EP.1 Jhonny Love - Il Mercato di Rovente
scritto il 2026-10-16 tempo di lettura 5 min
di
Jhonny Love
genere
gay
cura
F
Jhonny mosse i primi passi sulla banchina nella stazione di Rovente sistemandosi con un gesto lezioso un ciuffo di biondi capelli dorati: diciannove anni appena compiuti, alto, esile e con modi delicati ed effeminati. I suoi genitori, costantemente travolti dal lavoro, avevano ben pensato che un'estate a casa dello zio Antonio fosse il modo migliore per spingerlo a cercarsi un impiego e a chiarirsi le idee sul futuro. Ma Jhonny, dietro quel visetto acqua e sapone e gli occhi spalancati d'ingenuità, nascondeva un animo lussurioso che nelle giuste situazioni poteva prendere il sopravvento. Lo zio Antonio lo accolse in velocità durante la sua pausa pranzo e gli consigliò di rinfrescarsi e farsi un giro in paese, quel giorno c’era anche il mercato settimanale. Jhonny seguì il suo consiglio e dopo aver disfatto il suo piccolo bagaglio ed essersi docciato andò in camera per asciugarsi. Passò il soffice panno di stoffa lungo tutto il suo corpo glabro, sui capezzoloni rosei e morbi, sul pisello moscio e sul culetto alto e sodo tamponandosi la fessurina che sentiva calda. Indossò un piccolo tanga nero e una canotta larga bianca vista la calura afosa della giornata, infradito ai piedi ed uscì per scoprire il paese. Arrivato al mercato, tutto era un caos di rumori ed odori, piacevoli o meno, banchetti disordinati e furgoni parcheggiati a caso. A quell’ora fortunatamente era poco frequentato e Jhonny si accostò al banchetto dell’intimo. Un uomo sulla sessantina, capello e baffo nero, con sguardo arrogante e una t-shirt grigia logora e sudata che copriva una pancia abbastanza pronunciata e lasciava libere le braccia pelose si rivolse a Jhonny: “stai cercando qualcosa in particolare ragazzo? Devi fare un regalo?”
Jhonny guardo il commerciante del banchetto ed il suo fare rude lo fece desistere dal dire la verità. “Cercavo un regalo per un’amica…ha più o meno la mia taglia e guardavo questi perizomi.” Jhonny indicò il cesto pieno di piccoli indumenti in pizzo. L’uomo gliene mostrò alcuni e poi propose a Jhonny di provarli nel retro del furgone, il ragazzo ribadì che erano per la sua amica ma il commerciante voleva esser sicuro che Jhonny prendesse la taglia giusta. Salito nel retro del furgone, rimasto solo Jhonny si sfilò il suo e provò quello nuovo che gli stava un po piccolo. Senza pudore l’uomo aprì la portella per vedere come andava. Fingendo assistenza alla vendita, l’uomo si avvicinò a Jhonny e accarezzò il pizzo del perizoma constatando che al ragazzo era stretto, poi fece scivolare la mano sul gluteo nudo di Jhonny e lo afferrò con forza facendo un commento di apprezzamento. La vicinanza con l’uomo mise Jhonny in soggezione: sentiva il respiro pesante e l’odore di sudore misto fumo del venditore del sud. Uno strattone improvviso strappò Jhonny dai suoi pensieri che si ritrovò con il perizoma calato alla ginocchia ed al suo posto, tra le chiappe nude, l’uomo gli stava leccando il buco del culo con vigore. Jhonny protestò ma le sue parole si mescolavano ai sussulti di piacere. L’uomo provava ad infilare la lingua sempre più nell’accogliente fessurina di Jhonny. Poi si alzò e mostrò a Jhonny la palese erezione che aveva nei pantaloncini in cotone.
“Lei è un porco a comportarsi così!”
“Se me lo succhi ti regalo un po’ di quelle mutandine che ti piacciono tanto dai…”
La mano pesante dell’uomo fece inginocchiare Jhonny davanti a lui e poi calò i pantaloni. Una grossa verga fece capolino dura ma ancora incappellata con la punta già bagnata. Un cespuglio disordinato di peli neri riempiva il pube e le palle dell’uomo ed emanava un forte odore di sudore, umori e uomo. Jhonny aprì istintivamente la bocca e l’uomo gli infilò l’uccello in bocca. Dapprima con movimenti lenti e poi sempre con più foga, l’uomo iniziò a scopare la bocca di Jhonny. Il ragazzo prendeva ogni centimetro di quella saporita carne fino a provarsi con il naso immerso nel pube muschiato. Tra varie imprecazioni l’uomo si chinò per abbassare una spallina e scoprire un capezzolo di Jhonny e pizzicarglielo per farglielo diventare turgido. Jhonny succhiava voracemente la verga vogliosa.
“Leccala, leccami le palle dai ragazzo” la voce dell’uomo era profonda e tremante.
Jhonny iniziò leccandogli la cappella gonfia, scendendo lungo il tronco per poi succhiargli le palle piene e pelose. Le gambe dell’uomo iniziarono a tremare e poco dopo si prese il cazzo in mano per puntarlo sulla faccia di Jhonny e scaricargli addosso diversi schizzi di liquido caldo. Jhonny si leccava godurioso le labbra bagnate e ripulì anche il cazzo dell’uomo. Finito il giro in paese, Jhonny tornò a casa con male alle ginocchia, tre perizomi nuovi e un sapore maschio ancora in bocca. Fortunatamente l’uomo gli aveva dato la possibilità di ripulirsi alla bell’e meglio. Quando zio Antonio tornò a casa, chiese a Jhonny come si fosse trovato il suo primo girono a Rovente.
“Molto bene zietto…ed è solo il primo giorno! Chissà quante avventure mi attendono qui.”
Jhonny guardo il commerciante del banchetto ed il suo fare rude lo fece desistere dal dire la verità. “Cercavo un regalo per un’amica…ha più o meno la mia taglia e guardavo questi perizomi.” Jhonny indicò il cesto pieno di piccoli indumenti in pizzo. L’uomo gliene mostrò alcuni e poi propose a Jhonny di provarli nel retro del furgone, il ragazzo ribadì che erano per la sua amica ma il commerciante voleva esser sicuro che Jhonny prendesse la taglia giusta. Salito nel retro del furgone, rimasto solo Jhonny si sfilò il suo e provò quello nuovo che gli stava un po piccolo. Senza pudore l’uomo aprì la portella per vedere come andava. Fingendo assistenza alla vendita, l’uomo si avvicinò a Jhonny e accarezzò il pizzo del perizoma constatando che al ragazzo era stretto, poi fece scivolare la mano sul gluteo nudo di Jhonny e lo afferrò con forza facendo un commento di apprezzamento. La vicinanza con l’uomo mise Jhonny in soggezione: sentiva il respiro pesante e l’odore di sudore misto fumo del venditore del sud. Uno strattone improvviso strappò Jhonny dai suoi pensieri che si ritrovò con il perizoma calato alla ginocchia ed al suo posto, tra le chiappe nude, l’uomo gli stava leccando il buco del culo con vigore. Jhonny protestò ma le sue parole si mescolavano ai sussulti di piacere. L’uomo provava ad infilare la lingua sempre più nell’accogliente fessurina di Jhonny. Poi si alzò e mostrò a Jhonny la palese erezione che aveva nei pantaloncini in cotone.
“Lei è un porco a comportarsi così!”
“Se me lo succhi ti regalo un po’ di quelle mutandine che ti piacciono tanto dai…”
La mano pesante dell’uomo fece inginocchiare Jhonny davanti a lui e poi calò i pantaloni. Una grossa verga fece capolino dura ma ancora incappellata con la punta già bagnata. Un cespuglio disordinato di peli neri riempiva il pube e le palle dell’uomo ed emanava un forte odore di sudore, umori e uomo. Jhonny aprì istintivamente la bocca e l’uomo gli infilò l’uccello in bocca. Dapprima con movimenti lenti e poi sempre con più foga, l’uomo iniziò a scopare la bocca di Jhonny. Il ragazzo prendeva ogni centimetro di quella saporita carne fino a provarsi con il naso immerso nel pube muschiato. Tra varie imprecazioni l’uomo si chinò per abbassare una spallina e scoprire un capezzolo di Jhonny e pizzicarglielo per farglielo diventare turgido. Jhonny succhiava voracemente la verga vogliosa.
“Leccala, leccami le palle dai ragazzo” la voce dell’uomo era profonda e tremante.
Jhonny iniziò leccandogli la cappella gonfia, scendendo lungo il tronco per poi succhiargli le palle piene e pelose. Le gambe dell’uomo iniziarono a tremare e poco dopo si prese il cazzo in mano per puntarlo sulla faccia di Jhonny e scaricargli addosso diversi schizzi di liquido caldo. Jhonny si leccava godurioso le labbra bagnate e ripulì anche il cazzo dell’uomo. Finito il giro in paese, Jhonny tornò a casa con male alle ginocchia, tre perizomi nuovi e un sapore maschio ancora in bocca. Fortunatamente l’uomo gli aveva dato la possibilità di ripulirsi alla bell’e meglio. Quando zio Antonio tornò a casa, chiese a Jhonny come si fosse trovato il suo primo girono a Rovente.
“Molto bene zietto…ed è solo il primo giorno! Chissà quante avventure mi attendono qui.”
di
Jhonny Love
Jhonny Love
53
visite
visite
0
voti
voti
valutazione
0
0
il tuo voto
Commenti dei lettori al racconto erotico