Il segreto di un marito cuckold

di
genere
corna

Io e mia moglie stiamo insieme praticamente da sempre. Ci siamo conosciuti da adolescenti e siamo cresciuti insieme. Tutto quello che racconto sulla nostra vita sessuale riguarda esclusivamente quando eravamo entrambi adulti.

Una volta adulti abbiamo iniziato a frequentare club scambisti e negli anni abbiamo avuto parecchie esperienze, sia con coppie sia con singoli.

Con il tempo abbiamo capito una cosa: a lei non eccitava particolarmente vedermi con altre ragazze e, sinceramente, neanche a me interessava poi così tanto scopare altre donne.

Quello che mi faceva veramente impazzire era vedere mia moglie con altri uomini.

Così abbiamo progressivamente smesso di cercare coppie e ragazze e abbiamo iniziato a incontrare soprattutto uomini.

Potrei raccontare tantissime esperienze, ma voglio raccontare soprattutto l'ultima fase della nostra storia, perché è quella che ha portato il nostro gioco molto più lontano di quanto avessi mai immaginato.

Oggi lei ha 35 anni e abbiamo due bambini piccoli.

Dopo le gravidanze ci eravamo un po' spenti e per alcuni anni avevamo praticamente abbandonato questo mondo.

Prima di continuare, però, devo descrivere mia moglie, perché altrimenti è difficile capire cosa provo quando la guardo.

È mora, bassina e formosa. Un po' in carne, ma non grassa. Dopo due gravidanze e l'allattamento il suo corpo è diventato ancora più morbido.

Ha circa una quarta di seno.

Le sue tette sono grandi, morbide e un po' cadenti, con areole larghe e soprattutto capezzoli molto pronunciati. Sono una delle parti del suo corpo che continuo a guardare di più: anche quando le tette sono completamente rilassate, quei capezzoli rimangono evidenti e quando è eccitata diventano durissimi.

Poi c'è il culo.

Enorme.

Alto, pieno, rotondo. Essendo lei bassina sembra ancora più grosso e quando si gira è praticamente impossibile non guardarlo.

La figa la tiene completamente depilata. Ha grandi labbra molto carnose, piccole labbra sporgenti e un clitoride piccolo ma pronunciato esternamente. Anche quando è in piedi le piccole labbra sono abbastanza evidenti; quando invece apre completamente le gambe si espone tantissimo.

Quando è eccitata diventa estremamente bagnata.

Ed è anche molto larga.

È una caratteristica del suo corpo che mi ha sempre fatto impazzire e che, dopo tutte le nostre esperienze, è diventata nella mia testa quasi il simbolo della nostra sessualità.

Circa un anno fa decidemmo di ricominciare.

Fui io ad affrontare il discorso.

Le dissi:

«Ho bisogno di vederti di nuovo con altri cazzi.»

Lei non ebbe praticamente bisogno di pensarci.

«Anch'io. Sono stufa del tuo cazzo. Ho bisogno di cambiare. E questa volta li voglio giovani e più grossi del tuo.»

Detta così, quella frase mi diede anche un po' fastidio.

Lei se ne accorse immediatamente.

Mi conosce troppo bene.

Si avvicinò e mise una mano sul mio cazzo attraverso i pantaloni.

Cominciò a stringermelo e a muovere lentamente la mano sopra i pantaloni mentre mi guardava.

«Oh... mica ho detto che non voglio più il tuo.»

Poi mi aprì i pantaloni.

Me lo tirò fuori lei e continuò a tenerlo in mano.

Prima iniziò lentamente con la mano.

Poi si abbassò davanti a me.

Cominciò dalla cappella.

La scoprì con le dita e iniziò a passarci lentamente la lingua, continuando contemporaneamente a tenermi l'asta con una mano.

Scese con la lingua, arrivò fino alle palle e poi tornò lentamente verso l'alto.

Solo allora cominciò realmente a succhiarmelo.

E la cosa che mi faceva impazzire era che non lo faceva in silenzio.

Ogni tanto si staccava apposta.

Continuava a tenermelo in mano.

Mi guardava.

«Però ne voglio due.»

Poi tornava a succhiare.

Qualche secondo dopo si fermava nuovamente.

La mano continuava a muoversi sul mio cazzo.

«Hai capito? Due.»

Poi di nuovo la bocca.

Si staccava.

«E li voglio enormi.»

Riprendeva a succhiare.

Poi alzava nuovamente gli occhi verso di me.

«Giovani.»

E ancora:

«Sempre duri.»

Era assurdo.

Era inginocchiata davanti a me, con il mio cazzo in bocca o stretto nella mano, e contemporaneamente mi spiegava quanto desiderasse averne davanti altri due, più giovani e molto più grossi.

E vedeva perfettamente quanto quella cosa mi eccitasse.

Quindi insisteva.

«Due ragazzi giovani...»

Tornava a succhiarmelo.

Poi si staccava ancora.

«Due bei cazzi grossi...»

Continuava con la mano mentre parlava.

Poi di nuovo la bocca.

Alla fine non resistetti più e venni nella sua bocca.

Lei ingoiò, si pulì le labbra e mi guardò tranquillamente.

Quel giorno il discorso finì lì.

Almeno per lei.

Io continuai a pensarci.

Qualche giorno dopo fui io a rilanciare:

«Scegliti due ragazzi.»

Le proposi di fare qualcosa di diverso.

Una mattina, dopo aver accompagnato i bambini, sarebbe tornata a casa e avrebbe fatto una diretta in cam con loro.

Poteva divertirsi.

Poteva fare praticamente quello che voleva.

Ma stabilimmo tre regole precise: preservativo obbligatorio, niente venute in bocca e soprattutto niente viso.

Maschera e parrucca.

Passarono alcuni mesi.

Alla fine trovò due ragazzi: uno di 22 anni e uno di 23.

Arrivò il giorno della live.

Quella mattina mi disse:

«Tu però non puoi guardare. Stasera ti racconto tutto.»

Accettai.

Verso le 8:30 mi scrisse:

«Sono a casa.»

Da quel momento non riuscii praticamente più a concentrarmi sul lavoro.

Continuavo a pensare che due ragazzi di poco più di vent'anni fossero dentro casa mia con mia moglie.

Resistetti.

Poi cedetti.

Creai un profilo anonimo.

Entrai sulla piattaforma.

La cercai.

E la trovai.

La riconobbi immediatamente.

Era lei.

Mia moglie era già a tette nude in mezzo ai due ragazzi.

Rimasi a guardare.

Quelle erano le tette che conoscevo perfettamente: grandi, morbide, cadenti, con quei capezzoli pronunciati che in quel momento erano completamente duri.

Solo che non le stavo guardando soltanto io.

Guardai il numero degli spettatori.

Circa 730.

Settecentotrenta persone stavano guardando mia moglie.

E continuavano ad arrivare tip.

Gli utenti iniziarono a chiedere azioni.

Lei prendeva in mano entrambi i cazzi, uno con la destra e uno con la sinistra, e passava continuamente dall'uno all'altro.

Poi cominciò a succhiarli.

Prima uno.

Poi l'altro.

Continuava a tenerne uno in mano mentre aveva l'altro in bocca, poi invertiva.

A un certo punto provò persino a prenderli entrambi insieme con la bocca.

Io guardavo senza riuscire a staccarmi dallo schermo.

Poi gli spettatori iniziarono a pagare perché mostrasse la figa.

Lei si mise davanti alla webcam.

Aprì le gambe.

Poi le aprì ancora di più.

Essendo completamente depilata si vedevano chiaramente le grandi labbra carnose e le piccole labbra sporgenti.

Era già molto bagnata.

I ragazzi iniziarono a toccarla mentre lei rimaneva con le gambe aperte davanti alla webcam.

Gli obiettivi continuavano a essere raggiunti.

Alla fine era completamente nuda.

Poi si mise a pecora.

E quella posizione su di lei è impressionante.

Il suo culone enorme riempiva praticamente l'inquadratura.

Sotto si vedeva la figa da dietro, completamente esposta.

Le tette invece pendevano verso il basso.

Grandi.

Morbide.

A ogni movimento oscillavano.

Gli spettatori iniziarono a mandare tip perché i ragazzi gliele prendessero e gliele schiaffeggiassero.

Uno la colpiva e quelle tette oscillavano violentemente.

Lei reagiva gridando e sembrava volerne ancora.

Un altro gliele stringeva.

Poi un altro schiaffo.

I capezzoli erano durissimi.

Dopo un po' sulla pelle iniziarono persino a rimanere dei segni.

E il pubblico continuava a pagare.

Le davano schiaffi anche sul culo.

Poi sulla figa.

La aprivano con le mani davanti alla webcam.

Lei era bagnatissima.

A volte era lei stessa a metterci la mano e ad allargarsi per mostrarsi ancora meglio.

In un altro momento aveva uno dei ragazzi davanti e gli succhiava il cazzo mentre continuava contemporaneamente a toccarsi e ad aprirsi con una mano.

Ed era proprio la vicinanza della webcam a rendere tutto ancora più assurdo per me.

Non vedevo semplicemente mia moglie da lontano.

Vedevo il suo corpo in primo piano.

Quella sua figa carnosa, completamente depilata, con quelle labbra sporgenti che conoscevo perfettamente, arrivava a occupare quasi tutto lo schermo.

E poi la vedevo mentre veniva penetrata.

Vedevo quelle labbra carnose aprirsi e avvolgere quei cazzi durissimi.

Era un'immagine che mi mandava fuori di testa proprio perché riconoscevo ogni dettaglio del corpo che stavo guardando.

Non era la figa di una sconosciuta in un porno.

Era quella di mia moglie.

Poi la situazione diventò ancora più estrema.

La vidi mentre la penetravano in due contemporaneamente.

Attraverso quella webcam vedevo due cazzi durissimi entrare insieme nella sua figa e quelle sue labbra carnose allargarsi intorno a loro.

Rimanevo praticamente incollato allo schermo.

In altri momenti uno era dentro la figa e l'altro aspettava dietro di lei.

Uno usciva dalla figa.

L'altro entrava nel culo.

Poi uscivano e si alternavano ancora.

E la webcam continuava a riprendere tutto da vicinissimo.

Quando uscivano, per qualche istante inquadravano nuovamente il suo corpo da vicino e si vedevano i suoi buchi ancora dilatati dopo quello che avevano appena fatto.

Io continuavo a guardare.

Di nascosto.

E continuavo a segarmi davanti allo schermo.

Nella mia testa girava continuamente lo stesso pensiero:

«Porca puttana... stanno usando mia moglie in tutti i modi.»

Pensavo a quei ragazzi giovani e ai loro cazzi enormi.

Pensavo:

«Stanno infilando il cazzo in tutti i buchi di mia moglie mentre io sono qui a guardarla di nascosto e a segarmi.»

Ed era proprio questo a mandarmi fuori di testa.

Non stavo guardando un porno.

Quella donna era mia moglie.

Quelle tette che vedevo oscillare erano quelle che conoscevo da una vita.

Quel culone enorme era quello che vedevo ogni giorno a casa.

Quella figa carnosa inquadrata in primo piano era quella di mia moglie.

E adesso la vedevo aprirsi intorno ai cazzi di altri ragazzi.

Loro non sapevano che suo marito fosse lì a guardarli.

Ma soprattutto non lo sapeva lei.

Lei credeva che io fossi tranquillamente al lavoro senza vedere nulla.

Invece ero lì.

Vedevo tutto.

E mi segavo guardando mia moglie scopata da altri.

A quel punto comprai dei tip.

Cominciai anch'io a ordinare azioni.

Lei eseguiva senza sapere minimamente che dall'altra parte ci fossi io.

Le richieste diventavano sempre più spinte.

Arrivarono al rapporto completo.

Poi alla doppia penetrazione.

Vaginale.

Vaginale e anale.

E lei continuava.

Sembrava che non avesse alcuna voglia di fermarsi.

A un certo punto sparì dall'inquadratura.

Pensai che volesse fare una pausa.

Poi tornò.

Con lei c'era un terzo ragazzo.

Mi bloccai.

Tre?

Io sapevo che sarebbero stati due.

Invece lei si mise praticamente subito davanti al nuovo arrivato e iniziò a succhiarglielo.

E questa volta non era stato neanche necessario un tip.

Lo aveva fatto lei.

Adesso davanti a mia moglie c'erano tre ragazzi.

Tutti giovani.

Tutti molto dotati.

E lei era completamente bagnata.

Ed ecco che il pensiero che avevo avuto fino a quel momento diventò ancora più forte:

tre ragazzi con dei cazzi enormi erano dentro casa mia e stavano usando mia moglie in tutti i modi mentre io li guardavo di nascosto.

Decisi di comprare un privato.

Lei continuava a non sapere che fossi io.

Da quel momento iniziai a dirigerli.

Chiesi che si baciassero.

Chiesi che i tre ragazzi le sputassero in bocca.

Chiesi che, uno alla volta, le infilassero la mano nella figa.

Chiesi che le prendessero e schiaffeggiassero quelle tette grandi e morbide.

Le dicevo di avvicinarsi alla webcam e di mostrarsi.

Lei arrivava vicinissima all'obiettivo.

Apriva le gambe.

Metteva le dita sulle labbra e si allargava completamente davanti alla webcam.

Portava la figa così vicino all'obiettivo che potevo guardarla fin dentro, per quanto consentiva l'inquadratura.

Io vedevo il corpo di mia moglie a pochi centimetri dalla webcam mentre lei pensava che quello dall'altra parte fosse semplicemente uno sconosciuto che stava pagando per vederla.

Avevo già speso circa 400 euro.

Poi decisi di metterla veramente alla prova.

Offrii circa altri 200 euro.

Ma volevo che si togliesse la maschera.

E volevo che i ragazzi togliessero i preservativi.

Erano esattamente le due cose che avevamo stabilito di non fare.

Pensavo:

adesso dice di no.

Invece non ci mise molto.

Si tolse la maschera.

Loro tolsero i preservativi.

Poi lei si girò.

Si mise a pecora davanti ai tre ragazzi.

Dalla webcam vedevo quel culone enorme, alto, pieno e rotondo.

Sotto si vedeva la figa completamente esposta da dietro.

Le tette le pendevano sotto il corpo.

Rimase così.

Voltò appena la testa verso di loro.

E disse:

«Distruggetemi.»

Quella frase non gliel'avevo chiesta io.

Non era arrivato nessun tip per farle dire una cosa del genere.

Era stata lei.

Spontaneamente.

Mia moglie, a pecora davanti a tre ragazzi, che chiedeva di essere distrutta.

Rimasi incredulo.

Poi scrissi soltanto:

«Fate quello che volete.»

E per circa quaranta minuti fecero esattamente quello.

Si alternavano continuamente.

Bocca.

Figa.

Culo.

Lei passava dall'uno all'altro, li prendeva con le mani, li guidava verso di sé e continuava a offrirsi.

A volte ne teneva uno in mano mentre ne aveva un altro addosso.

Altre volte si rimetteva a pecora e lasciava semplicemente che decidessero loro.

Uno poteva averla in bocca mentre gli altri aspettavano.

Poi cambiavano.

Uno nella figa.

Uno nel culo.

Poi ancora bocca.

Continuavano ad alternarsi e lei sembrava completamente presa dalla situazione.

Alla fine arrivarono le venute.

Uno venne dentro la figa.

Un altro le venne in bocca e lei ingoiò.

Il terzo le fece aprire completamente la figa con le dita e venne proprio lì, sulla figa aperta; poi la penetrò nuovamente ancora per qualche spinta.

Avevamo stabilito preservativi e niente venute in bocca.

Aveva infranto praticamente tutto.

Io scrissi:

«Grazie. Sono venuto.»

Ma non era vero.

Non avevo ancora sborrato.

Terminato il privato tornò nella stanza pubblica.

Io rimasi collegato.

E decisi di fare un ultimo test.

Le offrii 200 euro perché si togliesse la maschera davanti a tutti, completamente nuda, con il viso riconoscibile e la figa aperta.

Rifiutò.

Aumentai.

300 euro.

Esitò.

Poi accettò.

Davanti a circa quattrocento persone si tolse la maschera.

Adesso si vedeva veramente mia moglie.

Non una donna mascherata.

Il suo vero viso.

Le sue tette.

Il suo culo.

La sua figa.

Tutto collegabile a lei.

Ed ero stato io, senza che lo sapesse, a pagarla perché lo facesse.

Ero incazzato.

Ero geloso.

Ma contemporaneamente ero eccitatissimo.

Pensavo che centinaia di sconosciuti in quel momento potessero guardare mia moglie completamente nuda e riconoscerla.

Due dei ragazzi ormai non riuscivano più ad avere un'erezione e si misero da parte.

Uno invece era nuovamente pronto.

Gli spettatori continuarono a mandare tip.

Lei continuò con lui, questa volta completamente riconoscibile.

Alla fine lui venne dentro il suo culo.

Dopo circa tre ore e mezza chiuse la live.

Poco dopo mi scrisse:

«Ho finito. Adesso faccio una doccia e vado a prendere i bambini.»

Io:

«Com'è andata?»

«Benissimo. Bellissimo. Stasera ti racconto mentre hai il cazzo in mano.»

Le risposi:

«Come minimo stasera devo scoparti.»

Lei rispose:

«Io ho zero voglia. Però te la faccio usare mentre ti racconto.»

Quella sera aspettammo che i bambini dormissero.

Poi le dissi:

«Spogliati.»

Lei si spogliò.

Aprì le gambe.

Mi disse subito:

«Devi sputare o prendere il lubrificante. Sono completamente asciutta. Sono finita.»

Io invece ero nella situazione opposta.

Avevo passato la giornata guardandola.

Mi ero segato davanti alla cam, ma non ero venuto.

Ero durissimo.

La lubrificai e iniziai a scoparla.

Lei era sdraiata con le gambe aperte mentre io ero dentro di lei.

«Adesso raccontami.»

Cominciò tranquillamente.

Mi disse che era stato bellissimo.

Che aveva goduto.

Che aveva fatto parecchi soldi.

Io continuavo a scoparla e contemporaneamente fingevo di essere il marito che non aveva visto assolutamente nulla.

Ed era proprio questo a eccitarmi.

Io conoscevo già ogni dettaglio.

Sapevo cosa aveva fatto.

Sapevo quanti erano.

Sapevo che aveva tolto la maschera.

Sapevo che avevano tolto i preservativi.

Sapevo dove erano venuti.

Eppure continuavo a scoparla facendole domande come se stessi sentendo quella storia per la prima volta.

Le chiesi:

«Hai rispettato le regole?»

Ci pensò.

«All'inizio sì.»

«Come sarebbe a dire all'inizio?»

«Poi ho perso un po' il controllo.»

«Cioè?»

Mi guardò.

«Alla fine mi hanno scopata tutti senza preservativo.»

Io finsi sorpresa.

«Tutti?»

«Sì.»

«Tutti e due?»

Lei sorrise.

«Erano tre.»

Mi fermai quasi apposta.

«Tre?! Ma non erano due?»

«Due mi sembravano pochi. Ho fatto venire un loro amico.»

Io sapevo già tutto.

Avevo visto persino il momento in cui il terzo era arrivato.

Lo avevo visto mentre lei gli si metteva davanti e iniziava spontaneamente a succhiarglielo.

Ma continuavo a fingere.

Ripresi a scoparla.

Le chiesi della maschera.

Le chiesi almeno se avessero fatto attenzione quando erano venuti.

Lei rimase in silenzio per qualche secondo.

Poi, mentre avevo ancora il cazzo dentro di lei, mi disse:

«A questo punto vienimi dentro pure tu.»

«Perché?»

Lei sorrise.

«Almeno facciamo quattro.»

Mi bloccai.

«Che significa facciamo quattro?»

E lì iniziò a confessare il resto.

Mi disse che uno era venuto nella figa.

Uno in bocca.

Uno nel culo.

E che lei aveva anche tolto la maschera.

Poi mi disse:

«Se qualcuno mi ha riconosciuta puoi solo vantarti. Hanno visto tutti quanto sono porca.»

Io continuavo a scoparla.

Più confessava, più aumentava la mia eccitazione.

Perché io non dovevo neanche immaginare quello che mi stava raccontando.

Lo avevo visto.

Quando diceva che uno era venuto dentro di lei, io ricordavo esattamente l'immagine.

Quando parlava del terzo ragazzo, io ricordavo il momento in cui era entrato nell'inquadratura.

Quando parlava della maschera, sapevo che ero stato proprio io a pagarla perché se la togliesse.

E lei continuava a non sapere nulla.

Alla fine venni anch'io dentro di lei.

Ma la cosa più assurda successe subito dopo.

Stavo per spostarmi quando lei mi fermò.

Mi fece sdraiare.

Si mise sopra di me e portò la figa verso la mia faccia.

Voleva che la leccassi e raccogliessi quello che avevo appena lasciato dentro di lei.

Io rifiutai.

Lei allora prese quello che usciva e me lo spalmò sul viso.

Poi mi provocò ancora.

Mi disse che con me non aveva neanche goduto.

E aggiunse che la prossima volta, durante una cam, avrebbe voluto avere anche me lì soltanto per farmi raccogliere direttamente dalla sua figa quello che avrebbero lasciato gli altri.

«Preparati.»

Io rimasi lì.

E ancora non le dissi niente.

Non le dissi che avevo visto tutto.

Non le dissi che ero stato io nel privato.

Non le dissi che ero stato io a pagare perché si togliesse la maschera.

Non le dissi che ero stato io a metterla alla prova.

E ancora oggi non lo sa.

Quella, inoltre, non fu affatto la sua ultima cam.

Continuò per circa quindici giorni.

Quasi sempre con due o tre ragazzi.

E io la guardai di nascosto tutti i giorni.

Tutti.

Lei pensava che io non sapessi niente.

Io invece vedevo tutto.

E giorno dopo giorno le regole scomparvero completamente.

I rapporti senza preservativo diventarono abituali e quei ragazzi venivano dentro di lei praticamente ogni giorno.

Io normalmente non le vengo quasi mai dentro.

L'unica eccezione di quel periodo era stata proprio quella prima sera.

Poi arrivò il ritardo.

Per alcuni giorni pensammo seriamente che potesse essere incinta.

E lì la fantasia smise improvvisamente di essere soltanto fantasia.

Io sapevo che nei giorni precedenti diversi ragazzi le erano venuti dentro.

Quindi, se fosse stata incinta, sarebbe esistito un dubbio reale sulla paternità.

Per fortuna fu soltanto uno spavento.

Ma quando ne parlammo scoprii un'altra cosa.

Lei mi disse che, se fosse stata incinta, avrebbe voluto tenere il bambino anche sapendo che avrebbe potuto non essere mio.

Quell'idea la eccitava.

Arrivare al punto di rendermi davvero il marito che cresce il figlio di un altro.

Per me, invece, quello era il limite.

Le dissi che le cam dovevano finire.

Una fantasia è una cosa.

Un figlio è un'altra.

Le cam finirono.

Ma lei non ha smesso con quegli uomini.

Perché successivamente ho scoperto che continua a vedere di nascosto alcuni di quei ragazzi.

Lei non sa che l'ho scoperto.

Quindi oggi la situazione è paradossale.

So che mia moglie mi fa le corna.

E mia moglie non sa che io so di essere cornuto.

E tutto questo ormai è entrato anche nella nostra vita sessuale quotidiana.

Ci sono volte in cui mi chiama:

«Vieni. Guardami mentre godo.»

Quando arrivo la trovo nuda.

Si mette davanti a me.

Spalanca le gambe.

E quella figa si apre completamente.

Vedo quelle grandi labbra carnose, le piccole labbra che sporgono e tutto quel corpo che conosco da una vita completamente esposto davanti a me.

Poi prende il telefono.

Mette un porno.

E cerca cazzi enormi.

Comincia a masturbarsi guardandoli.

Poi guarda me.

«Toccati.»

Io lo faccio.

Lei continua a masturbarsi.

Guarda il cazzo sullo schermo.

Poi guarda il mio.

«Hai visto quello?»

Continua.

«Quello sì che è un cazzo.»

Poi guarda me.

«Il tuo è piccolo.»

E ancora:

«Il tuo cazzo fa schifo.»

Più si masturba e più mi umilia.

E la cosa assurda è che vedo quanto si ecciti proprio facendo questo.

A volte ho l'impressione che preferisca masturbarsi così davanti a me piuttosto che scopare con me.

Quando scopiamo, infatti, spesso sono io a volerla.

Posso tornare dal lavoro, vederla e avere immediatamente voglia di quel corpo.

Lei ormai mi conosce.

Sa cosa voglio.

A volte mi basta dirle qualcosa come:

«Vieni che mi svuoto.»

Lei si abbassa le mutandine, si mette a pecora e si apre davanti a me.

Sa perfettamente cosa voglio.

Ma spesso con me non viene.

Usiamo anche il lubrificante.

Eppure io continuo a impazzire per lei.

E poi c'è un'altra regola che ormai lei pretende da me.

Vuole che io sborri ogni giorno.

Ogni singolo giorno.

Secondo lei devo essere sempre vuoto.

Se scopiamo, ovviamente il problema non si pone.

Ma se quel giorno non facciamo sesso, per lei non significa affatto che io possa semplicemente andare a dormire.

Devo segarmi.

E vuole che lo faccia davanti a lei.

A volte decide di usare direttamente il proprio corpo.

Si mette davanti a me e sceglie cosa mostrarmi.

Può aprire completamente le gambe e mostrarmi la figa.

Può girarsi e farmi vedere quel suo culone enorme.

Oppure tira fuori le tette, sapendo perfettamente quanto quelle tette morbide e quei capezzoli pronunciati mi facciano impazzire.

E io devo segarmi guardandola.

Altre volte, invece, decide che non devo guardare lei.

Prende il telefono e sceglie personalmente un porno per me.

E naturalmente cerca ragazze bellissime.

Me lo mette davanti.

«Guarda.»

Io comincio a segarmi e lei rimane accanto a me a osservare la mia reazione.

Poi iniziano le domande.

«Ti piace?»

Ovviamente rispondo di sì.

Se la ragazza ha un seno enorme:

«Vorresti quelle tettone?»

«Sì.»

«Vorresti toccarle?»

«Sì.»

Poi guarda il video.

«Vorresti entrare nella sua figa?»

E io:

«Sì.»

È esattamente la risposta che aspetta.

Perché immediatamente cambia tono.

«Invece puoi soltanto segarti.»

Continua a guardarmi.

«Tu hai soltanto la mia figa usata.»

Ed è assurdo quanto riesca a eccitarmi.

Prima sceglie personalmente una donna bellissima da farmi guardare.

Poi mi fa ammettere che mi piace.

Mi fa dire che vorrei le sue tette.

Che vorrei scoparla.

E subito dopo mi ricorda che posso soltanto guardare e segarmi.

Poi comincia a sminuire anche il mio cazzo.

Mi guarda mentre me lo tengo in mano.

«Apri completamente la cappella di questo cazzetto che hai.»

Oppure:

«Segati e fai sborrare questo cazzo orrendo.»

E continua.

Sa perfettamente che più lo sminuisce, più mi eccito.

Ma non si limita neanche a questo.

Spesso decide persino quanto tempo posso metterci.

Mi impone un limite.

Da quel momento diventa quasi un conto alla rovescia.

Devo riuscire a sborrare entro il tempo che ha stabilito lei.

Lei continua a provocarmi.

Continua a mostrarmi il proprio corpo oppure lascia davanti a me il porno che ha scelto.

E intanto mi mette pressione.

«Dai.»

«Sbrigati.»

«Devi sborrare.»

«Muovi quella mano.»

E soprattutto continua a ripetermi il motivo per cui, secondo lei, questa cosa dovrebbe succedere tutti i giorni:

«Tu devi essere sempre vuoto.»

Oppure:

«Devi avere le palle vuote ogni giorno, così non desideri nessuna.»

Ed è una delle contraddizioni più assurde della nostra relazione.

Lei può mettersi davanti a me, masturbarsi guardando cazzi enormi e spiegarmi quanto siano migliori del mio.

Può desiderare altri uomini.

Può scoparsi altri uomini.

Può fantasticare di arrivare a centinaia di uomini diversi.

Può persino scegliere personalmente una ragazza bellissima da farmi guardare.

Ma alla fine pretende che sia lei a controllare la mia eccitazione.

Vuole sapere che ho sborrato.

Vuole che succeda ogni giorno.

Vuole che io sia, come dice lei, «con le palle vuote».

Quando è lei a scegliere il porno, a volte continua:

«Ti piace quella?»

«Sì.»

«Te la scoperesti?»

«Sì.»

«Vorresti quelle tette?»

«Sì.»

Poi mi guarda mentre continuo a segarmi.

«Peccato. Puoi solo guardarla.»

E aggiunge:

«Tu hai me.»

Oppure torna a ricordarmi che ho soltanto la sua «figa usata».

È diventato quasi un rituale.

Lei decide cosa devo guardare.

Decide come provocarmi.

Decide quando devo accelerare.

Decide quanto tempo ho.

E alla fine pretende che io venga davvero.

Perché continua a ripetermi:

«Ogni giorno ti voglio con le palle vuote. Così non hai niente da dare alle altre.»

E la cosa più assurda è che ormai conosce esattamente le parole da usare per farmi perdere la testa.

A volte ho la sensazione che conosca la mia sessualità persino meglio di me.

Sa che può eccitarmi mostrandomi la sua figa.

Sa che può eccitarmi facendomi vedere il culo.

Sa che può eccitarmi semplicemente tirando fuori quelle tette morbide.

Ma sa anche che può farmi impazzire scegliendo un'altra donna e umiliandomi mentre la guardo.

E nonostante tutto questo io continuo a desiderare mia moglie da morire.

Mi basta vederla nuda.

Quelle tette morbide e cadenti.

Quei capezzoli grandi e pronunciati.

Quel culo gigantesco.

E soprattutto quella figa carnosa.

Quando apre le gambe non riesco a guardare altro.

Solo che adesso c'è anche un pensiero che prima non esisteva.

So quanti uomini conoscono quel corpo.

Quanti hanno stretto quelle tette.

Quanti hanno visto quei capezzoli diventare duri.

Quanti hanno avuto davanti quel culo.

Quanti hanno visto quella figa completamente aperta.

Quanti l'hanno scopata.

E alcuni di loro continuano probabilmente a vederla ancora oggi.

Facendo un conto approssimativo, penso che mia moglie sia stata con circa ottanta uomini diversi.

Io con forse dieci donne.

Secondo lei ottanta sono pochi.

Mi ha detto che vorrebbe arrivare a duecento.

Duecento uomini diversi.

E oggi mi chiedo davvero se prima o poi ci arriverà.

Perché ormai la domanda non è più semplicemente quanto mi ecciti vedere mia moglie con altri uomini.

La situazione è cambiata.

Prima era un gioco nostro.

Io sapevo.

Lei sapeva che io sapevo.

C'erano delle regole.

Adesso invece lei continua a vedere alcuni uomini senza dirmelo.

E io so che lo fa.

Ma lei non sa che io lo so.

Quindi mi ritrovo in una situazione assurda.

Sono stato io a incoraggiare tutto questo.

Sono stato io a desiderare di vederla con altri uomini.

Sono stato io a entrare di nascosto nella sua cam.

Sono stato io a spendere centinaia di euro per vedere fino a dove sarebbe arrivata.

Sono stato io a pagarla per metterla alla prova sulle regole che avevamo stabilito insieme.

Ma adesso il gioco sembra essere andato avanti anche senza di me.

E quindi vi faccio una domanda.

Anzi, più di una.

**Voi cosa fareste al mio posto?**

Le direste di fermarsi?

Le direste che avete scoperto che continua a vedere quei ragazzi?

Le confessereste che avete guardato di nascosto tutte le cam?

Le direste che eravate voi lo sconosciuto che pagava centinaia di euro e le ordinava cosa fare?

Oppure rimarreste in silenzio?

Perché c'è una parte di me che vuole sapere fin dove arriverà se continua a credere che io non sappia niente.

**Ottanta uomini sono abbastanza?**

Oppure dovrei davvero lasciarla inseguire quella fantasia dei duecento?

E soprattutto:

quando tua moglie comincia a fare di nascosto quello che prima facevate insieme, è ancora una fantasia cuckold condivisa?

O sei semplicemente un marito tradito?

Io ancora non so quale sia la risposta.

So che continuo a desiderarla da impazzire.

So che una parte di questa situazione continua a eccitarmi moltissimo.

Ma so anche che alcune cose hanno superato i limiti che avevamo stabilito insieme.

E soprattutto so una cosa che rende tutta questa storia ancora più assurda:

**mia moglie non sa che io so tutto.**

Non sa che ero lì durante quelle cam.

Non sa che le ho guardate tutte per quindici giorni.

Non sa che ero io nel privato.

Non sa che ero io a pagare.

Non sa che ero io dietro alcune di quelle richieste.

E non sa che ho scoperto che continua a vedere quei ragazzi.

Potrei guardarla domani e dirle semplicemente:

«So tutto.»

Ma non l'ho ancora fatto.

Perché forse la domanda che mi eccita e contemporaneamente mi preoccupa più di tutte è ancora questa:

**se continuo a stare zitto, fino a dove arriverà mia moglie?**
scritto il
2026-09-09
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