A casa da sola
di
Unatipaacaso
genere
dominazione
Mi chiamo Laura e ho 22 anni, sono una ragazza che tende a controllare tutto e che raramente perde il controllo. Fidanzata da 5 anni con Samuele, viviamo in un piccolo paese sperduto dell’italia meridionale. Vivo ancora a casa dei miei genitori e molto spesso approfitto della loro assenza per far venire il mio ragazzo a casa.
Quella mattina erano le 10 e mi arrivò un messaggio sul cellulare:
“Fatti trovare nuda in ginocchio, bendata e con le cuffie. Sto arrivando”.
Sentì il cuore battere a mille, non era mai successa una cosa del genere. Non sapevo cosa fare. Decisi di assecondarlo. Quando suonò il campanello e io aprì la porta, mi bendai, feci partire una canzone nelle orecchie e mi inginocchiai vicino alla porta rischiando che qualche vicino potesse spiare dalla porta aperta mentre scendeva le scale. La paura saliva, ci stava mettendo molto. Ad un certo punto sentì un tintinnio di cintura molto flebile, la porta chiudersi e la cintura agganciarsi intorno al mio collo. Non capivo cosa stesse succedendo..il mio cuore era in preda al panico e tra le mie gambe ormai c’era un lago di umori. Pian piano tirò il collare costringendomi a seguirlo gattonando. Fu lento ed umiliante. Arrivammo nella mia cameretta, quella che mi ha visto crescere e giocare ora mi vedeva completamente sottomessa e degradata da un uomo. Lui si sbottonò i pantaloni e fece uscire il suo pene, dalla cintura legata al collo mi tirò costringendomi a prenderlo tutto in bocca. Diede 5 colpi secchi nella mia gola, provocandomi qualche conato di vomito.
Mi tolse benda e cuffie e mi costrinse a guardarlo, era così bello, ma aveva uno sguardo assente. Il tipico suo sguardo dell’eccitazione. Rimasi in ginocchio difronte a lui.
“Prendilo immediatamente tutto” si sedette e mi porse il suo cazzo, obbedì, non lo avevo mai visto così autorevole.
Gli succhiai il cazzo come non mai, sembrava me lo volessi divorare tutto.
Compiaciuto, decise di fermarmi, “fammi vedere quanto lo vuoi”, iniziò a sbattermelo sulle guance mentre tentavo di riprenderlo in bocca.
“Perfavore..” dissi disperata, “cosa?” Chiese lui, “cosa vuoi?”. Divenni rossa e non risposi. Mi arrivò uno schiaffo sul seno, “DILLO”.
“Il tuo cazzo…” abbassai la testa.
Me lo rificcò nuovamente in gola e continuai il mio lavoro
“Sei una troia” ringhiò, “sei una porca”, “cosa penserebbero i tuoi amici se ti vedessero così?”.
Mi staccò, slegò la cintura dal mio collo e la usò per legarmi le mani dietro la schiena, mi fece stendere sul letto e mi bendò nuovamente. Sentì il rumore dello scatto di una foto, mi irrigidì “cosa stai facendo?” Mi allarmai, tentai di liberarmi. Lui cominciò a mordermi i capezzoli, era clino su di me, scese pian piano verso la mia vagina e cominciò a leccarmela mentre mi stringeva la tetta con una mano. Mi abbandonai alle sensazioni. Si allontanò da me, lo sentì spogliarsi e in un batter d’occhio lo sentì con tutta la sua erezione dentro di me. Si mosse con forza e potenza, mi sentivo inerme ma amavo questa sensazione che dino a quel momento non avevo mai provato. Insoddisfatto mi girò e mi fece esporre il culo all’aria. Mi diede qualche schiaffo sul culo e rinfilò il cazzo dentro la mia vagina, spinse ancora e ancora mentre continuava a sculacciarmi. Quando stava per venire uscì da me, prese il telefono, mi fece mettere in ginocchio bendata a terra e cominciò a registrare il finale.
“Apri la bocca, cazzo” ringhiò.
Si segò gli ultimi 2 minuti e liberò il suo seme sulla mia faccia e sulla benda. Continuò a riprendere mentre si faceva succhiare le ultime gocce di sperma dal cazzo, mi tolse la benda e me la ficcò in bocca. Si rivestì soddisfatto, riprese la cinta e se ne andò senza dire nulla.
Quella mattina erano le 10 e mi arrivò un messaggio sul cellulare:
“Fatti trovare nuda in ginocchio, bendata e con le cuffie. Sto arrivando”.
Sentì il cuore battere a mille, non era mai successa una cosa del genere. Non sapevo cosa fare. Decisi di assecondarlo. Quando suonò il campanello e io aprì la porta, mi bendai, feci partire una canzone nelle orecchie e mi inginocchiai vicino alla porta rischiando che qualche vicino potesse spiare dalla porta aperta mentre scendeva le scale. La paura saliva, ci stava mettendo molto. Ad un certo punto sentì un tintinnio di cintura molto flebile, la porta chiudersi e la cintura agganciarsi intorno al mio collo. Non capivo cosa stesse succedendo..il mio cuore era in preda al panico e tra le mie gambe ormai c’era un lago di umori. Pian piano tirò il collare costringendomi a seguirlo gattonando. Fu lento ed umiliante. Arrivammo nella mia cameretta, quella che mi ha visto crescere e giocare ora mi vedeva completamente sottomessa e degradata da un uomo. Lui si sbottonò i pantaloni e fece uscire il suo pene, dalla cintura legata al collo mi tirò costringendomi a prenderlo tutto in bocca. Diede 5 colpi secchi nella mia gola, provocandomi qualche conato di vomito.
Mi tolse benda e cuffie e mi costrinse a guardarlo, era così bello, ma aveva uno sguardo assente. Il tipico suo sguardo dell’eccitazione. Rimasi in ginocchio difronte a lui.
“Prendilo immediatamente tutto” si sedette e mi porse il suo cazzo, obbedì, non lo avevo mai visto così autorevole.
Gli succhiai il cazzo come non mai, sembrava me lo volessi divorare tutto.
Compiaciuto, decise di fermarmi, “fammi vedere quanto lo vuoi”, iniziò a sbattermelo sulle guance mentre tentavo di riprenderlo in bocca.
“Perfavore..” dissi disperata, “cosa?” Chiese lui, “cosa vuoi?”. Divenni rossa e non risposi. Mi arrivò uno schiaffo sul seno, “DILLO”.
“Il tuo cazzo…” abbassai la testa.
Me lo rificcò nuovamente in gola e continuai il mio lavoro
“Sei una troia” ringhiò, “sei una porca”, “cosa penserebbero i tuoi amici se ti vedessero così?”.
Mi staccò, slegò la cintura dal mio collo e la usò per legarmi le mani dietro la schiena, mi fece stendere sul letto e mi bendò nuovamente. Sentì il rumore dello scatto di una foto, mi irrigidì “cosa stai facendo?” Mi allarmai, tentai di liberarmi. Lui cominciò a mordermi i capezzoli, era clino su di me, scese pian piano verso la mia vagina e cominciò a leccarmela mentre mi stringeva la tetta con una mano. Mi abbandonai alle sensazioni. Si allontanò da me, lo sentì spogliarsi e in un batter d’occhio lo sentì con tutta la sua erezione dentro di me. Si mosse con forza e potenza, mi sentivo inerme ma amavo questa sensazione che dino a quel momento non avevo mai provato. Insoddisfatto mi girò e mi fece esporre il culo all’aria. Mi diede qualche schiaffo sul culo e rinfilò il cazzo dentro la mia vagina, spinse ancora e ancora mentre continuava a sculacciarmi. Quando stava per venire uscì da me, prese il telefono, mi fece mettere in ginocchio bendata a terra e cominciò a registrare il finale.
“Apri la bocca, cazzo” ringhiò.
Si segò gli ultimi 2 minuti e liberò il suo seme sulla mia faccia e sulla benda. Continuò a riprendere mentre si faceva succhiare le ultime gocce di sperma dal cazzo, mi tolse la benda e me la ficcò in bocca. Si rivestì soddisfatto, riprese la cinta e se ne andò senza dire nulla.
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