La mia famiglia perversa
di
Flash
genere
incesti
Ciao sono Marco, un ragazzo di 19 anni all’ultimo anno di liceo, e vivo con la mia splendida famiglia composta da mia madre Elena 48 anni, mio padre Roberto 49 anni e mia sorella Francesca di 18 anni. Eravamo una normale famiglia (normale per modo di dire, ma capirete) fino ad un anno e mezzo fa, quando abbiamo scoperto di avere incredibilmente le stesse identiche perversioni erotiche. Come lo abbiamo scoperto ve lo racconterò in un altro momento, ma ora voglio raccontarvi di come funziona la vita in casa mia. Premetto di dire che siamo una famiglia molto benestante, quasi ricca direi, quindi non ci manca nulla e ci togliamo ogni tipo di sfizio.
Mia madre, Elena, che non è la mia vera mamma, si è spostata con mio padre quando avevo 3 anni, e lei aveva una figlia, mia sorella Francesca di 2 anni, di conseguenza siamo cresciuti insieme e non ci siamo mai considerati fratellastri, matrigna o patrigno, ma semplicemente mamma papà e sorella. Ve li descrivo: mia madre, fisico incredibile, fianchi stretti, culone sodo che sbatte ad ogni passo, un paio di tettone enormi, una 6a gonfie e sode, e labbra pompate (mi hanno sempre eccitato le donne rifatte). Mia sorella sexy, un culo di marmo (si sfonda di palestra) la genetica è stata super generosa con lei, tette belle sode da ragazza, sguardo da Troia e labbra carnose. Entrambe non si fanno sconti di chirurgia estetica, Botox ed estetista. Io e mio padre due bei uomini, fisicati, di presenza e di successo con le donne. Un anno e mezzo fa abbiamo scoperto che abbiamo le stesse perversioni, a me e mio padre piace comandare, dominare, mentre mia madre e mia sorella amano essere usate come puttane, maltrattate, e usate come oggetti svuota palle. Detto questo, è un anno e mezzo che non facciamo altro che scoparci a vicenda, riempirci di sborra e ormai siamo così liberi anche nel dialogo sessuale da non avere filtri in nulla; c’è quindi una regola a casa mia: mia madre e mia sorella sono due puttane serve, e le usiamo come e quando vogliamo, senza nessuna censura e senza nessun freno, e loro amano essere trattate male, amano il linguaggio sporco e amano farsi scopare come delle troie finché abbiamo forza nel cazzo per sfondarle. Mia madre e mia sorella sanno che devono essere vestite sempre da troie in casa, per il nostro piacere, ed indossare tacchi sexy che ci fanno arrapare in continuazione. Una domenica mattina, mia madre e mia sorella sono in cucina:
“Mamma che vestaglia da puttana che ti sei messa, si vedono tutte le tette, è praticamente trasparente”
“Si è allora? A tuo padre piace vederle tutto il giorno”
“Lo so, vorrei averle anche io grandi come le tue cazzo! Quando mi cresceranno anche a me??”
“Beh tesoro a me sono cresciute a dismisura durante la gravidanza, quando ero incinta di te, producevo latte a dismisura. Erano una 4a e me le sono rifatte così perché mi vedo più porca con una 6a rifatta”
“C’è quindi devo rimanere incinta per averle più grandi??”
“Beh ovvio, secondo te perché io mi sono fatta mettere incinta?”
“Ti sei fatta mettere incinta solo per avere le tette più grandi?”
“Esatto, e poi me le sono pure rifatte”
“Ma che Troia che sei ahahah. Allora mi farò mettere incinta da qualcuno anche io”
“Chiedi a tuo fratello o a tuo padre di metterti incinta allora”
“Si infatti, e poi succhierò i cazzi di tutti i ragazzi della scuola finché non troverò uno che mi compri un paio di tettone”
“Che Troia che sei, sono fiera di te”.
Nel mentre di questa conversazione arrivo anche io in cucina, le vedo la sedute a parlare così e già mi sono sentito il cazzo diventare duro. Mia madre aveva quella vestaglia e le ciabattine da casa con i tacchi che me la sarei scopata come una cagna la sul tavolo, mia sorella con il solito leggings attillato in culo, seduta sullo sgabello a gambe aperte, che le chiappe sembravano due goccia d’acqua, top scollato e coda alta da aggrapparsi e tirarla mentre le sfondi il culo a pecora. Esordisco così:
“Buongiorno, di che parlate voi due troie?”
“Niente di che, parlavamo delle tettone di mamma e di quando le avrò anche io”
“Ah beh ottimo, ti cresceranno vedrai. Intanto hai un culo da sfondare, quindi sei già a buon punto”
Mentre mi siedo anche io a tavola, mia madre con il suo fare amorevole e da Troia qual’e, si avvicina per darmi il bacio del buongiorno sulla guancia, e io allungo la mano sul culo e le schiaffeggio le chiappone.
“Tesoro vuoi il caffè?”
“Certo mamma grazie” (dandole un altra pacca sul culo mentre si allontanava)
“Comunque Francesca, se propio le vuoi grandi quelle tette rifattele. Ti fai un bel paio di tettone di plastica e stai apposto no?”
“Si certo che me le rifarò ma prima volevo farle diventare più grandi naturalmente come ha fatto mamma”
E mia madre aggiunge
“Ha ragione, le tette rifatte che sono già grandi sembrano più naturali” infocandosi le sue, gonfie e con i capezzoli sempre duri. Io le guardo, con il caffè davanti, pensando a quanta sborra ci vorrebbe per riempirle tutte. Mi eccito talmente tanto che decido che mi voglio svuotare le palle; guardo mia madre e le dico “sai cosa? Parlare di tette mi ha fatto arrapare di brutto, tira fuori le tettona mamma, voglio succhiarle adesso”
E mia madre, sedendosi su di me a gambe aperte, aprendosi la vestaglia “certo tesoro ecco, succhiatele tutte”
Io con mia madre in braccio, a succhiare e strizzare quelle tettone enormi, mentre lei seduta su di me a gambe aperte che sorseggia il suo caffè strusciando la figa nel perizoma sul mio cazzo di marmo, con lo sguardo amorevole di una madre che è sempre disponibile per il figlio, mi dice “ti piacciono le tettone di mamma vero? Bravo il mio porco, strizzale per bene”
“Si mamma le adoro, voglio che ci sputi sopra e leccarle sputate”
“Achpuù (non so come scrivere uno sputo) tieni tesoro di mamma facci tutto quello che vuoi”
Le strizzavo, leccavo, sputavo, schiaffeggiavo, e lei semplicemente godeva e mi guardava fiera e amorevole come una mamma e una puttana allo stesso tempo.
“Mamma sposta il perizoma, voglio scoparti mentre ti succhio queste tettone bagnate”
“Certo tesoro ecco, mettilo dentro… ahhhhh quanto è duro amore. Scopati tua madre dai”
Le afferro il culo e inizio a sbatterla sul cazzo con una violenza che le cade il caffè dalla tazza, lei con i tacchi appoggiati a terra accompagna il movimento saltandomi sul cazzo e facendomi sbattere in faccia quelle tettone enormi. Quando me la scopo forte, lei adora aprire la bocca tirare fuori la lingua e sbavare come una cagna bagnata, e io che le sputo in faccia mentre le ripeto che è solo una puttana. In tutto questo, mia sorella, seduta la di fianco con il cellulare se ne esce dicendo “che cazzo di arrapati, mi fate venire voglia di scopare anche a me!” E io “zitta un po, fammi scopare questa puttana di nostra madre” (e mia madre ansima sentendosi chiamare puttana, gode davvero). Mia sorella infastidita:
“vabbè vado a farmi scopare da papà allora”
“Sì tesoro vai, e torna con la sborra in faccia, voglio leccare anche la sborra di mio marito sta mattina”
“Si ma ora stai zitta e fammi sborrare a me cazzo”
“Sì tesoro riempimi tutta”……
Mia madre, Elena, che non è la mia vera mamma, si è spostata con mio padre quando avevo 3 anni, e lei aveva una figlia, mia sorella Francesca di 2 anni, di conseguenza siamo cresciuti insieme e non ci siamo mai considerati fratellastri, matrigna o patrigno, ma semplicemente mamma papà e sorella. Ve li descrivo: mia madre, fisico incredibile, fianchi stretti, culone sodo che sbatte ad ogni passo, un paio di tettone enormi, una 6a gonfie e sode, e labbra pompate (mi hanno sempre eccitato le donne rifatte). Mia sorella sexy, un culo di marmo (si sfonda di palestra) la genetica è stata super generosa con lei, tette belle sode da ragazza, sguardo da Troia e labbra carnose. Entrambe non si fanno sconti di chirurgia estetica, Botox ed estetista. Io e mio padre due bei uomini, fisicati, di presenza e di successo con le donne. Un anno e mezzo fa abbiamo scoperto che abbiamo le stesse perversioni, a me e mio padre piace comandare, dominare, mentre mia madre e mia sorella amano essere usate come puttane, maltrattate, e usate come oggetti svuota palle. Detto questo, è un anno e mezzo che non facciamo altro che scoparci a vicenda, riempirci di sborra e ormai siamo così liberi anche nel dialogo sessuale da non avere filtri in nulla; c’è quindi una regola a casa mia: mia madre e mia sorella sono due puttane serve, e le usiamo come e quando vogliamo, senza nessuna censura e senza nessun freno, e loro amano essere trattate male, amano il linguaggio sporco e amano farsi scopare come delle troie finché abbiamo forza nel cazzo per sfondarle. Mia madre e mia sorella sanno che devono essere vestite sempre da troie in casa, per il nostro piacere, ed indossare tacchi sexy che ci fanno arrapare in continuazione. Una domenica mattina, mia madre e mia sorella sono in cucina:
“Mamma che vestaglia da puttana che ti sei messa, si vedono tutte le tette, è praticamente trasparente”
“Si è allora? A tuo padre piace vederle tutto il giorno”
“Lo so, vorrei averle anche io grandi come le tue cazzo! Quando mi cresceranno anche a me??”
“Beh tesoro a me sono cresciute a dismisura durante la gravidanza, quando ero incinta di te, producevo latte a dismisura. Erano una 4a e me le sono rifatte così perché mi vedo più porca con una 6a rifatta”
“C’è quindi devo rimanere incinta per averle più grandi??”
“Beh ovvio, secondo te perché io mi sono fatta mettere incinta?”
“Ti sei fatta mettere incinta solo per avere le tette più grandi?”
“Esatto, e poi me le sono pure rifatte”
“Ma che Troia che sei ahahah. Allora mi farò mettere incinta da qualcuno anche io”
“Chiedi a tuo fratello o a tuo padre di metterti incinta allora”
“Si infatti, e poi succhierò i cazzi di tutti i ragazzi della scuola finché non troverò uno che mi compri un paio di tettone”
“Che Troia che sei, sono fiera di te”.
Nel mentre di questa conversazione arrivo anche io in cucina, le vedo la sedute a parlare così e già mi sono sentito il cazzo diventare duro. Mia madre aveva quella vestaglia e le ciabattine da casa con i tacchi che me la sarei scopata come una cagna la sul tavolo, mia sorella con il solito leggings attillato in culo, seduta sullo sgabello a gambe aperte, che le chiappe sembravano due goccia d’acqua, top scollato e coda alta da aggrapparsi e tirarla mentre le sfondi il culo a pecora. Esordisco così:
“Buongiorno, di che parlate voi due troie?”
“Niente di che, parlavamo delle tettone di mamma e di quando le avrò anche io”
“Ah beh ottimo, ti cresceranno vedrai. Intanto hai un culo da sfondare, quindi sei già a buon punto”
Mentre mi siedo anche io a tavola, mia madre con il suo fare amorevole e da Troia qual’e, si avvicina per darmi il bacio del buongiorno sulla guancia, e io allungo la mano sul culo e le schiaffeggio le chiappone.
“Tesoro vuoi il caffè?”
“Certo mamma grazie” (dandole un altra pacca sul culo mentre si allontanava)
“Comunque Francesca, se propio le vuoi grandi quelle tette rifattele. Ti fai un bel paio di tettone di plastica e stai apposto no?”
“Si certo che me le rifarò ma prima volevo farle diventare più grandi naturalmente come ha fatto mamma”
E mia madre aggiunge
“Ha ragione, le tette rifatte che sono già grandi sembrano più naturali” infocandosi le sue, gonfie e con i capezzoli sempre duri. Io le guardo, con il caffè davanti, pensando a quanta sborra ci vorrebbe per riempirle tutte. Mi eccito talmente tanto che decido che mi voglio svuotare le palle; guardo mia madre e le dico “sai cosa? Parlare di tette mi ha fatto arrapare di brutto, tira fuori le tettona mamma, voglio succhiarle adesso”
E mia madre, sedendosi su di me a gambe aperte, aprendosi la vestaglia “certo tesoro ecco, succhiatele tutte”
Io con mia madre in braccio, a succhiare e strizzare quelle tettone enormi, mentre lei seduta su di me a gambe aperte che sorseggia il suo caffè strusciando la figa nel perizoma sul mio cazzo di marmo, con lo sguardo amorevole di una madre che è sempre disponibile per il figlio, mi dice “ti piacciono le tettone di mamma vero? Bravo il mio porco, strizzale per bene”
“Si mamma le adoro, voglio che ci sputi sopra e leccarle sputate”
“Achpuù (non so come scrivere uno sputo) tieni tesoro di mamma facci tutto quello che vuoi”
Le strizzavo, leccavo, sputavo, schiaffeggiavo, e lei semplicemente godeva e mi guardava fiera e amorevole come una mamma e una puttana allo stesso tempo.
“Mamma sposta il perizoma, voglio scoparti mentre ti succhio queste tettone bagnate”
“Certo tesoro ecco, mettilo dentro… ahhhhh quanto è duro amore. Scopati tua madre dai”
Le afferro il culo e inizio a sbatterla sul cazzo con una violenza che le cade il caffè dalla tazza, lei con i tacchi appoggiati a terra accompagna il movimento saltandomi sul cazzo e facendomi sbattere in faccia quelle tettone enormi. Quando me la scopo forte, lei adora aprire la bocca tirare fuori la lingua e sbavare come una cagna bagnata, e io che le sputo in faccia mentre le ripeto che è solo una puttana. In tutto questo, mia sorella, seduta la di fianco con il cellulare se ne esce dicendo “che cazzo di arrapati, mi fate venire voglia di scopare anche a me!” E io “zitta un po, fammi scopare questa puttana di nostra madre” (e mia madre ansima sentendosi chiamare puttana, gode davvero). Mia sorella infastidita:
“vabbè vado a farmi scopare da papà allora”
“Sì tesoro vai, e torna con la sborra in faccia, voglio leccare anche la sborra di mio marito sta mattina”
“Si ma ora stai zitta e fammi sborrare a me cazzo”
“Sì tesoro riempimi tutta”……
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