Sgualdrina dell’ufficio: un reportage in diretta dal “palcoscenico“ (1.parte).

di
genere
confessioni

1.Si, sono, per natura, una sgualdrina. Una consumatrice di uomini, una “mangiauomini”. Una donna che ha bisogno di sesso come dell’aria – almeno una volta al giorno, meglio ancora due. Non lo dico per giustificarmi né per vantarmi: è semplicemente una di quelle abitudini intorno alle quali una persona può costruirsi un’intera morale, quando non ha nient’altro da costruire.
Forse è per questo che mi piace la nostra cara lingua italiana, perché qui persino per i peccati esistono più sfumature che in molte altre lingue. E se cercassi qui la definizione più precisa per quello che faccio, troverei almeno cinquanta modi per condannarmi – e quasi altrettanti per giustificarmi con eleganza.
«Ninfomane» non andrebbe bene. Questa parola spiegherebbe soltanto qualcosa del mio orientamento interiore, quasi maniacale, ma non quello che succede in ufficio, dove lavoro, e al di fuori di esso. La ninfomane è una diagnosi, un’immagine, una parola clinica, per di più di origine greca, che lascia una persona sola e colpevole dentro la propria testa. Io, invece, non sono mai stata particolarmente sola, e ancora meno mi sono mai accusata o condannata.
«Ragazza d’ufficio» suonerebbe troppo frivolo, quasi innocente – come una «ragazza d’estate», che compare per un attimo sulla spiaggia, si abbronza le spalle e a settembre scompare insieme all’ultimo traghetto. Io ho già più di quarant’anni e sono una donna single. Non ho più il lusso di poter essere scambiata semplicemente per una ragazza frivola.
«Seduttrice d’ufficio», invece, suona quasi aristocratico. Ma la seduzione, nella mia attività, è soltanto un sottoprodotto, non lo scopo.
«Puttana d’ufficio» sarebbe già troppo diretto. Mi relegherebbe in una categoria troppo volgare, che non si addice né alla mia istruzione, né alla mia educazione, né alla mia classe sociale. E sarebbe ingiusto paragonarmi a una prostituta di strada. Per strada si vende il corpo. Io non ho mai venduto il mio. L’ho semplicemente usato con grande generosità.
E poi c’è «troia».
Sarebbe quasi perfetto, se il destino non avesse deciso di giocarmi un piccolo scherzo. Perché il mio nome è Helene – come Elena di Troia, la donna per la cui bellezza, a quanto pare, migliaia di uomini si massacrarono per dieci anni. Quindi definirmi troia sarebbe un modo fin troppo evidente di associarmi alla protagonista di quella città peccaminosa.
E così rimane “sgualdrina”. Un po’ antiquata, ma abbastanza elegante da poter essere sussurrata a lume di candela, e abbastanza volgare da essere capita da un uomo anche senza dizionario.
Dunque: “sgualdrina dell’ufficio”.
E quando la prima volta mi sono definita così mentalmente, non mi è sembrato un insulto. Mi è sembrato addirittura un titolo professionale, anche se naturalmente sul contratto sono assunta con una qualunque altra qualifica – addetta al servizio clienti, segretaria, assistente, tirocinante… Sarebbe piuttosto strano, dopotutto, se nel nostro ufficio, composto in larga maggioranza da uomini, una delle poche donne del personale venisse presentata dalla responsabile delle risorse umane più o meno così:
«Attenzione, cari colleghi! Vi presento Helene, la nostra nuova sgualdrina dell’ufficio. Da oggi prenderà il posto di Odette, che svolgeva un ottimo lavoro, ma ormai ha fatto il suo tempo, se così si può dire, e ha accettato nuove sfide in un altro ufficio – be’, avete capito anche voi, il ricambio del personale in questa posizione è piuttosto elevato…
D’ora in poi si occuperà dei nostri clienti più importanti, vale a dire di noi stessi: viaggerà insieme a voi, sarà sempre pronta a servirvi quando qualcuno avrà bisogno di qualcosa, ovunque vi troviate e qualunque cosa desideriate, e naturalmente sarà anche lautamente ricompensata per questo.»
Naturalmente lo direbbe con un’ironia non proprio velata – probabilmente anche perché, considerando il suo aspetto e il suo modo di pensare, quel ruolo non le si addirebbe affatto, mentre il suo stipendio oscilla intorno alla media della scala salariale…
scritto il
2026-08-15
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