Francesca - capitolo 1 - Lavoro? Si, va bene!

scritto il 2026-10-11 tempo di lettura 9 min

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genere
prime esperienze
cura
C

Era chiaro che per qualche motivo mi ritrovavo per l'ennesima volta negli ultimi due anni a cercare di ricominciare da capo i miei progetti. Mi spiego meglio...

Sono Fabri, sono un ex insegnante delle superiori, liceo per l'esattezza, e insegno matematica. Sono precario per cui se la fortuna bussa alla porta ad inizio anno mi va grassa di tirare avanti fino a Giungo/Luglio, altrimenti mi tocca ripiegare sull'altro lavoro.

Quell'anno niente chiamata dal ministero, per cui cominciai a sondare il terreno per mandare avanti il mio nuovo progetto.
Quest'anno la scelta ricadeva su Francesca. Mora, riccia, occhi sempre lucidi e sguardo molto provocatorio, anche nelle semplici chiacchierate. Portava una seconda scarsa a dire il vero, ma fisico asciutto, "skinny" le piaceva sempre usare come termine, addominali da palestra decennale, ragazza fissata con il fitness, fianchi leggermente larghi, culo un po' pronunciato e gambe snelle e lunghe.

Avevo ormai capito da circa un paio di anni che il miglior modo per guadagnare dei soldi in modo pulito e legale era convincere qualche mia ex conoscenza scolastica, sempre post-liceo, si intende, a intraprendere un vero e proprio percorso erotico, contenuti per adulti a pagamento per intenderci. Filmarsi, fotografarsi, vendersi in poche paorle.
Quando scrissi anonimamente a Francesca la prima volta spiegandole l'idea non ottenni risposta per circa due settimane, silenzio puro. Poi una mattina vidi una notifica, aprì la chat e vidi che aveva risposto. Un semplice "ei, voglio saperne di più".

La cosa prese il verso giusto, e dopo circa due ore di chat, vista la predispozione e interesse suo, mi rivelai. La sorpresa fu molto grande, ma gli argomenti erano decisamenti intriganti, forse il compenso era quello che maggiormente ispirava alla fine. Quasi duemila euro ogni due settimane, alternate, in bonifico, secco. Per una ragazza di vent'anni, fuorisede, senza spiccioli e con una famiglia poco presente dietro, potevano solo fare gola.

E cosi aveva inizio.
Francesca era fuorisede, studiava a Padova, psicologia. Poche amiche, sempre la testa sui libri e nello studio. Aveva un ragazzo, ma si vedevano solo nel weekend - giusto per sfogarsi diceva -.

Erano i primi di Ottobre, e la dinamica per me era sempre la seguente: recuperare in macchina la ragazza, portarla nella mia baita in montagna, sugli appennini, mettersi a proprio agio, registrare i conteuti, cenare, dormire. Il giorno dopo riprendere a registrare e nel pomeriggio riaccompagnare a casa la ragazza.

Sembra tutto cosi frenetico, ma per cinquecento euro a video, non era male in fondo.
Il viaggio in macchina fu molto lungo, e superato l'ostacolo del vecchio stereotipo "professore-studentessa" cominciammo a dedicarci al lavoro. Lo chiamavo sempre così, lavoro.
Franceca era sempre più curiosa, del resto era sempre stata intelligente. Mi sorprese il suo essere schietta nelle risposte.

Feancesca aveva scelto di farsi riprendere nei suoi atti interamente, volto compreso, ma a viso coperto. Comprensibile e più che accettabile. Io le spiegai che l'incasso sarebbe stato più basso, ma era la prima esperienza del genere, ed era giusto così.

Cominciammo giusto verso mezzogiorno del sabato. Le prime riprese erano in salotto. Leggins, top bianco e felpa aperta.
Doveva semplicemente passare dalla porta di ingresso al divano, cavarsi la felpa e cominciare a masturbarsi. Ma passati circa 15 minuti ancora non era venuta, un classico di chi si approccia per la prima volta. Le spiegai che avrebbe dovuto fingere - i video lunghi non piacciono-.

Optammo per un vibraotre automatico dentro la figa, in modo da stimolarla ancora di più. Ricominciammo la scena da capo, tagliando il video qua e là. E questo giro funzionò. Francesca era venuta.
Contnuava ad emettere questi piccoli versi, con un timbro di voce diverso dal suo. Con una mano continuava a spingere sulla sua figa e con l'altra continuava a stringersi sotto al top la tetta sinistra. Quando la tensione aumentava si mordeva le labbra e tutte le volte che tratteneva il respiro i suoi addominali si tendevano come un arco rendendo ancora più eccitante il tutto.

Finite le riprese Francesca era sfinita, le spiegai che era per quello che si doveva fingere. Ma nonostante tutto continuammo per tutto il pomeriggio senza mai fermarci.
Il secondo video la ritraeva in mutande nere di pizzo e reggiseno abbinato su una sedia a braccia sollevate dietro alla testa e mani legate con un laccio sulla trave del soffitto. Un vibratore di trenta cm nella figa e un anal sex nel culo.
Questo giro il video sarebbe stato più semplice, perché le riprese cadevano frequentemente su piedi, culo e pancia. Adoravo i suoi gemiti, era sempre cosi genuina e mai scontata. Non era abituata a fingere e questo la rendeva cosi innocente. Il mio grado di eccitazione era al massimo, come da copione naturalmente. Ma la regola n.1 del lavoro era sempre: mai scopare con chi lavori. Per quello finite le riprese di solito mi mssturbavo in bagno, a volte anche sui video appena fatti.

Non ho mai infranto questa regola, se non per una pompa con sborrata sulle tette per un video con Alice due anni prima. E questo mi rendeva molto più serio agli occhi delle ragazze a lavoro finito. Si creava sempre più fiducia e mai un approffitarsi interamente della situazione.
Ma con Francesca le cose andarono diversamente..

Passammo il pomeriggio a finire le riprese e le foto. Lei era sfinita, credo che avesse raggiunto i 4 orgasmi, e non c'era verso di convincerla a fingere, anche perché le veniva male, ancora troppo inesperta purtroppo.
La sera mangiammo, ci guardammo il finale di una serie che andava in onda su una piattaforma e guardammo un paio di video per l'indomani, giusto per portarci avanti con il lavoro.
Lei mi chiese se doveva scopare o altro, ma le ricordai che non c'era bisogno di fare sesso per questi video, bastava solo la sua presenza.

Il giorno dopo Francesca era più carica, i video cominciarono già durante la colazione, sdraiata sull'isola della cucina doveva masturbarsi con una zucchina e successivamente squirtare sul tappeto del salotto.
Era brava, dotata. Ero fortuanto ad averla convinta, e anche lei si era comvinta ad esserlo.

Passarono circa 4 mesi, eravamo in pieno inverno. Avevo già girato a Francesca circa seimila euro ed era iniziata quella fase in cui era lei a chiedermi se questo weekend fossi libero per girare.

Verso fine Marzo ritornò in baita, e questo giro il video sarebbe dovuto essere un rapporto sessuale con un ragazzo, giusto per alzare il livello dei contenuti e tenere vivo l'algoritmo.
Era visivamente agitata, poco a suo agio, nella prova della mattina in cui si erano chiusi in camera loro due per conoscersi meglio e per venire prima del video vero qualcosa era andato storto. Era la prima volta che vedevo Francesca così, non era convinta.

Naturalmente ripresi tutto anche nella loro prova di nascosto tramite la telecamera impiantata nello specchio della camera, Michele, il ragazzo, sollevava Francesca di peso e la sbatteva a gambe aperte contro la porta del bagno interno. La mise a 69 in trazione e le penetrò nel culo più volte, per poi finirla inondandole la vagina, così tanto sperma che perfino il copri piumone era bagnato. Ma non era la stessa Francesca dei mesi prima, non sentivo quella sua voce, quel suo timbro, quel suo piacere.

Nel primo pomeriggio, Michele, mi disse che no, non avrebbe fatto nulla questa volta, Francesca non lo convinceva e se ne andò.
Non era la prima volta che lavoravo con lui, eppure questo giro qualcosa non era andato.

Parlai con Francesca, la rassicurai, dicendole che poteva capitare. Ma in qualche modo il video andava fatto, anche perché entro Aprile dovevamo finire di montare gli ultimi video e chiudere la stagione. Così chiesi a Francesca di provare a farne uno nuovo, da capo, ma con telecamera fissa in due punti. E al posto di Michele lo avrei fatto io. Lei mi guardò, scrollò le spalle e disse: "scopiamo".

Tempo di sistemare le telecamere in camera e pulirmi velocemente in bagno e cominciammo.
Ero preoccupato di venire subito, non ero abituato a quelle cose. E per la prima volta mi sentì io l'inesperto. Francesca era rilassata e aveva già cominciato a prendermelo in bocca. Aveva una maschera nera di pizzo, che ogni tanto mi sfregava e mi pizzicava, ma amen.
I continuavo a palparle quelle piccole tette, e più lei ingoiava e più io stringevo.
Sentivo i suoi sussurri crescere sempre di più, fino a che non sentì finalmente quella voce, quel suo timbro.

La girai a pancia in su con la testa inclinata sul bordo del materasso, io eretto ai piedi del letto, glielo spingevo in bocca di nuovo forte, ma le mie mani avevano più controllo sul suo corpo. Le palpavo gli addominali, le stringevo i capezzoli e sforzavo di concentrarmi sul non venirle in bocca dopo appena 6 minuti. Adoravo il modo in cui si eccitava, il suo modo di rimanere in tensione, indurendosi in tutto il corpo quando la sua eccitazione arrivava al picco più alto.
Resistetti più del previsto, e preso dalla foga la rigirai nuovamente, afferrai il mio cazzo e glielo spinsi dentro alla figa. Era completamente bagnata, le chiusi le gambe mentre spingevo con tutta la forza che avevo. Dovetti tapparle la bocca più volte perché nel suo eccitarsi sentivo che cominciava a pronunciare il mio nome, cosa che non doveva sentirsi nel video!
Preso da un piccolo raptus di follia afferrai il vibratore che era sotto il cuscino e glielo strofinai nel buco del suo culetto, fu la mossa vincente. Emise un grido soffocato solo dalla mia mano che gli tappava bocca. Si inarcò con la schiena in alto e finito l'orgasmo si accasciò sui cuscini sparsi nel letto. Io la girai velocemente e con il cazzo ancora colante dovuto dal mio orgasmo le venni sul collo e sulla guancia. Dopo di che mi lasciai andare a fianco a lei. E li fu la cosa inaspettata, lei mi guardò e mi diede un bacio sulla guancia. Quello.. quello fu la fine di tutto.

Ci alzammo dal letto, lei andò a pulirsi in bagno. Io spensi le telecamere e cominciai a scaricare i video sui pc. Non era un gran video, lo sapevo, ma bastava per finire la stagione e chiudere in decenza.

Francesca mi disse di non voler fare più altri video e staccare con il lavoro. Era naturale, avevamo infranto la prima regola e quindi la normale conseguenza era terminare i rapporti.
Inaspettatamente mi pose davanti una scelta: non vedersi più e troncare il lavoro; trasferirsi da me e fare i video con me, non solo per me.

Oggi sono 8 anni che io e Francesca, con 14 anni di differenza conviviamo e lavoriamo insieme.
Tanti video, tante esperienze, tanti racconti.
Tanto lavoro...
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