L'Istituto - Capitolo V - La Direttrice Rhea

di
genere
dominazione

Le giornate proseguivano uguali nell’Istituto, tra lezioni, sberle, frustate, punizioni varie e rari premi. Scarlet, Natasha e Mirko avevano capito le regole del gioco, sapevano che l’alternativa era il carcere vero e una fedina penale sporca per sempre; meglio accettare questo periodo di “rieducazione forzata”, sfruttandolo magari per soddisfare qualche fantasia sessuale. In fondo tutti e tre si eccitavano ad essere puniti dalle Professoresse e nei momenti liberi si lasciavano andare a effusioni intime tra di loro, pur sapendo che la cosa era proibita dal regolamento. Un giorno, approfittando di un momento di buco tra le lezioni, Mirko si appartò con Natasha in un corridoio poco illuminato. Quando Elaine li sorprese, Mirko stava scopando Natasha da dietro, con lei piegata su un banco. Elaine, glaciale come sempre, non ebbe scatti d’ira: prese il suo frustino e iniziò a colpire Mirko sulle natiche, icon frustate sempre più forti. A ogni colpo di fianchi di Mirko corrispondeva una forte frustata di Elaine; Mirko era eccitatissimo e allo stesso tempo sopraffatto da dolore. Natasha sentiva il pene di Mirko dentro di lei diventare più duro e grosso ad ogni frustata, provando così un piacere mai sentito prima. All’ennesima frustata Mirko venne copiosamente dentro Natasha, che a sua volte ebbe un orgasmo pazzesco. Elaine smise di frustare il ragazzo e disse “La cosa non finisce qua: sarete portati al cospetto della Direttrice Rhea!”.
Rhea li aspettava nel suo studio, un’ampia sala dotata di scrivania ma anche di strumenti degni di un dungeon: un inginocchiatoio, un trono, un paranco con cinghie dove appendere i malcapitati e una collezione di fruste completa. Elaine portò dentro i due ragazzi come due cani, completamente nudi, al guinzaglio e a quattro zampe. Si fermò un paio di metri prima della scrivania. Rhea indossava un tailleur nero, con gonna corta, calze nere e decollete con suola rossa, con tacco rigorosamente 12. Si alzò e camminò davanti a loro, facendo ticchettare i tacchi. “Vedo che questi due hanno bisogno di qualche robusta ripetizione”. Mirko provò a dire qualcosa, ma un sonoro ceffone di Elaine lo zittì sul nascere “Potrai parlare solo se interrogato, verme!”. Rhea approvò l’operato di Elaine con uno sguardo di intesa e aggiunse “Forse non ne ha presi ancora abbastanza… comunque iniziamo dalla puttanella. Appendila la paranco!”. Natasha si ritrovò appesa per le mani, con i piedi che appena sfioravano terra. Rhea le andò di fronte e la squadrò. “Il tuo passato da zoccola è ancora con te; volevi entrare nel giro delle cortigiane di Mr Highcastle, ma facesti il passo più lungo della gamba; per questo sei qui”. Natasha non rispose, sapendo che era la verità. Rhea iniziò a toccarle il seno, pizzicandole i capezzoli per saggiare la sua resistenza. Natasha cercava di rimanere impassibile pur di non darle soddisfazione, ma le mani di Rhea erano esperte e decise; la ragazza non riuscì a trattenere dei gemiti di dolore. Rhea passò quindi alla sua fica, toccandola prima delicatamente e poi penetrandola decisamente prima con uno e poi con due dita, guardandola sempre negli occhi da distanza ravvicinata. Natasha iniziò a bagnarsi, il sesso con un’altra donna la eccitava almeno quanto quello con un uomo. Rhea se ne accorse, la toccò ancora un pò gustandosi la sua espressione di piacere. Poi si staccò di colpo e andò a sedersi sul trono, con le gambe accavallate e appoggiata allo schienale per gustarsi la scena. “Elaine, dalle 20 scudisciate sulla schiena, come sai fare tu. Mirko, tu le conterai una per una!”. Natasha provò a liberarsi e a urlare mentre Elaine sceglieva lo scudiscio e lo agitava per aria con studiata lentezza. Poi arrivò la prima frustata e un bruciore infernale pervase la schiena di Natasha. Quindi arrivarono la seconda e la terza in rapida sequenza. Mirko rimase inebetito e si dimenticò di contare i colpi. “Non ho sentito contare. Elaine, ricomincia da zero” disse Rhea con un espressione sadica sul volto. Natasha provò ancora a dimenarsi e a urlare, ma le scudisciate iniziarono ad arrivare a ritmo regolare, e questa volta contate da Mirko. Rhea si godeva la scena, la sua espressione faceva trasparire un piacere sadico. Tutte e 20 le scudisciate vennero date con la giusta forza, in modo da lasciare il segno ma senza ferire Natasha. Al termine della punizione Natasha era esausta, venne slegata e portata nella sua cella per riprendersi. “Ora passiamo al verme”, disse Rhea.
scritto il
2026-09-01
2 3
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

L’Istituto

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.