L'autobus
scritto il 2026-11-04 tempo di lettura 10 min
di
Chissenefrega
genere
Gay
cura
B+
STORIA VERA,LA MIA PRIMA ESPERIENZA
Era inizio settembre,il primo anno delle superiori,avevo scelto di andare a scuola a Roma,proprio per allontanarmi dal paese. Per arrivarci dovevo prendere diversi mezzi.Ero un bel ragazzo,piacevo molto alle ragazze della mia età,alto snello con i capelli lunghi biondi,praticavo atletica leggera,avevo cosce e glutei sodi,dopo la scuola andavo in parco a correre ogni giorno.
La mattina faceva ancora caldo,quindi mettevo un pantalone da ciclista molto attillato.Madre natura ha pensato bene di non darmi neanche un pelo ne sul viso ne sulle cosce ne da altre parti.
Aspetto l autobus,il solito che a quell'ora è sempre pieno di visi conosciuti,sempre gli stessi,studenti,uomini che vanno a lavoro,donne ecc. Essendo il capolinea trovo sempre posto a sedere.
Quella mattina invece faccio 2 min di ritardo e arrivato alla fermata il mio autobus era già partito. Aspettai il successivo.
Arriva dopo 20 min,la gente era davanti la porta ad aspettare che l'autista aprisse le porte,una folla,mi ritrovai a metà fila.
Ovviamente una volta entrato i posti a sedere erano finiti.
Vabbè poco male pensai. Stare in piedi non è poi la fine del mondo.
Posai lo zaino a terra,e un uomo sulla 50ina mi si piazza dietro,ad ogni fermata sale piu gente e mi ritrovo pressato,non riuscivo neanche ad allungare una mano per afferrare qualcosa per non oscillare.
Ad ogni scossone dell'autobus sentivo il signore poggiarsi sul mio sedere,pensai che anche lui non aveva modo di reggersi da qualche parte.
Il mio non dire nulla lo rese piú audace,sentii una mano poggiarsi sul sedere anche senza lo scossone.
Cosi con fatica metto la mia mano dietro e tolo la sua, ma dopo poschissimo la sento di nuovo e questa volta strizza la chiappa.
-HAI UN SEDERE BELLISSIMO-
Mi sussurra all'orecchio
-SONO UN RAGAZZO!!!-
-DAVVERO? DA DIETRO NON SI DIREBBE-
Parlavo a voce bassa per non far intuire al resto delle persone cosa stava succedendo.
-ALLORA SE SEI UN RAGAZZO,COMPLIMENTI ME L HAI FATTO VENIRE DURO-
Rimasi sconcertato,ma non potevo spostarmi da li. E non potevo neanche scendere era già tardi per cambiare mezzo.
Per un pò sembrava aver desistito,ma poi riecco la sua mano sul culo.
Di nuovo vado per scansare la sua mano,ma una volta messa dietro mi ritrovo un salciccione caldo.
-TE L HO DETTO,ME L HAI FATTO DIVENTARE DI FERRO-
Shock,lo strinsi involontariamente,era enorme,tre volte il mio. Feci scorrere la mano per capire quanto fosse lungo,non finiva mai.
-CURIOSO?-
Non risposi,il mio viso era conpletamente rosso,e non avevo ancora tolto la mano,anzi continuavo a stringerlo.
-DAI SCAPPELLALO,VEDRAI CHE SORPRESA-
Non so spiegare il perchè,ma iniziai a segarlo. Lo scappellavo lentamente e sentivo una cappella enorme come un fungo porcino che pulsava tra le mie mani.
Fino a quel momento mai avrei pensato di toccarlo ad un altro uomo
Ero sempre pieno di ragazze. Ma con quel salcicciotto tra le mani mi sentii diverso.
Un altra fermata,la fila scorre,le persone scendono e ne salgono altre. Si liberano due posti,mi siedo sul lato finestrino e lui accanto a me.
Ora ci guardavamo negli occhi.
Lui un uomo io un ragazzo.
Lui alto e massiccio io magro e debole.
Arrossisco nuovamente.
Passano pochi minuti,ha una giacca a vento e la mette sulle sue cosce.
Si avvicina e sempre a voce bassa mi dice
-METTI LA MANO SOTTO LA GIACCA,È ANCORA DURO-
Senza farmi notare faccio scivolare la mano e lo tocco di nuovo,è tutto dritto riesco ad impugnarlo bene adesso. E lentamente lo scappello.
Lui è li che guarda avanti come se nulla fosse,io guardo fuori dal finestrino,ma la mia mano è sul suo cazzone che lavora.
Sono girato e non vedo che fruga nel mio zaino,mi prende il telefono.
-IO ALLA PROSSIMA SCENDO,ABITO QUI VICINO,TI VA DI VENIRE DA ME?-
Ovviamente rispondo di no
-DEVO ANDARE A SCUOLA,HO MOLTI IMPEGNI-
-VA BENE NON INSISTO,BUONA GIORNATA ALLORA-
Si alza,va verso la porta per scendere a breve mi guarda e mi fa
-GRAZIE PER IL TELEFONO-
Cavolo ha preso il mio telefono,non posso lasciarlo andare.
Mi alzo di scatto raccolgo lo zaino e inizio a chiedere permesso per raggiungerlo,l autobus si ferma lui scende e mi aspetta, riesco a scendere anche io.
-DAI ORA RIDAMMI IL TELEFONO-
-CERTO,MA SE LO RIVUOI,SALI UN ATTIMO A CASA MIA,FINISCI QUELLO CHE HAI INIZIATO E TE LO RIDÒ.PROMESSO.-
Avevo scelta? Lui enorme io esile,uno scontro era pura follia. Cosi accennai un si con la testa e xi incamminammo.
Lui davanti a me e io dietro che lo seguivo.
100mt circa e siamo davanti un condominio.
Tira fuori le chiavi,entriamo e ci mettiamo davanti l ascensore.
Terzo piano,io guardo fisso a terra lui non apre bocca.
Entriamo in casa sua,cè un disordine pazzesco,bottiglie vuote di birra ovunque,cartacce in terra,piatti nel lavandino chissà da quanto sono li.
Chiude la porta a chiave.
Si mette sul divano e tira fuori il cazzo. Ora è moscio.
-DAI VIENI QUI NON RESTARE IMPALATO-
Penso. Prima faccio prima me ne vado con il telefono.
Cosi mi vado a sedere vicino a lui,vado per allungare la mano ma
-COSA FAI? SPOGLIATI DAI,ORMAI È MOSCIO,DEVI FARMI ECCITARE-
Cosa??? Dovevo spogliarmi? Oddio pensai.
-NO NON VOGLIO,TI SEGO E VADO VIA-
Si alzò in piedi era un colosso
-ALLORA,ORA O TI SPOGLI DA SOLO,O LO FARÒ IO CON LE BUONE MANIERE-
Cosi dicendo mi allungò uno schiaffo sul viso molto forte,cosi forte che si sentí uno scrocchio nella stanza,ero impaurito e la guancia era diventata rossa all'istante mi pulsava.mi scesero anche le lacrime.
Iniziai a spogliarmi.tolsi tutto anche le mutandine. Ero tutto nudo in piedi davanti a lui. Il mio piccolo cazzo nascosto nel boschetto( l unica peluria che avevo.
-GUARDA CHE BEL CULO,SENZA UN PELO SEMBRA QUELLO DI UNA DONNA MMMM-
Si spoglia anche lui.
Il suo cazzo inizia a crescere e alla base ha due palle enormi come uova sode. Tutto rasato.
Mi si piazza davanti e mi abbraccia,sento le sue mani massicce afferrarmi le chiappe,le palpa le apre e le fa ballare come un budino.
Intanto prende le mie mani,una sul cazzo e l',altra sulle palle.
Sono nel panico,ma toccare di nuovo il suo cazzo mi fa viaggiare. Lo sego e accarezzo le palle,sono pesanti e piene.
Si sdrai sul divano
-DAI LECCAMI LE PALLE,FAMMI SENTIRE QUESTE BELLE LABBRA-
Mi disgustava,un conto era averlo in mano,ma leccarlo.
Ma avevo anche paura di dire di no. Pensavo mi avrebbe massacrato di botte.
Quindi,presi un grosso respiro e mi andai a sdraiare vicino a lui.
Tirai fuori la lingua e iniziai a leccare quelle grosse palle.
Prima con poca lingua,poi la tiraí fuori tutta,sentirlo mugolare mentre lo facevo mi faceva stare stranamente bene.
Nel frattempo si segava e il cappellone cresceva a dismisura,me lo batteva sulla fronte emanava un forte odore di pipí.
Con le mani mi premeva il viso sulle palle,poi mi afferrò per i capelli e porto la mia lingua sul cappellone
-LECCA DAI. LUCIDA QUESTO CAPPELLONE-
Non me lo feci ripetere,ormai ero completamente preso.
Leccai tutta la superfice,non finiva mai,e di mia iniziativa spalancai la bocca e lo feci entrare. Il sapore di uomo e pipí non mi dispiaceva affatto.
-UMM UMMM BRAVO RAGAZZO BRAVO-
Inizia a scoparmi la bocca,è cosi grosso che mi viene da vomitare.tiro fuori tantissima bava che gli cola sul cazzo.
È un toro,grugnisce e lo spinge in gola. Mi afferra le chiappe e inizia a darmi sonore pacche sul culo,sento le chiappe che formicolano.
-ORA TOCCA A ME-
Mi fa mettere a pecorina,mi allarga le chiappe e mi ficca la lingua nel culo.
È bellissimo una senzazione paradisiaca
La sua lingua mi stava mangiando il buchetto.
-COME È PICCOLO E ROSA,MEGLIO DI UNA FICA-
Con le mani cerco il suo cazzone,ma non ci arrivo
Cosi lui mi prende e formiamo un 69
Mentre mi affonda la lingua nel culo io mi gusto il suo cazzone,lo pompo lo sego gli lecco le palle e quasi con la punta della lingua gli sfioro il culo.
Poi,si ferma..
-SE CONTINUO COSI SBORRO,MA NON VOGLIO FARLO PRIMA DI PRENDERMI QUESTO CULETTO-
Ho capito bene?
Quel cazzo enorme dovrebbe entrare nel mio buchetto rosa strettissimo?
Devo trovare un modo per farlo desistere,ma come?
E mentre io pensavo ad una soluzione lui gia mi stava prendendo una bottiglia con dentro l olio di oliva
Ancora ricordo la marca "San Giorgio" mi rimase impressa nella mente.
Tolse il tappo e mi oliò il culo cosi tanto che ci potevi condire 10kg di insalata.
Io fermo a pecora sul divano,lo guardavo con occhi impauriti,tremavo ma a lui non fregava niente.
Sento il porcino sul buco,lo prene ma cè cosi tanto olio che scivola via. ( Bene pensai,magari si arrende)
,-INARCA LA SCHIENA E ABBASSATI- Era autoritario, obbedisco.
Prova di nuovo,sento che l ano inizia a cedere ogni volta ne entra un pezzetto. Lo tira fuori e ci riprova,una due tre quattro volte poi smadonna.
Prende tanto scottex,mi asciuga le chiappe,ma il buco resta comunque oliato abbastanza.
Con una mano mi allarga le chiappe,con l'altra tiene stretto e puntato il cazzone e inizia a spingere, spingi spingi spingi alla fine il mio buco cede e con un colpo piú prepotente mi ficca il cappellone in culo.
Silenzio..io fermo immobile rosso sul viso e il fiato corto. Lui non si muove. Sento il buco che si allarga e la sua cappellona gonfia che batte dentro di me.
-NON STRINGERE ALTRIMENTI ESCE-
Mi disse..
Stringere? E chi ce la fa.
Da dei colpetti delicati avanti e indietro
L olio fa il suo dovere,e ogni volta che spinge in avanti sento un pezzo di cazzo entrare dentro,cosi facendo piano piano me lo mette tutto dentro fino alle palle.
-CE L HAI TUTTO NEL CULO,ORA SI PUÒ INIZIARE-
E cosi inizio una lenta scopata,era dolce. E quando mi irrigidivo si fermava
-TI DEVI SOLO ABITUARE,POI DOPO IL DOLORE PROVERAI TANTO PIACERE-
Per ora sentivo solo dolore,ma non il dolore che mi aspettavo. Guardavo molti porno genere anale,e vedevo le attrici gridare con quei cazzoni nel culo,quindi ero impaurito per quello
Ma ora che ce l avevo nel culo,non provavo quel dolore da lacrima. Ma solo un forte bruciore,sopportabile e piacevole.
Inizio ad aumentare la velocità,e ad ogni affondo facevo un gridolino con voce da donna,lo feci di proposito per compiacerlo. E a lui non dispiaceva,al punto che inizio a sbattermelo forte nel culo.
Una cavalcata pazzesca,lo sentivo fino in pancia. Lo toglieva di colpo e sentivo il buco che palpitava,scoreggiavo aria e lui me lo rifficcava dentro.
Che sensazione bellissimabsentirlo dentro,sembrava non finire mai finche non pronunciai una frase che lo fece esplodere
-OOOH MI FAI GODERE CON IL CULO,CE L HAI ENORME-ENORMEEEE-
Detto con una voce affrociata al massimo e twerkando con il culo mentre mi scopava,lo fece arrivare senza preavviso
Una scarica violenta di sborra nel culo,sentii 6-7 schizzi dentro. Un urlo animalesco e io sotto di lui che sentivo il pancino pieno. Lo tolse ancora barzotto,stremato restai a chiappe aperte e la sborra mi colò fuori dal buco..che non era piú un buchetto ma una grotta.
Questa esperienza mi fece cambiare radicalmente,per quasi 2 anni restammo amanti. Ne abbiamo fatte tante insieme. Chissà magari ve le racconterò. ❤️
Era inizio settembre,il primo anno delle superiori,avevo scelto di andare a scuola a Roma,proprio per allontanarmi dal paese. Per arrivarci dovevo prendere diversi mezzi.Ero un bel ragazzo,piacevo molto alle ragazze della mia età,alto snello con i capelli lunghi biondi,praticavo atletica leggera,avevo cosce e glutei sodi,dopo la scuola andavo in parco a correre ogni giorno.
La mattina faceva ancora caldo,quindi mettevo un pantalone da ciclista molto attillato.Madre natura ha pensato bene di non darmi neanche un pelo ne sul viso ne sulle cosce ne da altre parti.
Aspetto l autobus,il solito che a quell'ora è sempre pieno di visi conosciuti,sempre gli stessi,studenti,uomini che vanno a lavoro,donne ecc. Essendo il capolinea trovo sempre posto a sedere.
Quella mattina invece faccio 2 min di ritardo e arrivato alla fermata il mio autobus era già partito. Aspettai il successivo.
Arriva dopo 20 min,la gente era davanti la porta ad aspettare che l'autista aprisse le porte,una folla,mi ritrovai a metà fila.
Ovviamente una volta entrato i posti a sedere erano finiti.
Vabbè poco male pensai. Stare in piedi non è poi la fine del mondo.
Posai lo zaino a terra,e un uomo sulla 50ina mi si piazza dietro,ad ogni fermata sale piu gente e mi ritrovo pressato,non riuscivo neanche ad allungare una mano per afferrare qualcosa per non oscillare.
Ad ogni scossone dell'autobus sentivo il signore poggiarsi sul mio sedere,pensai che anche lui non aveva modo di reggersi da qualche parte.
Il mio non dire nulla lo rese piú audace,sentii una mano poggiarsi sul sedere anche senza lo scossone.
Cosi con fatica metto la mia mano dietro e tolo la sua, ma dopo poschissimo la sento di nuovo e questa volta strizza la chiappa.
-HAI UN SEDERE BELLISSIMO-
Mi sussurra all'orecchio
-SONO UN RAGAZZO!!!-
-DAVVERO? DA DIETRO NON SI DIREBBE-
Parlavo a voce bassa per non far intuire al resto delle persone cosa stava succedendo.
-ALLORA SE SEI UN RAGAZZO,COMPLIMENTI ME L HAI FATTO VENIRE DURO-
Rimasi sconcertato,ma non potevo spostarmi da li. E non potevo neanche scendere era già tardi per cambiare mezzo.
Per un pò sembrava aver desistito,ma poi riecco la sua mano sul culo.
Di nuovo vado per scansare la sua mano,ma una volta messa dietro mi ritrovo un salciccione caldo.
-TE L HO DETTO,ME L HAI FATTO DIVENTARE DI FERRO-
Shock,lo strinsi involontariamente,era enorme,tre volte il mio. Feci scorrere la mano per capire quanto fosse lungo,non finiva mai.
-CURIOSO?-
Non risposi,il mio viso era conpletamente rosso,e non avevo ancora tolto la mano,anzi continuavo a stringerlo.
-DAI SCAPPELLALO,VEDRAI CHE SORPRESA-
Non so spiegare il perchè,ma iniziai a segarlo. Lo scappellavo lentamente e sentivo una cappella enorme come un fungo porcino che pulsava tra le mie mani.
Fino a quel momento mai avrei pensato di toccarlo ad un altro uomo
Ero sempre pieno di ragazze. Ma con quel salcicciotto tra le mani mi sentii diverso.
Un altra fermata,la fila scorre,le persone scendono e ne salgono altre. Si liberano due posti,mi siedo sul lato finestrino e lui accanto a me.
Ora ci guardavamo negli occhi.
Lui un uomo io un ragazzo.
Lui alto e massiccio io magro e debole.
Arrossisco nuovamente.
Passano pochi minuti,ha una giacca a vento e la mette sulle sue cosce.
Si avvicina e sempre a voce bassa mi dice
-METTI LA MANO SOTTO LA GIACCA,È ANCORA DURO-
Senza farmi notare faccio scivolare la mano e lo tocco di nuovo,è tutto dritto riesco ad impugnarlo bene adesso. E lentamente lo scappello.
Lui è li che guarda avanti come se nulla fosse,io guardo fuori dal finestrino,ma la mia mano è sul suo cazzone che lavora.
Sono girato e non vedo che fruga nel mio zaino,mi prende il telefono.
-IO ALLA PROSSIMA SCENDO,ABITO QUI VICINO,TI VA DI VENIRE DA ME?-
Ovviamente rispondo di no
-DEVO ANDARE A SCUOLA,HO MOLTI IMPEGNI-
-VA BENE NON INSISTO,BUONA GIORNATA ALLORA-
Si alza,va verso la porta per scendere a breve mi guarda e mi fa
-GRAZIE PER IL TELEFONO-
Cavolo ha preso il mio telefono,non posso lasciarlo andare.
Mi alzo di scatto raccolgo lo zaino e inizio a chiedere permesso per raggiungerlo,l autobus si ferma lui scende e mi aspetta, riesco a scendere anche io.
-DAI ORA RIDAMMI IL TELEFONO-
-CERTO,MA SE LO RIVUOI,SALI UN ATTIMO A CASA MIA,FINISCI QUELLO CHE HAI INIZIATO E TE LO RIDÒ.PROMESSO.-
Avevo scelta? Lui enorme io esile,uno scontro era pura follia. Cosi accennai un si con la testa e xi incamminammo.
Lui davanti a me e io dietro che lo seguivo.
100mt circa e siamo davanti un condominio.
Tira fuori le chiavi,entriamo e ci mettiamo davanti l ascensore.
Terzo piano,io guardo fisso a terra lui non apre bocca.
Entriamo in casa sua,cè un disordine pazzesco,bottiglie vuote di birra ovunque,cartacce in terra,piatti nel lavandino chissà da quanto sono li.
Chiude la porta a chiave.
Si mette sul divano e tira fuori il cazzo. Ora è moscio.
-DAI VIENI QUI NON RESTARE IMPALATO-
Penso. Prima faccio prima me ne vado con il telefono.
Cosi mi vado a sedere vicino a lui,vado per allungare la mano ma
-COSA FAI? SPOGLIATI DAI,ORMAI È MOSCIO,DEVI FARMI ECCITARE-
Cosa??? Dovevo spogliarmi? Oddio pensai.
-NO NON VOGLIO,TI SEGO E VADO VIA-
Si alzò in piedi era un colosso
-ALLORA,ORA O TI SPOGLI DA SOLO,O LO FARÒ IO CON LE BUONE MANIERE-
Cosi dicendo mi allungò uno schiaffo sul viso molto forte,cosi forte che si sentí uno scrocchio nella stanza,ero impaurito e la guancia era diventata rossa all'istante mi pulsava.mi scesero anche le lacrime.
Iniziai a spogliarmi.tolsi tutto anche le mutandine. Ero tutto nudo in piedi davanti a lui. Il mio piccolo cazzo nascosto nel boschetto( l unica peluria che avevo.
-GUARDA CHE BEL CULO,SENZA UN PELO SEMBRA QUELLO DI UNA DONNA MMMM-
Si spoglia anche lui.
Il suo cazzo inizia a crescere e alla base ha due palle enormi come uova sode. Tutto rasato.
Mi si piazza davanti e mi abbraccia,sento le sue mani massicce afferrarmi le chiappe,le palpa le apre e le fa ballare come un budino.
Intanto prende le mie mani,una sul cazzo e l',altra sulle palle.
Sono nel panico,ma toccare di nuovo il suo cazzo mi fa viaggiare. Lo sego e accarezzo le palle,sono pesanti e piene.
Si sdrai sul divano
-DAI LECCAMI LE PALLE,FAMMI SENTIRE QUESTE BELLE LABBRA-
Mi disgustava,un conto era averlo in mano,ma leccarlo.
Ma avevo anche paura di dire di no. Pensavo mi avrebbe massacrato di botte.
Quindi,presi un grosso respiro e mi andai a sdraiare vicino a lui.
Tirai fuori la lingua e iniziai a leccare quelle grosse palle.
Prima con poca lingua,poi la tiraí fuori tutta,sentirlo mugolare mentre lo facevo mi faceva stare stranamente bene.
Nel frattempo si segava e il cappellone cresceva a dismisura,me lo batteva sulla fronte emanava un forte odore di pipí.
Con le mani mi premeva il viso sulle palle,poi mi afferrò per i capelli e porto la mia lingua sul cappellone
-LECCA DAI. LUCIDA QUESTO CAPPELLONE-
Non me lo feci ripetere,ormai ero completamente preso.
Leccai tutta la superfice,non finiva mai,e di mia iniziativa spalancai la bocca e lo feci entrare. Il sapore di uomo e pipí non mi dispiaceva affatto.
-UMM UMMM BRAVO RAGAZZO BRAVO-
Inizia a scoparmi la bocca,è cosi grosso che mi viene da vomitare.tiro fuori tantissima bava che gli cola sul cazzo.
È un toro,grugnisce e lo spinge in gola. Mi afferra le chiappe e inizia a darmi sonore pacche sul culo,sento le chiappe che formicolano.
-ORA TOCCA A ME-
Mi fa mettere a pecorina,mi allarga le chiappe e mi ficca la lingua nel culo.
È bellissimo una senzazione paradisiaca
La sua lingua mi stava mangiando il buchetto.
-COME È PICCOLO E ROSA,MEGLIO DI UNA FICA-
Con le mani cerco il suo cazzone,ma non ci arrivo
Cosi lui mi prende e formiamo un 69
Mentre mi affonda la lingua nel culo io mi gusto il suo cazzone,lo pompo lo sego gli lecco le palle e quasi con la punta della lingua gli sfioro il culo.
Poi,si ferma..
-SE CONTINUO COSI SBORRO,MA NON VOGLIO FARLO PRIMA DI PRENDERMI QUESTO CULETTO-
Ho capito bene?
Quel cazzo enorme dovrebbe entrare nel mio buchetto rosa strettissimo?
Devo trovare un modo per farlo desistere,ma come?
E mentre io pensavo ad una soluzione lui gia mi stava prendendo una bottiglia con dentro l olio di oliva
Ancora ricordo la marca "San Giorgio" mi rimase impressa nella mente.
Tolse il tappo e mi oliò il culo cosi tanto che ci potevi condire 10kg di insalata.
Io fermo a pecora sul divano,lo guardavo con occhi impauriti,tremavo ma a lui non fregava niente.
Sento il porcino sul buco,lo prene ma cè cosi tanto olio che scivola via. ( Bene pensai,magari si arrende)
,-INARCA LA SCHIENA E ABBASSATI- Era autoritario, obbedisco.
Prova di nuovo,sento che l ano inizia a cedere ogni volta ne entra un pezzetto. Lo tira fuori e ci riprova,una due tre quattro volte poi smadonna.
Prende tanto scottex,mi asciuga le chiappe,ma il buco resta comunque oliato abbastanza.
Con una mano mi allarga le chiappe,con l'altra tiene stretto e puntato il cazzone e inizia a spingere, spingi spingi spingi alla fine il mio buco cede e con un colpo piú prepotente mi ficca il cappellone in culo.
Silenzio..io fermo immobile rosso sul viso e il fiato corto. Lui non si muove. Sento il buco che si allarga e la sua cappellona gonfia che batte dentro di me.
-NON STRINGERE ALTRIMENTI ESCE-
Mi disse..
Stringere? E chi ce la fa.
Da dei colpetti delicati avanti e indietro
L olio fa il suo dovere,e ogni volta che spinge in avanti sento un pezzo di cazzo entrare dentro,cosi facendo piano piano me lo mette tutto dentro fino alle palle.
-CE L HAI TUTTO NEL CULO,ORA SI PUÒ INIZIARE-
E cosi inizio una lenta scopata,era dolce. E quando mi irrigidivo si fermava
-TI DEVI SOLO ABITUARE,POI DOPO IL DOLORE PROVERAI TANTO PIACERE-
Per ora sentivo solo dolore,ma non il dolore che mi aspettavo. Guardavo molti porno genere anale,e vedevo le attrici gridare con quei cazzoni nel culo,quindi ero impaurito per quello
Ma ora che ce l avevo nel culo,non provavo quel dolore da lacrima. Ma solo un forte bruciore,sopportabile e piacevole.
Inizio ad aumentare la velocità,e ad ogni affondo facevo un gridolino con voce da donna,lo feci di proposito per compiacerlo. E a lui non dispiaceva,al punto che inizio a sbattermelo forte nel culo.
Una cavalcata pazzesca,lo sentivo fino in pancia. Lo toglieva di colpo e sentivo il buco che palpitava,scoreggiavo aria e lui me lo rifficcava dentro.
Che sensazione bellissimabsentirlo dentro,sembrava non finire mai finche non pronunciai una frase che lo fece esplodere
-OOOH MI FAI GODERE CON IL CULO,CE L HAI ENORME-ENORMEEEE-
Detto con una voce affrociata al massimo e twerkando con il culo mentre mi scopava,lo fece arrivare senza preavviso
Una scarica violenta di sborra nel culo,sentii 6-7 schizzi dentro. Un urlo animalesco e io sotto di lui che sentivo il pancino pieno. Lo tolse ancora barzotto,stremato restai a chiappe aperte e la sborra mi colò fuori dal buco..che non era piú un buchetto ma una grotta.
Questa esperienza mi fece cambiare radicalmente,per quasi 2 anni restammo amanti. Ne abbiamo fatte tante insieme. Chissà magari ve le racconterò. ❤️
686
visite
visite
6
voti
voti
valutazione
7.5
7.5
il tuo voto
Commenti dei lettori al racconto erotico