissero corsi in camera e ricominciai a masturbarmi fino a quando l'uomo non se ne fú andato .
Pochi giorni dopo fú il turno di due muratori sulla sessantina o anche piú, due pensionati che ogni tanto lavoravano a nero come moltissimi artigiani all'epoca, uno Mario era un tipo tracagnotto con pochi capelli bianchi, era cognato di una conoscente di mia madre, mentre il suo socio Beppe era piú magro e conservava ancora dei folti capelli neri nonostante l'etá. Al piano terra avevamo un open-space che fungeva da sala e cucina, loro dovevano intonacare alcuni muri e abbatere una ridicola colonna decorativa, ereditata dai vecchi padroni di casa, nella zona salotto. Il giorno in cui sarebbero dovuti venire io sarei dovuto essere a scuola, ma a inizio settimana mi beccai una brutta influenza, ma quella che sembrava una seccatura si riveloʻ una delle piú grandi fortune della mia vita. Il venerdí, proprio il giorno in cui avevamo appuntamento coi muratori cominciaí a stare decisamente meglio, mi svegliai verso le nove, mentre i due uomini da veri professionisti finivano di fissare due grossi celophane opachi e semi-trasparenti trá la cucina e il salotto dove dovevano lavorare per evitare di impolverare ovunque. Visto l'etá avanzata dei due uomini ero tranquillo che non sarebbe successo nulla e dopo pranzo ero in cucina a studiare per una verifica importante che mi attendeva il lunedí, mia madre invece, mentre i due uomini avevano terminato gran parte del lavoro cominció a innervosirsi sempre di piú. Mentre preparava il caffé mi disse "ora basta studiare ! Vai a riposare che sei ancora convalescente", "devi riposare" rincaroʻ la dose mentre preparava due tazzine da caffé sú un vassoio e poi aggiunse "ora vado a portare il caffé ai signori, tu non venire assolutamente di lá che é pericoloso, non vorrei mai che ti cascasse in testa un calcinaccio !" e ancora perentoria "vai a riposarti" mentre col vassoio in mano si dirigeva verso il salotto. A quel punto mi era impossibile non mangiare la foglia, mia madre aveva paura che i due uomini finissero il lavoro prima di avere la sua occasione e ora stava cercando di sbarazzarsi di me, raccolsi in fretta il mio libro e corsi per le scale verso camera mia, prima che lei sparisse nel varco trá i due celophane. Aspettai una decina di minuti e tornai in cucina, studiai dove trovare un punto di osservazione senza essere visto e lo trovai spostando di un poco il lembo piú estreno di uno dei due celophane, un punto dove difficilmente sarebbe caduto l'occhio a qualcuno. Quello che vidi mi sconvolse quasi quanto la prima volta che scoprii mia madre a letto con uno sconosciuto ! Mamma piegata a novanta gradi completamente nuda se non per la vestaglia arrotolata in vita mentre Mario tutto rosso e con un sorriso da un orecchio all'altro la fotteva energeticamente da dietro, mentre Beppe coi pantaloni abbassati si teneva la camicia aperta con una mano mentre mamma gli succhiava il cazzo ! All'epoca avevo quindici anni e allora eravamo molto piú ingenui dei ragazzini di oggi, pensavo che queste cose succedessero solo nei film porno, non credevo che le donne facessero davvero sesso con due uomini contemporaneamente nella realtá, non le madri di famiglia almeno ! Nonostante lo schock cominciai a masturbarmi, quando dopo poco Beppe disse "Mario dammi il cambio, ora é il mio turno " e lui "un attimo ho quasi finito...ahhhh....anf anf ora é tutta tua" . Mamma si giró e appoggió le braccia sulle spalle di Mario mentre Beppe inseriva il suo pene nella sua vagina. Era il suo turno ora ... "é il mio turno ora" "ora é tutta tua" ripensaí, come se la mia mamma fosse una puttana a loro disposizione .... e forse lo era ! A quel pensiero venni copiosamente prima che anche Beppe si scaricasse dentro mia madre. Piú tardi realizzai che forse mamma non aveva grande indipendenza per muoversi liberamente e per questo approfittava delle occasioni che le capitavano per casa e forse era proprio per paura di perdere quell'occasione che si era innervosita mentre preparava il caffé, quello che era certo é che da quella sera non mi masturbai piú solo pensando a mamma a letto con l'elettricista ma a lei scopata nei posti e nelle occasioni piú disparate da sconosciuti senza un volto, mi vergognavo di ció ma ancor di piú mi vergognavo quando la immaginavo circondata di cazzi famelici o lei a pecorina con una fila interminabile di uomini dietro che attendevano il loro turno proprio come Beppe, mi vergognavo talmente tanto di questa fantasia che dovevo immediatamente distoglierne il pensiero. Cinque giorni dopo venne l'imbianchino, a tinteggiare i muri intonacati da Mario e Beppe (sia mai che mio padre prendesse in mano un pennello....), ma io dovevo anadare a scuola questa volta, lo incrociai di buon mattino mentre uscivo, un uomo magro sui cinquant'anni. Arrivai alla fermata dell'autobus quando mi dissi "ma sei davvero cosí coglione ?!?", corsi verso casa mentre l'autobus ripartiva senza di me, fregandomene delle lezioni. Mi nascosi vicino all'albero dove piansi mesi prima, dopo aver visto mamma con l'elettricista e attraverso le finestre cercavo di capire che succedeva, quando dopo un paio d'ore smisi di vedere la silhouette dell'uomo lavorare mi introdussi furtivamente in casa, questa volta mamma con la casa libera era in camera a godersi con calma il cazzo dell'uomo. Nascosto dietro lo stipite della porta, nella penombra del corridoio osservai l'uomo finire di leccarle la figa e iniziare a scoparsela alla missionaria, mamma non aveva fretta stavolta e di sicuro non ne avevo neanche io che cominciaí a toccarmi il pene lentamente. Venni una prima volta pensando che mia madre era stata con cinque uomini negli ultimi sei mesi, di cui ben quattro nelle ultime due settimane, mentre lui dopo circa dieci minuti affondato trá le sue cosce cominció a prenderla alla pecorina continuando a darmi le spalle e dopo qualche altro minuto l'uomo si lasció cadere sulla schiena mentre mia madre salí sopra di lui, rivolta nella mia direzione e fú lí che i nostri sguardi si incrociarono ! Fú solo un per un secondo e immediatamente mi ritrassi dietro il muro dove non potevo essere visto, mentre mia madre continuó a farsi scopare. Raccolsi velocemente il mio zaino per le scale e decisi di reincasare al mio solito orario nella ridicola speranza che mia madre credesse che ero stato davvero a scuola quel giorno, nonostante i nostri sguardi si fossero incrociati, nonostante le gocce di sperma che avevo lasciato coppiose sul pavimento. Quando reincasai nel primo pomeriggio trovai mia madre nel suo accappatoio giallo seduta con un bicchiere di vino rosso in mano e una bottiglia vuota sul tavolo, dagli occhi si capiva che aveva pianto. Quando mi vide mi disse "Marco dobbiamo parlare..." mi si bloccó lo stomaco "...só che mi hai visto...só che ho sbagliato, ma tuo padre non mi tocca mai e anche quelle rare volte che lo fá pensa solo a sè stesso..." io le dissi "mamma lo só, non mi devi spiegare nulla, io capisco", sembró sollevata, "io non voglio distruggere la nostra famiglia, quello era solo un gioco...uno scherzo" "uno... SCHERZO ?!?" risposi prima di esplodere entrambi in una fragorosa risata ! A entrambi piacque molto quella parola, a quel punto gli animi si erano distesi e cominciammo a parlare liberamente le dissi che mi piaceva guardarla, vederla felice, vederla soddisfare gli uomini, anche due insieme... mamma strabuzzó gli occhi e disse "ma quindi mi ha visto altre volte ?" e io "sí, non solo coi due muratori ! È da tempo che lo só, che ti guardo" mentre lei ingenuamente, forse complice l'alcol, si tradí "quindi mi hai vista anche con l'idraulico e con i due che ci hanno consegnato l'armadio nuovo ?". Io non sapevo di quest'altra scappatella ma feci finta di nulla...quindi erano ben sette, se non di piú, gli uomini con cui era stata mia madre negli ultimi mesi...cominciaí a eccitarmi. Le dissi che per me era tutto apposto, che poteva continuare liberamente, la incoraggiai persino a continuare ma aggiunsi che l'unica cosa che mi preoccupava era che potesse avere delle rogne, lei mi tranquillizzó dicendo che non era stupida, prima di sedurre qualcuno si era sempre preoccupata che fossero persone che non la conoscessero, che non abitassero nei paraggi e con moglie e figli a casa, in modo che non avrebbero parlato troppo in giro della loro avventura. Non só ancora oggi spiegare esattamente il motivo ma questa cosa mi procuroʻ un altra erezione, non erano piú solo dei cazzi che scopavano mia madre come li avevo visti fino ad ora, ma degli uomini con le loro vite, magari con dei figli della mia etá, magari con delle mogli grasse che li aspettavano a casa mentre loro godevano dentro mia madre. Lei poi mi spiegó che non era solo il sesso, era tutta la situazione, il vedere le loro reazioni, le loro facce stupite...alché io dissi divertito "non dimenticheró mai la faccia tutta rossa e sorridente di Mario mentre ti prendeva da dietro" prima di esplodere in un'altra risata, poi di impulso le dissi "mamma vorrei essere tuo complice in questi....SCHERZI", lei spalancó la bocca stupita ma poi vidi una nuova luce accendersi nei suoi occhi e un sorriso malizioso comparire sul suo volto. "Mio...complice ?" "Sí" risposi "aiutarti a organizzare, divertirci insieme...ovviamente io poi resteró nascosto" il suo sorriso si fece ora dolce. Ci spostammo sul divano e ci accoccolammo insieme, dopo un pó mi venne spontaneo dirle "mamma mi piacerebbe vederti nuda", lei dopo un attimo rispose "e perché no? Se devi essere il mio complice..." si alzó dal divano, e con naturalezza slacció la cintura e si fece scivolare l'accappatoio. Mia madre sembrava una donna normale, ma nuda era veramente bellissima, con una vagina rosa e depilata e seni e glutei pieni e sodi, mi ricordava un pó Stefania Sandrelli, che tanto ammiravo in quei film erotici trasmessi dalle reti locali che guardavo di nascosto quando mi era concesso di star sveglio fino a tardi. Restó in piedi per un pó davanti a me ancora seduto sul divano, pensai che anche altri dovevano ammirare tale bellezza, che era giusto che ne godessero, poi le accarezzai il ventre col dorso della mano e scesi verso la vagina, ma lei con dolcezza mi spostó il braccio, poi si giró e le feci scorrere una mano sui glutei, questa volta col palmo della mano e fú allora che capii, non la desideravo per me e lei non desiderava me, sarebbe stato innaturale, era mia madre e io ero suo figlio, la desideravo per gli altri. Mi appoggiai sullo schienale del divano e cominciai una lenta masturbazione mentre mia madre, con le gambe leggermente divaricate continuava a girare sú se stessa con estrema lentezza per farsi ammirare al meglio, fino a quando esplosi in un immenso orgasmo, mia madre ancora nuda pulí con della carta assorbente e poi si rimise l'accappatoio.
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