Grazie zia Grazia! (parte 1)

di
genere
incesti

Milf da sballo, zia Grazia – moglie di mio zio Arturo, dunque zia acquisita – è sempre stata la “bonazza” di famiglia, decisamente niente a che vedere con le altre zie dirette o acquisite una più cozza dell’altra e per questo oggetto di velenosi pettegolezzi tra il parentame, specie quello femminile.
Tutta invidia, forse, certo che con il suo fisico esuberante e il suo comportamento disinvolto e disinibito la zietta ha sempre offerto succosi spunti alle malelingue di casa, anche se a essere onesti nessuno era mai riuscito a “pizzicarla” sul fatto.
Non che fosse particolarmente vistosa, almeno a prima vista: bassina, magra e con la classica “pancetta” residuo indelebile delle gravidanze, viso non bello ma interessante con qualche rughetta di troppo, naso affilato e un po’ aquilino, capelli lisci di solito mesciati a coprire il grigio che avanzava impietoso dopo gli “anta”, pelle sempre ben curata e depilata ma con qualche smagliatura qua e là, altro inevitabile tributo pagato alla doppia maternità.
Piccoli difetti che la rendevano ai miei occhi ancora più eccitante, soprattutto di fronte a certi argomenti: un paio di fantastiche tettone pesanti punteggiate di efelidi e piccoli nei scuri generosamente esibite ad ogni occasione, un culo da paura anche se un po’ cellulitico, due cosce sode e polpose con qualche smagliatura da gravidanza anch’esse offerte in bella mostra con gonne corte e spacchi vertiginosi dalla disinvolta proprietaria.
Sicuramente mio zio – un ciccione amante più della birra e della tavola che del sesso, anche perché si vociferava fosse mezzo impotente con seri problemi di erezione… - era molto innamorato della moglie, di cui era chiaramente succube.
Da brava troia tutta "casa e chiesa", zia Grazia era anche un’abile manipolatrice.
Si descriveva come una mammina affettuosa e mogliettina integerrima, innamoratissima di mio zio nonostante fosse minidotato e impotente (quando lo ricordava riusciva perfino a farsi spuntare una lacrimuccia, con tanto di teatrale "ma io lo amo lo stesso!!!"), concupita da tanti uomini ma sempre fedele alla famiglia, ecc.
Nella mia ingenuità di adolescente allupato mi stavo convincendo davvero che in fondo fosse “tutto fumo e niente (o comunque poco) arrosto”, cioè che alla fin fine la moglie di mio zio fosse solo una bella figa esibizionista che godeva a eccitare i maschi e niente più…
Nel mio caso poi lo faceva sicuramente con un pizzico di sadismo, facendomi chiaramente capire che dovevo tenere le mani a posto…
Abitavo con i miei in una villetta bifamigliare vicino al mare, l’altra porzione era di mio zio che però per esigenze sue di lavoro e di scuola per i figli abitava con la famiglia nel capoluogo a qualche decina di km di distanza, trasferendosi accanto a noi solo nei mesi estivi.
All’inizio, in presenza dei figli e di mio zio, Grazia si teneva molto, ma poi aveva cominciato a esagerare e ad esempio in spiaggia esibiva bikini minuscoli anche davanti ai miei cuginetti…
Mio zio quando tornava il fine settimana timidamente cercava di riprendere la moglie rimediando rispostacce acide o sarcastiche che ingoiava vergognoso perché innamorato perso e consapevole che, essendo mini dotato e quasi impotente, non poteva soddisfare una moglie bona, troia e vogliosa di cazzi come la sua…
L’avevo scoperto per caso una mattina di giugno, risalendo dalla spiaggia dove avevo lasciato i miei cugini al baby park del lido insieme ai loro amichetti per una festicciola di bambini con gli animatori, su richiesta della madre che mi aveva detto di non sentirsi bene…
Normalmente mi fermavo in spiaggia fino all’ora di pranzo ma quella volta avevo scordato il libro di inglese (quell’anno avevo la maturità e a giorni davo gli orali), prima di scendere nuovamente mi ero affacciato al giardino degli zii per avvisarla che i pupi erano ok e sarei andato a riprenderli più tardi, lei non c’era così mi ero accostato al finestrone a vasistas del soggiorno da dove mi arrivavano delle voci, pensando che stesse guardando la tele.
Avevo sbirciato dentro dalla tapparella semi-alzata, restando basito.
Aggrappata al bordo del tavolo da pranzo, a braccia tese e piegata a 90 gradi a gambe divaricate, c’era mia zia, ansimante e scarmigliata, completamente nuda!
In piedi dietro di lei c’era Lucio, uno dei gestori del lido, un tizio sui 50 volgare e prepotente (si diceva fosse un malavitoso nel giro della camorra), muscoloso e tatuato, che con i boxer calati alle caviglie la fotteva alla grande con potenti colpi di cazzo tenendola per la catenella che le cingeva i generosi fianchi da madre di famiglia!
Gemiti soffocati, mugolii, ansimare affannoso, il “ciàf ciàf” dei grossi coglioni dell’uomo che sbattevano sul bel culone di mia zia mentre le sue tettone ballonzolavano avanti e indietro a ogni affondo…
Riuscivo a vederla leccarsi le labbra dal gusto che le dava quel grosso cazzo nerboruto che la stava trapanando mentre restando aggrappata al tavolo con una mano con l’altra in mezzo alle cosce si sditalinava freneticamente… si voltava spesso verso il suo stallone e la sentivo a tratti incitarlo con voce arrochita dall’eccitazione:
“Fotti Lucio fotti!!!... Oh sssììì che cazzone duro che c’hai come mi piace!!!”
Il porco a sua volta la insultava a voce bassa, sentivo che le dava della troia e della vacca, ogni tanto rallentava il ritmo e si chinava sulla schiena della sporcacciona, mungendole golosamente le grosse mammelle penzolanti e strizzandole i lunghi capezzoli scuri tra indice e pollice mentre la slinguava avidamente sul collo e dietro le orecchie, sussurrandole oscenità che non riuscivo a sentire.
Lei si voltava, lo chignon disfatto e i capelli mesciati appiccicati sulla fronte madida di sudore… le loro lingue si cercavano e si incontravano, avvinghiandosi e sgocciolando saliva, poi Lucio instancabile riprendeva a pomparla con vigore!
“Oh!...Oh!…Oh!… Mmh…Mmh…Mmh…” esclamazioni e mugolii di piacere di mia zia accompagnavano ogni affondo di cazzo di Lucio!
“Ahi! Piano amore così mi fai male!! È troppo grosso ce l’hai enorme!!! Oh ma sentilo che sberla… oh yeah, sei proprio cazzutissimo!!!”
Lucio aveva rallentato il ritmo e con studiata lentezza aveva tirato fuori l’uccello dall’ano poggiandolo bene in vista sul culone fremente della sua amante.
“Ma che fai monello mica ho detto di toglierlo!!” aveva allora protestato la troia con vocina delusa e ansimante girandosi a guardarlo.
“Ti piace eh ‘sto bel cazzone?!? Guardalo com’è grosso, mica il pisellino rinsecchito di quel cornutone impotente di tuo marito!!” ghignava il maiale sbattendoglielo a mò di batacchio sulle chiappone tremolanti per i ceffoni che intanto gli mollava sull’una e l’altra.
Era davvero un cazzo enorme, scappucciato con una cappella turgida e pulsante che svettava come scolpita alla sommità di un bastone leggermente ricurvo, duro come un selce, intarsiato di prominenti vene bluastre, alla cui base penzolava osceno il voluminoso scroto incorniciato da una fitta peluria scura.
“Oh sì amore è proprio super” si era complimentata mia zia con voce roca per l’eccitazione mentre glielo accarezzava delicatamente in punta di dita. “Mmmhhh, sentilo quanto è tosto! Che bel cazzone duro che ci ha questo monellaccio!!! Uh, ma come sono gonfi questi palloncini… c’è tanta cosina buona per porcellina Grazia qui dentro, vero?”
Ascoltavo inebetito quel turpiloquio, proprio lei che sgridava severamente i figli se si azzardavano a dire qualche innocua parolaccia tra amichetti!!!
L’avessero vista scendere con la mano fino alle palle del suo amante, soppesandole ammirata per poi impugnare il palo di carne accennando a masturbarlo e sentita sussurrare smaniosa al suo amante “Okay Lucio, adesso sbattimelo ancora dentro, lo voglio tutto nel culo!!”
Mentre il fortunato glielo stava appizzando di nuovo per incularla con il suo cazzone mia zia si era voltata verso la finestra e i nostri sguardi si erano incrociati per un attimo prima che facessi in tempo a ritrarmi e allontanarmi, non sapevo se più incazzato o eccitato per quello che avevo visto e sentito…

Gradisco moltissimo i vs commenti e ho anche delle foto di mia zia, scrivetemi su
doublegi@tutamail.com
(segue)
scritto il
2026-08-17
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