La professoressa di inglese
di
Mimmuzzo
genere
etero
La mia professoressa di inglese è sempre stata la tipica professoressa un po odiosa, credeva di essere simpatica ma era un po lunatica e a volte “vendicativa” con noi studenti, probabilmente voleva farci scontare l’amarezza di essere passata da anni di insegnamento in un liceo a un istituto tecnico.
Comunque il rapporto con lei è sempre stato da parte di tutti poco empatico durante gli anni di scuola, inoltre era un po grassottella e in quei tempi avevamo professoressa di gran lunga più accattivanti a cui pensare o sperare di entrare nelle grazie.
Trascorsi alcuni anni dall’esame di Stato, ormai prossimo alla laurea, un giorno ricevo un messaggio su un social da questa professoressa; meravigliato ed emozionato rispondo abbastanza subito. Le conversazioni inizialmente riguardavano più informazioni su me e i miei compagni di classe, poi è pian piano entrata sempre più nel vivo. Devo ammettere che con il tempo, la mia passione per le donne in carne è cresciuta molto e nel ricevere il suo messaggio, il mio interesse nei suoi confronti è sbocciato con facilità.
Ero attirato dal suo seno, dalle sue forme, dal suo culo e dai suoi piedi, onestamente non riuscivo a non eccitarmi pensando a lei e alla sua possenza.
Nel corso delle conversazioni quindi inizio a farle qualche apprezzamento, dapprima un po semplice e quasi formale, via via sempre più spinto, facendole subito capire il mio interesse per lei e per le sue forme.
Era sì in carne, ma non flaccida, bella soda, con la pancia giusta, il seno bello pieno, un culo da sogno e dei piedi fantastici.
Nel corso delle nostre conversazioni ci accordiamo per un incontro senza secondi fini in un bar, ci salutiamo e subito noto che si era messa in tiro, aveva tacchi alti, era ben truccata e ben vestita. La maglia faceva trasparire il senso che tanto mi eccitava al sol pensiero, pantaloni attillati lasciavano vedere il perizoma che aveva indosso, le scarpe alte aperte mostravano piedi curati ed eccitanti.
Entriamo nel bar, troviamo un tavolino in disparte e iniziamo a parlare del più e del meno, toccando alcuni argomenti che avevamo lasciato in sospeso nelle conversazioni per messaggio. Di colpo, intraprendendo un discorsi molto particolare riguardo qualche sgarro ricevuto da alcuni miei ex compagni di classe, la mia prof inizia a piangere e spontaneamente mi avvino a lei per sostenerla.
La abbraccio e la consolo, le do qualche bacio sulla guancia e percepisco che il suo stato d’animo migliora, continuo con qualche bacio sulla guancia e sento che il suo viso pian piano si gira verso la mia bocca, e io continuo a baciarla, senza fretta e con garbo, lei continua leggermente a girarsi fin quando gli angoli della nostra bocca di toccano leggermente, poi la porzione di bocca che si incontra diventa sempre maggiore, aumenta, arriviamo a mezza bocca e restiamo lì abbracciati. Continuiamo a piccoli passi fin quando le nostre bocche non si incontrano del tutto e inizialmente ci scambiamo un bacio a stampo per poi introdurre gradualmente la lingua. Sono in estasi, ci baciamo con passione, le nostre lingue si intrecciano senza sosta, non riusciamo a staccarci, ci tocchiamo dappertutto e continuiamo a baciarci. Questo bacio va avanti per minuti interminabili, faccio per staccarmi e lei mi tira a sé, come a non lasciarmi scappare e riprendiamo senza sosta a baciarci, ad intrecciare le nostre lingue, con il fiato pesante e l’eccitazione di entrambi che si percepisce in maniera evidente.
Trascorsi minuti interminabili, riusciamo a staccarci e lei mi dice:
“No questo non doveva succedere, non posso”
E io
“Non si preoccupi, non pensiamoci più! Non so cosa sia successo ma non riuscivo a fermarmi, capisco però che per lei sia stato un errore e quindi cerchiamo di non pensare a quanto accaduto”
E lei:
“Anch’io non riuscivo a staccarmi, scusami, ma non deve accadere nuovamente, non posso”
Continuiamo con si la conversazione e anche se devo ammettere, con stupore, siamo riusciti a non pensare a quanto accaduto.
Il tempo passa e si fa ora di tornare entrambi a casa, io ancora eccitatissimo dall’accaduto nell’alzarmi non riesco a nascondere l’evidenza; c’è da dire che sono fortunatamente molto dotato, però in questo caso mi ha impedito di nascondermi.
Nel momento in cui ci alziamo però vedo che lei si sofferma molto a guardami in mezzo alle gambe e trova anche difficoltà nel parlare, tanto che è presa.
Ci salutiamo con un abbraccio e due baci sulle guance.
Torno a casa e non faccio altro che pensare a quei momenti, all’intesa che avevamo, alla lussuria e all’eccitazione che si respirava.
Il giorno seguente, mi sveglio e trovo un suo messaggio nel quale scherzando mi dice che non le resistevo, che non le ho tolto gli occhi di dosso, che sembrava volessi mangiarmi i suoi piedi, tanto che li bramavo e che però tutto questo le è piaciuto.
Io continuo nella conversazione non negando nulla, anzi, facendo lo stesso con lei, richiamando il momento in cui si è soffermata sul mio membro.
Non ha potuto negare l’evidenza e mi ha detto che non crede a ciò che ha visto.
Le conversazioni da quel momento continuano così, cercando di stuzzicarci a Vicenza senza però poter affondare il colpo.
Lei mi manda ogni tanto foto dei suoi piedi, dei tacchi che indossa e dei vestiti che prova, provocandomi e io le mando foto di me in mutande o in costume, senza nascondere l’evidente eccitazione a seguito delle foto inviatemi da lei.
La svolta arriva però un giorno in cui ci incontriamo casualmente in università, io diretto a sostenere un esame e lei invitata alla laurea di una sua amica professoressa, che conoscevo anch’io perché fu anche mia professoressa per un anno alle superiori.
La vidi da lontano, vestito nero che mostrava le sue forme, un culo da favola, tette che si vedevano ma non erano volgari, ai piedi delle zeppe che me l’hanno fatto venire duro solo a guardarle, mettevano in risalto i suoi piedi fantastici.
Vicino a lei c’era la sua amica professoressa, che devo dire si era messa in tiro per l’occasione. Anche lei in carne, era uno spettacolo, vestito nero, tacchi alti, un culo da paura e due tette che facevano invidia alle più belle ragazze dell’università.
Mi avvicino e le saluto, saluto chiaramente prima la mia prof di inglese, non perdendo tempo nel riempirla di complimenti, poi mi avvicino all’altra mi ex prof, la saluto con due baci sulle guance e mi complimento per la bellezza augurandole anche il meglio per la laurea del figlio, non che me ne importasse ma forse soffermarmi solo sulla sua bellezza poteva essere brutto.
Il parlare con l’altra prof e i complimenti rivolti a lei, hanno fatto ingelosire la mia prof di inglese che con forte disappunto reagisce quasi con una reazione di gelosia. Devo dire che però non ho potuto dare molto seguito alla cosa sia perché eravamo in mezzo ad altre persone e avrebbe destato sospetti, sia perché la mia mente era presa dall’esame imminente.
Termino l’esame, torno a casa e voglio solo allungarmi a letto e riposarmi.
Nel momento in cui mi allungo e prendo il telefono, noto un messaggio dall’altra mia professoressa, nel quale mi dice che ho portato bene al figlio, che è andato tutto bene e che se mi va possiamo prendere un caffè insieme. In quel momento mi torna in mente tutta la mattina, le forme delle mie professoresse, l’eccitazione provata e non riesco a trattenermi e mi masturbo.
Sfinito invio una foto alla mia prof di inglese nella quale si vede in parte il pisello ancora duro, dicendole che è frutto del sol pensiero di lei della mattina.
Pronta mi risponde dicendomi che pensa più che sia effetto dell’altra professoressa e che quindi quel messaggio potevo mandarlo direttamente a lei. Io nego tutto ma non contento, le mando lo screen della conversazione con l’altra professoressa.
A quel punto sbotta, mi dice di lasciarla perdere, che con lei io ho solo giocato, che non avrebbe più parlato con me e cose di questo tipo.
Io chiaramente, nego tutto, perché veramente molto attratto da lei, le dico che lo screen gliel’ho mandato per metterla al corrente, nient’altro, che comunque ho occhi solo per lei e che non faccio altro che pensare al bacio che ci eravamo dati, all’eccitazione provata in quel momento, alla voglia di saltarle addosso e a quanto fosse bona questa mattina.
Lei anche se ancora mostrava rabbia e gelosia, era decisamente felice del messaggio ricevuto e dell’attenzione riservata per lei e pian piano di ammorbidisce, al punto di mandarmi qualche bella foto dei piedi, nelle quali trasparivano anche le gambe.
Arrivata a casa mi manda una foto in penombra nella quale è tutta nuda.
Il giorno seguente ricevo altri messaggi dall’altra prof e li invio alla prof d’inglese che continua ad essere gelosa e non fidandosi chiede di venire a casa mia.
Io ero all’università e condividevo la casa con altri due ragazzi, la fortuna ha voluto però che in quel periodo, ormai estate inoltrata, fossi rimasto solo.
Comunque lei arriva a casa arrabbiatissima, però come se per mettersi in sfida con l’altra prof, si era messa in tiro. Tacchi alti, ben truccata, un vestitino che faceva immaginare tutto.
Suona la porta e io vado ad aprire in mutande, ancora assonnato.
Entra e inizia a sbraitare, si lamenta dell’amica e di me, mi dice che io voglio scolarla e che non ho più occhi per lei.
A me basta farle vedere l’eccitazione che avevo. Il mio cazzo stava esplodendo, mi stava uscendo dalle mutande.
Lei si avvicina a me, me lo prende e con fare deciso mi dice
“Tu sei mio, lui è mio”
E io:
“Certo, sono tuo!”
E lei:
“Io ti voglio solo per me”
E io:
“Fammi sentire questa voglia”
Si toglie il perizoma e me lo mette in bocca, mi fa sedere su una sedia e si mette sopra di me, era bagnatissima e il mio cazzo in tiro non ha avuto difficoltà ad entrare.
Inizia a scoparmi con una passione inimmaginabile, andava su e giù senza fermarsi, si bloccava solo quando sentiva che stava per squartare.
Avevo le sue tette in bocca, lei mi leccava dappertutto, era indemoniata.
Ad un certo punto la prendo, la sbatto sulla scrivania e inizio a scolarla con forza e lei chiedeva di scolarla sempre più forte, mi metteva i piedi in bocca e mi chiedeva di leccarli, lo voleva duro, in fondo, senza sosta, squirtava di continuo, fin quando non vengo. Una delle venute più soddisfacenti della mia vita.
Mentre veniamo ci baciamo, con passione, come due amanti storici, non riusciamo a fermarci, continuiamo ad avvinghiarci e in men che non si dica il mio cazzo torna duro e lei di nuovo bagnata mi chiedo di scoparla ancora.
Lo facciamo con passione, la metto a pecora davanti lo specchio e la vedo mentre gode di piacere ad avere il mio cazzo infilato tutto nel culo.
Io non resisto, vedo il suo culo, le sue tette, la sua eccitazione, mentre glielo ficcò nel culo viene a terra e io vengo dentro di lei.
Siamo sfiniti ci allunghiamo a letto e le dico:
“Sei ancora gelosa di xxx?”
“Sì, se a lei fai quello che hai fatto a me”
“Voglio scopare solo te”
“Lo vedo, mentre parliamo sento il tuo cazzo che torna in tiro”
“Ricominciamo?”
Comunque il rapporto con lei è sempre stato da parte di tutti poco empatico durante gli anni di scuola, inoltre era un po grassottella e in quei tempi avevamo professoressa di gran lunga più accattivanti a cui pensare o sperare di entrare nelle grazie.
Trascorsi alcuni anni dall’esame di Stato, ormai prossimo alla laurea, un giorno ricevo un messaggio su un social da questa professoressa; meravigliato ed emozionato rispondo abbastanza subito. Le conversazioni inizialmente riguardavano più informazioni su me e i miei compagni di classe, poi è pian piano entrata sempre più nel vivo. Devo ammettere che con il tempo, la mia passione per le donne in carne è cresciuta molto e nel ricevere il suo messaggio, il mio interesse nei suoi confronti è sbocciato con facilità.
Ero attirato dal suo seno, dalle sue forme, dal suo culo e dai suoi piedi, onestamente non riuscivo a non eccitarmi pensando a lei e alla sua possenza.
Nel corso delle conversazioni quindi inizio a farle qualche apprezzamento, dapprima un po semplice e quasi formale, via via sempre più spinto, facendole subito capire il mio interesse per lei e per le sue forme.
Era sì in carne, ma non flaccida, bella soda, con la pancia giusta, il seno bello pieno, un culo da sogno e dei piedi fantastici.
Nel corso delle nostre conversazioni ci accordiamo per un incontro senza secondi fini in un bar, ci salutiamo e subito noto che si era messa in tiro, aveva tacchi alti, era ben truccata e ben vestita. La maglia faceva trasparire il senso che tanto mi eccitava al sol pensiero, pantaloni attillati lasciavano vedere il perizoma che aveva indosso, le scarpe alte aperte mostravano piedi curati ed eccitanti.
Entriamo nel bar, troviamo un tavolino in disparte e iniziamo a parlare del più e del meno, toccando alcuni argomenti che avevamo lasciato in sospeso nelle conversazioni per messaggio. Di colpo, intraprendendo un discorsi molto particolare riguardo qualche sgarro ricevuto da alcuni miei ex compagni di classe, la mia prof inizia a piangere e spontaneamente mi avvino a lei per sostenerla.
La abbraccio e la consolo, le do qualche bacio sulla guancia e percepisco che il suo stato d’animo migliora, continuo con qualche bacio sulla guancia e sento che il suo viso pian piano si gira verso la mia bocca, e io continuo a baciarla, senza fretta e con garbo, lei continua leggermente a girarsi fin quando gli angoli della nostra bocca di toccano leggermente, poi la porzione di bocca che si incontra diventa sempre maggiore, aumenta, arriviamo a mezza bocca e restiamo lì abbracciati. Continuiamo a piccoli passi fin quando le nostre bocche non si incontrano del tutto e inizialmente ci scambiamo un bacio a stampo per poi introdurre gradualmente la lingua. Sono in estasi, ci baciamo con passione, le nostre lingue si intrecciano senza sosta, non riusciamo a staccarci, ci tocchiamo dappertutto e continuiamo a baciarci. Questo bacio va avanti per minuti interminabili, faccio per staccarmi e lei mi tira a sé, come a non lasciarmi scappare e riprendiamo senza sosta a baciarci, ad intrecciare le nostre lingue, con il fiato pesante e l’eccitazione di entrambi che si percepisce in maniera evidente.
Trascorsi minuti interminabili, riusciamo a staccarci e lei mi dice:
“No questo non doveva succedere, non posso”
E io
“Non si preoccupi, non pensiamoci più! Non so cosa sia successo ma non riuscivo a fermarmi, capisco però che per lei sia stato un errore e quindi cerchiamo di non pensare a quanto accaduto”
E lei:
“Anch’io non riuscivo a staccarmi, scusami, ma non deve accadere nuovamente, non posso”
Continuiamo con si la conversazione e anche se devo ammettere, con stupore, siamo riusciti a non pensare a quanto accaduto.
Il tempo passa e si fa ora di tornare entrambi a casa, io ancora eccitatissimo dall’accaduto nell’alzarmi non riesco a nascondere l’evidenza; c’è da dire che sono fortunatamente molto dotato, però in questo caso mi ha impedito di nascondermi.
Nel momento in cui ci alziamo però vedo che lei si sofferma molto a guardami in mezzo alle gambe e trova anche difficoltà nel parlare, tanto che è presa.
Ci salutiamo con un abbraccio e due baci sulle guance.
Torno a casa e non faccio altro che pensare a quei momenti, all’intesa che avevamo, alla lussuria e all’eccitazione che si respirava.
Il giorno seguente, mi sveglio e trovo un suo messaggio nel quale scherzando mi dice che non le resistevo, che non le ho tolto gli occhi di dosso, che sembrava volessi mangiarmi i suoi piedi, tanto che li bramavo e che però tutto questo le è piaciuto.
Io continuo nella conversazione non negando nulla, anzi, facendo lo stesso con lei, richiamando il momento in cui si è soffermata sul mio membro.
Non ha potuto negare l’evidenza e mi ha detto che non crede a ciò che ha visto.
Le conversazioni da quel momento continuano così, cercando di stuzzicarci a Vicenza senza però poter affondare il colpo.
Lei mi manda ogni tanto foto dei suoi piedi, dei tacchi che indossa e dei vestiti che prova, provocandomi e io le mando foto di me in mutande o in costume, senza nascondere l’evidente eccitazione a seguito delle foto inviatemi da lei.
La svolta arriva però un giorno in cui ci incontriamo casualmente in università, io diretto a sostenere un esame e lei invitata alla laurea di una sua amica professoressa, che conoscevo anch’io perché fu anche mia professoressa per un anno alle superiori.
La vidi da lontano, vestito nero che mostrava le sue forme, un culo da favola, tette che si vedevano ma non erano volgari, ai piedi delle zeppe che me l’hanno fatto venire duro solo a guardarle, mettevano in risalto i suoi piedi fantastici.
Vicino a lei c’era la sua amica professoressa, che devo dire si era messa in tiro per l’occasione. Anche lei in carne, era uno spettacolo, vestito nero, tacchi alti, un culo da paura e due tette che facevano invidia alle più belle ragazze dell’università.
Mi avvicino e le saluto, saluto chiaramente prima la mia prof di inglese, non perdendo tempo nel riempirla di complimenti, poi mi avvicino all’altra mi ex prof, la saluto con due baci sulle guance e mi complimento per la bellezza augurandole anche il meglio per la laurea del figlio, non che me ne importasse ma forse soffermarmi solo sulla sua bellezza poteva essere brutto.
Il parlare con l’altra prof e i complimenti rivolti a lei, hanno fatto ingelosire la mia prof di inglese che con forte disappunto reagisce quasi con una reazione di gelosia. Devo dire che però non ho potuto dare molto seguito alla cosa sia perché eravamo in mezzo ad altre persone e avrebbe destato sospetti, sia perché la mia mente era presa dall’esame imminente.
Termino l’esame, torno a casa e voglio solo allungarmi a letto e riposarmi.
Nel momento in cui mi allungo e prendo il telefono, noto un messaggio dall’altra mia professoressa, nel quale mi dice che ho portato bene al figlio, che è andato tutto bene e che se mi va possiamo prendere un caffè insieme. In quel momento mi torna in mente tutta la mattina, le forme delle mie professoresse, l’eccitazione provata e non riesco a trattenermi e mi masturbo.
Sfinito invio una foto alla mia prof di inglese nella quale si vede in parte il pisello ancora duro, dicendole che è frutto del sol pensiero di lei della mattina.
Pronta mi risponde dicendomi che pensa più che sia effetto dell’altra professoressa e che quindi quel messaggio potevo mandarlo direttamente a lei. Io nego tutto ma non contento, le mando lo screen della conversazione con l’altra professoressa.
A quel punto sbotta, mi dice di lasciarla perdere, che con lei io ho solo giocato, che non avrebbe più parlato con me e cose di questo tipo.
Io chiaramente, nego tutto, perché veramente molto attratto da lei, le dico che lo screen gliel’ho mandato per metterla al corrente, nient’altro, che comunque ho occhi solo per lei e che non faccio altro che pensare al bacio che ci eravamo dati, all’eccitazione provata in quel momento, alla voglia di saltarle addosso e a quanto fosse bona questa mattina.
Lei anche se ancora mostrava rabbia e gelosia, era decisamente felice del messaggio ricevuto e dell’attenzione riservata per lei e pian piano di ammorbidisce, al punto di mandarmi qualche bella foto dei piedi, nelle quali trasparivano anche le gambe.
Arrivata a casa mi manda una foto in penombra nella quale è tutta nuda.
Il giorno seguente ricevo altri messaggi dall’altra prof e li invio alla prof d’inglese che continua ad essere gelosa e non fidandosi chiede di venire a casa mia.
Io ero all’università e condividevo la casa con altri due ragazzi, la fortuna ha voluto però che in quel periodo, ormai estate inoltrata, fossi rimasto solo.
Comunque lei arriva a casa arrabbiatissima, però come se per mettersi in sfida con l’altra prof, si era messa in tiro. Tacchi alti, ben truccata, un vestitino che faceva immaginare tutto.
Suona la porta e io vado ad aprire in mutande, ancora assonnato.
Entra e inizia a sbraitare, si lamenta dell’amica e di me, mi dice che io voglio scolarla e che non ho più occhi per lei.
A me basta farle vedere l’eccitazione che avevo. Il mio cazzo stava esplodendo, mi stava uscendo dalle mutande.
Lei si avvicina a me, me lo prende e con fare deciso mi dice
“Tu sei mio, lui è mio”
E io:
“Certo, sono tuo!”
E lei:
“Io ti voglio solo per me”
E io:
“Fammi sentire questa voglia”
Si toglie il perizoma e me lo mette in bocca, mi fa sedere su una sedia e si mette sopra di me, era bagnatissima e il mio cazzo in tiro non ha avuto difficoltà ad entrare.
Inizia a scoparmi con una passione inimmaginabile, andava su e giù senza fermarsi, si bloccava solo quando sentiva che stava per squartare.
Avevo le sue tette in bocca, lei mi leccava dappertutto, era indemoniata.
Ad un certo punto la prendo, la sbatto sulla scrivania e inizio a scolarla con forza e lei chiedeva di scolarla sempre più forte, mi metteva i piedi in bocca e mi chiedeva di leccarli, lo voleva duro, in fondo, senza sosta, squirtava di continuo, fin quando non vengo. Una delle venute più soddisfacenti della mia vita.
Mentre veniamo ci baciamo, con passione, come due amanti storici, non riusciamo a fermarci, continuiamo ad avvinghiarci e in men che non si dica il mio cazzo torna duro e lei di nuovo bagnata mi chiedo di scoparla ancora.
Lo facciamo con passione, la metto a pecora davanti lo specchio e la vedo mentre gode di piacere ad avere il mio cazzo infilato tutto nel culo.
Io non resisto, vedo il suo culo, le sue tette, la sua eccitazione, mentre glielo ficcò nel culo viene a terra e io vengo dentro di lei.
Siamo sfiniti ci allunghiamo a letto e le dico:
“Sei ancora gelosa di xxx?”
“Sì, se a lei fai quello che hai fatto a me”
“Voglio scopare solo te”
“Lo vedo, mentre parliamo sento il tuo cazzo che torna in tiro”
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