Essere pronti a tradire

di
genere
tradimenti


Frequeno l'università è ho avuto un solo ragazzo alle spalle. Anzi, lo stesso ragazzo da quando avevo sedici anni.

Per tutti sono sempre stata quella affidabile. Quella che non flirta, che non gioca, che non tradirebbe mai. E, fino a qualche mese fa, lo pensavo anch'io.

Poi ho iniziato ad andare più spesso al Pet Market.

La prima volta è stato per comprare il mangime al cane dei miei genitori. Lui lavorava lì.

-Se vuoi, ti aiuto io.

Ricordo ancora la sua voce tranquilla. Il sorriso gentile. La facilità con cui aveva sollevato il sacco da quindici chili, come se non pesasse nulla.

Era bello, sì. Ma non nel modo costruito dei social. Aveva le braccia forti, la divisa un po' stropicciata e un modo di guardarti negli occhi che ti faceva sentire ascoltata davvero.

-tu sei Sara, giusto?

La volta dopo si ricordava il mio nome.

E quella dopo ancora si ricordava il nome del cane.

Da allora ho iniziato a chiedermi se stessi inventando delle scuse per tornare lì.

Mentre il mio ragazzo mi raccontava la sua giornata, io mi sorprendevo a pensare a Matteo che sistemava gli scaffali, alle sue mani grandi, alla sua pazienza con i clienti anziani, alla risata che tratteneva quando un cucciolo gli saltava addosso.

E ogni volta mi sentivo in colpa.

Perché non avevo mai guardato nessun altro in quel modo.

Non avevo mai avuto il desiderio di sapere come sarebbe stato uscire a prendere un caffè con qualcuno che non fosse il mio fidanzato.

Una sera mi osservai allo specchio e mi chiesi:

Sei diventata una cattiva persona?

La risposta non arrivò.

Il sabato successivo tornai al negozio.

-hai bisogno di qualcosa?. mi chiese lui.

-non lo so ancora. risposi sorridendo.

Parlammo per dieci minuti. Di università. Di viaggi che avremmo voluto fare. Di quanto lui volesse aprire un giorno un rifugio per animali.

E io ridevo.

Ridevo davvero.

Quando uscì dal retro con una scatola tra le braccia, si voltò verso di me.

-Mi fa piacere quando passi di qui. E anche a lui...

-A lui chi? Chiesi scioccamente.

E lui si toccó con le mani il pacco che sotto la tuta da lavoro era in completa erezione, facendomi l'occhiolino

Sentii il cuore accelerare.

Per un attimo immaginai cosa sarebbe successo se gli avessi detto che anch'io aspettavo quei momenti. Se gli avessi confessato che ormai conoscevo perfettamente i suoi turni. Che il profumo del negozio mi ricordava lui.

Ma rimasi in silenzio.

Tornai alla macchina con il sacchetto del mangime sul sedile accanto. Fantasticai su quella tuta...

Accesi il telefono.

Una notifica del mio ragazzo.

-Stasera pizza insieme?

Rimasi a fissare lo schermo.

Forse essere pronti a tradire non significa desiderare qualcun altro.

Forse significa scoprire che il proprio cuore è più complicato di quanto si credesse.

Che anche le persone fedeli possono essere tentate.

Che amare qualcuno non cancella automaticamente la curiosità verso ciò che avrebbe potuto essere.

Misi in moto.

Non sapevo ancora quale scelta avrei fatto.

Sapevo soltanto che, per la prima volta nella mia vita, avevo smesso di vedermi come la ragazza che non avrebbe mai potuto.

Ed ero diventata una ragazza che, ogni giorno, avrebbe dovuto decidere chi voleva essere.
E voi che ne pensate dei tradimenti? Lo avete fatto? La prima volta come è stata?
Sono curiosa simonetta2020_07@libero.it
scritto il
2026-06-14
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