Roma – la perla sensuale dell'arte barocca (seconda parte)

di
genere
confessioni

Così, poco a poco, Roma divenne la capitale europea del Barocco nel XVII secolo. Un impulso decisivo a questa trasformazione venne dalla Riforma, iniziata nel XVI secolo. Poiché il protestantesimo si diffuse in molti paesi europei, il papato rispose con la Controriforma, il cui obiettivo era rafforzare l'autorità della Chiesa cattolica. L'arte e l'architettura divennero gli strumenti più importanti per raggiungere questo scopo.
Perché proprio il Barocco? Perché si rivelò il linguaggio espressivo ideale. La sua emotività, il suo dinamismo e la sua teatralità dovevano coinvolgere non solo la ragione dell'uomo, ma anche i suoi sensi. Roma, sede del pontefice, divenne il centro di questa corrente artistica, da cui nacquero grandiose chiese, sculture e affreschi destinati a esprimere lo splendore e la potenza della fede cattolica. Fu proprio nel XVII secolo che papi influenti investirono ingenti somme per abbellire la città, chiamando a lavorare i più grandi artisti e architetti del loro tempo, come Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. Furono le loro opere a fare di Roma uno dei più importanti centri artistici dell'età barocca. Piazza San Pietro, progettata da Bernini, non è semplicemente una piazza: si apre davanti al visitatore come due braccia spalancate che lo attirano in un abbraccio.
Alla trasformazione di Roma in capitale del Barocco contribuì in modo decisivo anche il suo patrimonio antico, nel quale le forme classiche si intrecciarono con le idee della nuova epoca. Strade rettilinee, ampie piazze, fontane e chiese furono disposte in modo da guidare lo sguardo e il cammino del visitatore. Un esempio emblematico è la Fontana di Trevi, capolavoro del tardo Barocco e punto terminale dell'antico acquedotto Aqua Virgo. Completata durante il pontificato di papa Clemente XII, essa riflette nel suo progetto anche l'influenza di precedenti idee di Gian Lorenzo Bernini. Il suo nome richiama l'incrocio di tre vie (tre vie). Davanti a quella fontana, più di un turista in cerca di sollievo dalla calura avrà certamente pensato: perché non potrebbe essere qualcosa di più di una semplice fontana, una piscina nella quale tuffarsi in bikini o persino nudi?... Solo per un istante, come un bacio fugace… Questa fantasia divenne realtà nel film La Dolce Vita di Federico Fellini. Anita Ekberg e Marcello Mastroianni si baciarono, dimentichi di tutto, nelle acque della fontana, creando una delle scene più memorabili dell'intera storia del cinema. Particolarmente indimenticabile fu il lungo abito di velluto nero indossato da Anita Ekberg, la cui pesante eleganza, immersa nell'acqua, assunse una qualità quasi scultorea.
La luce scorre sul marmo come dita sulla pelle, le sculture sembrano respirare e gli affreschi paiono aprire un varco verso il cielo. L'intera città appare come una gigantesca scenografia, nella quale l'architettura gioca con i sensi dell'osservatore, seduce lo sguardo e lascia che sia l'immaginazione a completare ciò che la pietra si limita appena a suggerire. Tutto sembra concepito affinché l'uomo si senta, nello stesso momento, infinitamente piccolo e irresistibilmente attratto da qualcosa di più grande.
Ma verso che cosa? Soltanto verso Dio? Oppure vi si cela anche l'antico Eros, che non ha mai davvero abbandonato Roma, ma nel corso dei secoli si è semplicemente sublimato in forme nuove?
Roma attirava, Roma seduceva... Lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. Per esempio durante la più importante festa della cristianità, il Natale, quando la città risplende tra un mare di alberi addobbati e la luce che si riflette sulle facciate color beige dei palazzi barocchi, tra le loro innumerevoli volute, i portici e le finestre, crea un'atmosfera quasi irreale. Quando il tepore dell'estate ormai lontana non si è ancora del tutto dissolto e a mezzanotte la gente siede ancora ai tavolini delle piazze, mentre nel Nord Europa ci si avvolge già in pesanti cappotti di lana. Non è forse, già solo questo pensiero, un contrasto profondamente sensuale?
Facciamo però un passo indietro nel tempo. Roma attirava non soltanto pellegrini, ma anche artisti provenienti da tutta Europa — dalla Spagna, dalla Francia, dai Paesi Bassi e dalla Germania — che giungevano qui per studiare e lavorare, poiché la città offriva un numero straordinario di commissioni e di opportunità creative. Questa comunità internazionale favorì lo scambio di idee e contribuì alla rapida diffusione del Barocco in tutto il continente. Diego Velázquez perfezionò qui la sua concezione della luce, Nicolas Poussin realizzò a Roma le sue opere più importanti e Bernini realizzò qui le opere che lo consacrarono come il massimo maestro del Barocco.
Così Roma si affermò come la vera capitale del Barocco: una città la cui bellezza non era soltanto visibile, ma celebre ben oltre i suoi confini.

di
scritto il
2026-06-28
3 3
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.